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Difendere una Pac che punti ai giovani e all’ambiente, appello dagli “agriconfronti” di Veneto Agricoltura

“Da incontri come quello organizzato da Veneto Agricoltura a Legnaro emerge netta la necessità di fare squadra a livello sia regionale che nazione ed europeo con l’obiettivo di disegnare una precisa strategia del sistema agricolo per i prossimi 20 anni. Solo in questo modo sarà possibile assicurare ai nostri agricoltori una politica agricola che possa garantire loro una soddisfacente redditività”. E’ con queste parole che il sottosegretario del Ministero per l’Agricoltura, il veneto Franco Manzato, ha inquadrato nel corso della tavola rotonda “politica” che concluso il partecipato evento promosso dall’Agenzia regionale svoltosi a Legnaro (Pd) nei giorni scorsi.

Tavola rotonda, coordinata dal direttore de L’Informatore Agrario, Antonio Boschetti, durante la quale l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, ha ribadito l’importanza del ruolo della Regione nelle scelte di politica agricola locale, leggi PSR, dove il Veneto si distingue per la capacità di spesa. Interrogato sul tema dell’innovazione, il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro, ha voluto rimarcare il forte impegno dell’Agenzia per dare strumenti competitivi agli imprenditori agricoli veneti.

Partendo dalla presentazione del Quaderno n. 20 della Collana Editoriale di Veneto Agricoltura dal titolo “Agriconfronti. L’agricoltura veneta e le sfide europee” (che può essere scaricata da: https://bit.ly/2Yk7uRP), il convegno ha messo sotto la lente di ingrandimento alcuni comparti del primario veneto in rapporto a quello nazionale ed europeo, a cominciare dalle dimensioni aziendali e l’occupazione in agricoltura per passare poi ai settori vitivinicolo, del mais e del biologico. Obiettivo principale del focus è stato quello di tastare il polso all’agricoltura in vista della riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che farà da sfondo alle scelte nazionali e regionali del periodo 2021-2027. Una politica, quella agricola, che in questi mesi sta prendendo forma a Bruxelles e che il Parlamento europeo che uscirà dalle urne il prossimo 26 maggio dovrà ultimare e varare, si spera, entro il 2020. “Allo stato attuale – è stato ricordato da Herbert Dorfmann,  membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – ci sono ancora dei margini di discussione e d’intervento, ed è proprio per questo che confronti come quello di oggi assumono una grande rilevanza, visto che le parti coinvolte del mondo agricolo, compresa quella politica, vengono messe nelle condizioni di confrontarsi tra loro. Di certo possiamo dire che la PAC post 2020 sarà una politica che guarda ai giovani e all’ambiente e che supporterà chi davvero vive di agricoltura”.

Il focus, animato dai giornalisti Giorgio Setti (Terra e Vita), Antonio Boscaini (Informatore Agrario) e Mimmo Vita (Veneto Agricoltura), ha visto l’intervento di numerosi esperti ed esponenti del mondo produttivo (Sandro Boscaini, Azienda Vinicola Masi; Andrea Bertoldi, Brio SpA), accademico e della ricerca (Samuele Trestini, Università di Padova; Renzo Rossetto, Veneto Agricoltura), dell’associazionismo agricolo (Lodovico Giustiniani, Confagricoltura del Veneto; Daniele Salvagno, Coldiretti Veneto; Gianmichele Passerini, CIA del Veneto; Doriano Annibale, Agri del Veneto; Marco Aurelio Pasti, Associazione Maiscoltori Italiani) e di altre strutture quali Veneto Lavoro presente con Letizia Bertazzon. Di seguito le sintesi con tutti inumeri degli agriconfronti (superficie e dimensioni delle aziende agricole, occupazione, vitivinicolo, mais e biologico). Ricordiamo che i video di tutti gli interventi sono disponibili sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura.

Superfici aziendali in Ue, Italia, VenetoNell’Unione Europea la Superficie Agricola, dati Eurostat 2016, è di 173,3 milioni di ettari, utilizzata da 10,5 milioni di aziende agricole. Quasi il 60% da soli tre stati: Romania (33%), Polonia e Italia. Da noi le aziende agricole sono circa 1 milione e 145 mila, in calo del -31,8% nel decennio 2007-2016. La diminuzione delle aziende è una caratteristica strutturale comune a tutti gli Stati Membri: nell’Unione Europea è al -24,2%, in Veneto del -48%. L’agricoltura europea può essere definita una “agricoltura frammentata”: circa i due terzi delle aziende sono piccole (65%), non superando i 5 ettari di Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Ma, negli ultimi dieci anni, queste diminuiscono costantemente (-29), mentre aumentano di quasi il 4% quelle con SAU superiore ai 50 ettari, ora il 7% del totale. Il modello agricolo italiano si scontra con quello di altri grandi paesi europei come Francia, Germania, Gran Bretagna, dove prevalgono le aziende di grandi dimensioni. Inoltre, sempre a livello europeo, quelle con più di 50 ettari, pur essendo solo il 7% del totale, concentrano oltre il 68% della superficie complessiva. Quelle inferiori a 5 ettari, quasi il 65% del totale, occupano solo il 6% della superficie agricola. L’Italia, con una SAU media aziendale di 10,6 ettari, in crescita del 31,5% nel decennio, presenta comunque un valore inferiore a quello medio dell’Unione Europea, pari a 16,7 ettari/azienda. Valore che in Veneto ha avuto un incremento importante, passando da 5,7 a 10,9 ettari/azienda.

Occupazione. Nel 2017 nell’Unione Europea gli occupati agricoli erano circa 9,5 milioni, in calo del 17,7% rispetto al 2008, caratteristica strutturale dell’ultimo decennio per quasi tutti gli stati. Fanno eccezione l’Italia, che ha avuto un incremento del 2%; e il Veneto, con una crescita del 18%. Prevale quindi l’occupazione maschile: la “quota rosa” in agricoltura in Europa è in media del 33,7%. In Italia è al 26,2%, nel Veneto al 20,7%. Considerando la posizione professionale, in media, nell’UE-28, la quota di occupati indipendenti è del 61,4%, mentre i dipendenti rappresentano il 38,6% degli occupati agricoli. Nel Veneto gli indipendenti sono il 67,2% a fronte del 32,8% di occupati dipendenti; mentre in Italia, al contrario, gli indipendenti sono il 43,7%, 56,3% i dipendenti. La dinamica occupazionale negli ultimi dieci anni, evidenzia in quasi tutti i paesi un calo della quota di occupati indipendenti a favore di una crescita dell’incidenza degli occupati dipendenti. L’Italia, come la Francia, ha avuto una perdita meno rilevante (-6,9%), mentre la Regione Veneto mostra un aumento del +15,8% nel 2017 rispetto al 2008. Per gli occupati dipendenti si registra un aumento medio del +7% in Europa; che crescono anche in Italia, ma del 14,4%. Meglio ha fatto il Veneto, con un ottimo +23,9%. Anche per gli occupati indipendenti la propensione a fare impresa rimane prevalentemente una questione maschile. In media, nell’UE-28, i maschi rappresentano il 71,7% degli occupati indipendenti; in Italia la quota maschile è del 77,5%; in Veneto del 78,8%.

Vino. Le superfici e la produzione di uva da vino nell’Unione Europea, rispettivamente pari a 3 milioni di ettari e circa 21 milioni di tonnellate nel 2017, sono concentrate in tre paesi: Spagna, Italia e Francia. Negli ultimi dieci anni c’è stata una generalizzata riduzione degli investimenti scesi del -12,3%; in Italia siamo al -10,9%, mentre nel Veneto, assistiamo ad un incremento degli ettari del +15,3%. Negli ultimi dieci anni in Europa sia le importazioni – pari a 13 miliardi di euro nel 2017, che le esportazioni – 20,9 miliardi, sono in aumento. Ma mentre le importazioni sono cresciute del 18,5%, le esportazioni volano a +48%. La Francia, primo paese esportatore con oltre 9 miliardi di euro è cresciuta meno della media comunitaria (+33,3%); meglio fanno Italia, +69,5%, 6 miliardi di euro nel 2017, e Spagna (circa 3 miliardi di euro, +60,3%). Ottimo il Veneto, al quarto posto nella virtuale classifica dei principali esportatori nella UE, dietro la Spagna. Per strategie dell’export, la Francia sembra aver liberato quote di mercato, subito occupate da spagnoli e italiani, per puntare su mercati emergenti extra-UE forse più remunerativi, quali Cina, Australia e Sud-Est asiatico. Il Veneto, regione leader, vanta un incremento delle esportazioni extra-UE del +126%, e del +111% con gli altri paesi europei.

Mais. Negli ultimi dieci anni, nell’Unione Europea si è assistito ad una diminuzione delle superfici coltivate a mais, scese a 8,4 milioni di ettari nel 2017. L’Italia, con circa 650 mila ettari investiti, di cui un quarto coltivati in Veneto, è il paese che ha registrato la riduzione maggiore, -38,3%, leggermente superiore a quella del Veneto, -37,1%. Tuttavia, grazie a un netto miglioramento delle rese, la produzione totale è aumentata, attestandosi a circa 65,4 milioni di tonnellate di mais, un terzo in più rispetto al 2007. Nel 2017, le importazioni di mais dell’Unione Europea sono aumentate del 36,1% rispetto al 2007; quasi un terzo della crescita è imputabile all’Italia, che ha raggiunto i 5,3 milioni di tonnellate nel 2017. Di queste, 1,4 milioni sono importate dal Veneto, raddoppiate rispetto al 2007, metà delle quali da extraUE. Le esportazioni di mais sono state pari a circa 17,5 milioni di tonnellate: più del 90% verso altri paesi UE. In sintesi l’UE a 28 dipende oggi dalle importazioni provenienti da paesi extra Ue: specie dall’Ucraina, per oltre il 50%, seguita a distanza dal Brasile. La produzione di italiana infine copre poco più della metà del fabbisogno interno, come nel Veneto, dove il cosiddetto indice di autosufficienza ha seguìto un andamento analogo a quello nazionale.

Biologico. Nel 2017 il 24% dei quasi 280 mila operatori biologici europei, cresciuti del 55% in dieci anni, erano italiani, uno su 4; nel Veneto 2.516 dove, a partire dal 2010, il loro numero è più che raddoppiato. Tuttavia la diffusione del biologico sembra essere ancora limitata. In Italia il 5,6% del totale delle aziende è biologica, dato comunque superiore alla media europea, pari al 2,8%; più sotto il Veneto, con solo il 2,5%. La superficie biologica nella UE è sui 12 milioni di ettari: in testa la Spagna con il 17%, seguita dall’Italia, con 1,8 milioni di ettari, il 15%. In Veneto ci sono poco meno di 20.000 ettari bio, solo l’1,1% del totale italiano, dove la propensione ad investire, pur superiore che nella UE, avviene su superfici di ridotte dimensioni. Nell’Unione Europea, la maggior parte dei 12 milioni di ettari bio è costituita da prati e pascoli, colture foraggere e cereali, mentre tutte le altre colture detengono ciascuna una quota di superficie inferiore al 5% del totale. L’Italia è lo Stato membro con il maggior numero di ettari investiti a cereali, ben 299 mila, il 16% del totale; il Veneto, ne ha solo 5.500, il 2%. Per il vino l’Italia, con 103.500 ettari, concentra un terzo della superficie europea di vigneto biologico, dietro la Spagna, che raggiunge quota 34%. In Veneto gli ettari sono circa 4.500, un valore superiore a quello della maggior parte degli altri Stati membri europei.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

Conto alla rovescia per la seconda edizione di Terrevolute | Festival della bonifica: focus sull’acqua fattore di rischio e opportunità di sviluppo per i territori

Dalla tempesta Vaia, che lo scorso autunno mise in ginocchio buona parte del Veneto, alla “sostanza organica”, fondamentale per rendere i terreni fertili e ottimizzare il consumo d’acqua in ambito agricolo. La seconda edizione di Terrevolute | Festival della Bonifica, organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica – Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese – e dall’Università degli Studi di Padova, avrà luogo a San Donà di Piave (Ve) dal 16 al 19 maggio p.v., nel territorio del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, e sarà incentrata quest’anno sulle opportunità, le sfide, i rischi legati alla risorsa idrica.

 

Ideatrice e curatrice di Terrevolute è Elisabetta Novello, docente di Storia economica presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità. Il Festival rientra a pieno titolo fra le modalità attraverso le quali il settore interpreta la Settimana Nazionale della Bonifica, iniziativa promossa da molti anni da Anbi Nazionale per sensibilizzare la cittadinanza sulla gestione attenta della risorsa idrica e sulla difesa del suolo. Tale iniziativa è declinata in ambito locale dalle Anbi Regionali e dai Consorzi di Bonifica.

 

Prosegue, così, dopo il successo della prima edizione – oltre 5.000 visitatori, tour, spettacoli e convegni “sold out” – il percorso di avvicinamento alla celebrazione, nel 2022, dei 100 anni dal Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che si svolse a San Donà di Piave nel 1922. In quell’occasione venne sviluppata una nuova idea di bonifica, già maturata da alcuni anni, secondo la quale gli interventi di trasformazione di territori improduttivi e malsani dovevano essere coordinati fra di loro fin dalla prima fase progettuale: una ‘bonifica integrale’ che alle azioni tese al prosciugamento unisse quelle di sanificazione, di irrigazione, di fornitura di acqua potabile, di predisposizione di infrastrutture, di gestione dei bacini montani.

 

Confermata per l’edizione 2019 di Terrevolute la curatela artistica di Andrea Pennacchi, regista e attore teatrale e televisivo, che sta definendo il cartellone degli spettacoli – con la presenza di artisti di calibro nazionale – incentrati sul rapporto tra uomo e risorsa idrica.

Confermato anche il format di successo della prima edizione, un mix di spettacoli di piazza, tavole rotonde, presentazioni di libri, progetti didattici, laboratori per i più piccoli, visite guidate, concerti, mostre, eventi gastronomici. Una programmazione articolata che si rivolge a cittadini ma anche agli addetti ai lavori, agli amministratori, agli studenti e che vuole sensibilizzare la cittadinanza sul ruolo cruciale di una corretta e oculata gestione della risorsa idrica.

Tra le novità della seconda edizione, il taglio scientifico del Festival. Già dall’inizio del 2019 alcune commissioni tecnico-scientifiche, composte da docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani ed esperti del mondo della bonifica, sono all’opera per produrre documenti programmatici su alcune tematiche di rilievo per lo sviluppo delle aree di bonifica. Durante il Festival il risultato delle Commissioni verrà presentato e discusso pubblicamente alla presenza di politici nazionali e locali, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, portatori di interesse. Tutti i documenti presentati saranno poi condivisi nel sito web.

 

Quattro i temi affrontanti: “Intervenire sul territorio per migliorare la gestione del rischio idraulico e geomorfologico” (giovedì 16 maggio, mattina); “A dieci anni dall’emanazione della l.r. 08/05/2009, n. 12: Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio” (giovedì 16 maggio, pomeriggio); “Paesaggio e turismo culturale: strategie per la valorizzazione del territorio” (venerdì 17 maggio, mattina); “La sostanza organica per migliorare le caratteristiche fisiche e idrologiche dei suoli agrari” (venerdì 17 maggio, mattina). Completa il programma scientifico la tavola rotonda a cura dei ricercatori under 40 anni di AISSA, Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie dedicata ad “Acqua e agricoltura” (venerdì 17 maggio, pomeriggio). Le iniziative scientifiche saranno anche valevoli per il conseguimento di crediti formativi degli iscritti agli ordini professionali. Sabato mattina avrà luogo l’evento “Università in Piazza”: 8 docenti dell’Ateneo patavino terranno delle brevi lezioni agli studenti delle scuole di San Donà in Piazza Indipendenza, introdotti da Andrea Pennacchi che, per l’occasione, interpreterà il ruolo di Galileo Galilei.

 

Altro aspetto fondamentale, in continuità con la prima edizione, è il programma di tour in bici e bus nei luoghi della bonifica. Queste alcune tra le destinazioni delle visite guidate da personale del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale: Idrovora di Torre di Fine, Idrovora del Termine, Idrovora Valle Tagli, Azienda Agricola Tre Case, Idrovora di Cittanova, Ponte sostegno di Brian, Azienda agricola «La Fagiana», Azienda Genagricola di Ca’ Corniani, Ca’ Savio.

 

Tra le proiezioni che si terranno presso la sede del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale figurano il documentario sulla bonifica di Ca’ Corniani di Caorle (giovedì 18 maggio) realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova, e il video realizzato presso l’Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (Pd) dagli studenti del Master in sceneggiatura Mazzacurati dell’Università di Padova.

 

Vi saranno anche iniziative dedicate alle scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglio Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Tra altura e bassura, percorsi di bonifica”.

Altre iniziative sono in fase di organizzazione con la collaborazione delle associazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e CIA.

 

Il successo della prima edizione di Terrevolute dimostra quanto sia vivo l’interesse dei cittadini verso il territorio, un interesse che va inquadrato nel contesto generale di attenzione ai mutamenti climatici che vede l’alternarsi di lunghi periodi siccitosi a nubifragiafferma Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto -. Da questa riflessione parte la seconda edizione del Festival che ha come focus l’acqua quale fattore di rischio e al contempo opportunità per i territori. I Consorzi di Bonifica del Veneto che gestiscono 26mila km di canali, 400 idrovore, servendo 4,5 milioni di cittadini su una superficie di 1,2 milioni di ettari, sono ben consapevoli che la vera ricchezza per un territorio sono cittadini informati e responsabili e Istituzioni attente ed efficienti. Il festival – continua Romano – nasce proprio con l’obiettivo, condiviso dall’Anbi nazionale, Università di Padova, organizzazioni agricole, comuni e Regione di mantenere vivo il dibattito sull’importanza di una gestione attenta della risorsa idrica.”

 

«La tutela del territorio e il suo sviluppo sostenibile sono temi centrali per il nostro Ateneo – afferma il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto -. Ed è per questo motivo che siamo lieti di portare il nostro contributo a manifestazioni diffuse che puntano a sensibilizzare cittadinanza e studenti su argomenti sempre più cruciali».

 

“TerreEvolute | Festival della Bonifica si propone come contenitore scientifico e culturale che ha come principale obiettivo quello di dare spazio e nuova linfa ai temi della sostenibilità e della tutela del territorio – spiega la prof.ssa Elisabetta Novello, curatrice del Festival . L’ambiente nel quale siamo ospiti è un patrimonio prezioso che merita di essere conosciuto, valorizzato e partecipato. La salvaguardia di tale ricchezza può essere garantita solo se tutti, ognuno negli ambiti di propria competenza, si impegnano nella realizzazione di azioni condivise”.

Regione Veneto stanzia la prima tranche di contributi da 300 mila euro per reti antinsetto, al momento unico modo per limitare i danni della cimice asiatica

La Regione Veneto stanzia i primi 300 mila euro per aiutare gli imprenditori agricoli a dotarsi di reti antinsetto che, sinora, si stanno dimostrando l’unico presidio per limitare i danni a frutteti e colture inferti dalla cimice asiatica (Halyomorpha Halys). E’ quanto prevede il provvedimento di ‘difesa attiva’ proposto dall’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan alla Giunta e ora sottoposto al parere della terza commissione consiliare.

Priorità a giovani agricoltori, coltivazioni bio e a denominazioni d’origine. Nella proposta della Giunta sarà Avepa a gestire la concessione dei contributi, che riguarderanno l’installazione di reti a chiusura di impianti antigrandine ed antipioggia già esistenti o la fasciatura dei filari arborei, mediante una procedura semplificata che consenta di velocizzare al massimo la presentazione della domanda e la loro concessione. Lo schema di convenzione con Avepa prevede che ad avere priorità nella concessione dei contributi siano gli investimenti di protezione sostenuti per le coltivazioni biologiche, quelli sostenuti giovani agricoltori (under 41), per colture a denominazione d’origine e per superfici assoggettate ai sistemi di qualità. “A questi 300 mila euro, se ne aggiungeranno almeno altri 200 mila assicura l’assessore Pan- sarà mio impegno a reperire queste ulteriori risorse nel più breve tempo possibile”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

I vantaggi di piante e aree verde in città per riqualificare quartieri e salvaguardare l’ambiente

Da sinistra a destra: Cantù, Mühlmann, Vendramin, Crema, Oliboni, Pasqualini e Angeli

Anti smog, anti stress, anti rumore, salva ambiente. Sono numerosi i benefici di piante e aree verdi nelle città ma serve una progettazione e una collaborazione tra professionisti per ottenere maggiori funzionalità e costi minori. Agronomi e architetti si sono confrontati mercoledì durante il convegno «Il verde della città: un bene da progettare, valorizzare e gestire. Nuove tematiche e motivi di discussione per una visione contemporanea del verde» organizzato dagli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali e degli Architetti Pianificatori Paesaggisti della provincia di Verona, nella sede di questi ultimi, a cui hanno partecipato numerosi professionisti, tecnici e Amministratori pubblici.

Collaborazione tra specialisti delle piante e professionisti dell’aspetto urbanistico. «Dobbiamo progettare insieme agli architetti paesaggisti spazi per il verde urbano – ha precisato Luca Crema, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali Veneto e di Verona – al fine mettere insieme specialisti delle piante con professionisti dell’aspetto urbanistico per la creazione di volumi residenziali e funzionali. Oggi il verde non deve essere più considerato solo come arredo e abbellimento urbano ma come una vera infrastruttura all’interno dei quartieri delle città per recuperarli e rigenerarli». Gli ha fatto eco Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine degli architetti, sottolineando: «Il verde deve essere riposizionato nelle questioni urbane in modo diverso, affinché non sia solo soddisfacimento di standard urbanistici, ma diventi un verde di qualità, attraverso lo scambio di esperienze tra le due professioni principali coinvolte: architetti e agronomi».

Si chiama Med_net la rete che mette in contatto i paesaggisti del Mediterraneo. L’architetto Uta Zorzi Mühlmann, delegata IFLA, International Federation of Library Associations and Institutions e socia Aiapp, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio ha illustrato med_net, rete che consente di  condividere informazioni, conoscenze ed esperienze tra paesaggisti di Paesi che si affacciano sul mediterraneo (Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Israele) con l’Italia, capofila e coordinatrice del progetto. L’architetto Fabio Pasqualini, vice presidente Aiapp e l’agronomo Annachiara Vendramin si sono confrontati sulla progettazione del verde contemporaneo a dimostrazione che professionisti che si occupano di paesaggio in modo diverso possano affrontare in tandem problematiche di progettazione del verde.

A Verona, in progettazione un verde non più solo estetico e di contorno ma strutturale ed ecologico. Attinente al territorio scaligero l’intervento di Stefano Oliboni, agronomo specialista Gestione Verde Pubblico del comune di Verona, che ha presentato «Il regolamento del verde di Verona» in fase di definizione. Attualmente, l’Amministrazione comunale scaligera ha attivato un tavolo di lavoro a cui collaborano AMIA, che gestisce la manutenzione ordinaria del verde in città, gli Ordini professionali degli Agronomi e Architetti, associazioni cittadine e comitati. Il regolamento conterrà indicazioni e buone pratiche non solo per il verde pubblico ma anche per quello privato, l’inserimento del documento sui patti di sussidiarietà tra Comune e cittadini per la manutenzione e il decoro dei beni comune, e la regolamentazione sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari e degli erbicidi. Con il regolamento si cercherà, quindi, di progettare un verde non più solo estetico e di contorno ma strutturale ed ecologico, cercando di sensibilizzare ed educare la gente, più che a imporre divieti.

Utilizzo delle piante perenni a bass manutenzione.Valter Angeli ha riportato alcuni esempi virtuosi di utilizzo di piante perenni a bassa (o nulla) manutenzione e con ridotte esigenze idriche, evidenziando sottolineato l’importanza di usare piante autoctone già abituare al nostro clima/ambiente. Ambrogio Cantù, agronomo, direttore esecutivo del Contratto per il Servizio Globale di manutenzione del verde pubblico del comune di Monza, ha evidenziato l’importanza del ruolo dell’agronomo nella gestione del verde urbano, raccontando poi il caso pratico e virtuoso di Monza. Ha inoltre evidenziato: «Siamo disposti ad accettare rischi elevati e danneggiamo l’ambiente usando l’auto mentre non accettiamo rischi ridotti come piantare alberi per avere enormi vantaggi».

Fonte: Servizio stampa Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali

 

Nata Radio Veneto Agricoltura, sul web tutte le puntate di approfondimento di tematiche a carattere agricolo e ambientale

a sinistra, il consigliere Argav Renzo Michieletto

E’ nata Radio Veneto Agricoltura, interessante servizio di approfondimento su tematiche di carattere agricolo e ambientale, disponibile sul sito internet e sui profili Facebook e YouTube dell’Agenzia. Diciannove le puntate fino ad oggi realizzate, condotte in studio dal consigliere Renzo Michieletto e socio Argav Mimmo Vita, già presidente Unaga.

Le puntate che si possono vedere/ascoltare. Vitigni resistenti (Puntata n. 1 con Giustino Mezzaleira); Agroforestazione (2, con Federico Correale); La Foresta del Cansiglio (3, Elena Piutti); Agricoltura di precisione (4, Lorenzo Furlan); Il comparto veneto dell’ortofrutta (5, Renzo Rossetto); La biodiversità in agricoltura (6, Maurizio Arduin); Il settore della pesca nel Veneto (7, Alessandra Liviero); I 30 anni del Centro Po di Tramontana (8, Franco Tosini); Il Bosco Nordio (9, Federico Vianello); La fauna selvatica nel Veneto (10, Michele Bottazzo); Gli eventi estivi in Cansiglio (11, Elena Piutti); Innovazione nel settore lattiero-caseario (12, Dino Spolaor); Report sulla congiuntura agroalimentare del Veneto (13, Alessandra Liviero); Conservazione delle razze avicole venete (14, Maristella Baruchello); Ambienti naturalistici litoranei (15, Giovanna Bullo/Simonetta Mazzucco); Progetto “Biodi.Ve”, ovvero la biodiversità nel Veneto (16, Maurizio Arduin); Varietà antiche e moderne di cereali (17, Renzo Converso); Primissime anticipazioni sulla vendemmia 2018 (18, Mimmo Vita/Renzo Michieletto); Apicoltura, che passione!!! (19, Giustino Mezzalira).

Fonte: Veneto Agricoltura

Accordo di Bacino Padano per la qualità dell’aria, entro il 2020 armonizzazione di tutte le misure contro l’inquinamento

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa congiunta degli assessori all’Ambiente delle quattro Regioni che nel 2017 hanno siglato l’Accordo di Bacino Padano (Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte).

“La qualità dell’aria va oltre i confini amministrativi e travalica ogni differenza di colore politico. La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente sono obiettivi prioritari nella sfida delle Regioni del Bacino Padano per un’aria più pulita. Entro il 2020 l’obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone. Quelle al via il 1^ ottobre rappresentano già risultati avanzati di questo lavoro di area vasta che vogliamo portare a completo compimento”.

Sforamento limiti polveri sottili. Parlano a una sola voce gli assessori regionali all’Ambiente delle quattro Regioni interessate dalla procedura di infrazione comunitaria sugli sforamenti dei limiti delle polveri sottili: Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Paola Gazzolo (Emilia-Romagna) e Alberto Valmaggia (Piemonte). “Già a luglio abbiamo incontrato il Ministro all’Ambiente, Costa, per ribadire la volontà di continuare l’impegno condiviso negli ultimi anni anche con il Governo nazionale, suggellato dalla firma a Bologna dell’Accordo di Bacino Padano nel giugno del 2017: un’intesa al rialzo, con norme condivise, sfidanti e ambiziose, abbinata ad un pacchetto di 16 milioni di euro per ridurre le emissioni delle attività agricole, zootecniche e favorire la rottamazione dei mezzi più inquinanti”. “Ora- proseguono- serve continuare con grande serietà e senso di responsabilità l’impegno verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile a cui tutto il mondo sta guardando, come indica l’Agenda 2030 dell’Onu. Per riuscirci, è fondamentale la collaborazione dei cittadini: ciascuno, con i propri comportamenti quotidiani, può fornire un grande contributo per il futuro delle nostre comunità. Nessuno deve sentirsi escluso: la salute, la qualità della vita e dell’ambiente dipendono dalle scelte di ciascuno di noi”.

Fonte: Servizio stampa congiunto assessorati all’Ambiente di Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte

Il veronese Daniele Salvagno neo presidente di Coldiretti Veneto

Daniele Salvagno

Daniele Salvagno è il nuovo presidente di Coldiretti Veneto. 46enne, sposato e padre di due figlie, veronese d’origine, produttore di olio veneto Dop, titolare di un’azienda leader di settore che produce anche vino, esperto di marketing, Salvagno guiderà la Coldiretti regionale per cinque anni e sarà affiancato da una squadra di dirigenti con l’età media di quarant’anni. L’assise riunitasi lo scorso 25 luglio a Mestre (VE) ha visto il passaggio di testimone dall’uscente Martino Cerantola, che rimarrà in carica nella sua provincia di Vicenza.

Il nuovo Direttivo

Il nuovo consiglio direttivo è così composto: Andrea Colla e Sebastiano Cassandro per Coldiretti Venezia, Carlo Salvan con Simone Moretti in rappresentanza di Coldiretti Rovigo, Massimo Bressan e Giovanni Dal Toso di Coldiretti Padova, Alessandro De Rocco Coldiretti Belluno, Giorgio Polegato insieme a Mattia Mattiuzzo di Coldiretti Treviso, lo stesso Daniele Salvagno già numero uno di Coldiretti Verona e la sua Vice Franca Castellani, Martino Cerantola e Cristina Zen per Coldiretti Vicenza, Chiara Bortolas, responsabile di Donne Impresa, Alex Vantini, delegato di Giovani Impresa e Marino Bianchi leader dei senior over 65.

Il mandato di Salvagno. “Oltre ad intensificare la rete dei mercati coperti, incrementare intese di filiera, daremo gambe a progetti che coinvolgono consumatori e famiglie tutte, prendendo spunto dalla vitalità dei nostri giovani, i più aperti alle sfide professionali, dalla sensibilità delle imprenditrici vocate più di altri ai valori della sana alimentazione. Gli anziani avranno il loro spazio: sono loro che ci hanno consegnato un vero e proprio tesoro che dobbiamo lasciare intatto per le future generazioni”, ha affermato Salvagno nel parlare di alcuni degli obiettivi del suo mandato.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

Recupero plastica in mare, a breve una legge del Governo che guardi all’economia circolare, al riuso della plastica e al ruolo socio-ambientale dei pescatori

Una legge per consentire il recupero della plastica in mare, con il coinvolgimento dei pescatori, “grande risorsa del Paese”. Ad annunciarlo il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto a Roma alla presentazione di “Mediterraneo da remare”, campagna promossa da Univerde e Marevivo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di tutelare il mare.

Anticipare le indicazioni europee. “Penso di incardinare nelle prossime settimane la prima legge sul mare che parla in particolare della plastica nel mare seguendo la linea indicata dalle direttive comunitarie, che intendiamo anticipare in Italia. Ma non si tratta di una legge contro qualcuno, inseriremo un primo step sull’economia circolare, quindi punteremo sul riuso della plastica. Gli imprenditori saranno dalla nostra parte, tutelando allo stesso tempo l’ambiente”, ha spiegato il Ministro.

La risorsa “pescatore”. Il passo successivo, ha continuato il Ministro “sarà quello di utilizzare la grande risorsa del Paese che sono i nostri pescatori. Ormai – ha aggiunto – il 50% del loro pescato è plastica. Attualmente non lo possono nemmeno portare a terra, quindi interverremo sulla legge, la 152/2006, il codice dell’ambiente, per consentire loro di portare la plastica a terra. In questo modo potranno svolgere un servizio sociale, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente. Potranno pulire il mare senza rischiare conseguenze giuridiche e alimentando i consorzi del riciclo”.

2-7 luglio 2018, Isola di San Giorgio Maggiore (Ve), l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli presenta “NutriMenti – Settimana della Cultura Gastronomica”. Aperte le registrazioni agli eventi in programma.

Isola di San Giorgio (Ve), chiostro dei Cipressi

Luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola, l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugura le sue attività con NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica, manifestazione che si terrà da lunedì 2 a sabato 7 luglio nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, in un contesto di grande valore storico e architettonico.

Luigi Veronelli

Attraverso seminari, degustazioni, dibattiti e incontri pubblici sarà indagato lo “stato dell’arte” della cultura gastronomica italiana, dando vita ad un vero e proprio laboratorio in cui studiosi e cultori di discipline diverse, – dall’ambito scientifico a quello artistico e letterario fino a quello filosofico e antropologico – porteranno il loro contributo offrendosi al confronto con i partecipanti. NutriMenti, primo appuntamento organizzato dall’Alta Scuola Veronelli, non propone un programma di lezioni classiche ma incontri in cui agli interventi dei relatori seguirà un momento partecipativo, aperto all’interlocuzione con il pubblico. La Settimana della Cultura Gastronomica sarà, quindi, un’occasione per sperimentare il nuovo approccio alla cultura del cibo e del vino che caratterizzerà l’offerta formativa dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, progetto nato dalla collaborazione tra Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini con il sostegno di Banca Generali Private.

Da mercoledì 4 luglio le attività aperte al pubblico. L’appuntamento prenderà avvio lunedì 2 luglio con due giornate di lavoro “a porte chiuse” riservate ai componenti del Comitato Scientifico, della faculty e agli esponenti della «rete di supporto al progetto» riuniti nel Laboratorio di Cultura Materiale. Da mercoledì 4 partiranno, invece, le attività aperte al pubblico con un convegno che presenterà nel dettaglio i valori e la missione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, nonché la molteplicità di sguardi e discipline che concorrono a svilupparne le attività. Seguirà, sino a sabato 7 luglio, un ricco programma di incontri di approfondimento gratuiti (previa registrazione sul sito www.altascuolaveronelli.it) e degustazioni d’autore focalizzati su quattro ambiti tematici: Terra, Immaginazione, Parola e Sensi, scelti sia come temi caratterizzanti per i quattro giorni, sia come termini primi per articolare un nuovo discorso gastronomico.
Nuovo punto di vista sulla cultura materiale. “Parleremo di cibo e di vino utilizzando linguaggi diversi e apparentemente non connessi tra loro per costruire un nuovo punto di vista sulla cultura materiale. Partiremo da un omaggio a Veronelli, con “la terra, la terra, la terra” da indagare in ogni sua possibile declinazione per coglierne l’identità in evoluzione continua. E proseguiremo puntando al futuro, dunque all’immaginazione, per liberare la gastronomia dall’autoreferenzialità in cui tende a rinchiudersi. Ancora: la parola, per raccontare il patrimonio agroalimentare del nostro Paese provando ad andare oltre le formule stereotipate delle narrazioni culinarie. Infine i sensi, come chiavi di una conoscenza che passa attraverso l’ascolto, la degustazione, l’osservazione. Le intuizioni e l’opera di Luigi Veronelli, gli interventi dei relatori e, infine, le sollecitazioni di coloro che prenderanno parte agli eventi contribuiranno a rendere innovativa la visione dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli» – spiega Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli e coordinatore del progetto.
Evento del 4 luglio. La tavola rotonda «Il sapere della terra» che concluderà la prima giornata, chiamerà a confronto alcuni dei punti di vista e delle competenze che saranno mobilitate dall’offerta formativa dell’Alta Scuola Veronelli. Saperi da tutelare, promuovere e diffondere, come spiegheranno Alberto Capatti, Storico della gastronomia e presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana Luigi VeronelliRenata Codello, direttrice Affari Istituzionali Fondazione Giorgio CiniStefano Castriota, economista alla Libera Università di BolzanoMassimo Bertamini, responsabile del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia presso C3A di Trento e Andrea Alpi, responsabile didattico dell’Alta Scuola Veronelli. E, parlando di terra, sarà d’obbligo un ricordo vitale e non agiografico di Luigi Veronelli, affidato anche alla voce di Joško Gravner, autore di vini e di pensieri enoici che con lui ha condiviso analisi, valori e progetti.
Evento del 5 luglio, la lente sarà puntata su «Immagine e Nutrimento» per approfondire come l’agricoltura e l’alimentazione appaiono nella fotografia, nella grafica, nel design, con la collaborazione del fotografo Francesco Radino che indagherà se e come due linguaggi apparentemente distanti possano incontrarsi e persino fondersi in un’immagine. Con lui Aldo Colonetti, filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura, e Giacomo Bersanetti, designer e grafico. A seguire «Vivi e vegeti», approfondimento dedicato a «prassi ed estetica delle relazioni vegetali» condotto da Ilaria Bussoni, filosofa, editrice e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Veronelli, con Marco Martella, filosofo e storico dei giardini, Enzo Mescalchin, responsabile unità agricoltura biologica della Fondazione Edmund Mach, e Simonetta Lorigliola, responsabile delle attività culturali dell’Alta Scuola Veronelli.
Evento del 6 luglio. Il cammino nel mondo della gastronomia veronelliana proseguirà con accento su «Lingua, gusto, parola nell’opera di Piero Camporesi». Straordinario innovatore del linguaggio e del pensiero gastronomico, antropologo, storico e filologo, Camporesi gettò uno sguardo nuovo sulla cultura materiale, portando alla luce quanto nei secoli era stato volutamente ignorato per supposta scarsa rilevanza. Alberto Natale, coordinatore del Centro Studi Camporesi dell’Università di Bologna, avvicinerà i partecipanti al camino, ai fornelli, agli orti e alle tavole (povere o imbandite) che fanno di Camporesi un riferimento imprescindibile per ogni indagine sul nostro sistema alimentare. A seguire, l’incontro «Dare voce al vino: il messaggio nella bottiglia» vuol essere un’occasione per confrontarsi sulle parole del cibo e del vino per una comunicazione più autentica e saporita, con la partecipazione di grandi degustatori italiani coordinati da Luciano Ferraro, capo redattore del Corriere della Sera.
Evento del 7 luglio. Protagonisti saranno i sensi, considerati sia come passaggio obbligato della conoscenza, sia come fonti di stimoli capaci di tradursi in esperienze estetiche profonde quanto utilizzati nella degustazione. A guidare gli interventi saranno i criteri estetico-percettivo, ma anche teorico, semantico e filosofico, in un dialogo libero e aperto. Al mattino, con la partecipazione di Andrea BoniniAndrea Alpi e Alberto Capatti, sarà presentato «Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano», l’innovativo corso di alta formazione al via da maggio 2019. Nel pomeriggio, all’incontro «Che natura mangiamo?» parteciperanno, invece, Alberto CapattiPierluigi Basso Fossali, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e componente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola VeronelliAlberto Grandi dell’Università degli Studi di Parma e Michele Spanò, filosofo e giurista all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Conclusione ideale della settimana sarà «Sesto senso. Sei brani musicali, sei vini, sei racconti», un concerto per vini e musiche condotto da Luca Damiani, scrittore e musicologo, conduttore RadioTre Rai, che unirà nell’ascolto e nella degustazione terra, immaginazione, parola e sensi.
Degustazioni. Da giovedì 5 a sabato 7 luglio, inoltre, sarà proposto nel Cenacolo Palladiano di Fondazione Giorgio Cini il Sensorium dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Strumento fondamentale per la futura attività formativa residenziale, Sensorium è il banco d’assaggio riservato ai corsisti e rappresentativo delle migliori produzioni vitivinicole italiane. In occasione di NutriMenti il pubblico potrà accedere a pagamento, tramite acquisto online di un apposito ticket, a una selezione di capolavori enologici insigniti delle Super Tre Stelle, massimo riconoscimento della Guida Oro I Vini Veronelli. Attraverso questo ricco programma NutriMenti | Settimana della Cultura Gastronomica comunicherà un approccio originale ai temi agricoli e alimentari grazie agli interventi degli ideatori, dei docenti, delle istituzioni e dei sostenitori del progetto, con la presentazione e l’apertura ufficiale delle iscrizioni al primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano.
Fonte: Servizio stampa Alta Scuola di Gastronomia Luigi Veronelli

Piano irriguo, mappate dai Consorzi di bonifica veneti le priorità del territorio, Regione Veneto finanzia i primi interventi

La Giunta della regione Veneto ha approvato i primi interventi del piano irriguo nazionale da affidare ai Consorzi di bonifica attraverso l’istituto della concessione. Il provvedimento, che ora passa all’esame della competente commissione del Consiglio regionale, individua i primi interventi da attuare entro l’anno. Il contributo regionale arriverà a coprire fino al 90 per cento della spesa, che avrà un valore complessivo di investimento di 1,3 milioni di euro.

Le opere finanziate sono: Il completamento delle opere di adduzione per l’impinguamento del bacino irriguo Valcinta (contributo regionale di 150 mila euro al Consorzio di bonifica Adige Euganeo di Este); il potenziamento dell’impianto irriguo Cavana, a Villadose, a servizio del sistema di adduzione principale (95 mila euro al Consorzio di bonifica Adige Po di Rovigo); l’ammodernamento di canalette e manufatti irrigui nel bacino Delta Brenta, nel territorio dei comuni di Codevigo e di Chioggia (120 mila euro al Consorzio di bonifica Bacchiglione di Padova); l’ammodernamento del sistema di automazione dell’impianto di irrigazione collinare a Pianezze e Marostica e del sostegno ad uso irriguo in località Lupia di Sandrigo, nel fiume Tesina, nonché la riqualificazione della risorgiva del Fontanon del Diavolo, a Gazzo (tre interventi, rispettivamente di 40 mila, 54 mila e 55 mila euro, per un totale di 149 mila euro di contributo al Consorzio di bonifica Brenta di Cittadella);il completamento dell’impianto irriguo di Caerano (250 mila euro al Consorzio di Bonifica Piave di Montebelluna); l’ammodernamento della centrale di sollevamento dell’impianto in pressione Spolverina a san Giorgio dei Salici, località del comune di Sona (157 mila euro per un intervento del costo complessivo di oltre 350 mila euro, a carico del Consorzio di bonifica Veronese di Verona); il ripristino della funzionalità, con lavori di somma urgenza, dell’opera di regolazione del fiume Guà Frassine, a Cologna Veneta (79 mila euro al Consorzio di bonifica Lessinio Euganeo Berico di Cologna Veneta, Verona).

Mappate dai Consorzi di bonifica le priorità del territorio. “Dei 600 mila ettari di superficie agricola del Veneto – spiega l’assessore all’agricoltura Pan – poco più di un terzo, circa 250 mila sono dotati di una rete irrigua dedicata. Il resto attinge acqua dai canali, che sono ad uso promiscuo, cioè sia di scolo che di irrigazione. Sono queste le aree che vanno maggiormente in sofferenza a causa dei cambiamenti climatici in atto, in particolare nei mesi del grande caldo o di assenza prolungata di precipitazioni, per le quali è necessario pensare un programma generale di interventi irrigui, a breve, medio e lungo termine. Con la legge di bilancio 2018 la Regione Veneto si è dotata di un programma di opere e interventi  predisponendo anche un piano straordinario delle priorità, grazie alla banca dati dei progetti infrastrutturali dei Consorzi di bonifica del Veneto che hanno mappato le necessità del territorio e gli interventi più urgenti da realizzare. Ora con il questo primo stanziamento di 1 milione di euro la Regione fa da ‘starter’ e mette in moto la ‘macchina’ degli investimenti consortili”.