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4-6 novembre 2017, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza vanno in scena vini e sapori dei colli Berici. Speciale anteprima il 3 novembre con il convegno ad ingresso libero sulla “Geologia nel bicchiere”.

Da sabato 4 a lunedì 6 novembre 2017 la Biblioteca “La Vigna” ospiterà Gustus, vini e sapori dei Colli Berici, evento organizzato da Strada dei Vini dei Colli Berici per presentare i vini Doc e le eccellenze del territorio.

Una speciale anteprima ad ingresso libero di Gustus si svolgerà venerdì 3 novembre dalle 9.30 alle 12.30 con il convegno “Paesaggi del vino dei Colli Berici”, promosso da Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale), in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc Colli Berici e Vicenza e la Biblioteca stessa. La conferenza, che fa parte della rassegna nazionale di incontri “Geologia nel bicchiere”, si articolerà in sei dibattiti legati da un unico filo conduttore: il rapporto che lega la viticoltura dei Colli Berici alla geologia e alla morfologia di questo territorio. Maggiori info relatori a questo link.

La manifestazione, che si svolgerà per la prima volta nello Spazio Scarpa di Palazzo Brusarosco-Zaccaria, sede della Biblioteca, accoglierà oltre 30 espositori tra aziende vitivinicole e produttori artigianali di specialità gastronomiche. Si potranno così degustare i vini Colli Berici e Vicenza DOC, insieme a mieli, formaggi, salumi, prodotti da forno, caffè, olio extravergine dei Colli Berici e assaggi di piatti del territorio. Gli assaggi di vino saranno accompagnati da un piatto di tipicità gastronomiche. Orari. Sabato 4 novembre dalle ore 17 alle 22, domenica 5 novembre dalle ore 16 alle ore 20, lunedì 6 novembre dalle ore 16 alle ore 20. Per acquisto del biglietto di ingresso a Gustus maggiori info a questo link. Per informazioni sulle degustazioni tematiche cliccare qui.

Fonte: Biblioteca La Vigna

 

“Mineralità nel vino? Impossibile da dimostrare, meglio parlare di terroir e cru”. A dirlo ai soci Argav in visita a Vignalta, Andrea Alpi del Seminario Veronelli

(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Il secondo appuntamento degli “incontri in cantina” promosso da Argav in collaborazione con Arte e Vino per i propri associati, si è svolto venerdì 22 settembre scorso nell’azienda Vignalta ad Arquà Petrarca (Pd).

I soci Argav ascoltano Michele Montecchio descrivere Vignalta

Dopo la prima uscita nel Veneziano a Mazzorbo (Venissa) dove abbiamo parlato di analisi sensoriale e tecnica della degustazione con Ottavio Venditto, il seminario arquatense di formazione professionale si è soffermato sulle caratteristiche e le differenze tra mineralità, sapidità e acidità nel vino. Tema controverso, di stretta attualità nella valutazione organolettica dei vini. Alla guida Andrea Alpi, direttore responsabile della didattica del “Seminario Permanente Luigi Veronelli”.

bottaia

Scopriamo Vignalta. Michele Montecchio, responsabile cantina, ci ha presentato una realtà vivace e già affermata nel panorama vitivinicolo nazionale la cui produzione è composta per il 75% da vini rossi, in particolare Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc vinificati in solitaria ma soprattutto in uvaggi, con proporzioni e modalità diverse. Tra i bianchi significativo il Moscato Giallo che in queste zone di produzione dà vita al “Fior D’Arancio docg”. “Tutti i vini rossi e qualche bianco maturano in legno – ha precisato Michele Montecchio – e quindi sono impostati per ottenere una struttura importante. Usiamo tonneaux di rovere da 5 ettolitri convinti che la micro-ossigenazione sia adeguata,  il rilascio dei tannini gallici sia più delicato così come non eccessivo, invadente, il rilascio di sentori tostati e vanigliati tipici delle barrique (botti da 225 litri) essendo, su queste, maggiore il rapporto tra il vino e la superfice lignea”. Terreni gestiti tutti direttamente (il più lontano dal centro aziendale dista 20 chilometri), l’azienda, tramite pannelli fotovoltaici, è impostata per godere di piena autosufficienza energetica. “Per noi è importante – ha sottolineato Montecchio – così come la sostenibilità del nostro modo di coltivare e trattare la vite. Per i parassiti adottiamo un sistema di lotta integrata e si utilizzano prodotti di sintesi solo se inevitabile. Per vinificare, invece, utilizziamo convintamente lieviti selezionati”. Esportano il 40% dell’intera produzione, soprattutto verso gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone.

Andrea Alpi, Seminario Permanente Veronelli

La parte didattica è poi proseguita con Andrea Alpi che ha affrontato il tema delle peculiarità e caratteristiche sensoriali dei sentori sapidi, acidi e minerali nel vino sottolineando come sia difficile parlare di mineralità nel vino legando aromi di pietra focaia e grafite, per citarne alcuni, ad una determinata composizione geologica dei suoli, descritti nella somelleria ufficiale, piuttosto che nel classico storytelling aziendale, in maniera talvolta casuale: marnosi, ciottolosi, calcarei, tufacei ecc. “Non esiste una relazione scientificamente provabile tra vino, materia organica e minerali, materia inorganica. Esistono terroir e magari cru espressione di microclimi, ambienti ed esperienze professionale sedimentate negli anni che insieme concorrono a dotare determinati vini di precise peculiarità. Il terreno e la sua composizione è importante per come si lavora, drena e trattiene l’acqua, scalda, ecc. non nel trasferire sentori gustativi specifici, minerali, nel vino”.

In degustazione guidata quattro vini: Brut Nature (non addizionato di liqueur dopo sboccatura) Metodo Classico VSQ, Agno Casto Colli Euganei Manzoni Bianco DOC, Gemola Colli Euganei Rosso DOC e Arqua Colli Euganei Rosso DOC. Il primo, metodo classico, blanc de noir ottenuto da uve friularo (Raboso) a bacca rossa che si vendemmiano verso metà ottobre, più acido che sapido, sboccato dopo 36 mesi sui lieviti ha esaltato i sentori floreali (glicine), fruttati (agrumi) e i classici biscotto e crosta di pane; il secondo, decisamente interessante, un’esplosione di frutta (susina, pompelmo bianco) e fiore. Ma soprattutto un gusto pieno sul palato, delicato ma molto persistente. Il Gemola 2013 e  l’Arqua 2011 (70% Merlot e 30% Cabernet il primo, 80% Merlot il secondo) condividono un fruttato classico di frutti a bacca rossa e un sentore erbaceo, più spiccato nel secondo. Speziati, pepati entrambi: il primo più pepe verde, il secondo nero. Il secondo più tannico ed acido.

Terzo incontro in Valpolicella. Il prossimo, di quattro appuntamenti formativi sul vino vedrà gli associati impegnati il 03 novembre presso l’azienda Aldegheri di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr) per parlare con Marco Mitola, sommelier di Arte e Vino, di struttura, persistenza ed età evolutiva.

Blue tongue, aviaria e West Nile, Regione veneto attiva sistema regionale di sorveglianza

La Regione, su proposta dell’assessore alla Sanità e di concerto con l’assessore all’Agricoltura, ha affidato ai ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico  delle Venezie di Legnaro (PD) il compito di aggiornare in modo sistematico e continuativo la rete informativa “Resolve”, in modo da raccogliere e pubblicare in tempo reale i dati sanitari sulla diffusione delle epidemie animali e relativi studi epidemiologici.

Anche un’App per veterinari. “Una rete a vantaggio dei servizi veterinari, ma anche degli allevatori e delle relative associazioni – sottolineano i due assessori – perché raccoglierà le disposizioni delle autorità competenti, le informazioni relative ai focolai denunciati, i controlli effettuati, le vaccinazioni eseguite, gli interventi dei veterinari pubblici e privati, la mappa dei permessi di movimentazione dei capi”. Una applicazione consentirà ai veterinari di accedervi anche su dispositivo mobile (smartphone o tablet).

Monitoraggio e sorveglianza focolai di blue tongue, influenza aviaria, West Nile. “Lo scorso anno si sono verificati in Veneto numerosi focolai di ‘blue tongue’ e l’inizio del 2017 è stato contrassegnato da ripetute epidemie di influenza aviaria – spiegano i due assessori – I servizi veterinari e le autorità sanitarie necessitano di uno strumento efficace e aggiornato di monitoraggio per poter predisporre le attività di controllo e biosorveglianza e attivare anche interventi mirati di formazione e di esercitazione”.Per realizzare il sistema di sorveglianza continuativo, la Regione Veneto ha destinato all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie 180 mila euro della quota accentrata del fondo sanitario.

La rete “Resolve”, così implementata, consentirà ai servizi sanitari delle Ulss di gestire in maniera informatizzata tutti i dati delle malattie, accedere ad informazioni dettagliate a livello locale, avere a disposizione una serie di report di tipo geografico e statistico per sorvegliare i focolai e valutare eventuali rischi di trasmissione. Inoltre, la valutazione dei livelli di biosicurezza degli allevamenti consentirà nei prossimi anni di censire le aziende anche in base alla probabilità di rischio di diffusione di malattie infettive, in particolare quelle trasmissibili all’uomo, come l’aviaria.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

 

Birra, parte dal Veneto la proposta di tutela nazionale del marchio artigianale

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Alcuni componenti del direttivo Birrai Confartigianato Imprese Veneto

Il Veneto si candida a diventare patria delle birre artigianali e ne ha ben donde. La nostra regione registra infatti numeri da record: 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali ed è la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia si, ma in forte crescita. A parlarne ai soci Argav lo scorso 24 febbraio sono arrivati al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) alcuni rappresentanti della neo costituita categoria regionale Birrai di Confartigianato Imprese Veneto.

Birra artigianale un marchio da tutelare. Proprio dal Veneto, ed in particolare da Treviso, che ha all’attivo 13 birrifici artigianali, parte la battaglia per evitare che il boom si trasformi in sboom ma che, al contrario, venga codificato, promosso e tutelato. “I numeri parlano da soli – ha spiegato Ivan Borsato – titolare del birrificio Casa Veccia di Camalò in provincia di Treviso- neo presidente regionale dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto (accompagnato per l’occasione da alcuni componenti del direttivo regionale, presenti nella foto in alto, tra cui il vice presidente Simone Dal Cortivo del BirrOne di Castelnuovo di Isola Vicentina, Luca Del Zolt di Birra del Grillo di Comelico del Cadore (BL) e Gianpaolo Miotto del Birrificio Camerini di Piazzola sul Brenta PD), ed impongono una riflessione anche per controllare la definizione di “birrificio artigianale”. Al fine di tutelare chi opera quotidianamente  – e con successo crescente – in maniera rigorosa e contenere l’uso indiscriminato delle specificità dei birrifici artigianali abbiamo in serbo una serie di iniziative. Tra queste: sostenere la proposta di legge della Regione Veneto sull’istituzione di un marchio dei prodotti e dei produttori di birra artigianale (proposta dai Consiglieri Barison, Giorgetti, Donazzan e Finco), sostenere gli eventi pubblici di maggior rilievo e sostenere la definizione delle linee guida per un regolamento/disciplinare che rappresenterebbe una novità assoluta a livello nazionale in materia”.

Va trovata una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione. “Non si tratta di un’operazione semplice – ha chiarito Borsato -. La birra è l’alcolico popolare per eccellenza, può essere prodotto con investimenti minimi (numerosi i birrai casalinghi che se la autoproducono nel garage di casa) e come tale ha mille sfaccettature, segreti e altrettanti modi di essere prodotta ad eccezion fatta per i passaggi basilari, che però sono comuni alle produzioni artigianali ed industriali. Va trovata quindi una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione su cui in ogni caso c’è in atto una discussione: 5 mila ettolitri l’anno, 10mila? E forse non basta nemmeno la definizione di birra cruda, ed il fatto che non vengano usati conservanti. Sino a qualche anno fa l’Italia era fanalino di coda per quanto riguarda la birra – ha concluso Borsato -,  oggi le cose sono davvero cambiate. Grazie soprattutto al cambio di immagine sulla nostra produzione dovuta essenzialmente al lavoro dei micro birrifici che hanno puntato sulla originalità, sulla novità e particolarità delle loro produzioni. Caratteristiche che hanno creato interesse verso il nostro mondo in Italia ma non solo. La lavorazione artigiana italiana si è una volta ancora distinta sui mercati internazionali”.

I numeri del resto parlano chiaro: la birra ha raggiunto il 10% del fatturato di un mercato storico come quello del vino (500 milioni rispetto ai 5 miliardi di euro). Oggi l’Italia è leader in Europa con il Veneto che guida questa tendenza seguito da Piemonte e Sicilia. Il mercato della birra dà lavoro a oltre 5mila addetti diretti che diventano 13mila se includiamo la filiera produttiva birraia (assobirra 2015 report).

La degustazione. I Birrai di Confartigianato sono arrivati “armati” di bottiglie. Cinque le birre proposte nell’occasione: Formenton di Ivan Borsato Birraio (Wheat-Wit / 4,5% vol / alta fermentazione). Bianca di grano prodotta con malti italiani, aromatizzata con coriandolo e buccia di arancia mara. La sua doppia personalità, esotica al naso e fresca in bocca, la posiziona a metà tra una Waizen (dalla quale eradita  il lievito) e una Blanche (dalla quale prende la speziatura). Fresca e poco persistente, trova l’abbinamento ideale con i piatti delicati, specie col pesce, anche crudo. Nella serata è stata servita con l’eccellente pesce arrosto proveniente dalla Valle Grande San Gaetano di Caorle, preparato dallo chef giornalista Efrem Tassinato. Altra birra servita nel convivio, la SS46 di Birrone (Bavarian Helles / 4,5% vol / bassa fermentazione) Classica Hell in stile bavarese. Il gusto pieno del malto e la bassa luppolatura ne fanno una birra adatta a tutti e a tutte le occasioni. E’ la birra della socievolezza, dei momenti sereni, degli attimi lieti che accompagnano dolcemente il nostro viaggio quotidiano. Bevuta in gruppo non basta mai. Le altre birre degustate sono state: Oppale di 32 via dei Birrai (Birra Belga /5,5% vol / alta fermentazione), birra chiara molto luppolata, schiuma bianca, compatta, sottile e persistente; colore chiaro con riflessi ramati, libero da solidi in sospensione, ma talvolta velato da lievito; perlage fine, note di caramello e toffee con sentori erbacei e fruttati di ananas maturo, equilibrato tra il gusto di caramello sulla metà anteriore della lingua e l’amaro pronunciato sulla metà posteriore, birra corposa; Seducente di Birra Camerini
American (ALe / 5,8% vol / Alta fermentazione), birra speciale con un intenso bouquet agrumato e un persistente sapore di frutta esotica che la rende molto dissetante pur mantenendo un elevato grado di complessità, dovuta alla consistente presenza di malti d’orzo e frumento e di luppoli molto aromatici e raffinati; è quindi ideale come aperitivo o per una serata in compagnia e al tempo stesso ottima in abbinamento a piatti di pesce oppure di carni bianche o formaggi freschi. Comelgo di Birra del Grillo di Luca Del Zolt, (speciale al miele delle Dolomiti / 6,8% vol / Alta Fermentazione), birra doppio malto, di colore dorato, possiede la personalità e i profumi delle valli del Verde Comelico, profumi dati dalla laboriosa opera delle api nel fare il miele che è miscelato con il mosto della birra. Abbinamento con insaccati e carpacci, carni bianche abbinate a verdure. Dopo la degustazione delle birre, i presenti sono stati sottoposti ad un questionario “propedeutico” all’individuazione dei driver di valorizzazione su cui puntare per la birra artigianale. Al prossimo incontro, l’ardua sentenza.

 

Conegliano (TV), dal 27 gennaio al via il corso per periti estimatori in agricoltura

valutazione-dei-danniParte da Conegliano (Tv) la formazione dei periti estimatori in agricoltura. Una figura professionale sempre più richiesta con l’affermarsi della cosiddetta “difesa passiva” che consente, attraverso soluzioni assicurative e mutualistiche, di garantire la stabilità del reddito delle imprese agricole anche di fronte ad avversità atmosferiche o patologie. Una nuova professione sempre più strategica di fronte ai cambiamenti climatici.

Segreteria organizzativa nella scuola enologica Cerletti. A livello nazionale, è in fase di definitiva approvazione, proprio in questi giorni, il Piano assicurativo agricolo 2017 e, anche per questo l’appuntamento con il nuovo “Corso per Periti Estimatori danni da calamità naturali” è atteso per la stringente attualità e per la possibilità di offrire tutti gli aggiornamenti alle figure professionali del settore. E non è un caso se il corso nazionale parte anche quest’anno dalla capitale del Prosecco DOCG, territorio all’avanguardia nazionale in ambito agricolo, trovando nella Scuola Enologica “Cerletti”, cuore pulsante dell’innovazione e ricerca nell’area, la sua segreteria organizzativa.

Più di 1.000 iscritti ogni anno, 14 istituti superiori agrari di tutta Italia, 3 ordini professionali coinvolti (Periti Agrari, Dottori Agronomi e Forestali e Geometri), 11 grandi compagnie assicurative internazionali, 7 Consorzi di Difesa provinciali e 2 regionali, sono numeri che danno la misura del progetto di formazione. La segreteria organizzativa in capo all’ISISS Cerletti, mira a trasformare l’istituto in un polo nazionale interprofessionale di ricerca e formazione nel settore delle avversità atmosferiche, in grado di affrontare problematiche che vanno dalla stima dei danni relativi ai fortunali allo studio dei cambiamenti climatici, alle metodologie più innovative nella stima, sia ai nuovi strumenti assicurativi.

Le novità 2017. “Puntiamo a dare un approccio più pratico e sperimentale soprattutto ai corsi di aggiornamento – spiega Giovanni Follador, coordinatore del corso – coinvolgendo nella docenza sempre più professionalità di comprovata e sicura competenza; affrontando nuove tematiche utili all’espletamento dell’attività peritale (es. l’approccio comportamentale della perizia) e approfondendo tematiche specifiche come nuove tecniche colturali e l’innovazione dei prodotti, per fornire al perito una formazione il più possibile completa”.

La campagna formativa si aprirà venerdì 27 gennaio e proseguirà fino all’inizio di aprile con corsi di avviamento (aperti a praticanti, neo diplomati e laureati), e corsi di aggiornamento rivolti a chi già svolge la professione peritale, hanno la durata di 16 ore (in due giornate di frequenza dalle ore 9 alle 18) e prevedono il rilascio di un certificato di partecipazione oltre a consentire il riconoscimento di crediti previsti dagli ordini professionali. Quattordici sedi del corso in tutta Italia, per l’iscrizione è sufficiente compilare l’apposito form nel sito www.isisscerletticonegliano.gov.it entro il sabato precedente l’inizio del corso scelto.

Date e sedi. Corsi di avviamento. 27/28 gennaio, Conegliano (TV); 10/11 febbraio, Brescia; 17/18 febbraio, Cesena (FC); 28/1 febbraio/marzo, Vercelli. Corsi di aggiornamento. 21/22 febbraio, Roma Actinidia e altro; 3/4 marzo – Todi (PG) Uva da vino e olive. 7/8 marzo, Buttapietra (VR) Soia, Frumento e Cereali minori. 14/15 marzo, Trento, Pomacee.17/18 marzo, Palidano (MN) Cucurbitacee. 21/22 marzo, Finale Emilia (MO) Mais. 24/25 marzo, Locorotondo (BA) Pomodoro e cucurbitacee. 28/29 marzo, Gradisca (GO) Uva da vino. 31/1 marzo/aprile, Cremona, Pomodoro. 7/8 aprile, Imola (BO) Drupacee.

Fonte: Servizio Stampa Condifesa Treviso

Nuova Doc Pinot grigio delle Venezie, presentato il disciplinare di produzione

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Ieri a Verona, nelle sale di Veronafiere, si è svolta la riunione di pubblico accertamento convocata dal Ministro dell’Agricoltura: ai partecipanti è stato presentato il testo del disciplinare di produzione della DOC “delle Venezie”. I sostenitori dell’iniziativa sono le associazioni/organizzazioni di categoria che rappresentano tutti gli operatori della filiera del Pinot grigio (viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori) del Nordest, riunite nell’Associazione produttori vitivinicoli trentini, friulani e veneti.

L’iter. “L’intera filiera triveneta ha confermato la volontà di portare a termine il percorso intrapreso oltre due anni fa insieme alle Regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige per assicurare tracciabilità, prestigio e massima riconoscibilità ad un vino bianco che a Nordest ha la propria area elettiva di produzione”, ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan. “Fra tre giorni, il 2 settembre, si riunirà il Comitato nazionale Vini, spero che il Comitato accolga e faccia propria la proposta di disciplinare presentata alle associazioni dei produttori e degli imbottigliatori e che si possa procedere celermente alla pubblicazione del documento, in modo da riuscire a raccogliere le osservazioni delle parti interessate nell’arco dei 60 giorni previsti e a portarlo in approvazione entro il 15 novembre, termine di chiusura della ‘raccolta uve’”.

Un’area che rappresenta l’82% della superficie coltivata a Pinot grigio in Italia. Con il riconoscimento della nuova Doc “delle Venezie” Pinot grigio nasce quindi un sistema vitivinicolo interregionale che vale 20.275 ettari di vigneti (11.511 in Veneto, 6.005 in Friuli Venezia Giulia e 2.760 in Trentino Alto Adige).  L’area del Pinot grigio delle Venezie a denominazione d’origine controllata oggi rappresenta oltre l’82 per cento della superficie coltivata a Pinot grigio in Italia, assumendo quindi la piena leadership del settore.  La produzione di vino Pinot grigio prodotto nel Nordest (comprensivo delle attuali DOC storiche) ed imbottigliato è stato di ben 230 milioni di bottiglie (dati 2015), di cui due terzi destinate ai mercati esteri (in prima fila quelli del Nord America e del Regno Unito, a seguire la Germania e Paesi Bassi). “Con il riconoscimento della Doc e della relativa ‘fascetta di Stato’ – ha dichiarato Pan, che insieme ai colleghi di Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli e Trentino Alto Adige Michele Dallapiccola ha promosso e sta accompagnando il percorso verso la nuova Doc  – i consumatori vedranno garantita l’origine e la piena tracciabilità della bottiglia, grazie a verifiche puntuali sia sulla quantità che sulla qualità dei prodotti, dalla vendemmia all’imbottigliamento. Il rispetto del disciplinare di produzione della nuova Doc offre a produttori e imbottigliatori uno strumento in più per competere, con un nome e un marchio di assoluto prestigio, nel mercato internazionale”.

Il disciplinare della nuova Doc individua l’area di produzione, la tipologia dei terreni, la varietà di uve e la loro composizione per singola tipologia (il Pinot grigio dovrà essere fatto per l’85 per cento da uva pinot grigio), la densità di impianto, le rese per ettaro, le gradazioni minime, i metodi e i requisiti di trasformazione e vinificazione delle uve, le regole di imbottigliamento. Regole quindi molto dettagliate a cui dovranno attenersi produttori, cantine e imbottigliatori per poter apporre sulle loro bottiglie la “fascetta di Stato”. Oltre alla proposta di riconoscimento della Denominazione di origine controllata per “delle Venezie” Pinot grigio, la richiesta dell’Associazione produttori vitivinicoli trentini, friulani e veneti che interesserà anche il cambio del nome dell’attuale IGT da “delle Venezie” in “Trevenezie” e contestualmente la modifica dei disciplinari di produzione delle IGT “Veneto”, “Vallagarina”, “Veneto orientale”, “Marca trevigiana”, “Colli trevigiani”, “Conselvano”, “Alto Livenza”, “Verona”, “Provincia di Verona” o “Veronese” e “Venezia Giulia” dai quali scomparirà la parola ‘Pinot grigio’.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Due under 30 di Confagricoltura Veneto nel Consiglio europeo dei giovani agricoltori

bandiera europeaDue giovani di Anga-Confagricoltura Veneto rappresenteranno in Europa le istanze e i temi cruciali dei giovani agricoltori italiani: sono il veronese Piergiovanni Ferrarese, 25 anni e la padovana Giulia Nucibella, 28. I due sono stati chiamati a far parte del Ceja, acronimo del Conseil Européen des jeunes agriculteurs, che assiste la Commissione Ue nell’elaborazione delle politiche agricole fungendo da ponte tra gli agricoltori under 40 europei e le istituzioni.

Il Consiglio europeo dei giovani agricoltori è composto da 32 organizzazioni nazionali, si estende su 24 Stati membri della Ue e rappresenta due milioni di giovani agricoltori, ponendosi l’obiettivo di facilitare lo sviluppo di politiche mirate per gli under 40 e di essere un luogo di informazione e confronto. L’incarico dei componenti è biennale.

Pierg Ferrarese

Piergiovanni Ferrarese

Latte. Piergiovanni Ferrarese è laureato in Giurisprudenza e collabora nell’azienda familiare di Sorgà specializzata nell’allevamento di vacche frisone da latte. Entrerà in qualità di esperto nel Gruppo di dialogo sul latte. Ferrarese, nonostante la giovane età, ha già ricoperto cariche di tutto rispetto, come quella di vicepresidente dei giovani di Confagricoltura Verone e di membro della giunta nazionale dei giovani Anga. “L’incarico cade in un momento storico difficile, che vede il comparto lattiero caseario travolto da una crisi senza precedenti, con il numero delle stalle dimezzato negli ultimi dieci anni – dice -. C’è bisogno di una politica comunitaria che svincoli i produttori dalle attuali regole che incidono sulla produttività e competitività, rendendo più semplice e veloce la richiesta e l’assegnazione dei pagamenti diretti e accoppiati della Pac. Come giovani appartenenti al Consiglio chiederemo regole per una maggiore trasparenza nella comunicazione ai consumatori sull’origine dei prodotti e fondi per aiutare gli agricoltori a migliorare l’innovazione delle proprie strutture, per renderle più competitive”.

Giulia Nucibella

Giulia Nucibella

Turismo rurale. Giulia Nucibella, laureata in Economia aziendale, partecipa all’azienda di famiglia in Valle di Bagnoli di Sopra, dove oltre all’attività agricola viene svolta attività agrituristica, didattica, di fattoria sociale e turismo rurale. Nel Consiglio europeo entrerà a far parte del Gruppo di dialogo su qualità e promozione. “E’ una sezione che andrà a trattare tutte le attività connesse all’azienda agricola – spiega -: dalla promozione delle aziende agricole multifunzionali alla qualità dei prodotti aziendali, dagli agriturismo al turismo rurale. Noi faremo proposte, promuoveremo i progetti realizzati in Veneto e in Italia e confronteremo con i colleghi europei.  Sono felicissima di questa nuova avventura, che mi offre un’opportunità di crescita e di collaborazione tra i giovani europei che potranno far crescere anche le nostre organizzazioni”. Chiara Sattin, presidente di Anga Veneto, è fiera del risultato: “Due nostri giovani entrano a rappresentare la Confagricoltura nazionale in questa importante commissione di esperti europei – commenta -.  Siamo orgogliosi che la scelta sia caduta su di loro, dimostrando così di possedere le competenze anche per questi incarichi di livello internazionale. Il Ceja è molto importante, perché rappresenta tutte le organizzazioni giovanili d’Europa ed è un luogo di dibattito su tutti i temi cruciali dell’agricoltura. Auguriamo un grande in bocca al lupo ai nostri giovani, ai quali daremo tutto il supporto di cui necessitano”.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

Latte scremato in polvere, aumentato il massimale d’intervento pubblico

biola-il-distributore-automatico-di-latte-crudo-dalla-mucca-alla-bottiglia-fotoSono entrate in vigore le nuove regole relative all’aumento del massimale di intervento pubblico per il latte scremato in polvere, che passa da 218.000 a 350.000 tonnellate. Questo provvedimento (REG. UE 2016/1042) rappresenta una risposta alla crisi del mercato europeo del latte e fa seguito alle misure eccezionali annunciate dalla Commissione europea al Consiglio Agricoltura dello scorso mese di marzo. L’aumento del massimale giunge in un momento in cui i volumi di latte scremato in polvere acquistati finora quest’anno hanno già raggiunto le 296.525 tonnellate, di cui 218.000 tonnellate attraverso l’intervento a “prezzo fisso” e 78.525 tonnellate tramite offerte di intervento. Quest’ultimo dato comprende le offerte per 15.127 tonnellate di latte scremato in polvere pervenute da dodici Stati Membri che sono state accettate dalla Commissione la scorsa settimana con il sistema di gara ad un prezzo massimo di € 169,8/100 kg (prezzo d’intervento).

Il super dollaro mette le ali all’export dell’Asiago Dop. Incoraggianti anche le prospettive di vendita in Sud America.

Insieme ASIAGO new-pelure_01-bassaIl super dollaro mette le ali all’Asiago DOP che, nei primi tre mesi del 2016, ha venduto negli USA 143 tonnellate di prodotto, +44% rispetto allo stesso trimestre dell’anno 2015. Un successo non solo americano, visto che Asiago DOP mette a segno una crescita mondiale del +16%, unita ad interessanti scenari di sviluppo nei mercati del Sud America: Brasile e Messico, dove, l’azione del Consorzio ha permesso di ottenere il pieno riconoscimento della denominazione Asiago come Indicazione Geografica in base all’Accordo di Lisbona sulla protezione delle indicazioni d’origine garantendo, di fatto, un maggior livello di protezione della denominazione in quel paese.

Binomio vincnete, andamento dollaro e azioni di promozione. Dal 2013 al 2015, Asiago DOP ha continuato a rafforzare la sua presenza sul mercato americano e chiuso il 2015 con la vendita di 450 tonnellate di prodotto, con un aumento del 12,8% rispetto all’anno 2014. A fare la differenza sono stati due fattori: l’andamento del dollaro, soprattutto nel 2015, che ha aperto nuove occasioni di acquisto e l’intensificarsi delle azioni realizzate dal Consorzio. “Nell’anno appena trascorso e, soprattutto, nel primo trimestre 2016 – afferma il direttore, Flavio Innocenzi – abbiamo cofinanziato attività di promozione rivolte al trade su numerosi punti vendita, rafforzando la presenza nelle principali catene e premiando l’inserimento in nuove, azioni queste che si svilupperanno per tutto il 2016 e che già danno i loro primi frutti. Un impegno che intende consolidare questo importante mercato facendo conoscere sempre di più e meglio le caratteristiche distintive del prodotto”.

Sud America. In questi primi mesi del 2016, dinamismo e nuove opportunità segnano anche la presenza di Asiago DOP nei mercati del Sud America, soprattutto in Brasile, uno dei paesi più attivi per il mercato dei formaggi, con un consumo che, secondo gli analisti, potrà triplicare in meno di un decennio. Infatti, se il brasiliano medio consumava solo 3,4 chilogrammi di formaggio nel 2009, il consumo pro capite è aumentato a 5,4 kg nel 2014, ed è destinato a crescere fino a 8,6 chilogrammi nel 2019. Proprio per questo, il Consorzio di Tutela ha avviato da tempo una serie di contatti in tutta l’America del Sud, con particolare riguardo al mercato brasiliano e messicano dove, dal primo gennaio 2016, si è riusciti a far ridurre i vincoli doganali dal 120% al 45%, e, dato ancor più importante, ad ottenere il pieno riconoscimento della denominazione Asiago come Indicazione Geografica aprendo alla commercializzazione dell’Asiago DOP in quel paese.

Fonte: Servizio Stampa Asiago Dop

Previsioni meteo nel Veneto, sinergia tra Regione, ARPAV e imprese turistiche per un’informazione corretta e certificata. Ed il 28-29 maggio 2016, porte aperte ai visitatori al Centro Meteo di Teolo (PD).

700-2016 - assessore all'ambiente a sx e assessore al turismo a dx

Gli assessori regionali all’Ambiente e al Turismo presentano il nuovo servizio meteo del Veneto

Cambia il servizio di previsioni meteo nel Veneto, grazie alla collaborazione tra Regione, ARPAV (Agenzia per la prevenzione e protezione ambientale), associazioni di categoria e i consorzi di imprese del turismo. Che d’ora in avanti diffonderanno, in forza di un protocollo d’intesa, informazioni sul tempo – e non solo – attendibili, certificate e predisposte sulla base di dati tecnici e di rigorosi criteri di scientificità, seppur in una materia che sconta inesorabilmente i limiti della predicibilità.

Cosa cambia. L’iniziativa, concretizzatasi dopo mesi di lavoro, è sancita da una deliberazione della Giunta regionale del 17 maggio scorso, in base alla quale si dà vita a un sistema integrato di previsioni meteorologiche, allergeniche e della qualità delle acque di balneazione curate da ARPAV e diffuse anche attraverso gli strumenti informativi propri delle strutture ricettive e delle aziende che compongono l’organizzazione turistica veneta. In sintesi, le novità sono: predisposizione di tre aggiornamenti quotidiani (alle ore 9, 13 e 16, sette giorni su sette, tutto l’anno) dei  bollettini dell’ARPAV per il turismo Veneto: Meteo Spiagge, Dolomiti Meteo, Meteo Garda; servizi disponibili anche in inglese, tedesco e francese; previsioni effettuate su 18 aree meteoclimatiche omogenee; la costa veneta è stata suddivisa in tre aree (settentrionale, centrale ed orientale) per valutare in modo circostanziato le condizioni locali; presenza nel portale del turismo veneto (www.veneto.eu) di informazioni anche sulla qualità delle acque di balneazione e sui pollini; possibilità per le aziende turistiche di fruire di tutte le informazioni meteo o di parte di esse, in base alla zona e alle domande della clientela, ottenendole automaticamente da ARPAV on line, costruendo un’informazione meteorologica specifica per le proprie applicazioni.

Ai turisti, previsioni più precise. “Vogliamo dire stop alla disinformazione che ha danneggiato le imprese turistiche e che ha anche fuorviato gli ospiti e i visitatori delle nostre località – ha detto l’assessore regionale al turismo – e lo facciamo valorizzando e potenziando il servizio di ARPAV, di un’agenzia che rappresenta un’eccellenza e una risorsa per il Veneto e per i veneti. Questi nuovi servizi informativi consentiranno di programmare meglio e in piena sicurezza le vacanze e saranno utili anche agli escursionisti, veneti e non, che grazie agli aggiornamenti più frequenti e alle previsioni più circostanziate, riusciranno a pianificare adeguatamente le proprie uscite”.

Un servizio meteo certificato. “Ben poche agenzie regionali dispongono di un servizio meteorologico efficiente e dotato come quello del Veneto – ha ribadito l’assessore regionale all’ambiente – che, pur rinnovandosi costantemente dal punto di vista tecnologico, può far leva sulla lunga esperienza acquisita e sulla professionalità dei suoi operatori. L’ARPAV, svolgendo un’attività rispondente agli standard dell’organizzazione meteorologica mondiale, assicura dei servizi certificati, rispondenti a quella logica di terzietà che, in un ambito come quello delle previsioni, è indispensabile”.

28-29 maggio, porte aperte all’Arpav. Il  direttore del servizio meteo dell’ARPAV, Marco Monai, ha sottolineato l’importanza e la correttezza di specificare sempre il grado di attendibilità delle previsioni, precisando che l’agenzia veneta si limita ai quattro giorni successivi a quello di elaborazione, in quanto quelle a lungo termine hanno un elevato margine di errore. Chi desiderasse visitare il Centro di Teolo dell’ARPAV, sono ancora disponibili posti nei turni 9.00-11.00 e 11.15-13.15 di sabato 28 maggio e nel turno 9.00-11.00 di domenica 29 maggio; basta compilare e inviare la seguente scheda http://www.arpa.veneto.it/servizi-ambientali/comunicazione/porte-aperte-allarpav-2016.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto