• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Drosophila suzukii su vite, se ne parla l’8 febbraio 2014 a Fieragricola (Verona, 6-9/2)

SuzukiiDrosophila suzukii è un problema reale in vigneto? Certamente la vite non è l’ospite preferito dell’insetto che, infatti, finora non ha determinato danni economici rilevanti. Tuttavia la preoccupazione tra i viticoltori è elevata e il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella in seno a Fieragricola 2014 ha voluto organizzare un convegno per fare il punto della situazione, che si terrà sabato 8 febbraio dalle ore 10:30 alle ore 13:30 presso il Centro Congressi Europa – Sala Salieri (piano -1).

La diffusione dell’insetto. Dopo i primi ritrovamenti ufficiali del 2009 in Trentino, Drosophila suzukii si è diffusa con estrema rapidità tanto sul territorio nazionale, arrivando a interessare a tutt’oggi ben 12 regioni, che in quello dell’Europa Centrale, dove è presente in 13 Paesi.  E’ estremamente polifaga: attacca i frutti prossimi alla maturazione di molte specie, quali piccoli frutti, ciliegio e altri fruttiferi, ma è stata segnalata anche su uva da vino in alcune realtà viticole italiane ed europee.  “Dalle prime esperienze – rassicura Luisa Mattedi della Fondazione E. Mach di San Michele all’Adige (Trento) – sembra comunque che l’uva non rappresenti il frutto preferito da questo moscerino e infatti non si assiste al disfacimento tipico dei frutti di altre colture anche se permane il rischio che i fori di ovodeposizione possano rappresentare delle vie indirette di penetrazione di marciumi, quali botrite e marciume acido”.

Il ciclo di sviluppo molto breve e non strettamente condizionato dalla temperatura fa sì che le numerose generazioni (fino a 13 all’anno) di Drosophila suzukii si sovrappongano determinando una capacità di crescita esponenziale. Il momento dell’attacco prossimo alla raccolta, inoltre, rende difficile la difesa. I qualificati relatori del convegno comporranno un quadro di insieme per capire quale è la reale pericolosità di Drosophila suzukii nei diversi ambienti in cui è stata monitorata. Partendo dalla sua biologia, verranno illustrate le conoscenze finora acquisite nelle esperienze condotte in Trentino, in Alto Adige, nel Veronese – e in particolare in Valpolicella –, in Svizzera e in Europa.

Le domande a cui dare risposte. Quali sono le trappole migliori per il monitoraggio? Su quali elementi si basa la suscettibilità varietale? Quale influenza sul comportamento dell’insetto hanno le condizioni ambientali e agronomiche? Esistono delle condizioni che inibiscono lo sviluppo delle uova dell’insetto nell’acino? E che ne impediscono il passaggio allo stadio di adulto? E nel caso particolare nella produzione di Amarone della Valpolicella in cui l’appassimento delle uve in fruttaio permette la chiusura del ciclo, da stadio preimmaginale ad adulto? Quali sono le possibili strategie di controllo? Per informazioni: info@consorziovalpolicella.it

Programma del convegno. Saluti.Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella. Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Cenni su riconoscimento, biologia ed ecologia,  Alberto Grassi, Fondazione E. Mach, San Michele all’Adige (Trento). Pericolosità in vigneto: stato dell’arte, Luisa Mattedi, Fondazione E. Mach, San Michele all’Adige (Trento). Le esperienze in diversi territori, Trentino, dalla segnalazione del 2009 ad oggi, Luisa Mattedi, Fondazione E. Mach, San Michele all’Adige (Trento), Alto Adige, l’esperienza su Schiava, varietà sensibile, Florian Sinn, Beratungsring Südtirol. Attività di monitoraggio in vigneto e in fruttaio in Valpolicella Classica e Valpantena, Renzo Caobelli, Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Indagini nei vigneti e nei fruttai del Veronese, Enrico Marchesini, Agrea – Centro Studi. L’importanza della Drosophila suzukii per la produzione viticola svizzera ed europea, Mauro Jermini, Agroscope Changins-Wädenswil, ACW Centro di ricerca Cadenazzo (CH). Discussione e conclusioni. Modera Clementina Palese, giornalista da L’Informatore Agrario.

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)

Vino veneto, export in Cina quadruplicato in 5 anni, da colmare grande gap con la Francia

1129110074_vendemmia“Il nuovo corso della politica agricola europea e dello sviluppo rurale 2014-2020, in fase di avvio, contribuirà a rafforzare il settore primario veneto, anche se in fase di ripartizione nazionale delle risorse non si è tenuto in debito conto della virtuosità di spesa dimostrata in passato dalla nostra Regione”. Così l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, ha introdotto i lavori del focus “Il Dragone e il Veneto. Le opportunità per il nostro vino in Cina”, promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, d’intesa con Regione e Avepa, svoltosi ieri a Lonigo (VI) presso la Cantina dei Colli Berici-Gruppo Collis.

La Cina del vino è un mercato che ci è ancora oscuro. Sembra non esserlo, invece, per la Francia che al momento spadroneggia nella terra del Dragone quasi indisturbata; e non solo come esportatrice, tanto che il 50% del vino importato dal paese asiatico arriva d’Oltralpe, ma anche come vinificatrice. Basti pensare che in molte province della Cina i francesi hanno impiantato una grande quantità di vigneti internazionali, puntando a rendere quelle terre d’oriente uno dei più importanti produttori di vino al mondo: nel 2012 erano già 570mila gli ettari a vigneto (per darne una misura, in Italia sono 770mila, in Francia 800mila ed in Spagna oltre un milione). Quindi la Cina non rappresenta solo un mercato da “aggredire” ma anche un potenziale concorrente da cui guardarsi.

Vino veneto, export in Cina di “appena” 11 milioni di euro, quadruplicato però in 5 anni. Di fronte a numeri potenziali da capogiro – ricordiamo che la Cina conta oltre 1,35 miliardi di abitanti – il comparto vitivinicolo veneto si sta dunque attrezzando per farsi largo in quello che potrebbe rivelarsi, anche per il “Leone”, una sorta di Eldorado asiatico. “Per ora – ha detto al riguardo Thomas Albert Rosenthal, della Fondazione Italia-Cina – l’export di vino veneto in Cina vale “appena” 11 milioni di euro, ma va pure sottolineato che questo dato risulta quadruplicato negli ultimi cinque anni”. Rosenthal ha anche spiegato ai numerosissimi operatori presenti come funziona il mercato cinese e quanto siano interessanti le opportunità che esso offre.  Il Veneto, prima Regione vitivinicola italiana, intende dunque allargare la via del vino che porta in Cina per consentire ai nostri produttori di sfruttare al meglio le grandi potenzialità offerte da quei mercati.

Consuntivo vendemmia 2013 in Veneto. Il focus di Lonigo è servito anche per fare il punto sulle esportazioni del vino veneto nel 2013 e sui flussi mondiali dell’export. Maria Teresa Coronella (Regione Veneto-Direzione Sistema Statistico), in merito al mercato cinese, ha ricordato che l’Italia arriva appena il 6,1% contro il 49,8% della Francia, il 14,4% dell’Australia, il 9,3% del Cile e il 7,1 della Spagna. Infine, com’è ormai consuetudine, ogni anno nel mese di gennaio, è stato presentato il consuntivo della vendemmia 2013 nel Veneto. Dati alla mano, Giuseppe Catarin (Regione Veneto-Direzione Competitività Sistemi Agroalimentari) e Luca Furegon (Avepa-Settore Produzioni Zootecniche e Vegetali) hanno ricordato che ancora una volta il Veneto si è confermato prima Regione italiana per produzione di uva con 11.780.836 quintali (+8,29% rispetto al 2012) per una produzione di vino pari a 8,5 milioni di ettolitri. Facendo riferimento allo schedario viticolo 2013, la superficie vitata veneta si attesta intorno ai 77.481 ettari di cui circa 21.685 ettari a varietà Glera (Prosecco), seguita dalla Garganega (9.836 ettari), Pinot Grigio (8.719 ettari), Merlot (7.004 ettari) e Corvina (6.506 ettari). Il numero di aziende si attesta invece intorno alle 30.500 unità con una media regionale di superficie condotta pari a 2,54 ettari. Tra le denominazioni principalmente rivendicate troviamo la DOC Prosecco (+14,43% rispetto al 2012), l’IGT VENETO (+9,06% rispetto al 2012, di cui il 27% è costituito da Veneto Pinot Grigio), in diminuzione l’IGT Marca Trevigiana (-3,24%). Da segnalare anche l’IGT delle Venezie (+27,79 rispetto al 2012 e di cui il 59% è costituito da “Delle Venezie Pinot Grigio”). In leggero aumento la DOC Valpolicella (con 842.278 q.li di uva rivendicata) e la DOCG Conegliano Valdobbiadene (con 841.278 q.li).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Anteprima Amarone 2010, annata dalla spiccata personalità

anteprimaAmaroneBnnUn’annata che fin d’ora si può definire ottima, consci che sarà il tempo a completare l’opera. È questo il giudizio sull’annata 2010 dell’Amarone della Valpolicella Docg, che esordirà ufficialmente sabato 25 e domenica 26 gennaio in Gran Guardia a Verona, in occasione di Anteprima Amarone.

Differenze da vallata a vallata. A farne la sintesi, illustrando i risultati della degustazione esplorativa condotta preliminarmente da un gruppo di enologi ed esperti del settore è, come da costume, il vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Daniele Accordini. «Prima di tutto – spiega – va sottolineato che l’andamento climatico del 2010 non è stato tra i più facili, se rapportato alle ultime vendemmie. L’annata è stata piuttosto fredda e si è tradotta in una notevole variabilità. Uniforme è stato invece l’impegno dei produttori per raggiungere un livello qualitativo complessivamente elevato, che mantiene fede al nome e alla fama dell’Amarone. Entrando nel dettaglio – prosegue – abbiamo visto che le vallate della parte più pianeggiante hanno sofferto di più mentre le vallate dove le altitudini sono un po’ più elevate hanno dato risultati migliori, Marano su tutte. In sintesi estrema, dalla degustazione del panel sono stati rilevati per i vini delle diverse vallate i seguenti caratteri: naturalezza d’espressione per San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio, consistenza estrattiva per Negrar, complessa armonia per Fumane, profondità fruttata per Marano, finezza vibrante per la Valpantena e potenza dinamica di Illasi, Cazzano e Mezzane. Definizioni in ogni caso semplicistiche per descrivere un vino dalle molteplici sfumature e articolazioni, ancor più evidenti in una annata particolare come questa”.

Amaroni di grande longevità, eleganti e complessi. “Dal punto di vista organolettico – aggiunge il vicepresidente – ci siamo trovati di fronte ad Amaroni di grande longevità, con un’acidità più sostenuta della media, gradazioni alcoliche leggermente più basse e, aspetto molto positivo, una riduzione del grado zuccherino che ha conferito a questi vini una maggior gradevolezza, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, dove l’innalzamento degli zuccheri aveva come esito vini più semplici e omogenei, vicini al consumatore ma dalla personalità meno spiccata. Per quel che concerne il quadro sensoriale l’aspetto più interessante risiede nel comune denominatore dell’eleganza rispetto alla potenza, pur considerando l’evidente variabilità fra i vini per collocazione geografica, per stile produttivo, per durata di appassimento e per proporzione fra le varietà impiegate». Gli fa eco l’esperto sensoriale Alberto Ugolini: «Un’annata che nonostante le difficoltà della vendemmia si presenta caratterizzata da freschezza, fragranza, maturità del frutto e una particolare piacevolezza, che dell’Amarone è il tratto distintivo. Probabilmente meno opulento rispetto ad annate precedenti, come il 2009 o il 2007, ma in linea con i gusti del mercato internazionale, che gradisce particolarmente questo vino indubbiamente diverso da tutti gli altri proprio per la grassezza abbinata alla bevibilità».

Cosa pensano dell’Amarone i consumatori. Sulla percezione che dell’Amarone hanno i consumatori, è interessante il risultato del questionario redatto da Vinarius – Associazione degli Enotecari Italiani, che affronta il tema dell’appeal del vino e del suo territorio attraverso domande ai clienti delle enoteche sulla conoscenza e la consapevolezza del prodotto e della denominazione. Innanzitutto, a livello di quadro generale, emerge che per l’80% degli intervistati l’importanza che i consumatori di oggi attribuiscono al vino è “buona” e per un altro 10% “rilevante”. Alla domanda “Quando e come lo consumano?” il 54% ha risposto “ a casa”, il 23% “al ristorante” e un altro 23% “al wine bar”. Inoltre la bottiglia di vino si acquista prevalentemente per il consumo personale (35%), per cene o feste (35%) o come regalo (30%). Entrando nello specifico dell’Amarone, gli elementi distintivi vengono indicati nel territorio (40%) e nell’armonia del vino (30%). Alla domanda sulla conoscenza o meno del territorio di produzione il 100% ha risposto affermativamente e l’80% ha dichiarato di aver visitato la Valpolicella. Inoltre tutti coloro che non ci sono stati vi si recherebbero volentieri. Alla richiesta di esprimere un commento sull’Amarone, le parole chiave sono risultate “tradizione” e “ricercato dal consumatore all’interno della sua fascia di prodotti”, forse anche in virtù del rapporto qualità-prezzo, ritenuto corretto dal 90% degli interpellati.

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)

Amarone, il Grande Rosso dà glamour anche a cosmesi, tessile, arte e cavalli

Marogne della ValpolicellaPer quanti amano l’Amarone, un appuntamento da non perdere è l’Anteprima Amarone 2010, la prima annata della Docg, in programma il 25 e 26 gennaio 2014 nel Palazzo della Gran Guardia di Verona (per il pubblico ingresso a pagamento su invito, da richiedere a info@consorziovalpolicella.it. programma completo sul sito del Consorzio Tutela Vini Valpolicella).

Le conseguenze del successo: il brutto…La fama internazionale di cui l’Amarone è oggetto, a volte, ha dei risvolti poco piacevoli, com’è senza dubbio la contraffazione, come testimonia la costante battaglia portata avanti in tal senso dal Consorzio di Tutela della Valpolicella di concerto con gli organismi competenti, che nei mesi scorsi ha avuto come risultato la rimozione dai siti internet di alcuni dei kit per la fabbricazione “fai da te” di vini riconducibili alle denominazioni della Doc Valpolicella e all’Amarone in primis. La Camera di Commercio di Verona e la presidenza della Federdoc avevano segnalato la pubblicizzazione sulla rete kit per la produzione di vino contraddistinti dalla denominazione AMARONE che facevano capo a tre diversi produttori canadesi e venivano commercializzati negli Usa e in Uk.

Nel digitale. Se è vero che internet può fare da specchietto delle allodole a quanti si illudono di potersi confezionare il vino da sé, dall’altra offre preziose indicazioni sull’indice di popolarità del Grande Rosso. Anche i dati della piattaforma Google Trends testimoniano la crescente notorietà conquistata dall’Amarone. Prendendo in considerazione il termine “Amarone” infatti si nota che, nell’ultimo decennio, l’interesse degli internauti è cresciuto in particolare dal 2005, con dei picchi ricorrenti nei mesi tra dicembre e gennaio, in coincidenza cioè con la presentazione sul mercato delle varie annate. Guardando alle aree geografiche, il maggior numero di click che hanno come oggetto l’Amarone, provengono da Danimarca, Svezia, Svizzera, Norvegia, Italia. E le ricerche effettuate confermano il legame con il territorio, poiché ad Amarone si abbina nella maggior parte dei casi il termine Valpolicella. I navigatori del web che sulla tastiera hanno digitato “Amarone wine” provengono invece da Canada, Stati Uniti e Regno Unito.

Questione di glamour. Ma in debito conto va tenuto un altro fenomeno: l’utilizzo del nome in ossequio a un vino ormai sinonimo di eccellenza per conferire glamour a prodotti che, di primo acchito, col vino non sembrerebbero strettamente imparentati. È il caso della prima linea di bellezza for man all’Amarone: “après rasage”, crema per il viso, saponetta e crema fluida per il corpo, presentata in occasione di Vinitaly su iniziativa di Coldiretti. Nello stesso solco le sciarpe di morbidissima lana di pecora “Brogna” della Lessinia, un tempo considerata una delle migliori lane italiane, ora recuperata grazie a un’originale iniziativa che coniuga artigianato e promozione territoriale. Lavata, pettinata e filata in matasse e rocche, viene proposta, come alternativa al color burro naturale, anche in una delicata sfumatura che varia dal rosa al lilla, conferitale dalla tintura naturale, evidentemente considerata di pregio, con l’Amarone della Valpolicella. E c’è anche chi lo usa per dipingere, una nuova frontiera dell’arte che prende il nome di “Art’Enoica”. Maurizia Gentili ha utilizzato finora 200 tipologie di vino, impiegandone fino a 30 per uno stesso dipinto, ma per l’Amarone confessa di avere un debole. Stessa predilezione per l’artista salentina Arianna Greco che, con i suoi dipinti di figure femminili che potrebbero sembrare realizzate a sanguigna e invece sono il frutto di bottiglie usate come tubetti di colore, in più occasioni ha “inebriato” il pubblico con le sue tele. E ad ulteriore dimostrazione che l’Amarone è un “cavallo di razza” c’è anche un fuoriclasse a quattro zampe che ne ha preso il nome, un Westfalian (razza tedesca) che gravita nei circuiti internazionali delle più importanti gare di salto ostacoli sotto la sella del cavaliere teutonico Thomas Sandgaard.

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)

25-26 gennaio 2014, Anteprima Amarone 2010: nel Palazzo della Gran Guardia di Verona debutta la prima annata Docg. Concorso aperto al pubblico: eleggi i 3 migliori Amarone assaggiati nella due giorni.

anteprimaAmaroneBnnÈ il primo Amarone che ha potuto fregiarsi della Docg quello dell’annata 2010, che debutterà ufficialmente sul mercato dopo i canonici tre anni di maturazione. Nel segno della tradizione, si presenterà al pubblico in occasione di Anteprima Amarone 2010, il 25 e 26 gennaio 2014, nel Palazzo della Gran Guardia di Verona.

Nuovo marchio del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. La manifestazione che celebra il Grande Rosso, ormai annoverato unanimemente tra i vini top a livello mondiale, mai come quest’anno si presenta con innumerevoli motivi di interesse. Il cammino che ha condotto al conseguimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, traguardo che ha definitivamente suggellato l’inscindibile rapporto dell’Amarone col suo territorio di produzione, sarà ripercorso dal presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Christian Marchesini nel convegno inaugurale di sabato 25 gennaio, a cui seguirà il direttore del Consorzio Olga Bussinello che presenterà una delle novità di questa edizione, ovvero il nuovo marchio del Consorzio, che esordirà ufficialmente proprio in questa occasione. Si tratta dell’esito di un’operazione di restyling frutto di uno studio accurato, espressione della propensione ad una modernità che valorizza il passato e la sua eredità e che, nell’intento del Consorzio, vuole essere ulteriore elemento di identificazione e appartenenza per le aziende. Esso è parte integrante dell’allestimento e della comunicazione predisposti per Anteprima Amarone. Anche la “scenografia” in Gran Guardia riprende infatti gli stilemi e la concettualità sintetizzati nel nuovo marchio e racconta il rapporto tra vino e territorio facendone emergere le caratteristiche di unicità e non riproducibilità. I colori dominanti, nei paesaggi scomposti che definiscono le quinte dell’allestimento, sono il bianco e nero, che sfumano nel grigio e fanno risaltare le punte di rosso. Un percorso nel quale il visitatore può leggere il passato e il presente dell’Amarone attraverso le tecniche di produzione e l’appassimento (che ne è la cifra distintiva), le cure meticolose che le aziende gli prodigano dal vigneto alla botte, senza trascurare nulla e impiegando cura e amore per far sì che lo standard qualitativo sia sempre al livello più alto possibile.

Presentazione dell’annata, convegno di approfondimento e confronto con la stampa. La mattinata proseguirà con un excursus sulle potenzialità dell’Amarone in quanto massima espressione di qualità del food made in Italy nel mercato mondiale. Ad approfondire questo aspetto sarà il prof. Andrea Marchini, del Dipartimento di Scienze Economico-Estimative e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Perugia, che illustrerà una serie di dati su “I vini di alta qualità tra innovazione e promozione: percorsi strategici nella prospettiva 2020”. A conclusione, uno dei momenti più attesi: la presentazione dell’annata 2010 a cura del vicepresidente del Consorzio Daniele Accordini e il confronto con la stampa moderato dalvVicedirettore di Radio 24 Sebastiano Barisoni. I giornalisti saranno chiamati a conoscere di persona l’Amarone 2010 Docg nelle diverse interpretazioni dei produttori e nel carattere delle cinque vallate della denominazione nell’ambito della degustazione a loro riservata.

I momenti aperti al pubblico. Gli enoappassionati avranno a disposizione il pomeriggio di sabato 25 gennaio, dalle 16 alle 19, e la giornata di domenica 26 gennaio, dalle 10 alle 18. Qui, ai banchi delle aziende, oltre all’annata protagonista, potranno scoprire anche altre punte di eccellenza delle singole produzioni. Il pubblico avrà quest’anno un ruolo importante, dato che sarà chiamato ad esprimere le proprie preferenze attraverso un concorso per wine lovers. All’ingresso infatti sarà consegnata una cartolina che dovrà essere compilata e restituita prima di uscire, in cui ci sarà la possibilità di votare, a propria discrezione, i tre migliori vini degustati. Tra le cartoline saranno estratti tre vincitori che potranno usufruire di una degustazione personalizzata gratuita in una delle aziende da loro stessi indicate.  Per il pubblico ingresso a pagamento (euro 25) su invito, da richiedere a info@consorziovalpolicella.it

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)

30/11-1/12/13, al mercato dei vini artigianali a Piacenza anche 80 vignaioli di Veneto e Trentino-Alto Adige

Mercato vini PiacenzaSabato 30 novembre e domenica 1 dicembre gli artigiani del vino italiano si ritroveranno a Piacenza Expo per la 3ª edizione del Mercato dei vini e vignaioli indipendenti, organizzato da FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti in collaborazione con la Fiera di Piacenza.

13 vignaioli provenienti dall’Alto Adige, 20 dal Trentino, 47 dal Veneto. Nel corso di entrambe le giornate, dalle ore 11 alle 19, i visitatori potranno incontrare 240 vignaioli da 16 regioni, presenti per proporre in degustazione e vendita oltre 1000 vini da vitigni autoctoni e internazionali, e di tutte le tipologie, dai fermi agli spumanti ai passiti. Tutti i più importanti territori del vino italiano saranno rappresentati. Per le pause di gusto fra gli assaggi, non mancheranno gli artigiani del cibo con tipicità gastronomiche quali salumi, formaggi, cioccolato e pani tradizionali. 

Il programma della manifestazione prevede inoltre sei incontri, distribuiti fra sabato e domenica, nei quali gli artigiani del vino dialogheranno con i loro colleghi di altri settori. Saranno incontri e degustazioni dedicati all’approfondimento del concetto di artigianato e della sua più intima identità, coordinati da importanti penne del giornalismo enogastronomico italiano. Temi quali lo stile, il linguaggio, il tempo, la tradizione, la manualità, il clima, sono vitali per il “fare artigiano” e verranno affrontati da vignaioli soci Fivi quali Elisabetta Foradori, Walter Massa, Leonildo Pieropan e Ampelio Bucci, e noti personaggi del mondo gastronomico come il pastaio Gaetano Verrigni, il torrefattore bolognese Leonardo Lelli e ancora lo chef Massimo Spigaroli. Porteranno il loro contributo e le loro esperienze anche la stilista Monica Benini, la ceramista Isabella Bovina e il calzolaio Massimiliano Mazzucchi.

Le novità 2013. Saranno momenti dedicati a donne e uomini che continuano a credere nelle loro capacità e a investire nel territorio in termini di lavoro e risorse, mantenendo vivo e vivace il modello produttivo delle PMI. Artigiani che si identificano con i loro prodotti, nei quali ritroviamo vite intere fatte di gesti, sapienze, esperienze e sensibilità. Un patrimonio che secondo FIVI va riscoperto e nuovamente valorizzato.

Sono pensate per i visitatori le due più importanti novità di questa terza edizione del Mercato dei Vini: un servizio ristorazione di altissimo livello gestito da Antica Corte Pallavicina dei Fratelli Luciano e Massimo Spigaroli, che per tutta la durata dell’evento sfornerà piatti speciali. E la possibilità di dedicarsi allo shopping enoico in maniera spensierata (pensando anche ai doni per le prossime feste), perché grazie a I-DIKA, corriere espresso presente in fiera, si potrà scegliere di farsi spedire a casa le confezioni di vini acquistati.

Il Mercato dei Vini conta quest’anno su partner quali Winterhalter, Varesco, Sugherificio Piemontese, Perbacco, Costantini1962 e ALMA Wine Academy e Unione Commercianti di Piacenza. E in particolare Acqua Levico, pura espressione del territorio Trentino, vicina ai vignaioli FIVI nel rispetto per l’ambiente e nella valorizzazione del territorio e delle sue risorse, che fornirà migliaia di confezioni per la manifestazione. 
Biglietto ingresso: Euro 15,00 catalogo e calice degustazione inclusi
Incontri con gli artigiani: Euro 10,00 l’uno. Prenotare inviando mail all’indirizzo: accrediti@fivi.it

(Fonte: FIVI)

Vendemmia 2013: uve venete, prezzi in calo, soprattutto nelle piazze di Treviso e Padova

uvaDopo tre anni consecutivi in cui il prezzo delle uve da vino in Veneto era progressivamente aumentato con un incremento annuo medio di circa il 15%, per la vendemmia 2013 Veneto Agricoltura osserva una flessione dei prezzi. Verifica che avviene attraverso rilevamenti presso le Borse merci delle Camere di Commercio di Padova, Treviso e Verona (le quotazioni di Venezia non risultano più disponibili, poiché dallo scorso giugno è stata soppressa la Borsa merci).

Flessione prezzi più vistosa sulle piazze di Padova e Treviso. Il calo, segnalano gli esperti dell’Azienda regionale, non ha però interessato in eguale misura le tre piazze considerate: la contrazione dei listini rilevata a Padova e Treviso risulta significativa, essendo rispettivamente pari a -15% e -18%; mentre Verona conferma il livello medio di prezzo dell’anno precedente (0,69 €/kg). A Padova e Treviso il prezzo medio si è attestato invece su 0,67 e 0,45 €/kg, mentre la media regionale relativa a tutte le tipologie di uva oggetto di contrattazione è complessivamente scesa a 0,60 €/kg, in flessione dell’11% rispetto all’anno precedente. In dettaglio, l’andamento dei prezzi delle principali varietà di uva coltivate in Veneto e le relative denominazioni, si osserva che a Verona hanno subìto i ribassi più evidenti le uve atte alla produzione di Igt Bianco e Rosso Verona (-18% e -15%), ma la flessione è stata osservata anche per alcune importanti denominazioni, come Soave (-13%) e Bardolino (-7%), e vitigni di pregio come il Pinot grigio (-3%). In aumento invece le uve utilizzate per il Valpolicella (+8%), il Recioto e l’Amarone (+2,4%).

A Treviso, come era lecito attendersi, appare in ridimensionamento il fenomeno Prosecco. Tutte le tipologie di Glera hanno registrato una contrazione di prezzo: Glera Igt -15%, Prosecco Doc -7%, Prosecco Conegliano-Valdbbiadene Docg -2% e Cartizze Docg -44%. Il ribasso dei listini ha interessato anche altre tipologie di uve, da quelle a bacca bianca (Verduzzo Igt -17%) a quelle per la vinificazione dei rossi (Raboso -10%), mentre le uniche varietà che hanno beneficiato di un leggero incremento delle quotazioni sono state il Pinot bianco e Chardonnay (+1% l’Igt e +3% il Docg) e il Pinot grigio Igt (+2%).

La Borsa merci di Padova segna negativo per tutte le tipologie di uva rilevate. A tale andamento negativo può avere influito il recupero produttivo nell’area dei Colli Euganei, che nel 2012 aveva subìto una forte contrazione delle quantità vendemmiate a causa della prolungata siccità estiva determinando un’impennata dei prezzi. Più che di un vero e proprio ribasso delle quotazioni si dovrebbe pertanto parlare di un loro ritorno nel 2013 su livelli più prossimi alla norma. Tra le tipologie che hanno subìto le maggiori flessioni (pari al 20% e oltre), vanno citate tra le Igt la Glera e Rabosa e tra le Doc il Merlot, Cabernet e Moscato.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Export “Made in Italy”, nel vicentino nasce Egonitaly per rendere più semplice l’incontro fra vini italiani e gastronomia cinese

Dario Marin Egonitaly

Dario Marin Egonitaly

Il socio ARGAV Pietro Casetta ci rende partecipi di un’interessante iniziativa intrapresa da Ethan, gruppo con sede nel vicentino attivo nei settori ecologia ed energia ed ora anche enogastronomia. In particolare,  Ethan sta coordinando un programma, sotto l’egida di Egonitaly, per l’export di vini veneti e friulani in Cina, nell’Est Europa e prossimamente in Africa attraverso l’abbinamento dei vini con i prodotti gastronomici dei Paesi in questione.

L’azione in Cina. Innanzitutto è stata fatta una selezione di vini appositamente per il mercato cinese, quindi basata sulla reale possibilità di garantire abbinamenti gradevoli con i cibi presenti nella tradizione di questa nazione. Non quindi una banale operazione di export, ma la manifestazione della volontà di promuovere l’incontro fra la cultura enologica italiana e la cultura gastronomica cinese. Questa prima fase è inoltre stata accompagnata dalla messa a punto di abbinamenti fra la selezione di vini veneti con piatti italiani, e quindi da un’offerta enogastronomica tipicamente made in Italy, considerata con particolare interesse dalla nazione cinese. Il programma procederà quindi con l’apertura di shop center pilota in cui il pubblico cinese potrà essere informato e orientato, più che all’acquisto, alla conoscenza dei prodotti vinicoli ed enogastronomici della selezione veneta che gli viene offerta.

Apripista a piccole realtà artigianali. “L’idea è sorta da una considerazione molto concreta” afferma l’arch. Dario Marin, responsabile del Settore Food & Wine di Egonitaly. “Premesso che il made in Italy è costituito, almeno per quanto riguarda l’enogastronomia, soprattutto da prodotti locali di alto artigianato, si ha come conseguenza che tali prodotti non possano essere industrializzati. Questo fatto comporta che i produttori sono e devono rimanere piccole realtà, ma data questa loro ridotta dimensione si trovano privi della forza di proporsi autonomamente a mercati molto ampi. Abbiamo quindi pensato di riunire alcune piccole realtà vinicole che abbiamo ritenuto più significative per il mercato cinese, offrendo loro la possibilità di affrontarlo senza perdere la loro identità, ma semplicemente entrando a far parte di una realtà che ha come scopo proprio la valorizzazione di tale identità individuale.” Quattro le linee individuate da progetto: Friendly, composta da una selezione di Cabernet Franc, Merlot, Soave, Pinot Grigio;  Deluxe, composta da Brut, Prosecco, Orange Flower, Serprino, Rosè;  Elegance, composta da Cabernet Souvignon, Refosco, Friulano, Chardonnay, Pinot Bianco;  Superior, composta da Torcolato, Pàssio, Vin del Doge.

Tutela del Prosecco, si chiede il rispetto delle regole alla Croazia. Che prospetta la nascita del Dalmazia Proshek.

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCGIl presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc, Stefano Zanette, non intende scatenare una guerra Italia e Croazia sul vino Prosecco, ma chiede che siano rispettate le regole Ue.

Impossibilità di due denominazioni simili l’una all’altra. “Come produttori di Prosecco del Fvg e del Veneto – ha precisato Zanette – abbiamo creato la Doc riconosciuta dalla Comunità Europea. E’ una denominazione geografica e quindi ha la più ampia tutela dalle normative comunitarie che indicano tra l’altro l’impossibilità di due denominazioni che richiamino similitudine l’una con l’altra. In questo caso avviene che la Croazia con il suo Proshek è un produttore di un vino che ha una sua specificità che noi non neghiamo assolutamente in quanto è pure quella una realtà storica, anche se il vino che viene prodotto ha caratteristiche completamente diverse dal nostro. Ma noi del Consorzio abbiamo due compiti fondamentali: la produzione e la tutela di questo vino, mentre sulla questione del ‘nome’ non è il Consorzio che si deve intervenire, ma la Comunità europea che deve far applicare le norme».

Tutela del Prosecco: 330 milioni di doc contro 15 mila bottiglie. Prosegue il presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc: «Non c’entra se il Proshek croato sia o meno un vino diverso dal Prosecco italiano, non c’entra se loro ne producono 15 mila bottiglie, mentre noi 260 milioni più i 70 milioni prodotti dalla Docg, ma è invece da evitare l’assonanza dei due nomi che all’interno della Ue non possono coesistere. Se ciò avvenisse – aggiunge Zanette – si creerebbe una falla nella tutela della nostra, ma anche di altre denominazioni europee, fatte per garantire al massimo il consumatore. In pratica si potrebbe creare quello che è successo con il Tocai prodotto in Italia e Francia, tra l’altro di qualità di gran lunga superiore a quello prodotto in altre parti d’Europa, con una decisione che ci fu avversa». «Noi – conclude Zanette – abbiamo già avuto dei contatti informali con produttori croati e la loro idea è quella di andare a richiedere una nuova denominazione legata alla Dalmazia – il Dalmazia Proshek – e nel momento in cui l’Ue dovesse prendere in considerazione questa richiesta ci faremmo sentire».

(Fonte: Garantitaly.it)

6 ottobre 2013, torna in tutta Italia Grapperie aperte, cinque le distillerie venete partecipanti

Visita alle caldaie nelle distillerie

Visita alle caldaie nelle distillerie

Domenica 6 ottobre 2013 torna nelle distillerie di tutta Italia Grapperie Aperte, l’appuntamento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa per valorizzare e far conoscere il distillato di bandiera anche ai non addetti ai lavori.

Le distillerie partecipanti nel trevigiano. Partendo da Treviso, la prima tappa è quella dell‘Istituto Grappa Veneta alla Distilleria Sperimentale Veneto Agricoltura presso la Scuola Enologica di Conegliano: qui dalle 15 alle 19 sarà possibile effettuare visite guidate in distilleria, degustazioni libere e guidate, in abbinamento a dolci della tradizione veneta. Rimanendo in provincia di Treviso e raggiungendo Visnà di Vazzola, si arriva alla Roberto Castagner Acquaviti, dove ad attendere i visitatori ci saranno – dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 – oltre alle classiche degustazioni di distillati e alle visite guidate agli impianti di produzione, anche test alcolometrici con utilizzo di strumenti professionali.

Le distillerie partecipanti nel vicentino .Spostandosi in provincia di Vicenza, tre sono le distillerie che aderiscono alla giornata organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa. La Distilleria Fratelli Brunello di Montegalda organizza dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19 visite guidate con descrizione dell’intero ciclo produttivo, degustazione di prodotti locali tra cui dolci della casa e tutte le grappe di produzione propria. Ancora in provincia di Vicenza, ma a Villaga, la Distilleria LI.DI.A. ha in programma dalle 10 alle 18 una serie di visite guidate e naturalmente degustazioni delle proprie grappe in abbinamento con piatti tipici del territorio. Giornata di grandi emozioni infine, alla Distilleria Poli di Schiavon (VI), dove ad attendere i visitatori ci saranno dalle 10 alle 18 non solo visite guidate alla scoperta della storia della distillazione artigianale dall’antichità ai giorni nostri e la degustazione di grappe, distillati e liquori, ma anche una vera e propria “Seduta Spiritica” con riconoscimento al buio di profumi e intense sensazioni. Per gli appassionati di moto, c’è anche la possibilità di ammirare la nuovissima Guzzi California 1400 ospite d’eccezione per tutta la giornata.

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)