• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Contraffazione, bloccata vendita finto prosecco alla spina in punti vendita e siti web inglesi

proseccoIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che grazie all’intervento immediato dell’Ispettorato repressioni frodi – ICQRF si è intervenuti bloccando la vendita di finto Prosecco Dop in numerosi punti vendita, catene distributive e siti web in Gran Bretagna.

Lo scorso 22 gennaio, il Department for Environment Food and Rural affairs – DEFRA ha infatti comunicato ufficialmente di aver effettuato decine di controlli nel Regno Unito a seguito delle segnalazioni dell’ICQRF alle autorità britanniche relative alla vendita illecita di finto ‘Prosecco Dop’ alla spina.

Italia prima in Europa nella tutela del settore agroalimentare. “Ringrazio le autorità britanniche – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – per aver bloccato in molti locali una frode come la vendita del Prosecco alla spina. Il nostro Ispettorato repressione frodi aveva già da tempo segnalato queste infrazioni rispetto alle nostre denominazioni vinicole e ha ancora una volta dimostrato la nostra capacità di intervenire a tutela dei prodotti italiani anche fuori dai confini e sul web. Queste operazioni ci dimostrano ancora una volta quanto sia efficace ed autorevole il nostro sistema di controlli che, non a caso, viene preso a modello da molti Paesi. Siamo primi in Europa nella tutela del settore agroalimentare, solo nel 2014 parliamo di oltre 100mila verifiche sul territorio nazionale a cui dobbiamo aggiungere anche quelle all’estero. Dobbiamo continuare su questa strada per mantenere alto il livello qualitativo dei controlli”.

A marzo, a Lodi si parlerà di contraffazione agroalimentare. “Con il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare, che stiamo organizzando in vista di Expo 2015 il prossimo marzo al Parco tecnologico padano di Lodi – ha aggiunto Martina -, intendiamo fare un ulteriore salto di qualità, coinvolgendo le autorità e i principali soggetti che si occupano della lotta agli illeciti a livello internazionale. Il Made in Italy, che vede nelle Dop e nelle Igp la massima espressione della sua straordinaria qualità, deve essere sempre più tutelato e difeso da tutte le frodi che creano danni enormi ai nostri imprenditori sia in termini di immagine che economici”.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

31 gennaio-1 febbraio 2015, a Verona va in scena la vigna italiana che vende di più nel mondo

uvaDa uva a bene rifugio, da vitigno a riparo anticrisi: la Valpolicella con il suo Amarone – che si appresta a presentare in anteprima l’annata del 2011 (Verona, 31 gennaio e 1 febbraio) – è il vigneto più prezioso d’Italia.

I primati della Valpolicella. I 7.435 ettari vitati, secondo lo studio 2014 di Assoenologi, valgono infatti complessivamente circa 4mld di euro, una cifra che non ha eguali tra le altre denominazioni italiane di vino rosso. Il valore, cresciuto di 200mln di euro negli ultimi 5 anni, è il risultato della media attribuita da Assoenologi per ogni ettaro di Valpolicella – 530/550mila euro – che supera altri grandi Rossi made in Italy, come quelli di Montalcino, Chianti, Barbaresco e Barolo (ad esclusione della sotto zona di Cannubi). Altro primato nazionale della Valpolicella è il valore della produzione del proprio vino: 550mln di euro nel 2013 (di cui 325mln solo per l’Amarone), tra Amarone, Valpolicella, Ripasso e Recioto. Nel complesso la terra dell’Amarone, produce circa 60mln di bottiglie per l’80% destinate all’estero e una percentuale altissima – secondo Ismea – di prodotto imbottigliato/certificato (96,75).

Denominazione o brand? Per Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella: “Al potenziale valore complessivo del nostro vigneto, già di per sé altissimo, occorrerebbe aggiungere un valore ancor più in ascesa. Si tratta di quello, intangibile, dato dal brand di qualità che si sono costruite le nostre produzioni, Amarone in primis. E’ su questo asset che stiamo lavorando per far crescere l’immagine del nostro territorio in tutto il mondo”. Alla 12^ edizione di Anteprima Amarone, organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella con il supporto della Camera di Commercio di Verona, l’annata 2011 – che si presenta come una grande annata – sarà proposta da 64 aziende mentre il convegno inaugurale si concentrerà sulle dinamiche internazionali del re dei Rossi della Valpolicella. Attesi per il 31 gennaio decine di giornalisti e winelover provenienti da tutto il mondo e per l’occasione anche il centro della città di Verona renderà omaggio all’Amarone, con ricette dedicate nei ristoranti e bottiglie delle aziende partecipanti all’Anteprima nei principali negozi. Il pubblico potrà visitare Anteprima Amarone 2011 (Verona, Palazzo della Gran Guardia) sabato 31 gennaio dalle 16 alle 19 e domenica 1 febbraio dalle 10.00 alle 18.00 (ingresso a pagamento euro 30).

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Scoprire il territorio del Prosecco, anche nel 2015 tante le visite guidate in programma a “Weekend in Cantina”

Degustazione Conegliano ValdobbiadeneL’Associazione Strada del Prosecco rinnova anche per il 2015 l’iniziativa “Weekend in Cantina“, dedicata a coloro che desiderano degustare le produzioni vinicole delle colline trevigiane: non solo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e Cartizze Docg ma anche il Bianco e Rosso dei Colli di Conegliano Docg, i passiti Docg Refrontolo e Torchiato di Fregona e l’autoctono Verdiso Igt. Un’opportunità per conoscere da vicino una territorio unico, già inserito nella ‘Tentative List’ UNESCO, ricco di tesori culturali ed artistici, ottima cucina ed ospitalità. ‘Weekend in Cantina’ prevede alcune cantine aperte ogni weekend con la possibilità di visite guidate e degustazioni. Gli interessati sono tenuti a prenotarsi contattando direttamente la cantina entro il venerdì precedente la visita alle ore 12,00.  Le date 2015 delle visite alle cantine sono consultabili anche on line.

Fonte: Strada del Prosecco

 

 

Vino. Cantine italiane sempre più 2.0, la rete non è più un tabù

Wine2wine

credits: wine2wine

Sito internet, Facebook, Twitter ma anche Pinterest e Youtube. La rete non è più un tabù per le cantine italiane che si scoprono sempre più 2.0 e connesse con il mondo intero H24. È la sintesi della ricerca “Le imprese vitivinicole italiane e il web”, condotta da BeSharable e presentata a wine2wine (dicembre 2014), il primo forum di Veronafiere-Vinitaly dedicato al business del settore vitivinicolo.

I risultati della ricerca. Secondo l’indagine, realizzata su 3.439 imprese del settore, il 94% delle cantine dispone di un sito internet, supportato dalla presenza sui social, in primis Facebook che cattura il 73% dei profili aziendali, confermandosi il canale più utilizzato anche per il marketing.  Tra gli altri strumenti utilizzati è Twitter a primeggiare con il 30% delle cantine che ‘cinguettano’, subito seguito da Instagram, l’applicazione di condivisione delle immagini nata nel 2010, che raccoglie il 16% delle imprese italiane del vino.  Tra i prodigi della rete anche l’upgrade linguistico del vino italiano che ora comunica anche in inglese per il 96% del panel. E se lingue europee, in rete, vanno per la maggiore (in aggiunta all’italiano e all’inglese), non è così per quelle dei mercati obiettivo del settore. Infatti solo il 6% delle aziende comunica in cinese, mentre il russo si deve accontentare di appena un 3 per cento.

Fonte: Veronafiere

 

31 gennaio e 1 febbraio 2015: con lo sguardo rivolto ad Expo, a Verona si tiene Anteprima Amarone 2011

anteprimaAmarone2011bannerSarà la grande annata 2011 la protagonista dell’edizione di Anteprima Amarone, l’evento di punta del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, in programma il 31 gennaio e 1 febbraio 2015 al Palazzo della Gran Guardia di Verona.

Expo 2015, occasione per scoprire il territorio italiano. L’appuntamento con il Grande Rosso si arricchisce inoltre di un’ulteriore valenza: in virtù della stretta relazione con il territorio della Valpolicella che gli dà i natali, Anteprima Amarone si inserirà nell’iniziativa “Dall’EXPO ai Territori”, che vede come capofila la Regione Veneto ed è promossa dal Ministro per la Coesione Territoriale allo scopo di sottolineare una peculiarità tutta italiana, che abbina la cultura in senso artistico e paesaggistico con il patrimonio gastronomico ed enologico che delle varie zone è espressione autentica e genuina. La centralità del territorio, la relazione con la cultura e la qualità della vita che nell’Amarone trovano piena sintesi, caratterizzandolo come espressione paradigmatica della terra da cui trae origine, invitano a farne la scoperta attraverso diversi percorsi, geografici e sensoriali nel contempo, in tandem con la cucina tipica veronese.

Il convegno di apertura. Argomenti che saranno al centro del convegno inaugurale, moderato dalla giornalista e scrittrice Camilla Baresani, a cui interverrà il presidente del Consorzio, Christian Marchesini e avrà ampio spazio la relazione sulle “Dinamiche Internazionali del Valore dell’Amarone della Valpolicella”, a cura di Bettina Campedelli, del Dipartimento Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona. Immancabile la presentazione della sorprendente annata 2011, a cura di Diego Tommasi, del Cra di Conegliano. I giornalisti potranno verificare quanto e come il territorio influenzi la personalità dell’Amarone mettendone in risalto l’evoluzione fra moda e tradizione, evidenziando i diversi stili di produzione impressi dei produttori, che con passione e competenza hanno determinato il successo dell’Amarone, facendolo amare a livello internazionale e mantenendo un livello qualitativo eccellente.

Luogo e orari ingresso. Anteprima Amarone 2011 si svolgerà presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona. Grazie alla sinergia con Confcommercio Verona, negozi e ristoranti del centro saranno coinvolti attraverso l’esposizione in vetrina di bottiglie delle aziende partecipanti, che saranno parte integrante dell’allestimento unitamente ad un pannello con l’immagine di Anteprima Amarone. I ristoranti sono invece chiamati a realizzare delle cene a tema con un menù ad hoc, “targato” Anteprima, e i piatti abbinati all’Amarone Docg fornito dalle aziende. Il pubblico potrà visitare Anteprima Amarone sabato 31 gennaio dalle 16 alle 19 e domenica 1 febbraio dalle 10.00 alle 18.00 (ingresso a pagamento euro 30) su invito, da richiedere a info@consorziovalpolicella.it

Produttori partecipanti. 1) Accordini Stefano. 2) Albino Armani. 3) Aldegheri. 4) Aldrighetti Luigi, Angelo e Nicola – Le Bignele. 5) Benedetti Corte Antica. 6) Bennati. 7) Bertani. 8) Bolla. 9) Bottega. 10) Buglioni. 11) Ca’ Botta. 12) Ca’ Dei Frati. 13) Ca’ La Bionda. 14) Ca’ Rugate. 15) Giuseppe Campagnola. 16) Cantina di Soave. 17) Cantina Valpantena Verona. 18) Cantina Valpolicella Negrar. 19) Cesari. 20) Corte Archi. 21) Corte Figaretto. 22) Corte Lonardi. 23) Corte Rugolin. 24) Corte San Benedetto. 25) Corte Sant’Alda. 26) Dal Bosco Giulietta. 27) Damoli Bruno. 28) Falezze di Luca Anselmi. 29) Farina. 30) Fasoli Gino. 31) Flatio. 32) Gamba. 33) Guerrieri Rizzardi. 34) La Collina dei Ciliegi. 35) La Dama. 36) Latium. 37) Le Marognole. 38) Massimago. 39) Monte del Fra’. 40) Monteci. 41) Montezovo-Cottini. 42) Giacomo Montresor. 43) Novaia. 44) Pasqua Vigneti e Cantine. 45) Recchia. 46) Roccolo Grassi. 47) San Cassiano. 48) Santa Sofia. 49) Santi. 50) Sartori. 51) Scriani. 52) Secondo Marco. 53) Tenuta Chiccheri. 54) Tenute Salvaterra. 55) Tenuta Santa Maria Valverde. 56) Tenute Ugolini. 57. Terre di Leone. 58) Tezza-Viticoltori in Valpantena. 59) Tinazzi. 60) Valentina Cubi. 61. Vigneti Villabella. 62. Villa Canestrari. 63) Pietro Zanoni. 64) Zonin.

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella

Feste natalizie, 1 consumatore su 3 non rinuncia allo spumante, ma in 6 anni calo dei consumi del 45 per cento

bollicine-italiane-150x150“Siamo in stagnazione consolidata, ovvero una ridimensione della vita e della spesa quotidiana”, questo in sintesi il commento di Giampietro Comolli, presidente di OVSE (Osservatorio Economico Nazionale dei mercati e consumi vini e vini spumanti), sui consumi delle feste 2014-2015.

Calo del 45% in sei anni. A fine anno alla bottiglia di spumante non si rinuncia, ma sono lontani i tempi delle 91 milioni di bottiglie stappate durante le feste nel 2008-2009. Si stima che, tra Natale e Capodanno 2014-15, saranno stappati meno di 50 milioni di tappi made in Italy, valore al consumo intorno a 420 milioni di euro (identico al 2013). In calo anche il consumo di Champagne, intorno a 2,4 milioni di pezzi compresi i regali (calo del 30% rispetto agli anni d’oro).

Consumi per tipologia. Buoni segnali per i topwine Franciacorta (in crescita), il Valdobbiadene docg e il Cartizze docg selezionati e particolari, dopo anni di crescita continua, consolidano le posizioni. Il crollo si manifesta nelle tipologie meno note, meno reclamizzate, meno sostenute con continuità, regolarità e dettaglio e con prezzi intermedi. Vanno bene i Franciacorta intorno a 20-25 euro e i Cartizze a 12-15 euro, cali evidenti per la fascia generica fra 8-16€. Stabile il consumo di bottiglie fra 4-8 euro sullo scaffale. In calo anche i regali di più bottiglie, a favore delle confezioni miste. Lievissimo calo per le etichette di grandi Champagne. Export: il cult per le bollicine tricolori è ancora alto e sempre in crescita di posizione e livello. Da 14 anni a questa parte, le bottiglie delle feste sono passati da 90 milioni a 170 milioni, oltre ad un maggiore consumo spalmato nei 12 mesi.

Fonte: OVSE

E’ veneto il miglior sommelier AIS d’Italia 2014

Ottavio VendittoOttavio Venditto è il vincitore del concorso Miglior Sommelier AIS d’Italia – Premio Franciacorta 2014. Il giovane sommelier, padovano di nascita e veneziano d’adozione, fa parte della Delegazione AIS di Venezia e ha conquistato il titolo nazionale e l’ambito tastevin tricolore, superando in finale Valentina Merolli Porretta e Luca Degl’Innocenti, rispettivamente seconda e terzo in classifica.

La prova. Venditto, vent’otto anni e sommelier del Ristorante La Tavernetta al Lido di Venezia, si è imposto sugli altri due finalisti in una sfida appassionante svoltasi a Milano presso il Westin Palace Hotel. Dopo la selezione iniziata in mattinata, i tre si sono misurati in una serie di impegnative prove: la degustazione, la descrizione organolettica e il riconoscimento di tre vini; la degustazione, la decantazione e il servizio di un vino rosso; l’accoglienza dei clienti e la presa dell’ordine in lingua straniera (in inglese o in francese, a scelta dei singoli); un abbinamento cibo-vino, motivandone la scelta; una prova di comunicazione a partire da una traccia assegnata dalla commissione giudicante. Ottavio Venditto, già vincitore del Master of Friulano nel 2012, conclude un anno magico che l’ha portato in pochi mesi a conquistare il Master del Sangiovese, il Nebbiolo Master e il titolo nazionale.

Fonte: AIS

Grappa e accise, nuovi aumenti in vista nel 2015

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo

A partire dal 1° gennaio 2015 si profilano nuovi aumenti dell’accisa sugli alcolici: partendo da ottobre 2013, si tratta del quarto incremento della fiscalità per gli imprenditori del settore e l‘Istituto Nazionale Grappa non ci sta.  Il presidente di ING, Elvio Bonollo, intervenuto ieri all’incontro organizzato da AssoDistil e Federvini presso le Distillerie Franciacorta di Borgonato di Cortefranca, si è unito al coro di protesta di chi sostiene che con questi provvedimenti si vadano a colpire non solo prodotti tipici del made in Italy, ma anche i territori in cui tali produzioni di eccellenza sono radicate.

Contrazione dei consumi. “La nostra acquavite di bandiera – ha commentato Bonollo – già provata dalla situazione economica generale, in poco più di un anno è stata pesantemente penalizzata con politiche fiscali miopi e sciagurate che in più riprese hanno incrementato l’accisa di circa venti punti percentuali: qualcosa che non si era mai visto nella storia del nostro settore. A decorrere da inizio del prossimo anno è previsto un ulteriore aumento che porterà l’incremento complessivo da ottobre 2013 a circa 30 trenta punti percentuali sul quale – vale la pena ricordarlo –  graverà anche l’IVA del 22%. Tradotto in termini concreti, vi sarà un ulteriore aumento dei prezzi che condurrà ad una ennesima contrazione dei consumi con un effetto complessivo di riduzione del gettito totale incamerato dallo Stato. Continueremo a ribadire che si tratta di una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori dal momento che, lo confermano i dati storici, aumenti d’accisa determinano inevitabilmente contrazioni dei consumi”.

Influssi negativi sull’occupazione. Secondo i dati dell’Osservatorio Congiunturale Format, infatti, nel terzo trimestre dell’anno le aziende attribuiscono il calo del fatturato nell’80% dei casi alla crescita delle accise. Con questo quarto “balzello” previsto per il 1° gennaio 2015, la tassazione sugli spiriti arriverà a quota +30% e ciò potrebbe avere un impatto negativo anche sul fronte occupazionale, in quanto si potrebbero perdere oltre 6.700 posti di lavoro, soprattutto nelle zone per tradizione vocate a distillati e liquori come Piemonte, Lombardia, Veneto o Friuli Venezia Giulia. Se poi si considera che più del 70% delle vendite di grappa avvengono sul mercato nazionale si possono facilmente intuire gli effetti di questo ennesimo pesantissimo aumento sul settore della grappa, composto da aziende medio piccole, in gran parte a conduzione famigliare.

Tensione finanziaria. “Da un lato – ha ripreso Bonollo – la contrazione dei consumi determinerà una perdita di fatturato, gravando sugli equilibri economici delle grapperie, dall’altro l’ulteriore aumento del valore dell’accisa, che le aziende si trovano per lo più costrette ad anticipare allo Stato rispetto al momento dell’incasso dai clienti, comporterà un innalzamento della tensione finanziaria già alimentata dai ritardi nei pagamenti dovuti alla situazione congiunturale. E’ chiaro – ha aggiunto – che la combinazione dei due fattori economico e finanziario sopra evidenziati, in una situazione generale di già con diffusa difficoltà, rischia di essere fatale per molte realtà che pur non vantando grosse dimensioni, hanno comunque un impatto diretto ed indiretto sull’occupazione e sono, soprattutto, custodi di quella importante tradizione e di quell’esperienza, creata nel corso di generazioni di vite spese in duro ed appassionato lavoro in distilleria. Quel knowhow che ha consentito di creare la grappa e di perfezionarla nel tempo sino a farla diventare la nostra acquavite di bandiera”.

Inestimabile patrimonio di conoscenza. Oltre al danno economico infatti, si rischia di perdere irrimediabilmente una fetta significativa dell’inestimabile patrimonio di conoscenza che sta alla base della grappa, della sua inimitabile “italianità” e del suo grande valore sensoriale: non è accettabile che tanta tradizione, tanta esperienza, tanta capacità imprenditoriale che hanno saputo nascere e svilupparsi in aziende sane che non hanno badato a risparmiarsi e che si sono difese ed evolute nel corso di secoli, superando crisi economiche ed eventi bellici, possano finire per essere distrutte da politiche fiscali fini a se stesse in quanto inefficaci nel produrre i risultati in termini di aumento del gettito complessivo. “Ci siamo battuti e ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare questo ennesimo ingiusto e sciagurato aumento – ha concluso Bonollo –  andiamo innanzi uniti, contrapponendo a tanta miopia il grandissimo valore culturale che la grappa riesce a trasmettere grazie alla propria storia, alla peculiarità del proprio carattere ed alla sua capacità di poter appassionare e diffondere un modello di consumo qualitativo attento e consapevole che la sua stessa natura impone per poter essere pienamente compresa e goduta”.

Fonte:  Istituto Nazionale Grappa

Vignaioli indipendenti Fivi pronti alla disobbedienza civile per difendere il diritto a comunicare il territorio

Fivi_1Dal 1 gennaio 2015 i soci FIVI, si autodenunceranno se non verrà modificata la norma che impedisce di indicare nella comunicazione aziendale il territorio di appartenenza. Mettere il territorio italiano in bottiglia ma non poterlo comunicare equivale ad essere ambasciatori che non possono nominare la propria patria. I Vignaioli indipendenti sono pronti ad un’azione forte per ottenere la modifica della norma contenuta nel Regolamento Europeo 1308/2014 e accolta dal Testo Unico della vite e del vino che, equiparando l’etichetta ai materiali di comunicazione aziendale, vieta alle imprese del settore vitivinicolo di riportare su questi ultimi la propria regione di appartenenza.

La norma. L’Art. 53 (Titolo III) del Testo Unico della vite e del vino legifera sull’Impiego delle denominazioni geografiche nella comunicazione aziendale. Il 18 giugno scorso, nell’audizione presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, FIVI ha ribadito la necessità di distinguere, come non fa il legislatore europeo e di conseguenza quello nazionale, tra etichettatura vera e propria e informazioni equiparate all’etichettatura, per le quali il rischio di creare confusione nei consumatori è molto inferiore. L’interesse a proteggere dalle usurpazioni le DO e le IG non può portare al PARADOSSO per cui, allo stato attuale, un’azienda non può indicare nei propri materiali di comunicazione (siti internet, brochure, cataloghi, etc.) la REGIONE dove ha sede.

Le sanzioni
. In questo momento sono passibili di sanzioni tutte le aziende che riportano sui loro materiali di comunicazione, dai siti internet alle brochure ai cataloghi dei prodotti ai cartoni personalizzati, il nome della loro regione di appartenenza, se questo coincide con una DO o una iG non prodotta dall’azienda. In Piemonte, per questa ragione, si è già verificato il caso di pesanti sanzioni economiche, che nulla hanno a che fare con la vera tutela delle DO e IG italiane: un produttore di Barolo, quando indica come sede aziendale la regione delle Langhe in Piemonte, non usurpa né Langhe né Piemonte,ma semmai onora queste denominazioni.

 Non è accettabile che, ancora una volta, la burocrazia imponga assurdi costi alle imprese che lottano ogni giorno per la propria sopravvivenza, a fronte non di un beneficio ma addirittura di un danno. Per questo, Fivi chiede che entro il 31 dicembre 2014 tale norma venga modificata.

L’azione. 
Se da parte delle autorità italiane non saranno intraprese azioni idonee a cambiare lo stato delle cose, i vignaioli associati a Fivi sono pronti ad autodenunciarsi, agendo concretamente e coscientemente in violazione della legge: dal 1 gennaio 2015 pubblicheranno in grande evidenza sui loro siti aziendali la loro regione di appartenenza. Rischiando quindi le sanzioni. Accorata la dichiarazione del presidente Matilde Poggi: “È un’azione forte ma sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce per tutelare gli interessi di tutti i vignaioli italiani. I nostri vini sono i portavoce delle zone viticole di tutta Italia, sono il frutto del nostro impegno quotidiano a valorizzare, promuovere e custodire il paesaggio, sono messaggi in bottiglia che parlano a tutto il mondo del nostro paese. Insieme a tutti i nostri colleghi produttori del comparto agroalimentare nazionale siamo ambasciatori della nostra terra; come possiamo raccontarla al mondo senza nemmeno poterla citare?”

29-30 novembre 2014, la fiera-mercato. Chi desidera, potrà incontrare i vignaioli indipendenti e assaggiare i loro vini in occasione della fiera-mercato organizzata per la 4^ edizione da Fivi in collaborazione con Piacenza Expo alla la Fiera di Piacenza (adiacente l’uscita di Piacenza Sud). Ben 265 saranno i vignaioli indipendenti presenti da 19 regioni. I visitatori potranno degustare centinaia di vini artigianali, la maggioranza da vitigni autoctoni, e li potranno acquistare direttamente da chi li produce. L’elenco completo degli espositori è consultabile QUI

Fonte: FIVI

Vendemmia 2014, prezzio stazionari o in ribasso

vendemmia-grappoliLa difficile vendemmia 2014, caratterizzata da un andamento climatico estivo particolarmente umido e piovoso che ha creato non pochi problemi alla gestione dei vigneti, è risultata deludente non solo dal punto di vista produttivo (Veneto Agricoltura e Assoenologi stimano un calo del 10-15%), ma anche dal punto di vista commerciale.

Prezzi, trend stazionario se non al ribasso. Gli esperti di Veneto Agricoltura hanno valutato le quotazioni delle uve presso le Camere di Commercio di Verona, Padova e Treviso; l’analisi mette in evidenzia un andamento generalmente stazionario o al ribasso, in cui solamente alcune varietà hanno beneficiato di un significativo incremento di prezzo. La media calcolata per tutte le tipologie di uva considerate, quotate presso le Borse merci, risulta in calo del 6% rispetto al 2013, già a sua volta cedente dopo 3 anni di incrementi.

I prezzi nella Marca. Il calo più evidente lo si osserva a Treviso (-8% in media) dove quasi tutte le tipologie di uva presentano quotazioni al ribasso rispetto all’anno precedente. Tra queste spiccano le flessioni intorno al -30% di Pinot grigio (sia DOC che IGT), Verduzzo IGT, Tocai IGT e Pinot nero IGT. In positivo invece l’andamento di alcune tipologie di Glera, vitigno dalle cui uve si ottiene il principale prodotto enologico del territorio, il Prosecco. Le uve di Glera atte a DOCG (Prosecco Superiore di Conegliano-Valdobbiadene e Cartizze) registrano un aumento di prezzo del 2% e del 10%, mentre la Glera IGT del 10%. In calo invece la Glera per Prosecco DOC (-8%) e quella da supero IGT (-15%).

A Verona la flessione dei prezzi delle uve si attesta al 6% e ha riguardato le uve per vini da tavola, IGT e della DOC Valdadige. Anche a Verona i ribassi più rilevanti sono stati registrati per il Pinot grigio, sia DOC (-27%) che IGT (-30%), mentre sono risultate sostanzialmente stabili le quotazioni delle DOC Bardolino, Valpolicella, Custoza e Soave. In leggero aumento i prezzi delle uve di Recioto e Amarone (+5%).

Le quotazioni alla Borsa merci di Padova, mediamente inferiori di circa il 30% a quelle di Verona e Treviso, indicano un decremento medio del 4% rispetto all’anno precedente, con andamenti piuttosto diversi in base alla tipologia. Anche in questo caso il ribasso più rilevante riguarda il Pinot grigio (-26%), mentre tra le uve IGT risultano al rialzo Glera (+13%) e Rabosa (+14%). Aumenti significativi, intorno al 20%, si osservano per le uve atte alla produzione dei rossi DOC Colli Euganei, mentre quelle utilizzate per la produzione dei bianchi DOC Colli Euganei e del Fior d’Arancio DOCG registrano una variazione moderatamente negativa, tra il 5 e il 10%. Per scaricare le tabelle con i prezzi delle uve 2014 clicca qui.

Fonte: Veneto Agricoltura