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Vendemmia 2016, nel Triveneto aspettative buone, uve a bacca bianca produzione stabile, in calo quelle a bacca nera

3684_uvaAnalisiGrappoloSi è tenuto ieri, giovedì 25 agosto, a Legnaro (Pd) il tradizionale focus promosso da Veneto Agricoltura e Regione dedicato alle previsioni della vendemmia 2016 nel Veneto, nel restante Nord Est, nelle altre principali Regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna. Vendemmia che,  sotto il profilo qualitativo si annuncia già molto interessante, e lo sarà ancora di più se perdurerà l’andamento climatico di questo periodo fatto di giornate soleggiate e notti fresche, elementi fondamentali per l’acidità e il colore delle uve. Dita incrociate dunque perché già oggi ci sono tutte le premesse per una buona vendemmia.

Andamento dell’annata vitivinicola 2016. L’Annata vitivinicola 2016 è stata messa sotto la lente dal direttore di Crea Viticoltura di Conegliano, Diego Tomasi, che ha osservato come anche quest’anno si evidenzino chiaramente degli andamenti climatici non regolari, conseguenza dei cambiamenti climatici in corso a livello globale. Il repentino passaggio da periodi piovosi con temperature sotto la media, a periodi caldi e asciutti e viceversa, è stato dunque confermato anche quest’anno. Ad un avvio di primavera caratterizzato da temperature miti, che hanno determinato un germogliamento precoce della vite, sono seguiti i mesi di maggio e giugno molto piovosi che in pratica hanno fatto perdere l’anticipo fenologico. Il risultato è una stagione che in alcuni momenti cruciali si è fatta difficile sotto il profilo sanitario (problemi di malattie fungine e peronospora in particolare), comunque sapientemente affrontata dai nostri viticoltori che dimostrano di aver raggiunto ormai un altissimo livello di professionalità. Alla fine di queste alternanze climatiche, in tutte le aree vocate del Veneto la vendemmia 2016 risulta posticipata di circa 8/10 giorni rispetto allo scorso anno. La settimana del 22 agosto ha visto, infatti, l’avvio della raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, mentre nella settimana del 29 agosto prenderà il via la vendemmia vera e propria.

Veneto: produzione stimata 2016. A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento.

Stime di produzione per provincia. Belluno: Si prevede una produzione superiore del 5% rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Si deve inoltre tenere in considerazione un ulteriore aumento pari al 10-15% dovuto all’entrata in produzione di nuove superfici vitate. Padova: produzione in linea con quella del 2015 ad eccezione per il Merlot per il quale, soprattutto nelle aree di collina e dell’alta padovana, è previsto un calo del 10/15% dovuto a forti attacchi di peronospora larvata. Si registra, inoltre, l’entrata in produzione di circa 282 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno l’8% circa della superficie complessiva in produzione; circa le varietà a bacca nera, sono entrati in produzione 39 ettari di vigneti la cui superficie rappresenta il 2% circa della superficie complessiva. Rovigo: La produzione è stimata del 10/15% in più rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Per il Merlot si stima una riduzione di qualche punto percentuale a seguito dell’incidenza della peronospora, riduzione che nel Basso Polesine appare ancora più consistente. Sono invece segnalate buone produzioni di Malvasia, Refosco e Pinot Grigio. Anche in provincia di Rovigo si segnala l’entrata in produzione di circa 20 ettari di vigneti che costituiranno il 9,5% della superficie complessiva in produzione. L’incremento percentuale sarà più significativo per i vigneti a bacca bianca. Treviso: Rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento della superficie vitata, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale è calcolato intorno al 2-3%. Di conseguenza si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali a bacca nera. Venezia: L’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo. Verona: La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli della campagna precedente. Gli impianti del 2015, nonostante siano consistenti, non rappresenteranno un elemento significativo per l’aumento delle produzioni. Per quanto riguarda il Soave, l’annata al momento della vendemmia si distingue per l’assenza di fenomeni grandinigeni, l’elevata sanità delle uve, l’equilibrio vegetativo delle viti, le produzioni non esuberanti, un quadro compositivo delle uve nella media delle ultime annate per zuccheri e acidità, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Il quadro analitico delle uve in vinificazione annuncia vini più “classici” probabilmente più sapidi e floreali. In questo positivo quadro stagionale si inserisce la decisione del Consorzio di limitare le rese per il Soave ed il Soave Classico. Una vendemmia quindi che andrà a premiare i 5.600 ettari di vigneto di cui 4.400 a Soave DOC e 1.200 a Soave Classico per un totale di 430.000 ettolitri di vino, pari a circa 55 milioni di bottiglie. Vicenza: Nella zona Doc Colli Berici e Gambellara si stima una produzione in calo del 5/8%; nella zona Doc Breganze un aumento del 20/25%; per la Garganega un calo del 5/8% (per problemi di allegagione e acinellature diffuse); per il Pinot Grigio un calo del 10/15% (per minore fertilità); la produzione di Glera, Chardonnay, Merlot e Tocai Rosso è prevista invariata rispetto allo scoro anno; per il Cabernet Sauvignon e Franc si prevede un aumento del 3%.

Provincia Autonoma di Bolzano. Rispetto al 2015 in provincia di Bolzano è prevista una produzione in calo del 5/10%. Più in dettaglio, la varietà Traminer aromatico potrebbe risultare inferiore del 5% e la Schiava del 10%. Questa riduzione è da ricondurre, in parte, a dei problemi fitosanitari che si sono verificati durante il periodo vegetativo dovuti ad attacchi di peronospora. Sia per quanto riguarda i vitigni della famiglia dei Pinot che quelli dello Chardonnay i quantitativi previsti si aggirano probabilmente attorno ai livelli del 2015. Per quanto riguarda il Sauvignon bianco e Lagrein ci si aspetta una resa di qualche punto percentuale maggiore rispetto al 2015.

Provincia Autonoma di Trento. Sulle varietà a bacca bianca si stima un calo di produzione del 5/10% rispetto al 2015 per via del peso medio inferiore del grappolo dovuto a colatura e acinellatura in fioritura, oltre che per la perdita di produzione in alcune zone a causa di attacchi di peronospora. Sulle varietà a bacca nera il calo dovrebbe raggiungere il 10/15% per attacchi di peronospora in alcune aree.

Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Le stime in vigneti campione nelle diverse zone regionali riportano una buona fertilità reale delle uve (numero medio dei grappoli per germoglio) e un peso medio dei grappoli nella media della varietà. La resa stimata è in linea con le produzioni 2015 per la principali varietà ad eccezione della produzione su alcune varietà a bacca nera stimata in leggero calo. Buone aspettative sono annunciate anche nelle altre principali regioni vitivinicole italiane, mentre nei due principali concorrenti europei dell’Italia ,Francia e Spagna, è attesa rispettivamente una produzione di 44 e 42 milioni di ettolitri di vino.

Istituzioni. “La Regione Veneto sta investendo diversi milioni di euro nel settore vitivinicolo – 12 milioni in attività di promozione nei Paesi terzi, 8,5 per la ristrutturazione dei vigneti, numerosi altri bandi in ambito PSR; ma i risultati alla fine arrivano e a parlare sono le cifre: prima regione italiana per produzione e per export, tanto che lo scorso anno abbiamo prodotto 12,54 milioni di quintali di uva pari a 9,7 milioni di ettolitri di vino: abbiamo esportato prodotto (di grande qualità) per 1,83 miliardi di euro, pari al 34% del valore complessivo delle esportazioni vinicole italiane”, ha detto Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura. Il focus rivolto al mondo vitivinicolo, giunto alla 42^ edizione, è realizzato in collaborazione con Avepa, Arpav-Servizio Meterologico, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Trento e Bolzano, un “bel gioco di squadra”, ha afferamto Alberto Negro, neo direttore dell’Agenzia regionale. Nell’occasione, Arturo Stocchetti, Presidente di UVIVE, ha ribadito l’importanza del fare vino di qualità e di accompagnare questo processo con un’attente campagna di comunicazione.

Fonte: Veneto Agricoltura

Vendemmia 2016, iniziata in Veneto quella delle varietà precoci, il quadro completo previsionale fornito da Veneto Agricoltura-Europe Direct il 25 agosto a Legnaro (PD)

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Nel Veneto la vendemmia è iniziata ufficialmente ieri, lunedì 22 agosto, con la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay per le basi spumante e delle stesse varietà degli impianti più giovani. Su tutto il territorio regionale la qualità delle uve é annunciata ottima, con un buon rapporto zuccheri/acidità totale nelle uve bianche e un più che soddisfacente accumulo di sostanze coloranti nelle uve nere.

Rispetto al 2015, ritardo di 7-10 giorni. Bisognerà però attendere l’inizio della prossima settimana per dare il via alla vendemmia vera e propria, che rispetto allo scorso anno è in ritardo di 7-10 giorni. Tutti i dati previsionali quanti-qualitativi sull’imminente vendemmia saranno forniti giovedì 25 agosto (ore 10) in occasione del focus sulle previsioni vendemmiali nel Nord Est (e non solo), in programma a Legnaro (Pd) presso la sede di Veneto Agricoltura (viale dell’Università 14), presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’incontro, giunto alla 42^ edizione, è promosso in collaborazione con la Regione Veneto, Avepa, Arpav-Servizio Meteorologico, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento.

Previsioni, al momento, rosee. Nell’occasione, saranno forniti i dati previsionali triveneti suddivisi per provincia e tipologia di uva e sarà gettato uno sguardo anche all’imminente vendemmia in Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna. Complessivamente, si parla già di una buona vendemmia e se saranno confermate le belle giornate di sole annunciate per le prossime due settimane il già alto livello qualitativo delle uve non potrà che beneficiarne, sia per quanto riguarda l’acidità che il colore.

 Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura-Europe Direct

 

L’Associazione Viticoltori Naturali approva il disciplinare di produzione e dà avvio al piano di controlli

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Angiolino Mauel, presidente VinNatur

Venerdì 15 luglio scorso l’assemblea dei soci VinNatur (Associazione viticoltori naturali) ha approvato a maggioranza il Disciplinare di produzione del vino VinNatur proposto dal consiglio direttivo.

Definite le pratiche di vigna e cantina ammesse e non. Angiolino Maule, fondatore e attuale presidente dell’associazione, spiega: “ Questo disciplinare di produzione, e il piano di controlli che lo completa, sono il nostro ulteriore passo nella direzione della chiarezza e trasparenza verso chi sceglie di bere i nostri vini. Dal 2008 analizziamo a nostre spese i vini di tutti i soci, ogni anno, per verificare che siano liberi da residui di principi attivi di pesticidi (ne ricerchiamo 200) e se qualcuno per tre anni viene trovato positivo deve lasciare l’associazione. Monitoriamo anche la presenza di anidride solforosa per comprendere meglio il lavoro del vignaiolo in cantina. Questo documento, sul quale siamo concentrati da oltre un anno, mette nero su bianco le pratiche di vigna e cantina ammesse e non ammesse, secondo la nostra visione della viticoltura. Ora che abbiamo avuto l’approvazione dei nostri soci possiamo procedere con il successivo step, ossia la versione definitiva del Piano di controlli che stiamo elaborando in collaborazione con alcuni enti certificatori riconosciuti dal Mipaaf; ad esso è affidato il compito di far rispettare ciò che è consentito dal disciplinare, che sarà in vigore dall’annata 2017. Ogni azienda associata, almeno una volta l’anno, riceverà la visita dell’organo di controllo che verificherà l’operato del vignaiolo sia in vigna che in cantina.

Strumento dinamico. Continua Maule: “I controlli sono un punto fondamentale perché, secondo noi, alle parole vanno preferiti i fatti: chi sceglie di bere vini naturali ha il diritto di avere garanzie tangibili su ciò che troverà dentro la bottiglia. Non basta dichiararsi “vignaioli naturali”, è necessario essere realmente consapevoli della grande responsabilità che si ha nei confronti della salute di appassionati e clienti, e agire con trasparenza. Questo disciplinare è uno strumento dinamico, che sarà verificato e aggiornato in futuro sulla base della collaborazione con gli enti di controllo e del procedere dell’esperienza negli accertamenti presso la varie aziende, perché l’obiettivo non è punire a tutti i costi ma far crescere le conoscenze e la cultura dei nostri produttori in modo che siano in grado di gestire in maniera consapevole difficoltà e/o problemi che si possono presentare durante il loro lavoro. Vi è un impegno costante dell’associazione nel fornire agli associati un supporto tecnico-scientifico per aiutarli a rispettare le norme che abbiamo insieme definito, sia consentendo loro l’accesso ai risultati e alle esperienze dei vari progetti di ricerca e delle prove sperimentali che da anni svolgiamo in collaborazione con ricercatori universitari e professionisti, sia attraverso convegni di approfondimento tecnico”.

Produrre vini naturali, una scelta, non un obbligo. Conclude Angiolino Maule: “Produrre vino naturale VinNatur significa avere il coraggio di affrontare molti rischi senza il conforto di soluzioni pronte e facili, significa accettare impegni e obblighi, anche morali; per questo essere soci VinNatur è una scelta, non un obbligo. Questo disciplinare non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Il nostro obiettivo è dare vita ad un percorso di crescita, dinamico e vivace, aperto ai contributi del mondo scientifico, che consenta a tutti noi di praticare con consapevolezza una viticoltura sana e sostenibile per l’ambiente e per l’uomo”.

Fonte: Servizio Stampa Vinnatur

Prosecco, Veneto e Friuli accolgono richiesta Consorzio di tutela e autorizzano vigneti per altri 3 mila ettari

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da sx, Stefano Zanette (Consorzio tutela) e Giuseppe Pan (Regione Veneto)

Cresce la domanda di Prosecco Doc e il Consorzio di tutela ha deciso di incrementare di altri 3 mila ettari di vigneto a Glera la superficie dello schedario vitivinicolo destinata alla denominazione di origine controllata.

Crescita prevista. Lo scorso anno l’area del Prosecco Doc, che abbraccia 9 province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ha prodotto 2,6 milioni di ettolitri imbottigliati, ma il potenziale produttivo della vendemmia 2016 in Veneto è stimato in oltre 3 milioni di ettolitri. “Il trend di crescita della commercializzazione del vino veneto più venduto al mondo (più 24,2% nel 2013, più 26,9 nel 2014 e più 15,8 nel 2015), l’andamento dei prezzi e l’evoluzione dell’offerta di Prosecco  – sottolineano gli assessori regionali all’Agricoltura di Veneto e  Friuli  Venezia Giulia, Giuseppe Pan e Cristiano Shaurli – hanno indotto il Consorzio di tutela a chiedere l’adeguamento del potenziale produttivo, ampliando ulteriormente la superficie del vitigno Glera atta a produrre i vini della DOC “Prosecco””.

Entro il 2020, prevista una produzione di oltre 500 milioni di bottiglie. Dati confermati da Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela, che per la vendemmia 2019/2020 prevede una produzione, al pieno potenziale viticolo ed enologico, di 3,78 milioni di ettolitri, pari a oltre 500 milioni di bottiglie di Prosecco Doc, compresi anche i vitigni complementari. “Calcolando – stima Zanette – un aumento medio del 15% del consumo dei vini spumanti nel prossimo triennio, gli esperti del Centro interdipartimentale per la viticoltura dell’Università di Padova  e di Nomisma hanno valutato che siano necessari 3 mila ettari di Glera in più per soddisfare la richiesta, mantenendo l’equilibro di mercato. Nella scelta dei criteri di assegnazione delle superfici abbiamo deciso – continua Zanette – di favorire gli under 40 e le produzioni biologiche, per testimoniare che il Consorzio, sempre più fermamente, sta andando nella direzione della sostenibilità”.

Le due regioni coinvolte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, hanno quindi autorizzato un ampliamento della superficie di 3 mila ettari, di cui 2444 in Veneto e 556 nel territorio friulano, portando così il potenziale viticolo della Doc Prosecco a 23.250 ettari. Con questo aumento di superficie – ha calcolato Vasco Boatto, direttore del Centro interdipartimentale dell’università di Padova –  possiamo calcolare che la vendemmia 2019 consentirà di aumentare del 20 per cento le bottiglie di Prosecco Doc rispetto all’annata 2016”. La Giunta del Veneto ha deliberato il 29 giugno scorso il provvedimento di adeguamento del potenziale produttivo (delibera n. 990), di prossima pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto, mentre la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha adottato provvedimento similare lo scorso 1 luglio per la superficie di propria competenza.

Modalità. “I produttori del Friuli Venezia Giulia interessati ad accedere all’incremento di superficie – fa sapere l’assessore friulano Shaurli – devono presentare alla Direzione centrale risorse agricole, forestali e ittiche, Servizio competitività sistema agroalimentare manifestazione di interesse all’assegnazione della superficie, entro 15 giorni dalla pubblicazione della delibera sul Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, secondo le modalità e i criteri indicati nella delibera stessa”. “La distribuzione dei nuovi ettari in Veneto – mette in evidenza l’assessore Pan – avverrà in maniera diversa che in passato, riservandone la metà, cioè 1222 ettari ai soggetti già inseriti nel sistema di controllo della Doc Prosecco, attraverso la presentazione di una manifestazione di interesse. L’altro 50 per cento viene assegnato anche ai soggetti nuovi attraverso un bando, secondo criteri di priorità”. I produttori veneti interessati ad accedere a tali iniziative dovranno presentare ad Avepa richiesta entro 15 giorni dalla pubblicazione della delibera, secondo le modalità e i criteri indicati. Le nuove superfici dovranno essere realizzate entro il 31 luglio 2017 in superfici comprese fra i 3 mila metri quadrati e i 3 ettari.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Vino, indagini nuovi mercati: giovani di Cina e Usa a confronto

bottiglie-di-vinoDivisi da un oceano, da culture differenti e da un diverso approccio al vino. Sono i Millennials (generazione del nuovo millennio) cinesi e americani, la “Generazione Y” più osservata dal mondo del marketing sotto la lente di un’indagine comparativa realizzata in occasione di Vinitaly 2016 dall’Osservatorio Paesi Terzi Business Strategies in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor, che ha indagato stili e modalità di consumo del vino dai giovani nei due Paesi. L’indagine ha coinvolto un campione di 2.300 Millennials in Usa e 1.200 Millennials in Cina. L’età di riferimento varia a seconda della legal drinkin age (18 anni in Cina e 21 anni negli Usa).

Tante le differenze ma ancor più i punti in comune. Si parte dai consumi, che rappresentano la differenza principale: solo il 12% dei Millennials cinesi ha bevuto vino negli ultimi 12 mesi, contro il 62% dei coetanei americani. Sul fronte delle preferenze il vino italiano si posiziona ai primi posti, sono il 22% infatti i giovani consumatori cinesi che ritengono che il vino italiano abbia qualità superiore a quello francese, e sale al 35% la percentuale dei sostenitori del vino italiano tra i 21 e 35 anni negli Stati Uniti. Solo il 10% in Cina e il 4% negli Usa pensa che il vino italiano sia mediamente di qualità inferiore a quello francese.

In Cina, la reputazione del brand “Italia” non corrisponde al venduto. Per il 32% dei Millennials cinesi è il vino il prodotto bandiera del made in Italy, seguito da moda (28%), arredamento e design (12%) e prodotti alimentari (9%). Eleganza (29%), qualità (24%) e tradizione (16%) sono le prime associazioni di idee che il vino suscita. Una brand reputation che fa ben sperare per il futuro ma a cui non corrisponde un adeguato valore delle vendite del nostro vino nel Paese del Dragone. Degli oltre 1,8mld di vino importato dalla Cina quello made in Italy rappresenta solo una piccola fetta (4,9%), con un valore di poco superiore ai 90mln di euro.

Prezzi vino, troppo bassi in Cina quelli italiani. Per Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies: “L’indagine dimostra come sia differente l’approccio al vino tra i giovani americani e quelli cinesi, ma più sul fronte dei volumi consumati che sugli atteggiamenti e sulle leve di acquisto del prodotto. In questi casi anche i Millennials cinesi che bevono vino sembrano avere le idee chiare e dimostrano di poter spendere più dei loro pari età americani. Un dettaglio da non trascurare, visto che, secondo il nostro Osservatorio Paesi terzi il prezzo medio del nostro vino in Cina continua a essere troppo basso (3,1 euro al litro), contro quello francese, che vale circa il 50% in più del nostro prodotto ed ha segnato una crescita del 23% nell’ultimo anno”. Nella scelta del vino, i giovani consumatori cinesi non si fanno influenzare dal prezzo e dalle promozioni: solo il 6% ha dichiarato di scegliere il vino in base alle promozioni o a considerazioni di portafoglio, in netta controtendenza rispetto agli orientamenti dei Millennials americani che indicano il prezzo e le promozioni come il primo criterio di scelta (22%). I Millennials che bevono vino in Cina sono infatti mediamente più ricchi rispetto ai coetanei americani, e con potere di acquisto superiore alla media. Circa 1 su 3 dei wine consumers nel Paese del Dragone appartiene alle due fasce di reddito più elevate, mentre questo è vero solo per il 15% degli americani.

Provenienza vini. Nella classifica cinese per provenienza dei vini, l’Italia si classifica al secondo posto con il 14% delle preferenze, staccata dalla Francia che raccoglie invece il consenso del 30% del campione. Il 37% delle preferenze dei giovani americani valgono il secondo posto ai vini italiani, subito dopo quelli californiani (49%) e un passo avanti a quelli francesi (32%). Sul fronte regionale, entrano nella top15 cinese anche Sicilia e Piemonte, rispettivamente al 12° e 13° posto nel Paese del Dragone e al 12° e 15° posto negli Usa, dove la Toscana è la prima regione estera di provenienza, scelta dal 15%.

Fattore “reputazione”. In entrambi i Paesi si dà molta rilevanza all’importanza del brand dell’azienda produttrice, che rappresenta il primo criterio di scelta per i cinesi (indicato dal 22%) e il terzo per gli americani (16%). Si allineano anche sull’importanza del consiglio di amici/negozianti, che è ritenuto rilevante dal 16% dei cinesi e dal 17% degli americani (rispettivamente al terzo e secondo posto). Mentre il Paese di origine del vino è molto importante per i Millennials cinesi (sono il 17% quelli che lo utilizzano come criterio di scelta), è solo al 5 posto nella lista delle considerazioni dei giovani americani (6%). Scende il livello di attenzione in entrambi i Paesi rispetto ad indicazioni più specifiche sull’origine geografica del prodotto (come la regione di provenienza e il vitigno) e alla pubblicità, sia in tv, riviste ma anche su internet e i social networks.

Fonte: Servizio Stampa Business Strategies

Vigneto Veneto, prime previsioni stimano vendemmia 2016 in ritardo ed inferiore rispetto al 2015. Ed intanto, Veneto Agricoltura diventa Agenzia e nomina Alberto Negro alla direzione.

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Solo nei primi 15 giorni del mese di giugno la media delle precipitazioni ha raggiunto i 107 mm, con punte di 150 mm in pianura e 200 sulle Prealpi. Le piogge cadute da inizio anno fino a metà giugno nel Veneto variano dai 450-500 mm della pianura meridionale ai 900 mm della pedemontana, fino a superare i 1300 mm in varie località delle Prealpi. Pochissimi i giorni di sole che, sommati alle temperature nettamente al di sotto della media stagionale, si traducono per gli agricoltori in serie preoccupazioni. In particolare per i viticoltori i cui vigneti, in questa fase dello sviluppo dei grappoli, necessiterebbero invece di giornate soleggiate e alte temperature. E’ stato questo il punto di partenza del focus svoltosi ieri al CIRVE di Conegliano-TV, in occasione dell’ormai tradizionale primo appuntamento del Trittico Vitivinicolo, il servizio offerto da Veneto Agricoltura-Europe Direct, con Regione, Università di Padova e CREA-VIT, agli operatori del settore sulle dinamiche del vigneto e del mercato.

Anomalia meteo meno grave di quanto si possa pensare. Il Trittico, alla sua decima edizione, con i suoi tre incontri tiene monitorato il vigneto regionale, dalle prime fasi vegetative e dello sviluppo del frutto (incontro di giugno), all’avvio della raccolta dell’uva (agosto), fino al bilancio consuntivo della vendemmia (appuntamento di novembre). Per la situazione 2016, dati alla mano (forniti dall’ARPAV) si scopre che l’anomalia meteo è sì importante ma non più di quanto si possa pensare. Nell’area di Conegliano, ad esempio, nel 2013 e 2014 le precipitazioni erano state ancor più abbondanti. Da qui alla vendemmia, che comunque risulterà ritardata, il vigneto troverà sicuramente la maniera per assestarsi. Intanto, è vero, le bizzarrie climatiche continuano, rallentando la maturazione dei grappoli.

Sull’attuale stato fitosanitario del vigneto, il pool dei tecnici del Trittico annunciano un quadro con presenza di giallumi sulle foglie dovuta agli sbalzi termici e ad una forte pressione di peronospora che stanno creando agli operatori anche delle difficoltà per trovare le finestre utili per pianificare gli interventi coi fitofarmaci, mediamente, fino ad ora, 6/7. Anche se a breve dovessero arrivare, come tutti auspichiamo, calde giornate di sole, l’ammanco produttivo a causa della peronospora non è più recuperabile. Di conseguenza ci si attende una produzione leggermente al di sotto della scorsa annata. Ovviamente con l’arrivo del caldo la situazione in vigneto migliorerebbe notevolmente; se malauguratamente dovesse invece perdurare una situazione meteo di instabilità dovremmo attenderci dei problemi seri, specie proprio per gli attacchi di peronospora. I tecnici del “Trittico” hanno sottolineato, infine, che la vendemmia dovrebbe iniziare tra il 25-30 agosto per il Pinot Grigio, a partire, come al solito, dalla parte occidentale della Regione; a seguire tutte le altre varietà.

Alberto Negro Direttore Veneto Agricoltura

Alberto Negro, neo direttore di Veneto Agricoltura

A proposito di Veneto Agricoltura. Ieri la Giunta del Veneto ne ha nominato il nuovo direttore, Alberto Negro, ingegnere di Musile di Piave (Ve). Con la sua nomina, finisce la fase commissariale di Veneto Agricoltura, l’ente strumentale della Regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, e nasce l’Agenzia per l’innovazione del settore primario, come previsto dalla legge regionale istitutiva (la n. 37/2014). “Contiamo sulla sua esperienza di manager e di amministratore per organizzare la nuova agenzia, secondo gli indirizzi strutturali dati dalla Giunta. Gli abbiamo affidato l’impegno di valorizzare patrimonio, personale e risorse nonché di perseguire l’obiettivo del contenimento dei costi ottimizzando l’operatività dell’ente”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Alberto Negro, 58 anni, consigliere ed ex assessore alla cultura e allo sport a Musile di Piave, è stato direttore generale e amministratore di numerose aziende del settore elettromeccanico, tra cui Zoppas e Isotex.  L’incarico di direzione della nuova agenzia veneta per il primario durerà tre anni e prevede un compenso annuo di 140 mila euro.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura/Regione Veneto

Valpolicella, il Consorzio chiede alla Regione la proroga del blocco degli impianti fino al 2019 in modo da calmierare l’offerta e mantenere redditività

Uve ValpolicellaLo scorso 10 giugno, è stato pubblicato sul Bur del Veneto il provvedimento Regionale proposto dal Consorzio di tutela vini della Valpolicella che proroga il “blocco degli impianti” nell’area delle denominazioni dei vini Valpolicella fino al 2019. La reiterazione della misura, attivata nel luglio 2010, si inserisce in una valutazione di lungo periodo per calmierare l’offerta sul mercato e mantenere la redditività del comparto.

Nei prossimi due anni, già previsto un aumento di produzione di 533 ettari. “L’aumento del 15% della superficie vitata iscritta alle denominazioni vini Valpolicella dal 2010 ad oggi e la prospettiva di ulteriori 533 ettari che entreranno in produzione nei prossimi due anni ci hanno convinto, di concerto con le Associazioni professionali di categoria, a chiedere alla Regione Veneto la prosecuzione della sospensione temporanea dell’iscrizione dei vigneti allo Schedario Viticolo Veneto”, spiega Christian Marchesini, presidente del Consorzio. Secondo l’Ente di tutela è necessario non aumentare la superficie coltivata per mantenere, in base alle attuali giacenze e imbottigliamenti, un trend stabile dei volumi immessi al consumo che sia sostenibile da parte degli attuali canali di vendita con conseguente stabilità sia dei prezzi sia degli standard qualitativi. La situazione di mercato non è preoccupante, i prezzi sono stabili, tuttavia l’ulteriore prossimo aumento dell’offerta va gestito per tutelare la remuneratività della filiera. Per questo l’attuale misura prevede anche un’ulteriore riduzione della deroga all’impianto prevista per chi già possiede ettari in Valpolicella, che passa da 1 ettaro a mezzo ettaro una tantum durante tutto il periodo di vigenza della misura.

Valpolicella, in 15 anni superficie vitata aumentata del 45 per cento. “Grazie al successo dei vini della denominazione vini Valpolicella – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio – la superficie vitata è aumentata del 45% dal 2000 al 2015, passando da 5.229 a 7.596 ettari, e la produzione totale di uve di oltre il 55%, da 534.451 a 831.556 q. Il livello attuale di rivendicazione della denominazione è prossimo al limite massimo e quindi, salvo che in annate meteorologicamente avverse, avremo comunque un aumento di produzione”. L’intervento richiesto alla Regione non ha trascurato di valutare i volumi di export e l’andamento dei consumi nei principali mercati dei nostri vini, in particolare negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia, dove emerge un andamento stabile nel breve e medio periodo per le vendite.

Programma Riduci Risparmia Rispetta, 19 aziende inserite nel protocollo di certificazione integrata. “Riteniamo molto importante – prosegue Marchesini – condividere in questi mesi con i grandi imbottigliatori l’andamento dei mercati per affrontare con intelligenza e lungimiranza le prossime vendemmie, iniziando da quella 2016. Inoltre, contiamo su una presa di coscienza da parte degli imbottigliatori fuori zona, autorizzati dal Ministero e inseriti nel sistema di tracciabilità, che anche su di loro incombe la responsabilità della qualità di ciò che immettono in commercio ancorché molti di loro non hanno un rapporto diretto con il Consorzio e quindi con il territorio”. Per quanto riguarda la qualità delle uve destinate alla produzione di vini Valpolicella, il Consorzio si sta impegnando attivamente dal 2010 per il miglioramento della viticoltura. L’ultimo progetto è l’attivazione dal 2016 di un protocollo di certificazione integrata della produzione nell’ambito del programma Riduci Risparmia Rispetta, che ha ricevuto ampi consensi e ha partner importanti, come SIQURIA spa e CREA-Vit di Conegliano, e l’appoggio di sette comuni della Valpolicella (il 75% della superficie vitata). Il progetto nel 2016 comprenderà 19 aziende per un totale di 211 ettari.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela vini Valpolicella

 

13 giugno 2016, a Conegliano (TV) evento ARGAV-UNAGA di formazione stampa sul vino

bottiglie-di-vinoIl 13 giugno dalle 14.30 presso l’Aula Magna del Cirve, Università di Viticoltura ed Enologia di Conegliano (Tv), si svolgerà”#Vino3.0: comunicare e promuovere il vino. Il ruolo dell’informazione e del marketing dal calamaio al touch”, evento per giornalisti promosso da Argav – Unaga e FIS Veneto riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti per i crediti formativi.
Programma. Sarà l’occasione per i colleghi della carta stampata, in particolare per coloro i quali si occupano di food & wine, di seguire il seminario dedicato a “comunicazione e promozione del vino tra informazione e marketing“, un excursus dalla carta al web tra diritti e doveri dell’informazione analizzando il fenomeno vitivinicoltura da un punto di vista culturale e commerciale tra vecchi e nuovi media e strumenti di comunicazione. Moderato dal socio e collega Gian Omar Bison, presenti tra i relatori il presidente Unaga Mimmo Vita, il preside della facoltà Vasco Boatto, Franco Maria Ricci, presidente di Fondazione Italiana Sommelier e direttore Bibenda, Daniele Maestri, giornalista e sommelier e Alessandro Olivieri, CEO Vinitaly Wine Club. L’iscrizione all’evento avviene tramite la piattaforma Sigef: https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/

21-23 maggio 2016, a Venezia gli enoappassionati s’incontrano a Vin-Wine in Venice

bicchiere_di_vinoDal 21 al 23 maggio 2016 si svolgerà a Venezia VIN – Wine in Venice, una tre giorni dedicata al vino, curata da Paolo Ianna, co-coordinatore della Guida Vini Buoni d’Italia edita da Touring Club Italiano, in collaborazione con FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori.

Omaggio alla storica riva del vin. Il nome della manifestazione è un omaggio alla storia della città che la ospita e richiama la storica Riva del Vin a Rialto, dove già dall’XI secolo vi approdavano e stazionavano le barche cariche di vino. La sede che ospiterà l’evento è il Casinò di Venezia, la più antica casa da gioco al mondo, nel Palazzo Vendramin Calergi, affacciato sul Canal Grande, già residenza di dogi e ultima dimora di Richard Wagner. VIN comprende una parte espositiva, con qualificati produttori, provenienti da tutta Italia, e oltre cento etichette in degustazione e un ricco programma di eventi culturali, incontri professionali e degustazioni.

Gli appuntamenti di sabato. La manifestazione prevede nella prima giornata di sabato 21 maggio un momento di inaugurazione, su invito, alle ore 11. Sempre nella prima giornata alle ore 16.15, è previsto l’incontro con Marco Simonit, che con Pierpaolo Sirch, dopo anni di ricerche e sperimentazioni nei vigneti di tutt’Europa, ha messo a punto il Metodo di potatura ramificata Simonit&Sirch, codificando le corrette regole di potatura della vite. Il Metodo oggi è applicato in molte delle più importanti aziende vinicole mondiali: attualmente i due Preparatori d’Uva friulani sono consulenti di oltre 130 aziende fra Europa, Stati Uniti, Argentina, Sudafrica, tra cui i leggendari Château d’Yquem, Château La Tour, Moët&Chandon. Nel 2009 hanno ideato anche la Scuola Italiana di Potatura della Vite: centro di formazione permanente in partnership con importanti centri di ricerca, unico nel suo genere a livello internazionale, ha 15 sedi nelle principali regioni vinicole italiane.

E quelli di domenica 22 maggio, invece, alle ore 11.00, i visitatori potranno incontrare alcune donne del vino, produttrici e sommelier, che racconteranno la loro esperienza in un mondo che è sempre più rosa: in ambito enologico le produttrici oggi rappresentano oltre il 30% delle aziende italiane e le sommelier hanno superato il 40%.

Lunedì 23 maggio infine è dedicato alla ristorazione veneziana. Oltre ad essere chiamati ad animare il “Fuori salone” con ricette esclusive in abbinamento al vino durante tutti e tre i giorni della manifestazione, ai ristoratori sarà dedicato, dalle ore 11.00 alle ore 12.30, un incontro professionale sul servizio in sala, per imparare a valorizzare al meglio il menu proposto con un corretto servizio del vino e con notizie sulle caratteristiche e sugli abbinamenti degli stessi. Durante tutti i tre giorni, degustazioni e verticali di alcune delle aziende che parteciperanno come espositori alla manifestazione.

Fonte: Servizio Stampa Vin-Wine in Venice

 

10-15 maggio 2016, Conegliano in festa per il 140° anni dell’istituto G.B. Cerletti, prima scuola enologica fondata in Italia

Una immagine storica della Scuola Enologica di Conegliano

immagine storica della Scuola Enologica di Conegliano

Città Europea del vino per il 2016, Conegliano (TV) si prepara a vivere la grande festa per il 140° anniversario dalla nascita dell’istituto G.B. Cerletti, la prima Scuola Enologica d’Italia, in programma dal 10 al 15 maggio 2016 con un ricco calendario di eventi ad esso dedicati.

Contributo europeo alla ricerca del settore. Tra gli appuntamenti, figura il convegno celebrativo di venerdì 13 maggio su “La Spumantizzazione alla fine dell’800” a cui presenzieranno, insieme all’Istituto G.B. Cerletti ed alla Fondazione ITS, anche gli altri Istituti Europei quali l’Istituto Superiore di Agricoltura di Geisenheim in Germania – fondato nel 1872 –  e la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, già Imperial Regia Scuola di Agraria nata nel 1874, allora sotto ancora la dominazione degli Austriaci. La presenza all’evento degli Istituti di Geisenheim e di San Michele all’Adige non solo rappresenta un significativo esempio di interazione tra i “baluardi culturali” più importanti e storici della rete formativa europea in campo vitivinicolo, ma nel contempo vuole gettare le basi per una piattaforma di ricerca e collaborazione a livello internazionale nonché determinare altresì innovative prospettive nei percorsi formativi per le nuove generazioni. Il convegno avrà luogo nell’Aula Magna della Scuola Enologica alle ore 9.30. All’incontro – moderato dalla giornalista Rai Camilla Nata – parteciperanno tra gli altri, oltre alla preside Damiana Tervilli, gli studenti dell’Istituto Cerletti e della Fondazione ITS, i rappresentanti degli Istituti di Geisenheim e di San Michele all’Adige, il sindaco di Conegliano Floriano Zambon, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto Daniela Beltrame e la famiglia Carpenè.

Formazione attiva scuola-imprese. Nel corso del convegno, saranno illustrati i risultati della ricerca condotta dagli allievi del Cerletti e della Fondazione ITS, che opera in collaborazione con l’Università di Padova e di cui è presidente Rosanna Carpenè, da sempre legata all’attività della Scuola Enologica e della Fondazione. “L’approfondimento che gli allievi hanno anticipato al Vinitaly – spiega Carpenè – è incentrato sul Metodo Classico e sulla continua ricerca condotta per giungere alle tecniche di spumantizzazione correntemente applicate. Un interessante percorso di analisi storica oltre che scientifica, che è stato condiviso e condotto in sinergia con gli altri Istituti Europei. Come presidente della Fondazione, avverto sempre attuale ed impellente la necessità di contribuire all’innovazione educativa del settore, esortando in primis gli studenti ad intraprendere percorsi formativi altamente professionalizzanti e parimenti le medesime imprese del territorio ad investire nel “capitale umano” rappresentato dalle nuove generazioni”.

A fare gli onori di “Scuola”, sarà la preside dell’Istituto Cerletti e direttore della Fondazione ITS Damiana Tervilli, che ha sottolineato l’importanza della celebrazione di un anniversario così significativo: “Se oggi siamo qui a festeggiare questa storica tappa, il primo ringraziamento va alla famiglia Carpenè, il cui capostipite Antonio è stato con Giovanni Battista Cerletti  fondatore  nel 1876 della Scuola Enologica. Da allora, seguendo il  loro insegnamento, l’Istituto Cerletti si è affermato nel panorama formativo nazionale ed internazionale, distinguendosi per la qualità della formazione nonché per essere un interlocutore privilegiato nel rapporto tra Istituzioni Pubbliche ed Imprese”.

Fonte: Servizio Stampa Carpenè Malvolti