• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Tragedia di Refrontolo, riflessione dei vignaioli indipendenti italiani: “Insensato l’attacco mediatico contro i viticoltori”.

RefrontoloSono passati diciassette giorni dai fatti tragici accaduti al Molinetto della Croda a Refrontolo (TV). Molto è stato detto e scritto su tutti i media. Non entriamo nel merito dei fatti, non conoscendoli nel dettaglio ed essendo essi tuttora oggetto di indagini da parte di autorità e tecnici.

Noi vignaioli indipendenti italiani riteniamo sia importante proporre una riflessione, perché fra le moltissime parole spese su questa vicenda il termine vignaiolo è stato utilizzato spesso a sproposito e in maniera confusa, dimostrando che ancora oggi a questa figura non viene riconosciuta un’identità chiara. In questi giorni è stato deciso che i vignaioli fossero i potenziali colpevoli dell’accaduto, in un caotico attacco ad una categoria che esiste e opera da sempre nei territori di tutta Italia, con grave danno per quanti agiscono con coscienza e insieme alle loro famiglie vivono di questo lavoro.

Noi soci Fivi siamo tutti vignaioli, dal più anziano al più giovane iscritto, compresi i consiglieri eletti nel direttivo. Siamo tutti impegnati personalmente nella nostra impresa e siamo responsabili completamente della nostra attività, dalla cura delle vigne fino alla vendita delle bottiglie dei nostri vini. Essere vignaiolo significa avere un rapporto diretto con la terra e ogni singolo filare dei nostri vigneti, quelli che quotidianamente viviamo e di cui ci prendiamo cura. Le nostre mani toccano materia viva, non plastica, per questo sappiamo che ogni azione comporta una reazione. Siamo coscienti che il nostro lavoro e la produttività della nostra azienda possono esistere solo insieme al rispetto della nostra vigna e del territorio nel quale è inserita. Perché senza la nostra vigna, non esiste la nostra azienda.

Vivere e produrre in uno specifico territorio vuol dire non limitarsi a prendere, ma prodigarsi a dare; rispettando, custodendo, tutelando e promuovendo il microcosmo che ci accoglie. Per questo ogni nostra bottiglia racconta una storia diversa, restituendo con gli interessi alla terra tutto quello che dalla terra ha preso. Un vignaiolo non può essere autolesionista, per definizione. Riteniamo insensato l’attacco mediatico che è stato portato in questi giorni contro i vignaioli, perché presenta sotto una cattiva luce un’intera categoria di persone che non sfrutta, ma custodisce il territorio in cui vive e se ne prende cura ogni giorno cercando di prevenire ed evitare che accadano eventi disastrosi imprevedibili, ma purtroppo possibili. Siamo 800 vignaioli indipendenti e nel nostro lavoro mettiamo la faccia. Ogni giorno. Con orgoglio.

Fonte: FIVI

Vendemmia 2014, nel Nordest produzione in calo a macchia di leopardo

vendemmia-2011-umberto-cesari-300x196Vigneto bagnato, vigneto fortunato? Non proprio. Un mese e mezzo di piogge hanno alzato il tasso di ansia dei viticoltori nei confronti di un’annata che fino a metà giugno nel NordEst sembrava viaggiare a gonfie vele. E’ questa la sintesi dell’incontro sulle Previsioni vendemmiali nel Triveneto, giunto alla 40^ edizione, svoltosi ieri a Legnaro (PD) di fronte ad una platea di operatori che ha riempito la sala, e promosso come sempre da Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione, Avepa, CRA-VIT di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Trento e Bolzano.

Riduzione media del 5-10%. Troppe precipitazioni, quindi, ovvero interminabili ore di bagnatura fogliare, eccessiva umidità dei suoli, incessante sviluppo vegetativo e anomala compattezza dei grappoli. A livello di rese quantitative, considerando anche i nuovi vigneti che entreranno in produzione, ci si attesterà su una riduzione media nelle tre Regioni analizzate del 5-10%. Questa sarà più sensibile nelle province di Treviso, Verona, Vicenza e Trento, stazionaria o di pochi punti percentuali inferiore nelle restanti. I motivi sono da ricercare nella minor fertilità delle gemme, nelle grandinate e nello stato sanitario non sempre perfetto soprattutto dei vitigni precoci oramai prossimi alla raccolta. L’acidità sarà più sostenuta e questo a vantaggio delle basi spumante.

Inizio vendemmia nella seconda metà di agosto. La precocità, evidente fino a fine giugno, è andata via via contraendosi sino ad annullarsi quasi del tutto, con una data di inizio vendemmia stimata per la seconda metà di agosto. Nonostante i viticoltori siano intervenuti gestendo al meglio la difesa dei vigneti, ad oggi le previsioni qualitative assegnano all’annata valori zuccherini medi, come anche per le sostanze coloranti e aromatiche. Mentre l’annata 2013 si era positivamente risolta con il bel tempo sopravvenuto dalla seconda metà di giugno, quest’anno anche un miglioramento meteo a partire dai prossimi giorni non potrà portare la qualità delle uve su alti livelli, come meriterebbero gli sforzi cui i viticoltori si sono sottoposti in queste settimane. Un’annata, questa del 2014, che per aggressività fungina e piovosità trova simili riscontri solo nel lontano 1995.

Vendemmia difficile sia nelle altre regioni vitivinicole italiane e straniere. Vediamo come si presenta, Provincia per Provincia, il vigneto del NordEst alla vigilia della vendemmia (la Relazione completa è disponibile al seguente link http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=5313, ricordando che nel corso dei lavori sono stati effettuati una serie di collegamenti in videoconferenza con le principali regioni viticole italiane (Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia), oltre a Francia e Spagna, dai quali si conferma che la vendemmia 2014 sarà difficile per tutti. A partire dall’attuale stato sanitario delle uve fino alle rese finali che si annunciano inferiori del 10% alla media, con punte anche superiori.

Belluno. La produzione, salvo imprevisti, sarà più abbondante rispetto allo scorso anno dato che i grappoli si presentano più carichi e rigonfi. Sia per le uve bianche che per quelle nere si stima pertanto un incremento del 15-20% rispetto al 2013. Si deve inoltre tenere in considerazione un ulteriore aumento pari al 16-20% dovuto all’entrata in produzione di nuove superfici vitate.

Padova. Per le uve a bacca nera la produzione è segnalata in tendenziale condizione di stabilità o leggera diminuzione, anche in relazione ai recenti estirpi effettuati. Per le uve a bacca bianca si segnala invece un tendenziale aumento di circa il 5% rispetto al 2013, dovuto all’entrata in piena produzione di nuovi impianti. Salvo calamità meteorologiche e avversità fitosanitarie di fine stagione, a livello provinciale si stima di superare la soglia delle 700 t. Si ricorda che le superfici di recente impianto (ante 2011) riguardano in particolare Glera (ha 1.200), Pinot (ha 300), Moscato Giallo (ha 200) e incidono per poco più di un quarto della superficie vitata complessiva della provincia. Una curiosità: in provincia di Padova sono 25, per una superficie complessiva di 110 ettari, le aziende vitivinicole biologiche aderenti agli impegni del PSR 2007-2013 (Misura 214 – Azione C “Produzione vitivinicola biologica”). Complessivamente la produzione biologica viticola incide per poco più del 4% in termini di superficie e in circa il 3% in termini di produzione.

Rovigo. Nella passata stagione Rovigo è stata l’unica provincia veneta a registrare una riduzione della produzione viticola, calcolata attorno al 20-25%, fatto dovuto sia all’ulteriore estirpo di superfici vitate che ai forti attacchi di peronospora registrati. I nuovi impianti coprono una superficie vitata ancora troppo limitata perché possano incidere sul totale della produzione. Sarà nei prossimi due anni che si potrà vedere un cambio di tendenza, dato che si sta aumentando la superficie vitata provinciale di circa un 10% con acquisti di diritti provenienti da altre Regioni. Per il 2014 è previsto un ritorno alle produzioni normali con un probabile leggero aumento di circa un 5%. Se però le precipitazioni dovessero perdurare anche nel mese di agosto, la qualità delle uve ne risentirà notevolmente.

Treviso. L’epoca di vendemmia si presenta anticipata rispetto alle ultime stagioni, anche se non tanto quanto era stato annunciata a giugno, e questo a causa delle abbondanti precipitazioni e delle temperature non certo elevate delle ultime settimane. Sia in collina che in pianura si prevede una produzione complessiva inferiore di qualche punto percentuale rispetto alla scorsa vendemmia. A seconda delle zone, si prevede infatti una riduzione che va dal 5 al 15% per le uve nere e dal 5 al 10% per le uve bianche. Le flessioni, comunque, saranno compensate in parte dall’incremento di superficie vitata che giustificherà una produzione sostanzialmente in linea con il dato produttivo del 2013. Si stima pertanto una produzione totale provinciale di ql 4.800.000 così distinti:uve bianche ql 3.980.000; uve nere ql 820.000.

Venezia. L’eccessiva piovosità  registrata in questa prima parte dell’estate comporterà probabilmente una diminuzione del grado zuccherino di ½-1° Babo e di conseguenza un aumento dell’acidità. Un cambiamento climatico con innalzamento delle temperature e l’assenza di precipitazioni nel restante mese di agosto potrebbe comunque modificare in maniera sostanziale l’andamento di questa anomala stagione viticola, favorendo il  miglioramento qualitativo del prodotto finale. I nuovi impianti, che entreranno in produzione quest’anno, dovrebbero garantire il mantenimento delle produzioni complessive rispetto alla precedente campagna viticola 2013. Per la provincia di Venezia si può valutare una incidenza della produzione ottenuta con metodi biologici pari al 10-11% sulla produzione complessiva.

Verona. Date le particolari condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato questa prima parte dell’estate, si prevede una riduzione della produzione di uva, anche se in maniera diversa da zona a zona e per varietà. Per quanto riguarda la parte ovest della provincia, in conseguenza delle ripetute grandinate e del clima eccessivamente umido, si prevede un calo della produzione anche fino al 20% relativamente alle varietà precoci. Nelle zone a più alta vocazione viticola, quali le colline, la produzione dovrebbe essere in linea con le annate precedenti. E’ prevista una fertilità minore soprattutto per le varietà autoctone veronesi, mentre nelle uve bianche precoci, dove si sono registrati problemi di fioritura con ritorni di freddo che hanno favorito la colatura e l’acinellatura, si prevede una flessione del 10% circa. La qualità del prodotto sarà con ogni probabilità influenzata negativamente da un andamento climatico eccessivamente umido.

Vicenza. Sulle uve a maturazione precoce vi è generalmente un numero di grappoli inferiore allo scorso anno, anche se si prevede un peso specifico maggiore. In linea generale, si ipotizza un calo di produzione contenuto attorno a -5%. Sui vitigni a bacca nera e su Glera si registra un calo maggiore del numero di grappoli rispetto al 2013, per cui si ipotizza un calo quantitativo del 10/15%. Per la Garganega si prevede un’annata abbondante, simile al 2013. Qualitativamente si ipotizzano migliori le uve a bacca bianca rispetto a quelle a bacca nera. Va infine segnalato che i nuovi impianti entrati in produzione sono circa il 3% del totale della superficie vitata provinciale. La produzione di uva da agricoltura biologica oscilla invece tra l’1% e l’1,5% del totale e risulta essere sostanzialmente invariata negli ultimi anni.

Regione Friuli-Venezia Giulia. Considerando le due varietà più presenti sul territorio regionale (Pinot grigio e Glera), va sottolineato che si era partiti con una bassa fertilità e dunque con meno grappoli sulla pianta. Successivamente, complici le abbondanti precipitazioni, i grappoli hanno aumentato il peso medio. Si stima pertanto una lieve riduzione per alcune varietà a bacca bianca a grappolo compatto nell’ordine del 10%, mentre per le altre la produzione dovrebbe essere in linea con quella degli ultimi anni. L’aumento delle superfici investite a viti e la piena entrata in produzione degli impianti 2011/2012 fanno presupporre un livello produttivo complessivo non inferiore a quello del 2013.

Provincia di Trento. Rispetto al 2013, che va ricordata come l’annata più abbondante degli ultimi anni, nel territorio provinciale di Trento si prevede quest’anno una riduzione complessiva di uva del 10%. Cali più consistenti sono segnalati per le uve a bacca bianca rispetto alle varietà a bacca nera. Va comunque sottolineato che in questi ultimi giorni si assiste ad un incremento del peso medio del grappolo, anche a causa delle frequenti precipitazioni. Dopo le tante piogge registrate finora, sarà dunque fondamentale una seconda parte di agosto all’insegna del bel tempo, come tutti i viticoltori auspicano.

Provincia di Bolzano. Dopo un 2013 caratterizzato da una produzione superiore alla media, la vendemmia 2014 si presenta in calo. In molti vigneti non si raggiunge o si raggiunge a stento l’obiettivo di resa. Sui vitigni abitualmente “ricchi”, come Schiava o Lagrein, bisogna apportare solo qualche modesta correzione. Salta all’occhio il fatto che quest’anno, in quasi tutti i vigneti e quasi tutte le varietà, sul 10-20% dei ceppi il numero di grappoli sia davvero scarso. Inoltre bisogna anche tener conto della loro forte acinellatura. Vediamo come si presentano i diversi vitigni. Schiava. La carica produttiva è nettamente inferiore alla media. Quest’anno solo raramente si trovano due grappoli/tralcio. Come il 2010, anche il 2014 è un’annata con scarsa allegagione. Nel corso delle valutazioni della resa effettuate prima del diradamento e con un numero adeguato di tralci, è possibile una produzione di 130-200 qli/ha. Sono pochi, quest’anno i vigneti la cui resa sarà di 250-300 qli/ha. Lagrein, Cabernet Sauvignon. Quest’anno i grappoli sono generalmente spargoli. Anche in questo caso il numero di grappoli/ceppo è contenuto. Per Cabernet Sauvignon, spesso, rilievi di previsione mostravano valori di 60-90 qli/ha. Per il vitigno Lagrein allevato a spalliera spesso l’obiettivo di resa non viene raggiunto o si rendono necessarie solo scarse correzioni. Se l’allevamento è a pergola, la resa potrà essere leggermente superiore (120-170 qli/ha). Rari invece i vigneti con un potenziale produttivo superiore a 200 qli/ha. Merlot. A fronte delle basse aspettative generali di produzione, la varietà Merlot rappresenta un’eccezione. La carica produttiva è buona ed il diradamento dev’essere marcato. Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio. La carica produttiva dei vitigni Pinot è molto varia. Nei vigneti con modesto sviluppo, i grappoli sono generalmente spargoli e gli obiettivi di resa si raggiungeranno a stento. Nei vigneti con forte vigorìa, la produzione è nettamente maggiore e i grappoli appaiono più compatti. Negli impianti situati a maggiore altitudine, la resa effettiva supera di molto gli obiettivi prefissati. Il numero di acini/grappolo è superiore alla media ed i grappoli si presentano molto compatti. Chardonnay, Müller Thurgau, Silvaner. Anche per questi vitigni la carica produttiva è inferiore alla media. Gli obiettivi di resa potranno, però, essere raggiunti. Anzi, nei vigneti con marcato sviluppo delle viti, le previste rese massime DOC verranno anche superate. Sauvignon blanc, Moscato giallo. Su questi vitigni, quest’anno si trovano grappoli molto spargoli con peso generalmente inferiore alla media. Anche in questo caso la produzione sarà moderata. Si stima che per la varietà Sauvignon la produzione potrà essere di 90-120 qli/ha. Traminer aromatico. Per questo vitigno le stime indicano, per molti vigneti, una produzione intorno agli 80 qli/ha. Ciò significa che spesso gli obiettivi di resa non vengono raggiunti. Il numero di viti con pochi grappoli e acinellati è particolarmente elevato. Il grave attacco di mal dell’esca, verificato su molti ceppi, ha contribuito inoltre a ridurre il potenziale produttivo.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct

Vino. Export del Veneto al 32,8% sul totale italiano nel primo trimestre 2014

bottiglie-di-vino“I dati dell’export vitivinicolo nazionale relativi al primo trimestre di quest’anno confermano il trend ulteriormente in crescita del Veneto, che tra gennaio e marzo ha venduto all’estero vini e mosti per un valore di 375 milioni 348 mila euro, pari al 32,8 per cento del totale nazionale, con un aumento del 6,5 per cento sullo stesso periodo dell’anno passato a fronte di una crescita italiana complessiva del 3,1”. Franco Manzato è abbastanza soddisfatto dell’andamento della bilancia commerciale enologica regionale.

Fenomeno Prosecco. “Abbastanza – aggiunge – perché le insidie del mercato mondiale in questo settore sono tantissime, con crisi di sovrapproduzione in alcuni Paesi e un consumo sostanzialmente stabile. Noi però cresciamo e siamo in linea con l’obiettivo di aumentare il valore delle nostre esportazioni di vino del 30 per cento in tre anni, enunciato in occasione del primo incontro nel contesto del tradizionale “trittico” vitivinicolo dedicato alla vendemmia per l’anno corrente”.“Il 2013 aveva confermato il primato veneto nell’export con il 31,5 per cento del totale italiano, per un valore di quasi un miliardo 588 milioni euro di valore sul complesso nazionale di circa 5 miliardi e 39,5 milioni. Il dato più recente ci fa sperare bene, consapevoli come siamo di avere alcune tra le carte migliori del mondo da giocare sui mercati vecchi e nuovi, a partire dal fenomeno Prosecco, che di fatto è il vino che sta conoscendo la maggiore crescita di apprezzamento al mondo. Questi numeri, uniti alle positive valutazioni date dalla Corte dei Conti europea sulla qualità del nostro modo di investire i fondi comunitari al settore – conclude l’assessore – sono un ottimo viatico per guardare al futuro con ottimismo”.

Fonte: Regione Veneto

E’ mancato Dino Marchi, già presidente AIS Veneto

 

Dino Marchi

Dino Marchi

Ciao Dino sei stato un grande AMICO”. Queste le parole di commiato, a cui si associa l’ARGAV, della segretaria Mirka Cameran Schweiger, sommelier AIS, alla notizia della scomparsa di Dino Marchi, 65 anni, dal 2006 al 2013 presidente AIS Veneto, oggi presieduta da Marco Aldegheri.

Marchi è mancato do­me­ni­ca 27 luglio sera nel­la sua casa di Mon­te­bel­lu­na (TV), dopo lunga malattia. Con lui, il mondo del vino perde uno dei più brillanti interpreti di una professionalità che ha fatto grande il settore vivitinicolo, comparto produttivo tra i più rilevanti per la nostra Regione.

 

 

12 agosto 2014. a Legnaro (PD) le previsioni vendemmiali 2014 nel Veneto, nel Nord Est, in Italia e in alcuni Paesi dell’UE

1129110074_vendemmiaMartedì 12 agosto (ore 10.00-12.00), si terrà a Legnaro (Pd), il tradizionale appuntamento di Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto dedicato alle previsioni della vendemmia.

Secondo focus del Trittico Vitivinicolo. L’incontro é promosso in collaborazione con Regione Veneto, Avepa, CRA-Vit di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento. Nell’occasione saranno presentati i dati quantitativi e qualitativi di previsione della vendemmia nel Veneto e nel Nord Est, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Com’è ormai consuetudine, non mancherà uno sguardo – grazie a dei collegamenti in videoconferenza – alle previsioni vendemmiali nelle altre principali regioni viticole d’Italia ed europee. Per informazioni, contattare la Redazione (europedirect@venetoagricoltura.org; 049 8293716).

Fonte: Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto

Enologia e ricerca. Un lievito autoctono per il Lison Docg

Docg LisonCon lo scopo di rafforzare l’identità del vino Lison classico Docg, l’Università di Padova in collaborazione con Veneto Agricoltura e il Consorzio Vini Venezia, ha svolto una ricerca per la selezione di lieviti autoctoni nell’area della Dogc Lison.

Lieviti specifici per la varietà Tocai. Il progetto, durato quattro anni, è iniziato con un capillare campionamento per la raccolta di grappoli d’uva e porzioni di tralcio nei vigneti della varietà Tocai. Dalla ricerca è emerso che esistono le basi genetiche per poter affermare che i lieviti isolati nella Docg Lison sono specifici e associati unicamente alla varietà Tocai e che ne esaltano le caratteristiche varietali.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

Prosecco, contigentata per altri 3 anni la produzione di Glera, obiettivo stabilizzare il mercato

Vite proseccoLa giunta regionale veneta, accogliendo la richiesta del Consorzio del Prosecco DOC, d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, ha prorogato di altri 3 anni il divieto di nuove iscrizioni agli albi della DOC Prosecco dei vigneti Glera.

Evitare esuberi di offerta. L’obiettivo dichiarato è di mantenere stabile la superficie vitata destinata alla produzione di questa doc, in 20 mila ettari totali, di cui 16.500 in Veneto e 3.500 nella regione confinante. “Con questa iniziativa vogliamo accompagnare l’aumento di vendita del Prosecco Doc, mantenendone il prezzo stabile, evitando crisi in un mercato mondiale” ha affermato l’assessore all’agricoltura veneto Franco Manzato. “Nell’attuale situazione del mercato internazionale é infatti indispensabile evitare esuberi di offerta i cui effetti si ritorcerebbero negativamente sulle aziende”.

Nel 2013, prodotte oltre 240 milioni di bottiglie. “Quando il sistema produttivo ha dato vita alla rivoluzione del Prosecco, legando il nome di questo vino al territorio e non al vitigno, e facendone una bandiera del Nord Est italiano – ha aggiunto – l’obiettivo non era, né è, quello di battere lo Champagne come numero di bottiglie, ma di dare testimonianza dell’origine e della qualità di una produzione nata e sviluppatasi qui, che si esprime in un sistema strutturato al cui vertice ci sono i Superiori DOCG di Conegliano Valdobbiadene e Asolo, e sulla cima il Cartizze. Il risultato è stato raggiunto brillantemente, per questo vogliamo dare seguito agli obiettivi posti tre anni fa”. Si tratta infatti di oltre 240 milioni di bottiglie prodotte nel 2013, con una crescita del 24 per cento rispetto all’anno precedente, ma soprattutto con un aumento dell’export del 14 per cento. “In questi anni il Prosecco Doc ha raggiunto risultati che definire lusinghieri è riduttivo. L’impegno di tutti è quello di gestire la denominazione con responsabilità, consapevoli del ruolo socio-economico che la denominazione rappresenta per il nostro territorio”, ha affermato il presidente del Consorzio Zanette.

FIVI, sul testo unico della vite e del vino chiede maggior chiarezza a vantaggio di produttori e consumatori

MatildePoggi_Fivi_low

Matilde Poggi, presidente FIVI

Mercoledì 18 giugno scorso si è svolta a Roma l’audizione delle associazioni/organizzazioni della filiera vino presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, nell’ambito della discussione sulla proposta di legge C 2236 Sani “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino” –Testo Unico della vite e del vino. FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti è intervenuta sollecitando l’attenzione del legislatore su alcuni punti molto importanti per ottenere un testo finale che sia il più possibile chiaro e risponda alle esigenze espresse dai vignaioli/produttori italiani, e sia altrettanto rispettoso del diritto dei consumatori alla completa e corretta informazione.

I punti “caldi”: 1/definizione di vitigno autoctono Sono tratti dal documento “Osservazioni al testo unico”elaborato dal prof. Michele A. Fino, docente UNISG per Fivi, ed esposti alla Commissione dalla presidente della Federazione Matilde Poggi: L’Art. 8 c.1 (Titolo II) definisce “vitigno autoctono italiano” il vitigno la cui presenza è rilevata in aree geografiche delimitate del territorio nazionale. Questo significherebbe che qualsiasi vitigno, una volta piantato in Italia, diventerebbe automaticamente autoctono. Vi è una distanza abissale tra il sentito di consumatori e produttori e la lettera della legge. Questa distanza va superata. La proposta è piuttosto di evitare il ricorso alla definizione di autoctono; la si lasci all’ambito della critica enologica e della cultura gastronomica nazionale, ma si eviti di sancire giuridicamente una NON-DEFINIZIONE. Perché questa norma aprirebbe allo scempio del patrimonio ampelografico nazionale, dato che consentirebbe la registrazione come autoctono di qualsiasi cosa sia piantata alla data della sua entrata in vigore, senza riguardo né per le tradizioni produttive italiane né per il valore che hanno le vere peculiarità viticole nazionali sul mercato globalizzato: un patrimonio di biodiversità impareggiabile a livello mondiale.

I punti “caldi”: 2/etichettatura. L’Art. 52 (Titolo III) sulla Designazione, presentazione e protezione dei vini DOP e IGP rinvia alle disposizioni comunitarie e nazionali. FIVI ritiene assolutamente necessario che all’Art. 53, sull’Impiego delle denominazioni geografiche, venga aggiunto un comma che permetta di indicare la REGIONE in cui ha sede l’azienda viticola, anche se tale nome è una DO o IG. Ciò deve avvenire se non sull’etichetta, intesa come dicitura sulla bottiglia, almeno come indicazione sul sito e sui materiali aziendali .Occorre cioè distinguere, come NON fa il legislatore europeo e di conseguenza quello nazionale, tra etichettatura vera e propria e informazioni equiparate all’etichettatura, ma che hanno una ben diversa (e spesso nulla) capacità di creare confusione. L’interesse a proteggere dalle usurpazioni le DO e le IG non può portare al paradosso per cui un’azienda si trova privata del potere di indicare, sul proprio materiale di comunicazione, dove ha sede.

I punti “caldi”: 3/ istituto della diffida. L’Art. 58 (Titolo III) tratta dell’istituto della diffida per le infrazioni minori, per permettere di sanare l’irregolarità accertata con un richiamo formale. Secondo FIVI il limite minimo individuato di 600 euro è assolutamente troppo basso, dato che qualunque infrazione del tutto involontaria delle norme di etichettatura comporta una sanzione minima di 2000 euro (vd. art. 60 del Testo Unico). La proposta è di estendere l’applicazione della diffida a tutte le fattispecie in cui la sanzione è amministrativa, e non ci sia pericolo per la salute pubblica derivante dalla condotta del produttore che ha infranto le norme.

Istituzioni, FIVI chiede non più solo controlli ma sinergie con le aziende agricole. I vignaioli indipendenti sono convinti fin dal 2011, all’atto della presentazione del Dossier Burocrazia, che sia fondamentale un mutamento nel rapporto esistente fra legislatore e vignaiolo, ovvero che la struttura burocratica non debba più solo essere controllore delle aziende ma diventare cooperatore delle stesse, fornendo regole chiare ma “leggere” che l’impresa è tenuta a rispettare, ma che le permettano di produrre ed essere competitiva sui mercati internazionali. Per questo, FIVI continuerà a dare il proprio concreto contributo all’elaborazione di un Testo Unico che si auspica risulti il migliore possibile.

Chi è FIVI. 800 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 8.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Circa 55 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale supera 0,5 miliardi di euro, per un valore in termini di export di più 200 milioni di euro. Gli 8.000 ettari di vigneto sono condotti per il 49 % in regime biologico/biodinamico, per il 10 % secondo i principi della lotta integrata e per il 41 % secondo la viticoltura convenzionale.

(Fonte: FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti)

Vendemmia 2014, anticipata, sana e in calo

Voucher agricolturaLa vendemmia 2014 sarà anticipata di almeno una settimana rispetto all’anno scorso. La produzione avrà probabilmente un calo generalizzato mediamente tra il 5% e il 10%, con punte del 20% per la Corvina.

Il primo appuntamento del Trittico vitivinicolo. Questi dati sono emersi a Conegliano-TV, dove il mondo vitivinicolo veneto si è riunito nei giorni scorsi per valutare lo stato fitosanitario del vigneto ad inizio estate. L’appuntamento, ormai tradizionale, a cura di Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione e CRA-VIT, ha fatto il punto sull’andamento vegetativo delle piante e ha avanzato previsioni produttive per la prossima vendemmia. All’incontro ha partecipato anche l’assessore Regionale all’Agricoltura Franco Manzato che ha ricordato l’importanza del settore vitivinicolo e l’imminente avvio del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 che prevede ulteriori importanti finanziamenti per gli operatori del settore.

Il focus. L’andamento meteorologico particolarmente mite dello scorso inverno e inizio primavera (praticamente un lungo autunno), ha fatto germogliare la vite circa 15-20 giorni prima rispetto alla passata stagione. Questo anticipo fenologico sta perdurando e le cultivar precoci sono già in fase di chiusura grappolo, il che fa prevedere l’inizio della vendemmia per Pinot Grigio e Chardonnay a ridosso di ferragosto e nella prima decade di settembre per il Merlot. Condizioni simili si sono verificate recentemente solamente nelle annate 2003 e 2007. Come per le passate stagioni le aree più anticipate sono quelle centro/orientali (Vicenza e Padova in particolare), più in ritardo invece la provincia di Treviso. Lo stato sanitario delle piante è buono con un contenimento delle comuni infezioni fungine. Per quanto riguarda le rese produttive sembra si vada verso un calo generalizzato, variabile dal 5% al 10%, a colpire in particolare il Pinot Grigio e Corvina, meno la Glera e la Garganega.

Nel complesso, sostiene il pool di esperti coordinato da Veneto Agricoltura, si tratta di un ottimo avvio di stagione con queste particolarità: rese attualmente sotto la media; stato vegetativo ottimale sia in termini di sanità che di funzionalità foto sintetica; il clima sta prospettando un’annata “di calore e di luce” condizioni per un anticipo di maturazione e per alti livelli qualitativi; ottima sanità delle uve per una massima salubrità del prodotto.L’impressione generale è che il vigneto Veneto stia raggiungendo i massimi vertici di specializzazione con eccellenze nelle aree più vocate e forte indirizzo tecnico nelle aree dedicate ai vitigni internazionali.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Aperto bando per miglior tesi al mondo su vini spumanti italiani. Premio biennale consegnato a UnPOxExPO2015.

foto Forum Spumanti d'ItaliaE’ aperto il bando per partecipare al premio di laurea alla memoria di Giuseppe Comolli. Dal biennio accademico 1990-1991 ad oggi sono state premiate 13 tesi, di cui 4 redatte da non italiani e 9 da neolaureati nazionali.

Italia, primo esportatore al mondo di spumanti. Il premio è riferito ai lavori universitari di pregio che riguardano argomenti tecnici viticoli ed enologici, economici e promozionali, legali e giuridici per il settore e i vini spumanti e frizzanti prodotti in Italia esclusivamente Docg e Doc, ovvero quelli di massima qualità prodotti in particolari regioni e distretti territoriali con un disciplinare di produzione e riconosciuti dall’Unione Europea. Oggi gli spumanti italiani sono molto apprezzati, diventando l’Italia il primo esportatore al mondo per un valore base all’origine in cantina di 736 milioni di euro nel 2013 ( 2,285 mld/euro il valore reale al consumo nel Mondo) per circa 277 milioni di bottiglie spedite in 75 Paesi. Stati Uniti e l’Inghilterra, nell’ordine, sono i primi due Paesi esteri consumatori, seguiti da Germania e Russia.

Bando rivolto solo a tesi di lauree discusse negli anni 2013-2014. Il premio di laurea è assegnato all’autore di un elaborato di ricerca su temi viticolo, vinicolo, enologico, economico, legislativo, marketing, giuridico discusso in una Facoltà Universitaria Europea, al termine del corso di laurea ordinario o specialistico, sostenuto e superato in modo molto brillante, dedicata ad approfondire e valorizzare la produzione ed elaborazione di vini, vini spumanti ed effervescenti naturali di alta qualità italiani. Il bando è rivolto solo a tesi di lauree ordinarie e specialistiche (triennali) discusse negli anni solari 2013-2014, relativi anni accademici.

Il premio è uno solo, non è assegnato in ex-equo e qualora gli elaborati, come dice il bando, non fossero di alto valore sperimentale e di ricerca e il candidato non avesse un curriculum speciale, la commissione ha piena facoltà di non assegnare il premio. La borsa del premio è di euro 3.000 nette e sarà consegnata nell’anno 2015 in una città lungo il fiume Po, durante un evento accademico mondiale inserito nel programma Expo2015 e dedicato ai vini spumanti-frizzanti made in Italy. Al premiato viene rilasciato un attestato di merito. Un grazie particolare è rivolto all’emerito prof Mario Fregoni che per anni è presidente di commissione.

Maggiori info. Dopo le prime 3 edizioni del premio consegnate alla Università Cattolica di Piacenza, altre 3 edizioni presso il Consorzio Franciacorta, 2 edizioni a Trento, 3 edizioni in Altamarca a Conegliano e a Venezia, 1 a Strasburgo, con la edizione 2013-2014 la sede di valutazione torna essere Piacenza, città in cui ha lavorato e vissuto Giuseppe Comolli. Info e aggiornamenti sul sito www.ovse.org.

(Fonte: OVSE)