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5/10/14, torna Grapperie Aperte, Veneto protagonista con 5 distillerie

grapperie aperte  - visiteMancano pochi giorni all’undicesima edizione di Grapperie Aperte 2014 che parlerà anche Veneto. Tra i protagonisti della giornata dedicata al distillato di bandiera organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa per domenica 5 ottobre e che vedrà coinvolte 31 grapperie di tutta Italia, c’è infatti anche il Veneto con cinque distillerie, tre in provincia di Vicenza e due in provincia di Treviso.

Il viaggio inizia in provincia di Vicenza, esattamente a Montegalda, con la Distilleria Fratelli Brunello che, dalle 10 alle 18 si presentano ai visitatori con degustazioni libere e un tour aziendale per conoscere da vicino i segreti delle loro grappe. Tra le novità dell’edizione 2014, anche la presentazione di un aperitivo, bHappy, che verrà offerto a tutti i visitatori e che punta a richiamare l’attenzione anche di un target di pubblico più giovane. Sempre in provincia di Vicenza, ma a Villaga, ha sede la Distilleria Li.Di.A, anch’essa con orario continuato 10-18 durante il quale attenderà gli appassionati del distillato di bandiera per una visita guidata all’impianto in funzione e interessanti degustazioni in abbinamento con prodotti tipici locali. Ultima tappa vicentina a Schiavon (VI), per visitare la Distilleria Poli. Dalle 10 alle 18 in questa distilleria artigianale fondata nel 1898, sarà  possibile vedere l’antico alambicco a vapore e l’innovativo alambicco a bagnomaria sottovuoto, nonché visitare le due sedi del Poli Museo della Grappa, a Bassano del Grappa e a Schiavon. In preparazione di EXPO 2015, sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, Jacopo Poli presenterà Maria, la nuova Grappa biologica distillata a bagno-maria e saranno inoltre proposti degli interessanti abbinamenti tra Grappa e cibo biologici,  per stimolare la sensibilità per l’ambiente e le papille gustative.

Due sono invece le distillerie in provincia di Treviso. Una è la Roberto Castagner Acquaviti a Visnà di Vazzola. Dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 sarà possibile visitare gli impianti di distillazione, degustare distillati e cocktail a bassa gradazione alcolica e acquistare prodotti direttamente in azienda. La Roberto Castagner Acquaviti proporrà, tra le altre attività, anche un test alcolometrico effettuato con strumenti professionali a cui potranno sottoporsi volontariamente i visitatori. Ancora in provincia di Treviso, ma a Conegliano, l’Istituto Grappa Veneta insieme a Veneto Agricoltura e la Scuola Enologica di Conegliano organizzano per domenica 5 ottobre dalle 15 alle 19 una “giornata della Grappa Veneta” presso la Distilleria Sperimentale della Scuola Enologica di Conegliano, la più piccola in Italia. In programma, visite guidate alla distilleria funzionante, degustazioni libere e degustazioni guidate per scoprire le grappe venete e vincere: con lo strumento della degustazione alla cieca verranno infatti messe in degustazione varie grappe di vitigno e chi saprà individuare il maggior numero di vitigni di provenienza riceverà un omaggio. Le degustazioni guidate sono su prenotazione, da effettuare allo 0438 450023 o inviando una mail a istitutograppaveneta@tiscali.it

Selfie in grapperia. Per tutti coloro che domenica 5 ottobre faranno visita in grapperia, l’Istituto Nazionale Grappa lancia un contest fotografico in cui ognuno – con un selfie o un ritratto di luoghi o oggetti legati al mondo della distillazione – potrà partecipare interpretando a proprio gusto il modo di vivere e valorizzare il distillato di bandiera. Il tema conduttore sarà “Lo spirito della grappa secondo me” e lascia aperte le porte a varie chiavi di lettura del concetto Grappa: dal suo aspetto più legato alla tradizione, con alambicchi e cantine in alcuni casi ultracentenarie, a quello più moderno e ai vari modi di vivere il distillato oggi, interpretandone le varianti e le occasioni di consumo.

Fonte: Istituto Nazionale Grappa

1/10, nel trevigiano, c’è il debutto del “Verduzzo di Motta”, biotipo locale

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOtto vignaioli della zona mottense, dopo anni di ricerca e di prove, mercoledì 1 ottobre presenteranno alle autorità di settore e alla stampa il “Verduzzo di Motta”, un vitigno e u n vino nettamente diversi dal Verduzzo Trevigiano. L’operazione di riscoperta e rilancio del biotipo locale è stata seguita dalla Cooperativa Agricola Livenza (TV), in collaborazione con la sezione enologica di Veneto Agricoltura e con il Consorzio Vini Venezia.

L’inizio di un percorso di riscoperta di prodotti locali. L’incontro si terrà presso il ristorante Disarò di Motta di Livenza, in quanto, i primi due vini prodotti, il Verduzzo di Motta Spumante e uno tranquillo, saranno abbinati a dei piatti preparati dalla cuoca Paola Disarò.  Alla presentazione interverranno gli otto vignaioli e Vasco Boatto, direttore del Corso di laurea in Enologia dell’Università di Padova, insieme ai responsabili del settore enologico di Veneto Agricoltura Soligo e Serafin, al direttore del Consorzio Vini Venezia Carlo Favero,  alla campionessa italiana dei sommelier Karen Casagrande, all’enogastronomo Giampiero Rorato, e ad Ezio Martin, direttore della Cooperativa Livenza, che ha seguito il progetto con il il responsabile Luca Bettinelli, oltre ad autorità locali e regionali, a docenti di enologia e a tecnici del settore.“I due vini che saranno ufficialmente presentati rappresentano l’inizio di un percorso che abbiamo intrapreso per valorizzare al meglio prodotti locali meritevoli di essere conosciuti e goduti anche un pubblico più vasto”, afferma Ezio Martin. Che aggiunge: “Fra non molto, presenteremo anche un pane e dei dolci prodotti con la farina di un antica cultivar locale, realizzati da un esperto artigiano del pane del Chiarano (TV)”.

Fonte: Cooperativa agricola Livenza/Giampiero Rorato

Bardolino (VR): “Annata dal meteo nordico, Chiaretto 2014 sarà simile a un blanc de noir”

da sx Andrea Vantini direttore tecnico e Franco Cristoforetti presidente del Consorzio Tutela vino Bardolino

Consorzio Tutela vino Bardolino, da sx Andrea Vantini (direttore tecnico) e Franco Cristoforetti (presidente)

La data del 16 settembre 2014, momento ufficiale di inizio della vendemmia delle uve del Bardolino Chiaretto, è di quelle che resteranno nella storia della viticoltura del lago di Garda. Segna infatti una svolta radicale per il rosato gardesano, già oggi leader in Italia nel comparto produttivo dei rosé a denominazione di origine, coi suoi 10 milioni di bottiglie.

Blanc de noir. Il Chiaretto 2014 avrà caratteristiche totalmente nuove, interpretando una stagione assolutamente fuori dagli standard. Su invito del Consorzio di tutela del Bardolino, larga parte delle aziende produttrici proporrà un Chiaretto 2014 con un colore rosa molto tenue e dal lato organolettico risulterà più accentuata la nota aromatica e floreale. “Si tratta – dice il presidente del Consorzio, Franco Cristoforetti – di una rivoluzione che trae origine dal particolare andamento climatico di quest’estate: se normalmente l’area del lago di Garda, patria del Chiaretto, presenta un clima di tipo mediterraneo, quest’anno il meteo è stato di tipo nordico, mettendo a dura prova i viticoltori, che hanno dovuto affrontare la più difficile annata che si ricordi a memoria d’uomo. Abbiamo deciso di agire di conseguenza, applicando al Chiaretto le tecniche in uso a latitudini maggiori della nostra, spingendoci a produrre quasi dei blanc de noir, e cioè dei vini quasi bianchi ottenuti da uve rosse”.

Peculiriatà delle uve. Dal primo luglio al 31 agosto i giorni nei quali le foglie delle vigne sono rimaste completamente asciutte sono stati solo tredici. Fino al 31 agosto sono caduti 1123 millimetri di pioggia, contro una media annuale di 870 millimetri, e anche le piogge di settembre sono già abbondanti. La temperatura di luglio è stata inferiore di 2 gradi rispetto al dato storico, in agosto è andata ancora peggio: 2,2 gradi sotto alla media. Ne è derivato che le uve della corvina veronese e della rondinella, i vitigni tradizionali del territorio, presentano quest’anno colori più tenui del solito (entrambe le varietà non sono ricche di antociani, le sostanze coloranti della buccia), meno zuccheri (il 10 settembre la corvina veronese ne segnava quasi il 4% in meno rispetto al 2013) e acidità molto più spiccate (per la corvina quasi il 19% in più). Le macerazioni delle bucce col mosto, dunque, saranno molto brevi ed avverranno a basse temperature, come si usa per i bianchi di qualità, per ottenere colori molto chiari e sviluppare al massimo gli aromi primari delle uve e profumi che vanno dai fiori alle vene erbacee, dagli agrumi ai piccoli frutti di bosco. Leggermente più bassa sarà probabilmente anche la gradazione alcolica.

Presentazione del “nuovo” Chiaretto, 8 marzo 2015. L’Anteprima è prevista come da tradizione alla Dogana Veneta di Lazise, sulla sponda veronese del lago di Garda. Intanto, il Chiaretto cresce sul mercato: a fine agosto le vendite complessive hanno segnato un incremento del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, nonostante un andamento climatico estivo poco favorevole per il consumo dei vini rosati. I principali mercati di sbocco restano Italia e Germania, ma le vendite stanno crescendo in Francia e in Scandinavia e cominciano a far capolino anche ordinativi dagli Stati Uniti.

Fonte: Consorzio Tutela Vino Bardolino

Estate anomala, il Consorzio Tutela Vini Valpolicella corre ai ripari per salvaguardare la produzione di Amarone e Recioto

Uve ValpolicellaA pochi giorni dall’inizio della vendemmia, il Cda del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, nel corso della seduta del 28 cm, ha votato all’unanimità la richiesta alla Regione Veneto di abbassare, portandole dal precedente 50 % (deciso in luglio) al 35 %, le quote di uva da destinare all’appassimento per la produzione di Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella.

Altra richiesta, eliminare la previsione dello stoccato. Una decisione forte dal parte del Consorzio, resa indispensabile – come spiega il presidente Christian Marchesini – in considerazione delle condizioni climatiche anomale che hanno determinato una piovosità eccessiva e un’insufficiente soleggiamento nei mesi di luglio e agosto. Tale misura andrà a sostituire la richiesta precedentemente presentata alla Regione Veneto di stoccare il 15% del vino atto a divenire Amarone della Valpolicella ottenuto dalla vendemmia 2014. “Abbiamo concordemente ritenuto che questa fosse l’unica via per tutelare l’Amarone, il vino di punta delle denominazione, salvaguardandone la qualità – afferma Marchesini – nonostante le inevitabili ricadute in termini numerici per quanto riguarda le bottiglie che verranno immesse a tempo debito sul mercato. E’ l’unico modo per essere certi che solo i grappoli davvero idonei finiranno in fruttaio per l’appassimento che, tra l’altro, quest’anno dovrà per forza di cose prolungarsi, dato che l’Amarone non può per legge essere sottoposto ad alcun trattamento artificiale per incrementarne il grado alcolico. Raccomandiamo ai produttori un’attenta cernita delle uve – conclude il presidente del Consorzio – certi di aver agito per il bene comune di tutta le denominazione Valpolicella.”

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Tragedia di Refrontolo, riflessione dei vignaioli indipendenti italiani: “Insensato l’attacco mediatico contro i viticoltori”.

RefrontoloSono passati diciassette giorni dai fatti tragici accaduti al Molinetto della Croda a Refrontolo (TV). Molto è stato detto e scritto su tutti i media. Non entriamo nel merito dei fatti, non conoscendoli nel dettaglio ed essendo essi tuttora oggetto di indagini da parte di autorità e tecnici.

Noi vignaioli indipendenti italiani riteniamo sia importante proporre una riflessione, perché fra le moltissime parole spese su questa vicenda il termine vignaiolo è stato utilizzato spesso a sproposito e in maniera confusa, dimostrando che ancora oggi a questa figura non viene riconosciuta un’identità chiara. In questi giorni è stato deciso che i vignaioli fossero i potenziali colpevoli dell’accaduto, in un caotico attacco ad una categoria che esiste e opera da sempre nei territori di tutta Italia, con grave danno per quanti agiscono con coscienza e insieme alle loro famiglie vivono di questo lavoro.

Noi soci Fivi siamo tutti vignaioli, dal più anziano al più giovane iscritto, compresi i consiglieri eletti nel direttivo. Siamo tutti impegnati personalmente nella nostra impresa e siamo responsabili completamente della nostra attività, dalla cura delle vigne fino alla vendita delle bottiglie dei nostri vini. Essere vignaiolo significa avere un rapporto diretto con la terra e ogni singolo filare dei nostri vigneti, quelli che quotidianamente viviamo e di cui ci prendiamo cura. Le nostre mani toccano materia viva, non plastica, per questo sappiamo che ogni azione comporta una reazione. Siamo coscienti che il nostro lavoro e la produttività della nostra azienda possono esistere solo insieme al rispetto della nostra vigna e del territorio nel quale è inserita. Perché senza la nostra vigna, non esiste la nostra azienda.

Vivere e produrre in uno specifico territorio vuol dire non limitarsi a prendere, ma prodigarsi a dare; rispettando, custodendo, tutelando e promuovendo il microcosmo che ci accoglie. Per questo ogni nostra bottiglia racconta una storia diversa, restituendo con gli interessi alla terra tutto quello che dalla terra ha preso. Un vignaiolo non può essere autolesionista, per definizione. Riteniamo insensato l’attacco mediatico che è stato portato in questi giorni contro i vignaioli, perché presenta sotto una cattiva luce un’intera categoria di persone che non sfrutta, ma custodisce il territorio in cui vive e se ne prende cura ogni giorno cercando di prevenire ed evitare che accadano eventi disastrosi imprevedibili, ma purtroppo possibili. Siamo 800 vignaioli indipendenti e nel nostro lavoro mettiamo la faccia. Ogni giorno. Con orgoglio.

Fonte: FIVI

Vendemmia 2014, nel Nordest produzione in calo a macchia di leopardo

vendemmia-2011-umberto-cesari-300x196Vigneto bagnato, vigneto fortunato? Non proprio. Un mese e mezzo di piogge hanno alzato il tasso di ansia dei viticoltori nei confronti di un’annata che fino a metà giugno nel NordEst sembrava viaggiare a gonfie vele. E’ questa la sintesi dell’incontro sulle Previsioni vendemmiali nel Triveneto, giunto alla 40^ edizione, svoltosi ieri a Legnaro (PD) di fronte ad una platea di operatori che ha riempito la sala, e promosso come sempre da Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione, Avepa, CRA-VIT di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Trento e Bolzano.

Riduzione media del 5-10%. Troppe precipitazioni, quindi, ovvero interminabili ore di bagnatura fogliare, eccessiva umidità dei suoli, incessante sviluppo vegetativo e anomala compattezza dei grappoli. A livello di rese quantitative, considerando anche i nuovi vigneti che entreranno in produzione, ci si attesterà su una riduzione media nelle tre Regioni analizzate del 5-10%. Questa sarà più sensibile nelle province di Treviso, Verona, Vicenza e Trento, stazionaria o di pochi punti percentuali inferiore nelle restanti. I motivi sono da ricercare nella minor fertilità delle gemme, nelle grandinate e nello stato sanitario non sempre perfetto soprattutto dei vitigni precoci oramai prossimi alla raccolta. L’acidità sarà più sostenuta e questo a vantaggio delle basi spumante.

Inizio vendemmia nella seconda metà di agosto. La precocità, evidente fino a fine giugno, è andata via via contraendosi sino ad annullarsi quasi del tutto, con una data di inizio vendemmia stimata per la seconda metà di agosto. Nonostante i viticoltori siano intervenuti gestendo al meglio la difesa dei vigneti, ad oggi le previsioni qualitative assegnano all’annata valori zuccherini medi, come anche per le sostanze coloranti e aromatiche. Mentre l’annata 2013 si era positivamente risolta con il bel tempo sopravvenuto dalla seconda metà di giugno, quest’anno anche un miglioramento meteo a partire dai prossimi giorni non potrà portare la qualità delle uve su alti livelli, come meriterebbero gli sforzi cui i viticoltori si sono sottoposti in queste settimane. Un’annata, questa del 2014, che per aggressività fungina e piovosità trova simili riscontri solo nel lontano 1995.

Vendemmia difficile sia nelle altre regioni vitivinicole italiane e straniere. Vediamo come si presenta, Provincia per Provincia, il vigneto del NordEst alla vigilia della vendemmia (la Relazione completa è disponibile al seguente link http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=5313, ricordando che nel corso dei lavori sono stati effettuati una serie di collegamenti in videoconferenza con le principali regioni viticole italiane (Piemonte, Toscana, Puglia e Sicilia), oltre a Francia e Spagna, dai quali si conferma che la vendemmia 2014 sarà difficile per tutti. A partire dall’attuale stato sanitario delle uve fino alle rese finali che si annunciano inferiori del 10% alla media, con punte anche superiori.

Belluno. La produzione, salvo imprevisti, sarà più abbondante rispetto allo scorso anno dato che i grappoli si presentano più carichi e rigonfi. Sia per le uve bianche che per quelle nere si stima pertanto un incremento del 15-20% rispetto al 2013. Si deve inoltre tenere in considerazione un ulteriore aumento pari al 16-20% dovuto all’entrata in produzione di nuove superfici vitate.

Padova. Per le uve a bacca nera la produzione è segnalata in tendenziale condizione di stabilità o leggera diminuzione, anche in relazione ai recenti estirpi effettuati. Per le uve a bacca bianca si segnala invece un tendenziale aumento di circa il 5% rispetto al 2013, dovuto all’entrata in piena produzione di nuovi impianti. Salvo calamità meteorologiche e avversità fitosanitarie di fine stagione, a livello provinciale si stima di superare la soglia delle 700 t. Si ricorda che le superfici di recente impianto (ante 2011) riguardano in particolare Glera (ha 1.200), Pinot (ha 300), Moscato Giallo (ha 200) e incidono per poco più di un quarto della superficie vitata complessiva della provincia. Una curiosità: in provincia di Padova sono 25, per una superficie complessiva di 110 ettari, le aziende vitivinicole biologiche aderenti agli impegni del PSR 2007-2013 (Misura 214 – Azione C “Produzione vitivinicola biologica”). Complessivamente la produzione biologica viticola incide per poco più del 4% in termini di superficie e in circa il 3% in termini di produzione.

Rovigo. Nella passata stagione Rovigo è stata l’unica provincia veneta a registrare una riduzione della produzione viticola, calcolata attorno al 20-25%, fatto dovuto sia all’ulteriore estirpo di superfici vitate che ai forti attacchi di peronospora registrati. I nuovi impianti coprono una superficie vitata ancora troppo limitata perché possano incidere sul totale della produzione. Sarà nei prossimi due anni che si potrà vedere un cambio di tendenza, dato che si sta aumentando la superficie vitata provinciale di circa un 10% con acquisti di diritti provenienti da altre Regioni. Per il 2014 è previsto un ritorno alle produzioni normali con un probabile leggero aumento di circa un 5%. Se però le precipitazioni dovessero perdurare anche nel mese di agosto, la qualità delle uve ne risentirà notevolmente.

Treviso. L’epoca di vendemmia si presenta anticipata rispetto alle ultime stagioni, anche se non tanto quanto era stato annunciata a giugno, e questo a causa delle abbondanti precipitazioni e delle temperature non certo elevate delle ultime settimane. Sia in collina che in pianura si prevede una produzione complessiva inferiore di qualche punto percentuale rispetto alla scorsa vendemmia. A seconda delle zone, si prevede infatti una riduzione che va dal 5 al 15% per le uve nere e dal 5 al 10% per le uve bianche. Le flessioni, comunque, saranno compensate in parte dall’incremento di superficie vitata che giustificherà una produzione sostanzialmente in linea con il dato produttivo del 2013. Si stima pertanto una produzione totale provinciale di ql 4.800.000 così distinti:uve bianche ql 3.980.000; uve nere ql 820.000.

Venezia. L’eccessiva piovosità  registrata in questa prima parte dell’estate comporterà probabilmente una diminuzione del grado zuccherino di ½-1° Babo e di conseguenza un aumento dell’acidità. Un cambiamento climatico con innalzamento delle temperature e l’assenza di precipitazioni nel restante mese di agosto potrebbe comunque modificare in maniera sostanziale l’andamento di questa anomala stagione viticola, favorendo il  miglioramento qualitativo del prodotto finale. I nuovi impianti, che entreranno in produzione quest’anno, dovrebbero garantire il mantenimento delle produzioni complessive rispetto alla precedente campagna viticola 2013. Per la provincia di Venezia si può valutare una incidenza della produzione ottenuta con metodi biologici pari al 10-11% sulla produzione complessiva.

Verona. Date le particolari condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato questa prima parte dell’estate, si prevede una riduzione della produzione di uva, anche se in maniera diversa da zona a zona e per varietà. Per quanto riguarda la parte ovest della provincia, in conseguenza delle ripetute grandinate e del clima eccessivamente umido, si prevede un calo della produzione anche fino al 20% relativamente alle varietà precoci. Nelle zone a più alta vocazione viticola, quali le colline, la produzione dovrebbe essere in linea con le annate precedenti. E’ prevista una fertilità minore soprattutto per le varietà autoctone veronesi, mentre nelle uve bianche precoci, dove si sono registrati problemi di fioritura con ritorni di freddo che hanno favorito la colatura e l’acinellatura, si prevede una flessione del 10% circa. La qualità del prodotto sarà con ogni probabilità influenzata negativamente da un andamento climatico eccessivamente umido.

Vicenza. Sulle uve a maturazione precoce vi è generalmente un numero di grappoli inferiore allo scorso anno, anche se si prevede un peso specifico maggiore. In linea generale, si ipotizza un calo di produzione contenuto attorno a -5%. Sui vitigni a bacca nera e su Glera si registra un calo maggiore del numero di grappoli rispetto al 2013, per cui si ipotizza un calo quantitativo del 10/15%. Per la Garganega si prevede un’annata abbondante, simile al 2013. Qualitativamente si ipotizzano migliori le uve a bacca bianca rispetto a quelle a bacca nera. Va infine segnalato che i nuovi impianti entrati in produzione sono circa il 3% del totale della superficie vitata provinciale. La produzione di uva da agricoltura biologica oscilla invece tra l’1% e l’1,5% del totale e risulta essere sostanzialmente invariata negli ultimi anni.

Regione Friuli-Venezia Giulia. Considerando le due varietà più presenti sul territorio regionale (Pinot grigio e Glera), va sottolineato che si era partiti con una bassa fertilità e dunque con meno grappoli sulla pianta. Successivamente, complici le abbondanti precipitazioni, i grappoli hanno aumentato il peso medio. Si stima pertanto una lieve riduzione per alcune varietà a bacca bianca a grappolo compatto nell’ordine del 10%, mentre per le altre la produzione dovrebbe essere in linea con quella degli ultimi anni. L’aumento delle superfici investite a viti e la piena entrata in produzione degli impianti 2011/2012 fanno presupporre un livello produttivo complessivo non inferiore a quello del 2013.

Provincia di Trento. Rispetto al 2013, che va ricordata come l’annata più abbondante degli ultimi anni, nel territorio provinciale di Trento si prevede quest’anno una riduzione complessiva di uva del 10%. Cali più consistenti sono segnalati per le uve a bacca bianca rispetto alle varietà a bacca nera. Va comunque sottolineato che in questi ultimi giorni si assiste ad un incremento del peso medio del grappolo, anche a causa delle frequenti precipitazioni. Dopo le tante piogge registrate finora, sarà dunque fondamentale una seconda parte di agosto all’insegna del bel tempo, come tutti i viticoltori auspicano.

Provincia di Bolzano. Dopo un 2013 caratterizzato da una produzione superiore alla media, la vendemmia 2014 si presenta in calo. In molti vigneti non si raggiunge o si raggiunge a stento l’obiettivo di resa. Sui vitigni abitualmente “ricchi”, come Schiava o Lagrein, bisogna apportare solo qualche modesta correzione. Salta all’occhio il fatto che quest’anno, in quasi tutti i vigneti e quasi tutte le varietà, sul 10-20% dei ceppi il numero di grappoli sia davvero scarso. Inoltre bisogna anche tener conto della loro forte acinellatura. Vediamo come si presentano i diversi vitigni. Schiava. La carica produttiva è nettamente inferiore alla media. Quest’anno solo raramente si trovano due grappoli/tralcio. Come il 2010, anche il 2014 è un’annata con scarsa allegagione. Nel corso delle valutazioni della resa effettuate prima del diradamento e con un numero adeguato di tralci, è possibile una produzione di 130-200 qli/ha. Sono pochi, quest’anno i vigneti la cui resa sarà di 250-300 qli/ha. Lagrein, Cabernet Sauvignon. Quest’anno i grappoli sono generalmente spargoli. Anche in questo caso il numero di grappoli/ceppo è contenuto. Per Cabernet Sauvignon, spesso, rilievi di previsione mostravano valori di 60-90 qli/ha. Per il vitigno Lagrein allevato a spalliera spesso l’obiettivo di resa non viene raggiunto o si rendono necessarie solo scarse correzioni. Se l’allevamento è a pergola, la resa potrà essere leggermente superiore (120-170 qli/ha). Rari invece i vigneti con un potenziale produttivo superiore a 200 qli/ha. Merlot. A fronte delle basse aspettative generali di produzione, la varietà Merlot rappresenta un’eccezione. La carica produttiva è buona ed il diradamento dev’essere marcato. Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio. La carica produttiva dei vitigni Pinot è molto varia. Nei vigneti con modesto sviluppo, i grappoli sono generalmente spargoli e gli obiettivi di resa si raggiungeranno a stento. Nei vigneti con forte vigorìa, la produzione è nettamente maggiore e i grappoli appaiono più compatti. Negli impianti situati a maggiore altitudine, la resa effettiva supera di molto gli obiettivi prefissati. Il numero di acini/grappolo è superiore alla media ed i grappoli si presentano molto compatti. Chardonnay, Müller Thurgau, Silvaner. Anche per questi vitigni la carica produttiva è inferiore alla media. Gli obiettivi di resa potranno, però, essere raggiunti. Anzi, nei vigneti con marcato sviluppo delle viti, le previste rese massime DOC verranno anche superate. Sauvignon blanc, Moscato giallo. Su questi vitigni, quest’anno si trovano grappoli molto spargoli con peso generalmente inferiore alla media. Anche in questo caso la produzione sarà moderata. Si stima che per la varietà Sauvignon la produzione potrà essere di 90-120 qli/ha. Traminer aromatico. Per questo vitigno le stime indicano, per molti vigneti, una produzione intorno agli 80 qli/ha. Ciò significa che spesso gli obiettivi di resa non vengono raggiunti. Il numero di viti con pochi grappoli e acinellati è particolarmente elevato. Il grave attacco di mal dell’esca, verificato su molti ceppi, ha contribuito inoltre a ridurre il potenziale produttivo.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct

Vino. Export del Veneto al 32,8% sul totale italiano nel primo trimestre 2014

bottiglie-di-vino“I dati dell’export vitivinicolo nazionale relativi al primo trimestre di quest’anno confermano il trend ulteriormente in crescita del Veneto, che tra gennaio e marzo ha venduto all’estero vini e mosti per un valore di 375 milioni 348 mila euro, pari al 32,8 per cento del totale nazionale, con un aumento del 6,5 per cento sullo stesso periodo dell’anno passato a fronte di una crescita italiana complessiva del 3,1”. Franco Manzato è abbastanza soddisfatto dell’andamento della bilancia commerciale enologica regionale.

Fenomeno Prosecco. “Abbastanza – aggiunge – perché le insidie del mercato mondiale in questo settore sono tantissime, con crisi di sovrapproduzione in alcuni Paesi e un consumo sostanzialmente stabile. Noi però cresciamo e siamo in linea con l’obiettivo di aumentare il valore delle nostre esportazioni di vino del 30 per cento in tre anni, enunciato in occasione del primo incontro nel contesto del tradizionale “trittico” vitivinicolo dedicato alla vendemmia per l’anno corrente”.“Il 2013 aveva confermato il primato veneto nell’export con il 31,5 per cento del totale italiano, per un valore di quasi un miliardo 588 milioni euro di valore sul complesso nazionale di circa 5 miliardi e 39,5 milioni. Il dato più recente ci fa sperare bene, consapevoli come siamo di avere alcune tra le carte migliori del mondo da giocare sui mercati vecchi e nuovi, a partire dal fenomeno Prosecco, che di fatto è il vino che sta conoscendo la maggiore crescita di apprezzamento al mondo. Questi numeri, uniti alle positive valutazioni date dalla Corte dei Conti europea sulla qualità del nostro modo di investire i fondi comunitari al settore – conclude l’assessore – sono un ottimo viatico per guardare al futuro con ottimismo”.

Fonte: Regione Veneto

E’ mancato Dino Marchi, già presidente AIS Veneto

 

Dino Marchi

Dino Marchi

Ciao Dino sei stato un grande AMICO”. Queste le parole di commiato, a cui si associa l’ARGAV, della segretaria Mirka Cameran Schweiger, sommelier AIS, alla notizia della scomparsa di Dino Marchi, 65 anni, dal 2006 al 2013 presidente AIS Veneto, oggi presieduta da Marco Aldegheri.

Marchi è mancato do­me­ni­ca 27 luglio sera nel­la sua casa di Mon­te­bel­lu­na (TV), dopo lunga malattia. Con lui, il mondo del vino perde uno dei più brillanti interpreti di una professionalità che ha fatto grande il settore vivitinicolo, comparto produttivo tra i più rilevanti per la nostra Regione.

 

 

12 agosto 2014. a Legnaro (PD) le previsioni vendemmiali 2014 nel Veneto, nel Nord Est, in Italia e in alcuni Paesi dell’UE

1129110074_vendemmiaMartedì 12 agosto (ore 10.00-12.00), si terrà a Legnaro (Pd), il tradizionale appuntamento di Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto dedicato alle previsioni della vendemmia.

Secondo focus del Trittico Vitivinicolo. L’incontro é promosso in collaborazione con Regione Veneto, Avepa, CRA-Vit di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento. Nell’occasione saranno presentati i dati quantitativi e qualitativi di previsione della vendemmia nel Veneto e nel Nord Est, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Com’è ormai consuetudine, non mancherà uno sguardo – grazie a dei collegamenti in videoconferenza – alle previsioni vendemmiali nelle altre principali regioni viticole d’Italia ed europee. Per informazioni, contattare la Redazione (europedirect@venetoagricoltura.org; 049 8293716).

Fonte: Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto

Enologia e ricerca. Un lievito autoctono per il Lison Docg

Docg LisonCon lo scopo di rafforzare l’identità del vino Lison classico Docg, l’Università di Padova in collaborazione con Veneto Agricoltura e il Consorzio Vini Venezia, ha svolto una ricerca per la selezione di lieviti autoctoni nell’area della Dogc Lison.

Lieviti specifici per la varietà Tocai. Il progetto, durato quattro anni, è iniziato con un capillare campionamento per la raccolta di grappoli d’uva e porzioni di tralcio nei vigneti della varietà Tocai. Dalla ricerca è emerso che esistono le basi genetiche per poter affermare che i lieviti isolati nella Docg Lison sono specifici e associati unicamente alla varietà Tocai e che ne esaltano le caratteristiche varietali.

Fonte: Consorzio Vini Venezia