
Nel mondo si conoscono circa 25.000 specie di api, 1054 soltanto in Italia, e insieme agli altri insetti impollinatori, garantiscono la riproduzione di gran parte della flora terrestre. Da qui parte il seminario di Paolo Fontana, ricercatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento), naturalista, entomologo, apidologo, apicoltore, scrittore, divulgatore e premio Argav 2017, che mercoledì 28 ottobre dalle 17:30 alle 19, rinnova l’appuntamento con “Bee&Green”, il ciclo di incontri a ingresso libero dedicato al verde urbano e periurbano e alla tutela degli insetti impollinatori.
Dalla riproduzione della flora terrestre alla nascita della metallurgia, fino al modello sociale che per secoli ha ispirato filosofi e scienziati: Paolo Fontana racconta come l’ape mellifera abbia accompagnato il cammino dell’uomo per almeno cinquemila anni. Quando si parla di api spesso ci si riferisce ad una sola specie e cioè l’ape mellifera ma le api sono tante. Se ne conoscono circa 25.000 specie a livello mondiale, in Europa circa 2.000 ed in Italia ad oggi le specie note sono 1054. Le api, ovvero gli Apoidei antofili, assieme a molti altri insetti sono fondamentali per la conservazione degli equilibri naturali dal momento che con la loro azione di impollinazione garantiscono la riproduzione di una grande parte della flora terrestre.
L’ape mellifera è gestita dall’uomo da diversi millenni (almeno 5 o 6) e questo insetto ha accompagnato quindi la storia dell’uomo per un lungo tratto contribuendo non solo al suo sostentamento e benessere attraverso i suoi prodotti come miele e propoli, ma ha contribuito anche al progresso tecnologico dal momento che la metallurgia si è basata sin dalle sue origini in larga parte sulla tecnica della cera persa. Ma l’ape mellifera, grazie soprattutto alla sua straordinaria organizzazione sociale, ha costituito anche un modello morale o addirittura spirituale nel corso dei secoli. Meno noto è poi il fatto che l’ape mellifera abbia accompagnato lo sviluppo della scienza dalle sue origini ai giorni nostri ( al termine di ogni incontro viene rilasciato, su richiesta, un attestato di partecipazione; ai Dottori Agronomi e ai Dottori Forestali sono inoltre riconosciuti i crediti formativi professionali).
Fonte: Biblioteca internazionale La Vigna
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