Semplificazione e valorizzazione dell’imprenditore che sceglie di offrire servizi di agricoltura sociale rivolti all’inserimento lavorativo, all’inclusione di soggetti svantaggiati, alle attività a supporto di terapie. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) il Veneto, primo in Italia a dotarsi di una legge sull’agricoltura sociale – commenta l’assessore all’Agricoltura Federico Caner, intervenuto a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, alla presentazione del Pdl 285 a firma della consigliera Sonia Brescacin -, fa un ulteriore passo avanti: nell’adeguare la propria legge 14/2013 alla norma nazionale 141/2015, sceglie di valorizzare sempre di più la figura dell’imprenditore agricolo, ampliando e consolidando la gamma dei servizi erogabili nelle fattorie sociali. Non va trascurata questa ennesima evoluzione dell’impresa agricola, che diversifica e diventa sempre più multifunzionale, nell’ottica di recupero della tradizione e di un nuovo welfare”.
In Veneto 37 fattorie sociali iscritte nell’elenco regionale,
con una prevalenza nelle province di Vicenza e Verona
Esse sono indirizzate all’inserimento socio-lavorativo di soggetti deboli, a politiche assistenziali e di riabilitazione delle persone con disabilità fisico-psichica o con dipendenze, anche attraverso la creazione di centri di ospitalità per anziani e il ricorso a terapie assistite con animali e prodotti agricoli in produzione nell’azienda. “Ruolo centrale in questo contesto – aggiunge Caner -, lo riveste l’agricoltura che conferma la propria multifunzionalità nel fornire anche servizi innovativi. In un contesto di sempre maggiore sburocratizzazione, che è uno dei nostri primi obiettivi per agevolare le imprese del settore primario, è positivo che questo Progetto di legge (Pdl) semplifichi la procedura di avvio dell’attività di fattoria sociale, introducendo la semplice SCIA al Comune”.
Inserite le fattorie sociali nella rete regionale dei servizi sociali
“La Regione Veneto – sottolinea l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin – non solo ha legiferato per prima in Italia riconoscendo la valenza sociale delle imprese agricole che aprono le proprie porte per inserimenti lavorativi di persone in difficoltà, percorsi educativi e riabilitativi per bambini, anziani, disabili, detenuti ed ex detenuti, ma ha anche inserito le fattorie sociali nella rete dei propri servizi sociali, allargando quindi ulteriormente e innovando la gamma delle risposte che il sistema di welfare pubblico-privato è in grado di offrire nelle situazioni di bisogno. Siamo fermamente convinti che la fattoria sociale, quando diventa impresa di solidarietà sociale, sia uno strumento riconosciuto e importante del welfare di comunità, un’opportunità volta a promuovere esperienze di benessere personale e relazionale. I progetti alternativi ai Centri diurni, i Ceod, che intercettano anche le Fattorie sociali, oggi vedono impiegati 1315 persone con disabilità. Costituiscono quindi una risposta molto importante. Per questo motivo la Regione del Veneto continuerà a sostenere e valorizzare in tutto il territorio il ruolo dell’agricoltura sociale, con l’obiettivo inoltre di avviare percorsi formativi rivolti agli operatori socio-sanitari”.
Fonte: Servizio stampa Regione Veneto
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