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Prati stabili devastati dai bruchi, un flagello per l’agricoltura nell’Alta Padovana

Un flagello: così gli agricoltori dell’Alta Padovana definiscono l’invasione di bruchi su centinaia di ettari di prati stabili. Il Comune più colpito è San Pietro in Gù, specialmente nel quadrante settentrionale, ma il fenomeno si sta allargando a macchia d’olio anche nei centri vicini dell’Alta Padovana. Cresce pertanto di giorno in giorno l’allarme fra gli agricoltori che vedono i propri prati letteralmente “bruciati” dal passaggio devastante dei bruchi, mai così tanti come in questi giorni. Coldiretti Padova sta seguendo l’evoluzione insieme a Coldiretti Vicenza attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, dal Servizio Fitosanitario Regionale a Veneto Agricoltura, e si fa portavoce della preoccupazione di tanti agricoltori che, oltre a fare i conti con le perdite di foraggio di questi giorni, temono per il raccolto della prossima primavera.

Il bruco che sta divorando i prati stabili è una larva di lepidotteri, come la nottua, che grazie al caldo anomalo e persistente di questi mesi si è diffusa e moltiplicata rapidamente tra le province di Vicenza e Padova, in particolare, dove c’è la più alta concentrazione di prati stabili. “Questi bruchi attaccano le graminacee – afferma Maurizio Canton, imprenditore e componente della giunta di Coldiretti Padova – delle quali non si limitano a mangiare l’apparato fogliare ma fanno morire anche le radici sottostanti. Così nel giro di pochi giorni il prato si secca. L’unica soluzione è riseminare il prato ma il rischio è che, soprattutto se le temperature continueranno a rimanere sopra la media, i bruchi arrivino ancora. Siamo preoccupati per la prossima primavera perché se il problema non verrà risolto ci troveremo senza raccolto e senza foraggio per le nostre stalle. Qualche anno fa, sempre dopo un’estate particolarmente calda, si era già verificato un simile fenomeno ma questa volta ha raggiunto dimensioni notevoli, dagli effetti devastanti per i nostri prati”.

Coldiretti Padova sta raccogliendo le segnalazioni degli agricoltori, sempre più numerose e allarmate, e si sta confrontando con le istituzioni sia per informare gli imprenditori che per mettere a punto un’azione efficace che consenta di salvare i prati stabili e il lavoro delle imprese agricole. “Ormai passiamo di emergenza in emergenza – ricorda Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – e l’agricoltura è sempre il settore più esposto, con i nostri imprenditori costretti a pagare un prezzo troppo alto. Le grandinate, il vento forte la siccità, ma anche l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia, insieme agli effetti della speculazione sui prezzi: gli agricoltori si trovano sempre nell’occhio del ciclone ma non possono essere lasciati soli. A pesare – conclude Lorin – sono soprattutto gli effetti del cambiamento climatico, mai così evidenti come negli ultimi anni. Tra questi rientra anche l’invasione dei bruchi che sta mettendo in crisi le aziende e gli allevamenti dell’Alta Padovana. Per questo attendiamo risposte urgenti dalle istituzioni e indicazioni operative dai tecnici per arginare il fenomeno e salvare il raccolto della prossima primavera”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Padova

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