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Il clima cambia il vigneto italiano, in 30 anni uve più precoci, meno acide e più dolci

Con un calo stimato attorno al 10 per cento rispetto alla media degli ultimi cinque anni e nel giorno più caldo dell’anno, è iniziata in Italia la vendemmia 2012, partita con la raccolta delle uve in Franciacorta destinate alla produzione dell’omonimo spumante, nell’azienda Lenza di Coccaglio, nel Bresciano. E’ quanto afferma la Coldiretti che nel sottolineare che per quest’anno si stima una produzione nazionale molto contenuta, intorno ai 40-43 milioni di ettolitri, sui livelli dello scorso anno, anche se la qualità delle produzioni vinicole si annuncia tra buona e ottima.

Danni ai vigneti per la siccità a macchia di leopardo. I risultati produttivi definitivi dipenderanno dall’andamento climatico delle prossime settimane, anche se – ricorda Coldiretti – il caldo e la siccità si sono fatti sentire nei vigneti. Se Nerone sta costringendo le aziende a vendemmiare solo di mattina per evitare stress alle uve, le alte temperature hanno già causato problemi tra i filari, seppur con risultati differenti sul territorio italiano. I cali produttivi maggiori si dovrebbero verificare nelle regioni che hanno sofferto di più la mancanza di pioggia, dalla Puglia (-15-20%) al Veneto (-10%), dalla Toscana (-10%) all’Emilia-Romagna (-5/10%), dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Problemi anche per i vigneti di Lombardia, con una situazione grave proprio in Franciacorta dove si stima un calo di oltre il 20 per cento della produzione del celebre spumante.Decisamente migliore la situazione nelle altre regioni, tanto che nel Lazio, in Sicilia e in Sardegna si potrebbe avere un aumento.

Rispetto a 30 anni fa, uve raccolte con un mese di anticipo, gradazione alcolica aumentata di un grado. Circa il 60 per cento della produzione nazionale sarà destinata – sottolinea la Coldiretti – a vini di qualità con ben 517 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (329 vini Doc, 70 Docg e 118 Igt). Secondo il Rapporto su vino e clima realizzato da Coldiretti la raccolta delle uve nel 2012 avviene con circa un mese di anticipo rispetto a 30 anni fa per effetto dei cambiamenti climatici che si sono verificati nella Penisola e che hanno smentito antichi proverbi e testi scolastici con un anticipo della vendemmia rispetto al tradizionale mese di settembre. A cambiare è stata anche la gradazione alcolica che – sottolinea la Coldiretti – è aumentata di un grado, costringendo i disciplinari di vini a denominazione ad adeguarsi al cambiamento modificando i limiti minimi di gradazione alcolica sia al nord dove per la Barbera d’Asti si è passati per il base da 11,5 gradi a 12 e per il superiore da 12 gradi a 12,5 mentre al sud per l’Aglianico del Vulture la gradazione minima naturale delle uve alla vendemmia è passata da 11, 5 gradi a 12,00 per il Superiore Docg a 13,00 gradi. Nel 2012 la temperatura media – ricorda la Coldiretti – dei mesi di giugno e luglio è stata superiore di oltre 2 gradi rispetto alla media e oggi rispetto a 30 anni fa le uve ottenute da viti di equivalente produttività, appaiono caratterizzate da gradazioni zuccherine frequentemente più elevate di 2-4 gradi brix, con acidità titolabili inferiori, di circa 1-2,5 grammi/litro.

Soluzioni agronomiche ed enologiche per contenere la gradazione alcolica. Di fatto il vigneto Italia – precisa la Coldiretti – produce adesso uve piu’ precoci, meno acide e piu’ dolci rispetto al passato. Gli effetti del surriscaldamento sulle uve di fronte alla tendenza generale al consumo di vini meno alcolici stanno spingendo i produttori – sottolinea la Coldiretti – alla ricerca di soluzioni agronomiche ed enologiche che comportano maggiori oneri in termini economici, dall’anticipo di vendemmia all’irrigazione, dalle potature verdi alla vendemmia notturna che è diventa stata sempre piu’ frequente nei vigneti, mentre in cantina si usa sempre meno mosto concentrato e si ricorre alla refrigerazione per ridurre le temperature dell’uva e controllare la fermentazione. Il caldo cambia anche la distribuzione sul territorio dei vigneti che tendono ad espandersi verso l’alto con la presenza della vite anche a quasi 1200 metri di altezza come nel comune di Morgex e di La Salle, in provincia di Aosta, dove dai vitigni piu’ alti d’Europa si producono le uve per il Blanc de Morgex et de La Salle Dop.

(Fonte: Coldiretti)

Per la vendemmia 2012, nel trevigiano si inaugurano le “liste di collocamento” comunali. Manzato: “Esempio da seguire”!

“Un’idea semplice, geniale, funzionale, pratica, a costo zero, spese postali a parte. Invito tutti i Comuni interessati alla prossima imminente vendemmia a farla propria. L’istituzione si fa garante del contatto tra chi vuole essere della partita e le aziende”. Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, è entusiasta dell’iniziativa del comune trevigiano di Godega di Sant’Urbano, Sinistra Piave, il cui sindaco Alessandro Bonet ha ideato le liste comunali dei cittadini che desiderano vendemmiare o hanno bisogno di questo lavoro e si fa carico di mettere in contatto le esigenze degli iscritti alle liste con quelle delle aziende che hanno bisogno di mani capaci per un’attività solo apparentemente semplicissima.

L’Amministrazione comunale a servizio dei propri cittadini. “In un momento di forte difficoltà economica e di crisi del lavoro – ha sottolineato il sindaco Bonet – un’iniziativa come questa è utile alla cittadinanza, al territorio e alla nostra economia agricola”. Nei prossimi giorni Bonet invierà a tutte le aziende vitivinicole del territorio comunale una lettera che spiegherà come comunicare all’amministrazione le esigenze di manodopera e le condizioni normative alle quali attenersi per l’assunzione, mettendo a disposizione l’elenco dei vendemmiatori potenziali, dei quali avvalersi per la raccolta dell’uva”.

Manzato: “Esempio da seguire”. “Dopo i nuovi “non voucher” della professoressa Fornero – chiosa Manzato – un simile sistema risponde in maniera impeccabile ad un insieme plurimo di esigenza dell’economia agraria locale e dei cittadini. E’ un sistema da codificare e rispetto al quale mi auguro che le “autorità” statali preposte si diano anch’esse da fare per essere della partita, piuttosto che cavillare ostacolare una buona idea che viene dal basso e garantisce tutti”.

(Fonte: Regione Veneto)

A Bigolino di Valdobbiadene (TV), al via un progetto per avvicinare i bambini alla viticoltura

Adottare una vite, darle un nome di battesimo e far crescere insieme alla pianta prescelta una storia, frutto della fantasia. Più che un gioco, una scoperta speciale dell’unione spontanea con la natura, attraverso la quale un gruppo di bambini della parrocchia di Bigolino (TV), accompagnati dal sacerdote Padre Angelo, saranno guidati dalla più giovane imprenditrice del Valdobbiadene DOCG, Claudia Adami, che oggi, giovedì 12 luglio, aprirà i vigneti di famiglia che si trovano al Follo di Valdobbiadene solo per i piccoli ospiti, per avvicinarli alla scoperta delle colline del territorio e della coltura della vite.

Sensibilizzare i bambini verso un futuro più rispettoso. Ciascun bambino, scrivendo il nome su un cartellino speciale, potrà scegliere e ”battezzare” la sua vite. Ogni singola pianta avrà il suo nome di battesimo e potrà essere così adottata da tutti i piccoli partecipanti all’iniziativa. Infine per ciascuna vite ci sarà una storia da inventare e in seguito da raccontare. Muove così i primi passi il progetto dell’azienda “Fra le rose”, ideato e battezzato dalla giovanissima Claudia Adami, appena ventunenne. Che afferma: “E’ un piccolo passo verso tappe più importanti, come sarà la vendemmia 2012, ma pur sempre un modo per sensibilizzare anche i più piccini sull’importanza di un futuro più rispettoso”. In seguito a questo evento verrà programmato un laboratorio di pittura, seguito dal pittore Mauro Masin, per dare un ulteriore spunto di creatività ai bambini partecipanti.

(Fonte: Società Agricola Fra Le Rose)

Domenica 22 aprile 2012, a Torreglia (PD) Docg italiane alla ribalta

Domenica 22 aprile p.v. Villa dei Vescovi, monumento di eccezionale importanza all’interno del vasto panorama delle ville venete, edificata su un terrapieno dei Colli Euganei tra il 1535 e il 1542 come casa di villeggiatura del Vescovo di Padova, Francesco Pisani, accoglierà appassionati e addetti ai lavori in occasione del I° Simposio Nazionale dedicato interamente alle Docg italiane, organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier del VenetoDelegazione di Padova con la collaborazione del FAI – Fondo Ambiente Italiano.

L’evento si aprirà alle ore 10:00 con il convegno aperto al pubblico “Qualità e Tipicità: Comunicare il valore di un vino – come l’uomo trasporta il vino e come il vino è trasportato per l’uomo”; dalle ore 11.00 alle ore 20.00 aci sarà il banco d’assaggio con settanta aziende vitivinicole presenti. Il biglietto d’ingresso è di 15,00 euroe c comprende: visita guidata alla Villa, degustazione libera, calice da degustazione e mappa dell’evento. Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria della manifestazione (3335286277 – 3470350298).

Altri eventi in programma. Alle ore 16.00 è previsto l’evento “Ad ognuno la sua Bollicina”, degustazione guidata da Roberto Gardini, a confronto Metodo Classico e Metodo Martinotti, alle ore 17.30 “La Nobile Eleganza del Nebbiolo e Sangiovese”, degustazione guidata da Roberto Gardini dedicata ai grandi vini del Piemonte, Lombardia e Toscana.Al buon vino sarà abbinato il buon cibo con degustazioni di tipicità gastronomiche venete e padovane: selezione di prosciutti artigianali e di formaggi, prodotti da forno e dolci della tradizione padovana. Costo per ogni degustazione € 10,00. Posti limitati. Prenotazioni obbligatorie (direttivo@aispadova.com – cell. 333 5286277).

(Fonte: AIS Delegazione di Padova)

In arrivo nei vigneti trentini vecchie e nuove varietà

Alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige prosegue in maniera parallela l’attività di realizzazione di nuovi incroci di vite e l’azione di recupero e valorizzazione delle antiche varietà coltivate un tempo. Per esaltare la qualità dei vini trentini quattro nuove varietà resistenti e aromatiche messe a punto dal Centro ricerca e innovazione sono in attesa di iscrizione presso il Ministero delle politiche agricole, mentre sul fronte dei recuperi, dopo Casetta, Lagarino, Verdealbara, Maor, Paolina e “Saint Laurent”, altre due vecchie varietà di vite sono in attesa di registrazione nel Catalogo nazionale delle varietà di vite idonee alla produzione di vino: la Biancaccia e la Rossetta di Montagna.

Per l’attività di miglioramento genetico, che a San Michele prosegue da quasi un secolo, i ricercatori sfruttano la collezione ampelografica situata in località Giaroni e le accessioni provenienti da incrocio controllato, usando dei marcatori specifici per una selezione precoce assistita al fine di esaltare alcune caratteristiche come  la tolleranza alle malattie fungine, l’adattabilità alla meccanizzazione integrale, i rapporti ottimali zuccheri-acidi, la ricchezza di antociani e polifenoli, la presenza di aromi varietali complessi. Le nuove varietà di cui è stata richiesta l’iscrizione sono state valutate e selezionate dando la priorità  alla loro rusticità cioè alla predisposizione ad essere attaccate da botrite e marciumi sul grappolo, individuandone due a bacca rossa e due a bacca bianca.

Le due nuove varietà bacca rossa Eco Iasma 1 e Eco Iasma 2 presentano caratteristiche di notevole rusticità nei confronti dei marciumi del grappolo, ma anche di elevato contenuto in antociani e polifenoli totali ed un ottimo rapporto zuccheri-acidi. Si ottengono vini con buona corposità e consistenza e con un buon contenuto in tannini e aromi a gradevole nota floreale-fruttata. Le nuove varietà a bacca bianca si caratterizzano per il loro diverso e complesso contenuto aromatico. Le caratteristiche e l’intensità dell’aroma di queste uve permette di individuare specifici obiettivi enologici:  Eco Iasma 3 per vini freschi leggermente aromatici che ricordano le erbe melissa e salvia con note floreali-fruttate, di medio corpo e buona sapidità, mentre Eco Iasma 4 può dare valide soluzioni e interpretazioni a vini da vendemmia tardiva. Quest’ultimo presenta grande rusticità nei confronti dei marciumi del grappolo, da complessità e finezza aromatica, medio corpo, buona sapidità e media tenuta acidica. La Fondazione Mach rimane in attesa dell’esito della Commissione ministeriale per l’iscrizione di queste varietà al Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite ed alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

(Fonte: IASMA)

Vino Veneto: più vigneti, meno aziende, boom del Prosecco

La vendemmia 2011 in Veneto ha confermato i livelli produttivi degli ultimi anni con una produzione dichiarata di 11,2 milioni di quintali di uva (8,2 milioni di ettolitri di vino circa). Considerando anche l’uva importata da altre regioni italiane, il Veneto ha raggiunto una produzione di vino pari a 9,5 milioni di ettolitri di vino per il 41,8% marchiato con la denominazione di origine, mentre il 41,1% con l’Indicazione geografica.

Dal confronto dello schedario viticolo  di febbraio 2008 con quello di febbraio 2012, si nota come a distanza di 4 anni la superficie a vigneto rilevata in Veneto è aumentata del 4,3%, salendo da 71.361 a 74.398 ettari. Escludendo la provincia di Belluno, la cui superficie vitata è molto esigua, l’incremento più consistente è avvenuto in provincia di Treviso (+9,3), Vicenza conferma l’estensione del proprio vigneto (-0,1%), Verona e Venezia registrano aumenti contenuti (rispettivamente +3,8% e +3,6%), e Padova subisce una contrazione piuttosto significativa (-9%). Anche il numero degli schedari viticoli – grosso modo assimilabile al numero di aziende viticole – dal 2008 al 2012 registra una sensibile contrazione: da 42.150 a 36.779 (-12,7%). Cali notevoli, intorno al 20%, nelle province di Padova, Venezia e Rovigo, più contenuti a Verona (-4,6%), Treviso (-9,7%) e Vicenza (-11,3%). Questi i dati salienti elaborati dai tecnici di Veneto Agricoltura.

Il fenomeno Prosecco, dopo la revisione della denominazione avvenuta nel 2009 con la nuova OCM, incide significativamente sulle caratteristiche strutturali della vitivinicoltura veneta. La varietà Glera (dalle cui uve si ottiene il vino prosecco) è il primo vitigno del Veneto con una quota del 25,7%, seguito a notevole distanza da Garganega (13,4%), Merlot (10,1%), Pinot grigio (9,8%) e Corvina (8,3%). I dati relativi alla produzione dichiarata di uve a denominazione di origine confermano il primato della DOC Prosecco con una quota del 34,5%, seguita dal Valpolicella con uno share del 14,6%. Al terzo posto ancora Prosecco: la DOCG Conegliano-Valdobbiadene con il 13,6%  precede due denominazioni veronesi (Soave 10,6% e Bardolino 6,4%).

Dal punto di vista commerciale il 2011 è stata un’annata positiva dopo la crisi del 2009 e i segnali di ripresa osservati nel 2010. Il prezzo medio delle uve registrato presso le borse merci del Veneto è aumentato del 27%, mentre secondo le rilevazioni Ismea il prezzo medio all’origine dei vini bianchi DOC-DOCG al mercato di Treviso è salito su base annua del 28,7% e quello dei vini rossi DOC-DOCG sulla piazza di Verona del 31,9%. In aumento anche le esportazioni di vino italiano, delle quali il Veneto detiene la “quota di maggioranza” del 29,6%. I dati Coeweb-Istat indicano un incremento pari al 9,3% in quantità e al 12,4% in valore rispetto all’anno precedente. A tali risultati ha senza dubbio contribuito il Prosecco, considerando che gli spumanti DOP italiani hanno registrato nel 2011 un incremento delle vendite all’estero del 39% in valore, con punte di +63% negli Stati Uniti e +51% nel Regno Unito.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vino, 200 mila bottiglie Doc in meno al giorno a causa della burocrazia

A causa della burocrazia scompaiono ogni giorno 200mila bottiglie di vino Doc, con le aziende costrette a rinunciare a produrre vini a denominazione d’origine per l’impossibilità di far fronte ad adempimenti spesso inutili che sottraggono ben 100 giornate di lavoro all’anno al tempo passato in vigna e in cantina. E’ la denuncia venuta dalla Coldiretti nel corso dell’incontro promosso al Vinitaly 2012 sul tema della semplificazione in vigna, con la prima analisi sul peso insostenibile di pratiche e documenti a cui sono costretti a far fronte i viticoltori italiani e la presentazione del piano “salva Doc”.

Oltre 70 attività burocratiche. Un peso che ha portato alla riduzione dei terreni destinati a produrre vini a Docg e Doc del 10 per cento nel periodo tra il 2007 e il 2011 durante il quale si è passati da 316mila ettari a 284mila ettari, con una perdita stimata di produzione pari a oltre 100 milioni di litri di vino doc. Dalla produzione di uva – sottolinea Coldiretti – fino all’imbottigliamento e vendita le imprese devono assolvere a oltre 70 attività burocratiche e relazionarsi con ben 20 diversi soggetti istituzionali.  Ma il peso della burocrazia – rileva Coldiretti – è anche nella impressionante quantità di norme di settore. Più di 1.000, contenute in circa 4.000 pagine di direttive, regolamenti, comunicazioni, note e decisioni del Consiglio e della Commissione europea, leggi, decreti, provvedimenti, note, circolari e delibere nazionali e regionali. Un carico che rischia ora di gravare ancora di più sulle imprese, con la messa a regime del nuovo sistema di certificazione e controllo dei vini a Denominazione. “Appesantire inutilmente i carichi burocratici per i riconoscimenti dei vini a denominazione di origine significa indebolire il legame del vino con il proprio territorio, ridurre la competitività del Made in Italy e favorire la delocalizzazioni verso l’estero anche per effetto dall’annunciata liberalizzazione dei diritti di impianto, dello zuccheraggio e della nuova categoria dei vini varietali senza legame con il territorio di produzione”, ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Da qui il piano “salva vino” presentato dalla Coldiretti che prevede una serie di misure per semplificare il carico burocratico senza ridurre l’efficacia delle attività di controllo. Innanzitutto, serve realizzare un sistema informatico unico di gestione capace di garantire un coordinamento tra gli enti coinvolti nel controllo e nella gestione, eliminando gli adempimenti “doppioni” a carico delle imprese e introducendo l’autocontrollo da parte dell’imprenditore, controlli a campione basati su analisi dei rischi e garanzia della tracciabilità e rintracciabilità delle partite di vino. Si punta poi a far diventare il fascicolo aziendale anche uno “strumento unico dell’impresa viti-vinicola” attraverso il quale adempiere agli obblighi e acquisire automaticamente le autorizzazioni per cui non è necessaria una valutazione discrezionale, sostituendo l’attuale sistema di autorizzazioni con l’invio di semplici comunicazioni. In questo modo – sottolinea Coldiretti – si potrebbe abbattere il numero di adempimenti da 70 a 40 e ridurre del 50 per cento il tempo perso nella compilazione dei documenti. Nella fase della produzione di uva, le pratiche si potrebbero addirittura ridurre dalle attuali 9 ad un sola comunicazione. In quella di trasformazione dell’uva in vino sarebbe possibile eliminare 15 registri di cantina cartacei sostituendoli con un unico registro telematico, ma anche cancellare o semplificare ulteriori 14 adempimenti. Più informatizzazione anche nella fase di imbottigliamento, con 2 pratiche eliminate e altre tre razionalizzate.

(Fonte: Coldiretti Verona)

E che Vinitaly sia! Da oggi a mercoledì 28 marzo 2012, a Veronafiere il 46mo Salone Int.le del Vino e dei Distillati

Da sx a dx: Ettore Riello presidente di Veronafiere e Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere

Vinitaly, si parte. La 46ª edizione del più importante salone internazionale per il business dei vini e dei distillati apre i battenti oggi a Veronafiere. Una nuovo format sul calendario, da domenica a mercoledì 28 marzo, ma con la stessa vocazione di sempre: rimanere il punto di contatto privilegiato tra uno dei prodotti simbolo del made in Italy e i buyer provenienti da più di 100 Paesi.

«I numeri e le novità di Vinitaly sono anche quest’anno di grande impatto: oltre 4.300 espositori (+4%), il debutto di ViViT – Vigne Vignaioli Terroir, la rassegna dedicata ai vini da agricoltura biologica e biodinamica che ha anticipato la recente decisione UE di riconoscere le etichette bio dalla prossima vendemmia, e grande spazio al canale horeca e ai sommelier», sottolinea il Presidente di Veronafiere, Ettore Riello. «Business e cultura. Un binomio quanto mai strategico per migliorare i risultati che il mondo italiano del vino ha registrato nel 2011: oltre 10 miliardi di euro di fatturato, dei quali 4,4 provenienti dall’export (+12% sul 2010) e una quota di mercato mondiale salita al 24,3%», evidenzia il Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Oggi il taglio del nastro di Vinitaly. La cerimonia inaugurale con il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, è fissata per stamattina alle 11 al Centrocongressi Europa-Auditorium Verdi, con la consegna della Medaglia di Cangrande ai Benemeriti della viticoltura italiana. Insieme al presidente di Veronafiere, Ettore Riello, interverranno il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Il ministro Catania terrà il discorso inaugurale, prima della conferenza stampa con i giornalisti in Sala Salieri, adiacente all’Auditorium.

Lunedì 26 marzo Dacian Cioloş a Vinitaly. Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, sarà presente anche lunedì a Verona per una giornata di altissimo profilo istituzionale. I riflettori saranno puntati sul commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Cioloş, che prenderà parte ad una conferenza stampa organizzata da Veronafiere e dalla Cogeca, la rappresentanza europea delle cooperative, guidata dal suo presidente Paolo Bruni. L’appuntamento è alle 12,30 in Sala stampa (altra novità di Vinitaly 2012: la Sala stampa si trova tra i padiglioni 4 e 5 e non più al Palaexpo). Sarà l’occasione per il commissario europeo all’Agricoltura di illustrare il successivo evento del Copa-Cogeca (ore 14,30, Centro Congressi Europa): «Presidency Business Forum» e di focalizzarsi su temi di stretta attualità come la proposta di riforma della Pac, l’ocm unica, la liberalizzazione dei diritti di impianto, questione sulla quale l’Italia e altri 14 Paesi, fra cui Francia, Germania e Spagna sono fortemente contrari.

Cioloş “non vogliamo mettere una corda intorno al collo al settore vino, ma far crescere la qualità”. «Il prossimo 19 aprile si riunirà per la prima volta il ‘Gruppo di alto livello’, che ho voluto istituire per discutere sul tema delle liberalizzazioni – spiega il commissario Cioloş in un’intervista esclusiva a Vinitaly, di cui anticipiamo solo uno stralcio -. I ministri dell’Agricoltura, inclusi quelli nominati prima (i Paesi che oggi chiedono di ripensarci, nda), nell’aprile 2008 hanno deciso di non prolungare i diritti di impianto dopo il 2015, con la possibilità di arrivare al 2018 su base volontaria. Il Gruppo di alto livello sarà uno spazio di riflessione sulla questione e su quali potranno essere gli impatti di mercato in uno scenario di abolizione dei diritti di impianto. Tutti gli stakeholder parteciperanno al dibattito. Da un lato non vogliamo mettere una corda intorno al collo al settore del vino, dall’altro lato non possiamo minare le possibilità del settore di crescere nella direzione della qualità». Al Forum organizzato dal Copa-Cogea prenderanno parte anche il ministro Catania e il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, presenti anche alla Tavola rotonda di lunedì mattina (ore 10,30, Auditorium Verdi) organizzato da Fedagri-Confcooperative «Diamo credito al vino italiano», moderato dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli.

Presenze istituzionali ai convegni. Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, prenderà parte pure alla conferenza stampa della Regione Sicilia, insieme al presidente Raffaele Lombardo, lunedì alle 10,30 (Centro stampa, padiglioni 4/5). Nel pomeriggio di lunedì è prevista la presenza a Vinitaly anche del ministro per l’ambiente Corrado Clini al convegno “Il vino sostenibile. Un progetto Italiano per l’EcoSostenibilità nella Viticoltura”, organizzato dal Ministero dell’Ambiente (ore 15.00 Sala Puccini- Centrocongressi Arena – Padd. 6/7). Martedì 27 marzo nuovo appuntamento con il ministro delle Politiche agricole Catania al convegno “La tutela dell’olio extravergine di oliva: una questione internazionale” (ore 10.30 Area del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – Sala 1 – Piano terra Palaexpo).

Sol, Agrifood Club ed Enolitech. In contemporanea con Vinitaly si svolge Sol, il Salone internazionale dell’olio extravergine (Padiglione C – www.sol-verona.com), giunto alla 18^ edizione. Tra i padiglioni spazio anche al meglio dell’agroalimentare italiano di qualità con il 6° Agrifood Club (Padiglione C – www.agrifoodclub.com) e agli accessori e alle attrezzature per la cantina e il frantoio in mostra al 15° Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie (Padiglione F – www.enolitech.com).

(Fonte: Veronafiere)

Vino, Istat rileva export da record nel 2011

Ha superato i 4,4 miliardi il valore dell’export enologico italiano nel 2011. Il dato cumulato sui 12 mesi reso noto nei giorni scorsi dall’Istat dà incremento superiore al 12%  in valore rispetto al 2010 e del 9% in volume per un totale di 24 milioni di hl. Confermate quindi le rosee aspettative degli scorsi mesi.

Stati Uniti, Germania, Regno Unito i nostri primi importatori in valore, rispettivamente con 948, 919 e 509 milioni di euro. La classifica cambia in termini di quantità, con Germania e Regno Unito davanti agli Stati Uniti, rispettivamente con quasi 716.000, oltre 338.600 e più di 297.300 hl. Dati che confermano come il vino italiano piaccia nel mondo, ma soprattutto che i nostri produttori meritano la leadership, con una quota di mercato internazionale nel 2010 del 22%. Tutto questo nonostante la crisi economica e l’euro forte, i competitor sempre più agguerriti ma non sempre all’altezza.

Viticoltori italiani, propensione generalizzata all’export. Un’importante rappresentanza di questi produttori export-oriented, oltre 4.200, sarà presente a Vinitaly dal 25 al 28 marzo, dove sono previsti in arrivo buyer da oltre 100 Paesi.«C’è stata negli ultimi anni una crescita della professionalità dei nostri produttori, anche di quelli di piccole dimensioni, che hanno imparato a rapportarsi con i trader internazionali – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -. Così a fianco di grandi nomi è sempre più facile trovare piccoli produttori che si fanno apprezzare nei ristoranti e nei wine bar di tutto il mondo. Ognuno trova il proprio canale o la sua nicchia di mercato in base a quelle che sono le proprie potenzialità e questo è un altro dato positivo perché dimostra una generalizzata propensione all’export».

(Fonte: Veronafiere)

25-28 marzo 2012, a Veronafiere è di scena il Vinitaly!

Oltre 10 miliardi di euro di fatturato. Più di 4 miliardi provenienti dall’export, in crescita del 13 per cento sul 2010. Sono i numeri con cui ha chiuso il 2011 il settore vitivinicolo italiano, a dispetto della crisi economica. In Italia, il mondo del vino continua a fare la parte del leone trainando l’intero comparto agroalimentare e confermando il proprio ruolo di leader sui mercati esteri con una quota del 22 per cento. Un risultato che ribadisce  l’eccellenza nazionale, forte anche di una manifestazione come Vinitaly (www.vinitaly.com), il più importante salone internazionale per il business dei vini e dei  distillati, alla Fiera di Verona da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012.

Il cambio data. «Il sistema fieristico è essenziale per la crescita della politica industriale del Paese. Veronafiere presidia con le sue manifestazioni il 45 per cento del settore relativo all’agroalimentare, con Vinitaly fondamentale per la promozione del vino in Italia e all’estero  – ha dichiarato Ettore Riello Riello, presidente di Veronafiere e anche  dell’AEFI, l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane –.  L’edizione 2012  vede l’incremento degli espositori diretti e totali che sono oltre 4.200 e presenta molte novità. A cominciare dal  cambio della data. Si passa infatti ad una rassegna più breve di un giorno e concentrata da domenica a mercoledì invece che da giovedì a lunedì. Una soluzione pensata per ottimizzare le iniziative dedicate all’incontro tra espositori, per la prima volta anche  da Uzbekistan, Moldavia, Azerbaijan e Armenia, e i buyer da tutto il mondo, con più spazio agli operatori del canale horeca e ai sommelier»

Debutta Vivit. Per il direttore generale di Veronafiere Giovanni  Mantovani «Vinitaly 2012  ha rinnovato il  format per garantire ancora maggiori opportunità di business alle aziende e sempre più presenze internazionali, come dimostrano l’apertura  ai mercati emergenti e l’attenzione allo sviluppo di nuovi settori. In proposito debutta infatti ViViT – Vigne, Vignaioli, Terroir, la rassegna dedicata ai vini da agricoltura biologica e biodinamica che ha anticipato la recente decisione UE di riconoscere le etichette bio dalla prossima vendemmia. Vinitaly ha poi un’anteprima d’eccezione, sabato 24 marzo a Palazzo della Ragione, con Opera Wine:  grand tasting dei 100 migliori produttori nazionali, in rappresentanza di tutte le regioni, selezionati da Wine Spectator. Nell’occasione anche l’incontro “Italian icon: from Fashion to Wine”, con la partecipazione del presidente di Altagamma Santo Versace».

A Vinitaly tornano le degustazioni, con Taste Italy che si arricchisce della collaborazione di Doctor Wine, alias Daniele Cernilli, senza dimenticare Tasting Ex…Press e Trendy oggi, Big domani. Il Gambero Rosso presenta i 375 vini premiati con i Tre Bicchieri, mentre a Civiltà del Bere il compito di guidare la degustazione “Di padre in figlio: il passaggio generazionale nelle grandi famiglie del vino”. La Valpolicella è protagonista della retrospettiva “Trent’anni di Amarone d’Arte” e “Le grandi biografie del vino” si concentrano sulle cantine Gaja, Florio, Tenuta dell’Ornellaia e Frescobaldi.

Si fa anche cultura del vino. Ecco allora convegni e seminari, con la presentazione delle ricerche “Consumi di vino nella Gdo”, “Comportamenti d’acquisto dei consumatori allo scaffale vini del supermercato” e  “Consumo del vino nel fuori casa”. Ci sono poi l’“Indagine sul passaggio generazionale nelle aziende vitivinicole” presentata da Renato Mannheimer e i primi risultati dell’inchiesta “Vino, futuri possibili-1° rapporto di filiera”, realizzata in collaborazione con  il Sole24Ore.  La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, approfondisce il tema del consumo “fuori casa” con due dibattiti, mentre Vinitaly si occupa di un focus sui mercati internazionali di Stati Uniti ed Asia.

Alla sera invece si pensa ai wine lover con Vinitaly for you, il dopo salone serale in centro città, al Palazzo della Gran Guardia, dove degustare buoni vini con il sottofondo di musica dal vivo. Come ogni anno, infine, in contemporanea con Vinitaly si svolge Sol, il Salone internazionale dell’olio extravergine (www.sol-verona.com), giunto alla 18^ edizione. Tra i padiglioni spazio anche al meglio dell’agroalimentare italiano di qualità con il 6° Agrifood Club (www.agrifoodclub.com) e agli accessori e alle attrezzature per la cantina e il frantoio in mostra al 15° Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie (www.enolitech.com).

(Fonte: FiereVerona)