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Paesaggi terrazzati, se ne parla al terzo incontro mondiale in corso in Italia. Prima delle 10 tappe previste, la Valpolicella, nel veronese.

marogneDopo le edizioni cinese (Mengzi 2010) e peruviana (Cusco 2014), è in corso in  Valpolicella, terra dell’Amarone, la prima delle 10 tappe del III Incontro mondiale dell’International Terraced Landscapes (ITLA), che si sta svolgendo in Italia (6-15 ottobre 2016). Focus del meeting è comprendere e orientare il futuro dei paesaggi rurali terrazzati del mondo. L’incontro veneto è stato organizzato dalla Regione Veneto con l’Università di Padova, l’International Terraced Landscape Association e l’Università IUAV di Venezia.

Marogne. In Valpolicella, gli esperti mondiali hanno potuto ammirare i paesaggi terrazzati su cui si snodano 222 chilometri di marogne – i muretti di pietra che sostengono i vigneti in pendenza – e conoscere il percorso intrapreso dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella per il mantenimento di questi muretti a secco nel quadro dell’attività di sensibilizzazione dei propri soci verso progetti di qualificazione ambientale. Spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio: “Stiamo lavorando contemporaneamente su due fronti, in primo luogo stiamo perfezionando la pratica di  riconoscimento della Valpolicella come “Paesaggio rurale di interesse storico” e, sul fronte operativo, da tempo stiamo lavorando sulla sostenibilità ambientale, con il protocollo di certificazione di prodotto volontariaRiduci Risparmia Rispetta” (RRR) che contempla non solo gli aspetti di conduzione agronomica, la biodiversità vegetale e animale, anche nel terreno, ma anche il rispetto della conformazione esistente del paesaggio e, quindi, la manutenzione degli elementi che lo disegnano, come appunto le marogne. Si tratta di una certificazione di area che considera il processo produttivo a tutto tondo: l’ambiente e le risorse, tra cui il paesaggio, e la tutela degli abitanti. Dall’annata 2016, dopo cinque anni di applicazione sul territorio, il protocollo è stato certificato: superato il controllo di un organismo terzo, il marchio RRR potrà essere apposto sulle bottiglie”.

Al termine delle 10 tappe, un manifesto da presentare al Governo. I convegni tematici che si svolgono durante l’Incontro mondiale ITLA sono finalizzati a raccogliere le idee degli esperti e degli attori che a vario titolo lavorano sui territorio per approdare a un documento finale, un manifesto, da presentare al ministro Martina. Un documento in cui verranno individuate le aree di intervento sui paesaggi terrazzati italiani e i soggetti che potrebbero portare un contributo. Durante il confronto svoltosi a Villa Spinosa (a Negrar in Valpolicella), particolare interesse ha riscosso tra gli esperti presenti il protocollo RRR per le sue basi scientifiche importanti e per contemplare il suolo quale risorsa “non rinnovabile” la cui tutela è irrinunciabile, tanto da individuarlo come protocollo di sostenibilità di cui generalizzare l’applicazione. La candidatura della Valpolicella a ‘Paesaggio rurale di interesse storico’ è stata accettata dal Ministero delle Politiche Agricole e il dossier, per arrivare al riconoscimento, è in via di definizione. Sottolinea Bussinello: “Una sfida non facile perché le denominazioni dei vini Valpolicella (Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto) si estendono su ben 19 municipalità. Il paesaggio è patrimonio non solo dei viticoltori, ma anche di tutti gli altri cittadini dei 19 Comuni. Gli impegni di tutela e valorizzazione dovranno essere assunti non solo dai produttori vitivinicoli, ma anche dalle Amministrazioni!”. “I paesaggi, e in particolare quelli in pendenza e terrazzati in aree come la Valpolicella non sono oggi a rischio di abbandono, ma di ‘trasformazione’ per gli elevati costi di gestione e per la perdita della sapienza necessaria per la manutenzione e la costruzione dei muri a secco”, aggiunge Christian Marchesini, presidente del Consorzio.

Fonte: Consorzio Tutela vini Valpolicella

Vitivinicoltura in Italia, cambiamenti e prospettive al centro dell’evento di formazione Ordine dei Giornalisti del Veneto realizzato in collaborazione con Artevino e Argav

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Il parterre dei relatori insieme al socio Argav Gian Omar Bison (secondo da dx), co-promotore del corso

Venerdì 4 novembre 2016 a Verona, nella sala conferenze “Erminio Lucchi” (piazzale Olimpia 3), dalle ore 14.30 alle ore 18.30, si terrà l’evento di formazione per giornalisti “Panorama vitivinicolo, la rivoluzione degli ultimi 30 anni” proposto dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e realizzato in collaborazione con Artevino e Argav (4 crediti, posti disponibili 180, già pubblicato nella piattaforma Sigef).

Relatori e temi. Introduzione: Com’è cambiato il panorama viticolo nazionale negli ultimi trent’anni. Situazione e prospettive. (Attilio Scienza – Università di Milano); I format della degustazione. Oggettività e soggettività della degustazione. La grammatica del vino tra omologazione e standardizzazione. (Roberto Gardini – Docente Alma e AIS); Comunicare e promuovere il vino. Metodi di comunicazione, commercializzazione e marketing tra vecchi e nuovi strumenti: fiere e reti vendite, web marketing e social advertising, e-commerce, applicazioni smartphone (Thomas Bandini – Vinitaly Wine Club).Alla fine dei lavori,  si svolgerà una degustazione didattica guidata da Roberto Gardini.

 

2 ottobre 2016, torna “Grapperie Aperte”

grapperie aperte - visiteDomenica 2 ottobre torna in Veneto la manifestazione Grapperie Aperte, quest’anno alla tredecisima edizione, organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa con lo scopo di promuovere e valorizzare il distillato di bandiera che quest’anno mette insieme due eccellenze del made in Italy, ovvero i distillati e la pasticceria. In Veneto partecipano quattro distillerie “storiche” Roberto Castagner Acquaviti, Distilleria F.lli Brunello, Distilleria Li.Di.A. e Poli Distillerie.

Dal vicentino il gruppo più cospicuo di grapperie aderenti: la Distilleria F.lli Brunello di Montegalda, che dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18.30 propone visite guidate agli impianti della distilleria in funzione con descrizione dell’intero ciclo produttivo e degustazione di invitanti stuzzichini preparati con prodotti tipici del territorio in abbinamento tra le grappe di produzione propria e una selezione di dolcetti artigianali vicentini; la Distilleria Li.Di.A. di Villaga (0444 885074) che apre dalle 10 alle 18 con visite alla distilleria in funzione e degustazioni gratuite di distillati in abbinamento a prodotti gastronomici del territorio, dolci e salati; e la Poli Distillerie di Schiavon, distilleria artigianale fondata nel 1898 dalla stessa famiglia Poli, che propone tour dell’azienda, assaggi di grappe e liquori proposti in gustosi abbinamenti e un curioso back stage, quello della fiction Rai “Di padre in figlia” che ha girato alcune scene della serie proprio nei locali della distilleria.

Unica distilleria trevigiana è Roberto Castagner Acquaviti di Visnà di Vazzola che dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, attende curiosi ed appassionati per degustare distillati e cocktail in abbinamento con la grappa e per visite guidate agli impianti di distillazione. Da non dimenticare la sfida tra social addicted: immortalando in uno scatto personaggi significativi per il mondo della distillazione, strumenti di lavoro, impianti di produzione o barricaie, abbinamenti o semplicemente occasioni di consumo, richiami al legame tra distilleria e territorio ed emozioni si potrà partecipare al contest fotografico su Facebook e Instagram dedicato a “Lo spirito della grappa sposa la dolcezza della pasticceria”. La foto migliore sarà premiata con la pubblicazione della foto a supporto della comunicazione dell’Istituto Nazionale Grappa, con citazione dei credits dell’autore. Per partecipare è sufficiente pubblicare la foto sui già citati Social Network utilizzando l’hashtag #nomegrapperia accanto a #grapperieaperte2016.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

Vendemmia 2016: Regione Veneto riduce percentuale di uve a riposo per Amarone e Recioto della Valpolicella

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foto Consorzio tutela vini Valpolicella

Accogliendo le richieste del Consorzio di tutela vini Valpolicella, la Regione Veneto ha modificato per la vendemmia 2016 la percentuale della resa delle uve da mettere a riposo per la produzione del Recioto della Valpolicella e dell’Amarone. Rispetto ai disciplinari di produzione delle due DOCG, che individuano nel 65% il quantitativo massimo di uva da mettere a riposo, pari a 7,8 tonnellate per ettaro, i quantitativi  per l’attuale vendemmia non dovranno superare le 4,80 tonnellate per ettaro, pari a 19,20 ettolitri di vino finito per ettaro.

Uve da appassimento, massimo 40%. “Si tratta di una decisione assunta in considerazione della situazione congiunturale e tenuto conto delle disponibilità dei vini attualmente in fase maturazione – spiega l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan –   Con questa operazione di contenimento del quantitativo delle uve da destinare all’appassimento nella misura massima del 40%, si intende assicurare anche per il futuro redditività ai produttori vitivinicoli attraverso una maggiore stabilità dell’offerta delle due Docg.  Nel contempo, la Regione Veneto impegna il Consorzio di tutela a predisporre con tempestività l’analisi dei meccanismi produttivi, recependo così le indicazione delle organizzazioni professionali di categoria appositamente convocate a Verona”.

Controlli. Il decreto regionale affida AVEPA il compito di garantire la compilazione della dichiarazione unificata e la coerenza tra il potenziale produttivo di ciascun produttore, così come risulta nello schedario viticolo veneto. Ad assicurare che le decisioni regionali saranno puntualmente applicate vigileranno l’Ufficio di Susegana dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e la Società italiana per la qualità e la rintracciabilità degli alimenti spa (SIQURIA), oltre naturalmente al Consorzio tutela vini Valpolicella.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Vendemmia 2016, nel Triveneto aspettative buone, uve a bacca bianca produzione stabile, in calo quelle a bacca nera

3684_uvaAnalisiGrappoloSi è tenuto ieri, giovedì 25 agosto, a Legnaro (Pd) il tradizionale focus promosso da Veneto Agricoltura e Regione dedicato alle previsioni della vendemmia 2016 nel Veneto, nel restante Nord Est, nelle altre principali Regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna. Vendemmia che,  sotto il profilo qualitativo si annuncia già molto interessante, e lo sarà ancora di più se perdurerà l’andamento climatico di questo periodo fatto di giornate soleggiate e notti fresche, elementi fondamentali per l’acidità e il colore delle uve. Dita incrociate dunque perché già oggi ci sono tutte le premesse per una buona vendemmia.

Andamento dell’annata vitivinicola 2016. L’Annata vitivinicola 2016 è stata messa sotto la lente dal direttore di Crea Viticoltura di Conegliano, Diego Tomasi, che ha osservato come anche quest’anno si evidenzino chiaramente degli andamenti climatici non regolari, conseguenza dei cambiamenti climatici in corso a livello globale. Il repentino passaggio da periodi piovosi con temperature sotto la media, a periodi caldi e asciutti e viceversa, è stato dunque confermato anche quest’anno. Ad un avvio di primavera caratterizzato da temperature miti, che hanno determinato un germogliamento precoce della vite, sono seguiti i mesi di maggio e giugno molto piovosi che in pratica hanno fatto perdere l’anticipo fenologico. Il risultato è una stagione che in alcuni momenti cruciali si è fatta difficile sotto il profilo sanitario (problemi di malattie fungine e peronospora in particolare), comunque sapientemente affrontata dai nostri viticoltori che dimostrano di aver raggiunto ormai un altissimo livello di professionalità. Alla fine di queste alternanze climatiche, in tutte le aree vocate del Veneto la vendemmia 2016 risulta posticipata di circa 8/10 giorni rispetto allo scorso anno. La settimana del 22 agosto ha visto, infatti, l’avvio della raccolta delle uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, mentre nella settimana del 29 agosto prenderà il via la vendemmia vera e propria.

Veneto: produzione stimata 2016. A livello produttivo la vendemmia 2016 sarà caratterizzata da un calo di alcuni punti percentuali per le uve a bacca nera (con valori più sensibili per il Merlot), a causa della riduzione delle superfici e alcuni problemi di ordine sanitario. Per le uve a bacca bianca, invece, si prevede una produzione stabile se non in aumento.

Stime di produzione per provincia. Belluno: Si prevede una produzione superiore del 5% rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Si deve inoltre tenere in considerazione un ulteriore aumento pari al 10-15% dovuto all’entrata in produzione di nuove superfici vitate. Padova: produzione in linea con quella del 2015 ad eccezione per il Merlot per il quale, soprattutto nelle aree di collina e dell’alta padovana, è previsto un calo del 10/15% dovuto a forti attacchi di peronospora larvata. Si registra, inoltre, l’entrata in produzione di circa 282 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno l’8% circa della superficie complessiva in produzione; circa le varietà a bacca nera, sono entrati in produzione 39 ettari di vigneti la cui superficie rappresenta il 2% circa della superficie complessiva. Rovigo: La produzione è stimata del 10/15% in più rispetto allo scorso anno sia per le uve bianche che nere. Per il Merlot si stima una riduzione di qualche punto percentuale a seguito dell’incidenza della peronospora, riduzione che nel Basso Polesine appare ancora più consistente. Sono invece segnalate buone produzioni di Malvasia, Refosco e Pinot Grigio. Anche in provincia di Rovigo si segnala l’entrata in produzione di circa 20 ettari di vigneti che costituiranno il 9,5% della superficie complessiva in produzione. L’incremento percentuale sarà più significativo per i vigneti a bacca bianca. Treviso: Rispetto al 2015 si prevede un ulteriore incremento del 7% per le uve bianche determinato dall’aumento della superficie vitata, in particolare di Glera e Pinot Grigio. Al contrario, per le uve nere è previsto un calo del 19% dovuto alla riduzione della superficie vitata e ai problemi legati alla peronospora. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale è calcolato intorno al 2-3%. Di conseguenza si stima che in provincia di Treviso, che con Verona fa la parte del leone, la produzione totale 2016 raggiunga i 5.643.000 quintali di uva, di cui 5.000.000 milioni a bacca bianca 643.000 quintali a bacca nera. Venezia: L’entrata in produzione dei 330 ettari di nuovi impianti determineranno un aumento di produzione del 3% rispetto al 2015 per le uve bianche. Al contrario, per le uve a bacca nera, Merlot in particolare, si prevede un sensibile calo produttivo. Verona: La previsione produttiva dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli della campagna precedente. Gli impianti del 2015, nonostante siano consistenti, non rappresenteranno un elemento significativo per l’aumento delle produzioni. Per quanto riguarda il Soave, l’annata al momento della vendemmia si distingue per l’assenza di fenomeni grandinigeni, l’elevata sanità delle uve, l’equilibrio vegetativo delle viti, le produzioni non esuberanti, un quadro compositivo delle uve nella media delle ultime annate per zuccheri e acidità, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Il quadro analitico delle uve in vinificazione annuncia vini più “classici” probabilmente più sapidi e floreali. In questo positivo quadro stagionale si inserisce la decisione del Consorzio di limitare le rese per il Soave ed il Soave Classico. Una vendemmia quindi che andrà a premiare i 5.600 ettari di vigneto di cui 4.400 a Soave DOC e 1.200 a Soave Classico per un totale di 430.000 ettolitri di vino, pari a circa 55 milioni di bottiglie. Vicenza: Nella zona Doc Colli Berici e Gambellara si stima una produzione in calo del 5/8%; nella zona Doc Breganze un aumento del 20/25%; per la Garganega un calo del 5/8% (per problemi di allegagione e acinellature diffuse); per il Pinot Grigio un calo del 10/15% (per minore fertilità); la produzione di Glera, Chardonnay, Merlot e Tocai Rosso è prevista invariata rispetto allo scoro anno; per il Cabernet Sauvignon e Franc si prevede un aumento del 3%.

Provincia Autonoma di Bolzano. Rispetto al 2015 in provincia di Bolzano è prevista una produzione in calo del 5/10%. Più in dettaglio, la varietà Traminer aromatico potrebbe risultare inferiore del 5% e la Schiava del 10%. Questa riduzione è da ricondurre, in parte, a dei problemi fitosanitari che si sono verificati durante il periodo vegetativo dovuti ad attacchi di peronospora. Sia per quanto riguarda i vitigni della famiglia dei Pinot che quelli dello Chardonnay i quantitativi previsti si aggirano probabilmente attorno ai livelli del 2015. Per quanto riguarda il Sauvignon bianco e Lagrein ci si aspetta una resa di qualche punto percentuale maggiore rispetto al 2015.

Provincia Autonoma di Trento. Sulle varietà a bacca bianca si stima un calo di produzione del 5/10% rispetto al 2015 per via del peso medio inferiore del grappolo dovuto a colatura e acinellatura in fioritura, oltre che per la perdita di produzione in alcune zone a causa di attacchi di peronospora. Sulle varietà a bacca nera il calo dovrebbe raggiungere il 10/15% per attacchi di peronospora in alcune aree.

Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Le stime in vigneti campione nelle diverse zone regionali riportano una buona fertilità reale delle uve (numero medio dei grappoli per germoglio) e un peso medio dei grappoli nella media della varietà. La resa stimata è in linea con le produzioni 2015 per la principali varietà ad eccezione della produzione su alcune varietà a bacca nera stimata in leggero calo. Buone aspettative sono annunciate anche nelle altre principali regioni vitivinicole italiane, mentre nei due principali concorrenti europei dell’Italia ,Francia e Spagna, è attesa rispettivamente una produzione di 44 e 42 milioni di ettolitri di vino.

Istituzioni. “La Regione Veneto sta investendo diversi milioni di euro nel settore vitivinicolo – 12 milioni in attività di promozione nei Paesi terzi, 8,5 per la ristrutturazione dei vigneti, numerosi altri bandi in ambito PSR; ma i risultati alla fine arrivano e a parlare sono le cifre: prima regione italiana per produzione e per export, tanto che lo scorso anno abbiamo prodotto 12,54 milioni di quintali di uva pari a 9,7 milioni di ettolitri di vino: abbiamo esportato prodotto (di grande qualità) per 1,83 miliardi di euro, pari al 34% del valore complessivo delle esportazioni vinicole italiane”, ha detto Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura. Il focus rivolto al mondo vitivinicolo, giunto alla 42^ edizione, è realizzato in collaborazione con Avepa, Arpav-Servizio Meterologico, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Trento e Bolzano, un “bel gioco di squadra”, ha afferamto Alberto Negro, neo direttore dell’Agenzia regionale. Nell’occasione, Arturo Stocchetti, Presidente di UVIVE, ha ribadito l’importanza del fare vino di qualità e di accompagnare questo processo con un’attente campagna di comunicazione.

Fonte: Veneto Agricoltura

Vendemmia 2016, iniziata in Veneto quella delle varietà precoci, il quadro completo previsionale fornito da Veneto Agricoltura-Europe Direct il 25 agosto a Legnaro (PD)

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Nel Veneto la vendemmia è iniziata ufficialmente ieri, lunedì 22 agosto, con la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay per le basi spumante e delle stesse varietà degli impianti più giovani. Su tutto il territorio regionale la qualità delle uve é annunciata ottima, con un buon rapporto zuccheri/acidità totale nelle uve bianche e un più che soddisfacente accumulo di sostanze coloranti nelle uve nere.

Rispetto al 2015, ritardo di 7-10 giorni. Bisognerà però attendere l’inizio della prossima settimana per dare il via alla vendemmia vera e propria, che rispetto allo scorso anno è in ritardo di 7-10 giorni. Tutti i dati previsionali quanti-qualitativi sull’imminente vendemmia saranno forniti giovedì 25 agosto (ore 10) in occasione del focus sulle previsioni vendemmiali nel Nord Est (e non solo), in programma a Legnaro (Pd) presso la sede di Veneto Agricoltura (viale dell’Università 14), presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’incontro, giunto alla 42^ edizione, è promosso in collaborazione con la Regione Veneto, Avepa, Arpav-Servizio Meteorologico, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento.

Previsioni, al momento, rosee. Nell’occasione, saranno forniti i dati previsionali triveneti suddivisi per provincia e tipologia di uva e sarà gettato uno sguardo anche all’imminente vendemmia in Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna. Complessivamente, si parla già di una buona vendemmia e se saranno confermate le belle giornate di sole annunciate per le prossime due settimane il già alto livello qualitativo delle uve non potrà che beneficiarne, sia per quanto riguarda l’acidità che il colore.

 Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura-Europe Direct

 

L’Associazione Viticoltori Naturali approva il disciplinare di produzione e dà avvio al piano di controlli

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Angiolino Mauel, presidente VinNatur

Venerdì 15 luglio scorso l’assemblea dei soci VinNatur (Associazione viticoltori naturali) ha approvato a maggioranza il Disciplinare di produzione del vino VinNatur proposto dal consiglio direttivo.

Definite le pratiche di vigna e cantina ammesse e non. Angiolino Maule, fondatore e attuale presidente dell’associazione, spiega: “ Questo disciplinare di produzione, e il piano di controlli che lo completa, sono il nostro ulteriore passo nella direzione della chiarezza e trasparenza verso chi sceglie di bere i nostri vini. Dal 2008 analizziamo a nostre spese i vini di tutti i soci, ogni anno, per verificare che siano liberi da residui di principi attivi di pesticidi (ne ricerchiamo 200) e se qualcuno per tre anni viene trovato positivo deve lasciare l’associazione. Monitoriamo anche la presenza di anidride solforosa per comprendere meglio il lavoro del vignaiolo in cantina. Questo documento, sul quale siamo concentrati da oltre un anno, mette nero su bianco le pratiche di vigna e cantina ammesse e non ammesse, secondo la nostra visione della viticoltura. Ora che abbiamo avuto l’approvazione dei nostri soci possiamo procedere con il successivo step, ossia la versione definitiva del Piano di controlli che stiamo elaborando in collaborazione con alcuni enti certificatori riconosciuti dal Mipaaf; ad esso è affidato il compito di far rispettare ciò che è consentito dal disciplinare, che sarà in vigore dall’annata 2017. Ogni azienda associata, almeno una volta l’anno, riceverà la visita dell’organo di controllo che verificherà l’operato del vignaiolo sia in vigna che in cantina.

Strumento dinamico. Continua Maule: “I controlli sono un punto fondamentale perché, secondo noi, alle parole vanno preferiti i fatti: chi sceglie di bere vini naturali ha il diritto di avere garanzie tangibili su ciò che troverà dentro la bottiglia. Non basta dichiararsi “vignaioli naturali”, è necessario essere realmente consapevoli della grande responsabilità che si ha nei confronti della salute di appassionati e clienti, e agire con trasparenza. Questo disciplinare è uno strumento dinamico, che sarà verificato e aggiornato in futuro sulla base della collaborazione con gli enti di controllo e del procedere dell’esperienza negli accertamenti presso la varie aziende, perché l’obiettivo non è punire a tutti i costi ma far crescere le conoscenze e la cultura dei nostri produttori in modo che siano in grado di gestire in maniera consapevole difficoltà e/o problemi che si possono presentare durante il loro lavoro. Vi è un impegno costante dell’associazione nel fornire agli associati un supporto tecnico-scientifico per aiutarli a rispettare le norme che abbiamo insieme definito, sia consentendo loro l’accesso ai risultati e alle esperienze dei vari progetti di ricerca e delle prove sperimentali che da anni svolgiamo in collaborazione con ricercatori universitari e professionisti, sia attraverso convegni di approfondimento tecnico”.

Produrre vini naturali, una scelta, non un obbligo. Conclude Angiolino Maule: “Produrre vino naturale VinNatur significa avere il coraggio di affrontare molti rischi senza il conforto di soluzioni pronte e facili, significa accettare impegni e obblighi, anche morali; per questo essere soci VinNatur è una scelta, non un obbligo. Questo disciplinare non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Il nostro obiettivo è dare vita ad un percorso di crescita, dinamico e vivace, aperto ai contributi del mondo scientifico, che consenta a tutti noi di praticare con consapevolezza una viticoltura sana e sostenibile per l’ambiente e per l’uomo”.

Fonte: Servizio Stampa Vinnatur

Prosecco, Veneto e Friuli accolgono richiesta Consorzio di tutela e autorizzano vigneti per altri 3 mila ettari

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da sx, Stefano Zanette (Consorzio tutela) e Giuseppe Pan (Regione Veneto)

Cresce la domanda di Prosecco Doc e il Consorzio di tutela ha deciso di incrementare di altri 3 mila ettari di vigneto a Glera la superficie dello schedario vitivinicolo destinata alla denominazione di origine controllata.

Crescita prevista. Lo scorso anno l’area del Prosecco Doc, che abbraccia 9 province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, ha prodotto 2,6 milioni di ettolitri imbottigliati, ma il potenziale produttivo della vendemmia 2016 in Veneto è stimato in oltre 3 milioni di ettolitri. “Il trend di crescita della commercializzazione del vino veneto più venduto al mondo (più 24,2% nel 2013, più 26,9 nel 2014 e più 15,8 nel 2015), l’andamento dei prezzi e l’evoluzione dell’offerta di Prosecco  – sottolineano gli assessori regionali all’Agricoltura di Veneto e  Friuli  Venezia Giulia, Giuseppe Pan e Cristiano Shaurli – hanno indotto il Consorzio di tutela a chiedere l’adeguamento del potenziale produttivo, ampliando ulteriormente la superficie del vitigno Glera atta a produrre i vini della DOC “Prosecco””.

Entro il 2020, prevista una produzione di oltre 500 milioni di bottiglie. Dati confermati da Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela, che per la vendemmia 2019/2020 prevede una produzione, al pieno potenziale viticolo ed enologico, di 3,78 milioni di ettolitri, pari a oltre 500 milioni di bottiglie di Prosecco Doc, compresi anche i vitigni complementari. “Calcolando – stima Zanette – un aumento medio del 15% del consumo dei vini spumanti nel prossimo triennio, gli esperti del Centro interdipartimentale per la viticoltura dell’Università di Padova  e di Nomisma hanno valutato che siano necessari 3 mila ettari di Glera in più per soddisfare la richiesta, mantenendo l’equilibro di mercato. Nella scelta dei criteri di assegnazione delle superfici abbiamo deciso – continua Zanette – di favorire gli under 40 e le produzioni biologiche, per testimoniare che il Consorzio, sempre più fermamente, sta andando nella direzione della sostenibilità”.

Le due regioni coinvolte, Veneto e Friuli Venezia Giulia, hanno quindi autorizzato un ampliamento della superficie di 3 mila ettari, di cui 2444 in Veneto e 556 nel territorio friulano, portando così il potenziale viticolo della Doc Prosecco a 23.250 ettari. Con questo aumento di superficie – ha calcolato Vasco Boatto, direttore del Centro interdipartimentale dell’università di Padova –  possiamo calcolare che la vendemmia 2019 consentirà di aumentare del 20 per cento le bottiglie di Prosecco Doc rispetto all’annata 2016”. La Giunta del Veneto ha deliberato il 29 giugno scorso il provvedimento di adeguamento del potenziale produttivo (delibera n. 990), di prossima pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto, mentre la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha adottato provvedimento similare lo scorso 1 luglio per la superficie di propria competenza.

Modalità. “I produttori del Friuli Venezia Giulia interessati ad accedere all’incremento di superficie – fa sapere l’assessore friulano Shaurli – devono presentare alla Direzione centrale risorse agricole, forestali e ittiche, Servizio competitività sistema agroalimentare manifestazione di interesse all’assegnazione della superficie, entro 15 giorni dalla pubblicazione della delibera sul Bollettino ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia, secondo le modalità e i criteri indicati nella delibera stessa”. “La distribuzione dei nuovi ettari in Veneto – mette in evidenza l’assessore Pan – avverrà in maniera diversa che in passato, riservandone la metà, cioè 1222 ettari ai soggetti già inseriti nel sistema di controllo della Doc Prosecco, attraverso la presentazione di una manifestazione di interesse. L’altro 50 per cento viene assegnato anche ai soggetti nuovi attraverso un bando, secondo criteri di priorità”. I produttori veneti interessati ad accedere a tali iniziative dovranno presentare ad Avepa richiesta entro 15 giorni dalla pubblicazione della delibera, secondo le modalità e i criteri indicati. Le nuove superfici dovranno essere realizzate entro il 31 luglio 2017 in superfici comprese fra i 3 mila metri quadrati e i 3 ettari.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Vino, indagini nuovi mercati: giovani di Cina e Usa a confronto

bottiglie-di-vinoDivisi da un oceano, da culture differenti e da un diverso approccio al vino. Sono i Millennials (generazione del nuovo millennio) cinesi e americani, la “Generazione Y” più osservata dal mondo del marketing sotto la lente di un’indagine comparativa realizzata in occasione di Vinitaly 2016 dall’Osservatorio Paesi Terzi Business Strategies in collaborazione con Nomisma-Wine Monitor, che ha indagato stili e modalità di consumo del vino dai giovani nei due Paesi. L’indagine ha coinvolto un campione di 2.300 Millennials in Usa e 1.200 Millennials in Cina. L’età di riferimento varia a seconda della legal drinkin age (18 anni in Cina e 21 anni negli Usa).

Tante le differenze ma ancor più i punti in comune. Si parte dai consumi, che rappresentano la differenza principale: solo il 12% dei Millennials cinesi ha bevuto vino negli ultimi 12 mesi, contro il 62% dei coetanei americani. Sul fronte delle preferenze il vino italiano si posiziona ai primi posti, sono il 22% infatti i giovani consumatori cinesi che ritengono che il vino italiano abbia qualità superiore a quello francese, e sale al 35% la percentuale dei sostenitori del vino italiano tra i 21 e 35 anni negli Stati Uniti. Solo il 10% in Cina e il 4% negli Usa pensa che il vino italiano sia mediamente di qualità inferiore a quello francese.

In Cina, la reputazione del brand “Italia” non corrisponde al venduto. Per il 32% dei Millennials cinesi è il vino il prodotto bandiera del made in Italy, seguito da moda (28%), arredamento e design (12%) e prodotti alimentari (9%). Eleganza (29%), qualità (24%) e tradizione (16%) sono le prime associazioni di idee che il vino suscita. Una brand reputation che fa ben sperare per il futuro ma a cui non corrisponde un adeguato valore delle vendite del nostro vino nel Paese del Dragone. Degli oltre 1,8mld di vino importato dalla Cina quello made in Italy rappresenta solo una piccola fetta (4,9%), con un valore di poco superiore ai 90mln di euro.

Prezzi vino, troppo bassi in Cina quelli italiani. Per Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies: “L’indagine dimostra come sia differente l’approccio al vino tra i giovani americani e quelli cinesi, ma più sul fronte dei volumi consumati che sugli atteggiamenti e sulle leve di acquisto del prodotto. In questi casi anche i Millennials cinesi che bevono vino sembrano avere le idee chiare e dimostrano di poter spendere più dei loro pari età americani. Un dettaglio da non trascurare, visto che, secondo il nostro Osservatorio Paesi terzi il prezzo medio del nostro vino in Cina continua a essere troppo basso (3,1 euro al litro), contro quello francese, che vale circa il 50% in più del nostro prodotto ed ha segnato una crescita del 23% nell’ultimo anno”. Nella scelta del vino, i giovani consumatori cinesi non si fanno influenzare dal prezzo e dalle promozioni: solo il 6% ha dichiarato di scegliere il vino in base alle promozioni o a considerazioni di portafoglio, in netta controtendenza rispetto agli orientamenti dei Millennials americani che indicano il prezzo e le promozioni come il primo criterio di scelta (22%). I Millennials che bevono vino in Cina sono infatti mediamente più ricchi rispetto ai coetanei americani, e con potere di acquisto superiore alla media. Circa 1 su 3 dei wine consumers nel Paese del Dragone appartiene alle due fasce di reddito più elevate, mentre questo è vero solo per il 15% degli americani.

Provenienza vini. Nella classifica cinese per provenienza dei vini, l’Italia si classifica al secondo posto con il 14% delle preferenze, staccata dalla Francia che raccoglie invece il consenso del 30% del campione. Il 37% delle preferenze dei giovani americani valgono il secondo posto ai vini italiani, subito dopo quelli californiani (49%) e un passo avanti a quelli francesi (32%). Sul fronte regionale, entrano nella top15 cinese anche Sicilia e Piemonte, rispettivamente al 12° e 13° posto nel Paese del Dragone e al 12° e 15° posto negli Usa, dove la Toscana è la prima regione estera di provenienza, scelta dal 15%.

Fattore “reputazione”. In entrambi i Paesi si dà molta rilevanza all’importanza del brand dell’azienda produttrice, che rappresenta il primo criterio di scelta per i cinesi (indicato dal 22%) e il terzo per gli americani (16%). Si allineano anche sull’importanza del consiglio di amici/negozianti, che è ritenuto rilevante dal 16% dei cinesi e dal 17% degli americani (rispettivamente al terzo e secondo posto). Mentre il Paese di origine del vino è molto importante per i Millennials cinesi (sono il 17% quelli che lo utilizzano come criterio di scelta), è solo al 5 posto nella lista delle considerazioni dei giovani americani (6%). Scende il livello di attenzione in entrambi i Paesi rispetto ad indicazioni più specifiche sull’origine geografica del prodotto (come la regione di provenienza e il vitigno) e alla pubblicità, sia in tv, riviste ma anche su internet e i social networks.

Fonte: Servizio Stampa Business Strategies

Vigneto Veneto, prime previsioni stimano vendemmia 2016 in ritardo ed inferiore rispetto al 2015. Ed intanto, Veneto Agricoltura diventa Agenzia e nomina Alberto Negro alla direzione.

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Solo nei primi 15 giorni del mese di giugno la media delle precipitazioni ha raggiunto i 107 mm, con punte di 150 mm in pianura e 200 sulle Prealpi. Le piogge cadute da inizio anno fino a metà giugno nel Veneto variano dai 450-500 mm della pianura meridionale ai 900 mm della pedemontana, fino a superare i 1300 mm in varie località delle Prealpi. Pochissimi i giorni di sole che, sommati alle temperature nettamente al di sotto della media stagionale, si traducono per gli agricoltori in serie preoccupazioni. In particolare per i viticoltori i cui vigneti, in questa fase dello sviluppo dei grappoli, necessiterebbero invece di giornate soleggiate e alte temperature. E’ stato questo il punto di partenza del focus svoltosi ieri al CIRVE di Conegliano-TV, in occasione dell’ormai tradizionale primo appuntamento del Trittico Vitivinicolo, il servizio offerto da Veneto Agricoltura-Europe Direct, con Regione, Università di Padova e CREA-VIT, agli operatori del settore sulle dinamiche del vigneto e del mercato.

Anomalia meteo meno grave di quanto si possa pensare. Il Trittico, alla sua decima edizione, con i suoi tre incontri tiene monitorato il vigneto regionale, dalle prime fasi vegetative e dello sviluppo del frutto (incontro di giugno), all’avvio della raccolta dell’uva (agosto), fino al bilancio consuntivo della vendemmia (appuntamento di novembre). Per la situazione 2016, dati alla mano (forniti dall’ARPAV) si scopre che l’anomalia meteo è sì importante ma non più di quanto si possa pensare. Nell’area di Conegliano, ad esempio, nel 2013 e 2014 le precipitazioni erano state ancor più abbondanti. Da qui alla vendemmia, che comunque risulterà ritardata, il vigneto troverà sicuramente la maniera per assestarsi. Intanto, è vero, le bizzarrie climatiche continuano, rallentando la maturazione dei grappoli.

Sull’attuale stato fitosanitario del vigneto, il pool dei tecnici del Trittico annunciano un quadro con presenza di giallumi sulle foglie dovuta agli sbalzi termici e ad una forte pressione di peronospora che stanno creando agli operatori anche delle difficoltà per trovare le finestre utili per pianificare gli interventi coi fitofarmaci, mediamente, fino ad ora, 6/7. Anche se a breve dovessero arrivare, come tutti auspichiamo, calde giornate di sole, l’ammanco produttivo a causa della peronospora non è più recuperabile. Di conseguenza ci si attende una produzione leggermente al di sotto della scorsa annata. Ovviamente con l’arrivo del caldo la situazione in vigneto migliorerebbe notevolmente; se malauguratamente dovesse invece perdurare una situazione meteo di instabilità dovremmo attenderci dei problemi seri, specie proprio per gli attacchi di peronospora. I tecnici del “Trittico” hanno sottolineato, infine, che la vendemmia dovrebbe iniziare tra il 25-30 agosto per il Pinot Grigio, a partire, come al solito, dalla parte occidentale della Regione; a seguire tutte le altre varietà.

Alberto Negro Direttore Veneto Agricoltura

Alberto Negro, neo direttore di Veneto Agricoltura

A proposito di Veneto Agricoltura. Ieri la Giunta del Veneto ne ha nominato il nuovo direttore, Alberto Negro, ingegnere di Musile di Piave (Ve). Con la sua nomina, finisce la fase commissariale di Veneto Agricoltura, l’ente strumentale della Regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, e nasce l’Agenzia per l’innovazione del settore primario, come previsto dalla legge regionale istitutiva (la n. 37/2014). “Contiamo sulla sua esperienza di manager e di amministratore per organizzare la nuova agenzia, secondo gli indirizzi strutturali dati dalla Giunta. Gli abbiamo affidato l’impegno di valorizzare patrimonio, personale e risorse nonché di perseguire l’obiettivo del contenimento dei costi ottimizzando l’operatività dell’ente”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Alberto Negro, 58 anni, consigliere ed ex assessore alla cultura e allo sport a Musile di Piave, è stato direttore generale e amministratore di numerose aziende del settore elettromeccanico, tra cui Zoppas e Isotex.  L’incarico di direzione della nuova agenzia veneta per il primario durerà tre anni e prevede un compenso annuo di 140 mila euro.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura/Regione Veneto