• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Vino, in calo produzione uve (-5%) ma prezzi non scendono

In calo sostanzialmente generalizzato di circa il 5% la produzione delle uve nello Stivale ma questo non sembra sufficiente a imprimere al mercato della materia prima una svolta decisiva, almeno sull’intero Stivale. Non mancano le eccezioni, ma un certo clima di attesa e di incertezza, evidentemente suscitato dalle condizioni generali dell’economia mondiale, sembrano caratterizzare il mercato delle uve.

E’ lo scenario che emerge da un’inchiesta di WineNews, che ha tastato il polso alle transazioni della materia prima, mentre la vendemmia 2011 sta progressivamente entrando nel vivo. Fissata la quotazione delle uve destinate alla produzione del piemontese Moscato d’Asti a 1,04 euro al chilo (era di 0,995 lo scorso anno), mentre per Dolcetto, Barbera e Nebbiolo, ancora non e’ possibile stabilire delle cifre attendibili, perche’ la vendemmia e’ appena all’inizio.

In Veneto, un chilo di uve Glera destinate alla produzione di Prosecco non dovrebbe costare meno di 1,20 euro al chilo e per le zone a vocazione particolare come il Cartizze, il prezzo non dovrebbe essere inferiore ad 1,50 euro al chilo, con punte anche di 3,00 euro al chilo per le partite migliori. Sempre in Veneto, le uve rosse per la produzione di Amarone dovrebbero stare tra 1,50 e 1,70 euro al chilo, con oscillazioni previste al rialzo per le partite piu’ interessanti. Anche il Pinot Grigio incrementa il proprio prezzo sul 2010, attestandosi fra gli 0,60 e gli 0,65 euro al chilo.

In Trentino, dove il mercato principale e’ legato alle uve destinate al Trento Doc Spumante, l’andamento e’ determinato dal cosiddetto ”prezzo aperto”, cioe’ dalla fissazione della cifre a fine anno. E visto che il mercato degli spumanti trentini sta attraversando un buon momento, le aspettative sono quelle di un prezzo della materia prima in ripresa.

(fonte Asca)

Estati 2003 e 2011, che caldo! Ma la prima è stata più siccitosa, quella del 2011 la più umida, i dati Co.Di.TV

Valerio Nadal, presidente Co.Di.TV

Estati 2003 e 2011, che caldo! La rete agro provinciale del Co.Di.TV (Consorzio di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità) è la più grande d’Europa, con oltre 50 stazioni automatiche di rilevamento disseminate in tutta la provincia di Treviso, ed in questi giorni continua a raccogliere dati tenendo monitorato l’andamento meteorologico di questa calda estate. Il 2003 e il 2011 risultano infatti essere anni caratterizzati da andamenti meteorologici dove il caldo e la siccità hanno lasciato e stanno lasciando il segno!

Estate 2011 la più umida, estate 2003 la più siccitosa. “Quest’anno, – spiega Fiorello Terzariol, Tecnico del Co.Di.TV –  l’andamento siccitoso con elevate temperature ed umidità sembra il più umido e il più caldo, con gli oltre 38°C registrati nel primo pomeriggio di martedì 23 agosto, ma il 2003 è stato il più siccitoso, caldo e umido degli ultimi 20 anni. Le temperature toccate nell’agosto del 2003 sono state di 25,84°C con una piovosità di 59 mm contro la media degli ultimi vent’anni che si assesta per il mese di agosto su una temperatura di 22,38°C e una piovosità di 98 mm.”

Ad agosto impennata del caldo dopo un luglio a 15°C. “Quest’anno,  – interviene il Presidente del Co.Di.TV, Valerio Nadal – le giornate con elevate temperature sono in realtà piuttosto limitate, stiamo parlando, con i dati aggiornati ad oggi,  di una decina di giorni e non di settimane o mesi di sole ininterrotto”. “Non dobbiamo dimenticare  – prosegue Fiorello Terzariol, Tecnico del Co.Di.TV – che nei mesi scorsi la piovosità è stata elevata con 20 giorni di pioggia nello scorso Luglio e una quindicina nel mese di Giugno, che hanno portato le medie mensili a toccare i 15 gradi domenica 24 Luglio.” Fino ad allora tutto lasciava  presagire un andamento meteo e ad una vendemmia piuttosto “freddini” ed invece agosto ha fatto esplodere le temperature che, complice anche la mancanza d’acqua, stanno confermando quanto preannunciato dai tecnici Co.Di.TV  lo scorso 31 Maggio. “Grazie a queste condizioni meteo – conclude il Presidente Nadal – c’è stato il preannunciato notevole anticipo nella maturazione delle uve e una vendemmia che sta esaurendo in questi giorni la raccolta delle cultivar precoci: dal Pinot grigio al Manzoni bianco, in attesa del Glera, varietà che ci darà un Prosecco 2011 eccezionale.”

(fonte Co.Di.TV)

Concorso Int.le Vini di Montagna, premiati Trentino e Alto Adige al Cervim di Aosta

Una medaglia d’oro e nove d’argento sono state assegnate ai vini della provincia di Trento e tre d’argento alla provincia di Bolzano al 19/o Concorso internazionale dei vini di montagna (Cervim). Le selezioni si sono tenute a Courmayeur dal 7 al 9 luglio e hanno visto la partecipazione di circa 530 vini provenienti da dieci Paesi europei. I risultati sono stati resi noti ora e la cerimonia di premiazione dei vincitori si terra’ il 20 agosto ad Aosta.

Sara’ possibile degustare i vini selezionati, nel contesto della manifestazione Expovins 2011. In seguito agli accordi di collaborazione intrapresi dal Cervim, si degusteranno inoltre i vini  vincitori anche a Sierre, in occasione di Vinea, dal 2 al 4 settembre, e a Merano, al Merano wine festival, dal 5 al 7 novembre.

(fonte Ansa.it)

Vino, in Trentino raddoppiati in due anni i vigneti biologici

In soli due anni la vitienologia biologica in Trentino ha praticamente raddoppiato la produzione: dai dati forniti dall’Ufficio produzioni biologiche della Provincia autonoma di Trento emerge, infatti, che dal 2009 ad oggi la superficie dei vigneti biologico è passata da 118 a 240 ettari.

Disaccordi limiti solforosa, per l’Ue rimane “vino prodotto con uve da agricoltura biologica”. Sono sopratutto i vignaioli ad aver contribuito allo sviluppo di questo settore, anche se all’interno di diverse cantine sociali alcuni soci conferiscono già uva biologica. In un incontro specifico i tecnici dell’Unità agricoltura sostenibile dell’Istituto agrario di san Michele hanno presentato le attività sul territorio: le aziende bio seguite con continuità nel 2011 sono state 22 (erano 10 nel 2009 e 18 nel 2010) per un totale di 44 vigneti (erano 27 nel 2009 e 39 nel 2010). Nessuna novità invece in ambito Ue per l’utilizzo della dizione “vino biologico”. Per disaccordi sui limiti della solforosa le trattative sono sospese. Resta valida la precedente indicazione di “vino prodotto con uve da agricoltura biologica”.

(fonte Ansa.it)

Vendemmia, in Veneto fecce e vinacce usate anche come fertilizzanti o per produrre energia

Con la prossima vendemmia, fecce e vinacce (sottoprodotti dei processi di vinificazione) potranno essere destinati ad uso agronomico come fertilizzanti o ad uso energetico come combustibile o per produrre biogas. Lo prevede una deliberazione adottata dalla Giunta veneta su iniziativa dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, che completa le disposizioni per un uso dei sottoprodotti alternativo alla distillazione, fissando le regole d’uso da seguire per questi utilizzi.

Regole valide anche per le prossime annate. In questo modo, tra l’altro, si viene incontro ai produttori per i quali, in ragione della limitata produzione vitivinicola, la distillazione può costituire un adempimento particolarmente gravoso. “Il provvedimento – ha spiegato Manzato – è stato predisposto anche tenendo conto delle esperienze già maturate dal Veneto in questa direzione nel corso delle vendemmie 2009 e 2010 e del decreto ministeriale concordato dello scorso anno che indica alle Regioni una serie di linee comuni in materia”. I produttori che effettuano l’uso agronomico delle fecce e delle vinacce, o che provvedono all’invio di queste ultime agli impianti di trattamento a fini energetici dovranno presentare comunicazione alla Provincia e all’Ufficio periferico dell’Ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, allo scopo di consentire la verifica del rispetto delle normative in materia ambientale e vitivinicola. Sono esonerati dalla presentazione della comunicazione i produttori che ottengono annualmente un quantitativo di vino o di mosto inferiore a 25 ettolitri.

(fonte Regione Veneto)

Vino: presentate linee guida rilancio produzione Trentino

”Una bussola per orientare tutte le politiche di programmazione e sostegno al settore vitivinicolo”. Cosi’ il presidente della Provincia autonoma Lorenzo Dellai definisce le proposte di attivita’ per la valorizzazione della vitivinicoltura trentina elaborate dal ”comitato dei saggi” (Attilio Scienza ed Enrico Paternoster, che lo hanno illustrato nei giorni scorsi; Emilio Pedron e Fabio Piccoli) e contenute in un documento illustrato alla Giunta provinciale dall’assessore all’Agricoltura, Foreste, Turismo e Promozione Tiziano Mellarini.

Il documento affronta i ”nodi problematici” del settore: dal riassetto del sistema delle cantine cooperative all’individuazione di vini testimonial dell’identita’ vitienologica trentina, dalla costruzione di un brand Trentino di produzioni ”sostenibili” alla costituzione di un nuovo organismo per la promozione e di un Consiglio interprofessionale e di associazioni di prodotto, dalla proiezione dei vini trentini di qualita’ sul mercato internazionale all’avvio di nuovi percorsi formativi, dalla presenza dei prodotti locali nella ristorazione e nell’alberghiero alla collaborazione tra ricerca trentina (Fondazione E.Mach) e produttori.

(fonte Ansa.it)

Trentino, arrivano nuove varietà di vite da vino

Nuove varietà di vite da vino entrano nell’elenco delle varieta’ idonee alla coltivazione in provincia di Trento. Si tratta dei vitigni Saint Laurent, gia’ presente in alcuni vigneti trentini; Lagarino, Maor, Paolina e Verdealbara gia’ classificate per la provincia di Trento come ‘varieta’ in osservazione’. L’aggiornamento dell’elenco e’ stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta su proposta dell’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini.

Nomi in etichetta. Con altra delibera la Giunta ha individuato un primo elenco provvisorio delle menzioni ”vigna” depositato presso la Camera di commercio. Questi i toponimi o nomi tradizionali che seguono la menzione ”vigna” che i produttori sono autorizzati ad apporre in etichetta sui vini prodotti nella campagna vendemmiale 2011-2012: Rauten (Calavino), Toresella (Calavino), Forche (Cembra), Sausenti (Cembra), Forche (Faver), Nailam (Isera), Clinga (Lavis), Carbonera (Nogaredo), Servis (Pomarolo), Piaggiollo (Tenno), Vandrino (Tenno), Rio Romini (Vallarsa), Costa (Villa Lagarina) e Maso Romani (Volano).
(fonte Ansa.it)

Veneto leader nazionale per produzione ed esportazione di vino

Vino Veneto 2010, leader nazionale per produzione ed esportazione. Da una superficie vitata di 73.000 ettari, con 1,1 milioni di tonnellate di uva raccolte (+2% sul 2009), sono stati ricavati 8,3 milioni di ettolitri di vino con un aumento medio dei prezzi di vendita delle uve del 14%. La quantità esportata è stata pari a 540 milioni di Kg (+8,7% sul 2009) per un valore complessivo di 1.158 milioni di euro (+12,8%), pari al 30% circa del totale italiano esportato.

In Germania, Regno Unito e Stati Uniti oltre metà del vino esportato. Numeri importanti, analizzati dai tecnici di Veneto Agricoltura (ai quali si sommano le rilevazioni Istat fornite dal Sistema Statistico della Regione Veneto, elaborate dall’Università di Verona) presentati di recente al convegno sull’andamento agroalimentare veneto 2010. Più della metà del vino esportato è destinato a tre Paesi: Germania (33%), Regno Unito (13%) e Stati Uniti (11%) con gli ultimi due che registrano incrementi rispettivamente dell’8,6% e addirittura del 18,6% sul 2009. Guardando ai fatturati le quote di mercato cambiano. Germania leader con uno share del 24%, seguita da USA (16%), Regno Unito (11%) e Canada (9%). Buone in assoluto le valorizzazioni del Nord America e interessanti le prospettive.

Tra i Paesi “new entry” da citare l’Ungheria (+340%), la Cina (+155%), la Turchia (+127%) e gli Emirati Arabi (+86%). L’aumento delle vendite oltre confine acquista un significato ancora più particolare considerato il calo progressivo dei consumi registrati in Italia negli ultimi anni (-1,6% in quantità e -3,8% in valore nel 2010). Il vino esportato è per due terzi “tranquillo” venduto in contenitori di capacità inferiori ai due litri (66%), 25% il vino sfuso e 9% gli spumanti. Più della metà dell’export (53%) proviene dalla Provincia di Verona che a fronte di una produzione che da sola non supera il 38% del totale regionale conferma una particolare predisposizione al commercio estero. Seguono Treviso (21%), Venezia (11%), Padova (9%) e Vicenza (6%).

Tornando alla produzione 2010 da evidenziare come la vendemmia sia partita con 7-10 giorni di ritardo rispetto agli anni precedenti e che la gradazione zuccherina media è risultata leggermente inferiore (buona la forza acidica). Verona (38%) e Treviso (35,5%) le province regine per ettari di vigneti rispetto al totale veneto. La quota dei vini bianchi è aumentata del 7% su rossi e rosati grazie, soprattutto, al notevole ampliamento territoriale della DOC Prosecco. Significativo l’aumento dei vini DOC-DOCG (ovvero DOP in base alla nuova nomenclatura europea) che salgono dal 36 al 41%.

Prospettive 2011? Vendemmia anticipata di 15-20 giorni rispetto allo scorso anno, quantità probabilmente in calo, sanità e qualità delle uve buona. Sono queste le prime informazioni che emergono in vista del tradizionale appuntamento sulle previsioni vendemmiali nel nord est, promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione Veneto e CRA-Vit di Conegliano. L’appuntamento si terrà a Legnaro (Pd) presso la Corte Benedettina il prossimo 3 agosto con inizio alle ore 9,30.

(fonte Veneto Agricoltura)

Vino, Italia raddoppia export in Russia ma Putin mette superdazi al Belpaese

Raddoppiano nel 2011 le esportazioni di vino italiano in Russia (+91 per cento) dove sono però scattati superdazi che rischiano di frenare la forte crescita dei consumi nel prodotto italiano. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo trimestre del 2011 che evidenzia come il Paese di Putin si sia classificato nel 2011 al terzo posto in Europa tra i principali mercati di sbocco del vino Made in Italy dopo Germania e Inghilterra ma davanti alla Francia.

Molto apprezzati gli spumanti. Un risultato – sottolinea la Coldiretti – dovuto anche alle ottime performance dei nostri spumanti che rappresentano in valore oltre un terzo delle esportazioni complessive di vino. I risultati positivi del Made in Italy rischiano però – continua la Coldiretti – di subire un drastico ridimensionamento nella seconda metà dell’anno per effetto dell’entrata in vigore da questa settimana di un superdazio che colpisce particolarmente la produzione nazionale e avvantaggia i concorrenti. In base alla nuova diposizione – spiega la Coldiretti – il livello di “custom profile” fissato per i vini italiani è pari a 3 dollari per litro: ciò si traduce in  1,60 euro per le bottiglie da 0,75 litri e 2,12 euro per quella da 1 litro. Cifre superiori a quelle predisposte per i vini francesi e spagnoli (1,22 euro al litro e 0,80 euro per la bottiglia da 0,75 litri). Gli effetti sul mercato russo dell’aumento dell’imposizione fiscale è stimato in un incremento pari al 30 per cento prezzi al consumo che non mancherà di avere effetti negativi sulle esportazioni Made in Italy. Una situazione sulla quale occorre fare immediata chiarezza per l’impatto economico del settore vitivinicolo ma anche – conclude la Coldiretti – per il ruolo da traino che svolge per l’intera economia Made in Italy all’estero.

(fonte Coldiretti.it)

Verso tre nuove Docg per l’enologia veneta

uve di Friularo

Con la vendemmia 2011, anche se anticipata dalle condizioni meteorologiche, in Veneto potrebbero arrivare tre nuove Denominazioni d’Origine Controllata e Garantita, che porterebbero a 14 le produzioni enologiche posizionate in cima alla scala dei riconoscimenti territoriali. Si tratta dei vini “Colli di Conegliano”, “Friularo di Bagnoli” e “Montello Rosso”.

I tempi. Il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini ha infatti espresso parere favorevole sulle proposte formulate dal sistema produttivo, alla luce anche degli esiti delle pubbliche audizioni svoltesi nei giorni scorsi. Il Comitato ha altresì approvato le modifiche ai disciplinari DOC “Montello Colli Asolani” e “Bagnoli” o “Bagnoli di Sopra”. Il parere verrà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e, se nei prossimi due mesi non ci saranno osservazioni, le DOCG potranno venire ufficializzate a tutti gli effetti.

I vini. La Docg “Colli di Conegliano” comprenderà Bianco e Rosso (la cui base sono i moderni incroci Manzoni), Refrontolo Passito e Torchiato di Fregona. Il Rosso del Montello è un “bordolese” che dimostra la vocazione enologica del territorio di produzione: di eccellente fattura, è assolutamente concorrenziale con vini nazionali e mondiali che si richiamano ad uvaggi del medesimo genere. Il Friularo è un antico vino rosso del territorio padovano che si basa su un particolare biotipo del Raboso Piave, vitigno autoctono di antica tradizione veneta, rispetto al quale è incerto quale dei due sia il più antico.

(Fonte Veneto Agricoltura Europa)