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Alta Val di Chiampo, terra di sapori (e cuori) genuini, vanta il primato in Veneto di produzione di carciofi di montagna

Soci Argav

I soci ARGAV a Marana di Crespadoro, nei campi di Agrimea

(di Marina Meneguzzi) Da alcuni anni a questa parte, è tradizione per la nostra Associazione condividere parte della giornata dedicata all’Assemblea sociale di metà anno con coloro ai quali abbiamo attribuito, nell’anno precedente, il Premio ARGAV. Così è stato per l’Assemblea tenutasi il 14 giugno scorso, ospitata a Marana, frazione di Crespadoro (VI), in Alta Val di Chiampo, a 850 metri d’altezza, nella sala riunioni di Villa Santa Rita, struttura nata come casa di preghiera degli Agostiniani, poi passata alla Provincia ed ora sede di Agrimea, la cooperativa agricola sociale a cui è andato il Premio ARGAV 2014 (leggi le motivazioni e lo scopo sociale della Cooperativa).

Terre alte, sole, mani e cuore. Ad accoglierci con un caldo benvenuto c’erano alcuni ragazzi ospiti della Cooperativa, insieme al presidente Giancarlo Sanavio, psicologo ed economista, e al vicepresidente Alessandro Mecenero, già sindaco di Crespadoro.  A parlarci “in campo”, oltre a loro c’era Nicolò Franco, giovane perito agrario che segue i lavori agricoli, coadiuvato da altri consulenti agronomi e dai ragazzi ospiti della cooperativa, che vengono coinvolti in tutte le fasi della filiera agricola.

Campo carciofi

campi di carciofi Agrimea

Nessuno ci credeva. “In tutto coltiviamo 4 mila piante di carciofo – ha raccontato Nicolò – una varietà ibrida pugliese che ben si adatta alla montagna, solo che in Puglia matura a novembre mentre da noi matura in estate, da maggio a settembre. Quando abbiamo iniziato l’attività, neanche i tecnici di Veneto Agricoltura  credevano nella nostra buona riuscita, oggi siamo i primi e gli unici produttori di carciofo di montagna in Veneto. Produzione, questa, a cui abbiamo affiancato quella invernale della Rosa di Marana, radicchio tenero e prelibato che fiorisce anche sotto la neve e che, dopo la raccolta, completa la sua maturazione al chiuso, al buio e al caldo. Coltiviamo anche fagioli – ha concluso Nicolò – soprattutto per arricchire di azoto il terreno“.

Siviero

da sx Alessandro Mecenero e Giancarlo Sanavio, rispettivamente vicepresidente e presidente Agrimea

Pochi minuti di attività agricola al giorno, e già si notano benefici nel temperamento dei ragazzi autistici. L’attività agricola è stata avviata per soddisfare la necessità di autofinanziamento della Cooperativa, ma è molto importante  anche a livello terapeutico. “Da quanto abbiamo iniziato,  circa un anno e mezzo fa, abbiamo avuto risultati più che soddisfacenti sulla ventina di ragazzi ospiti della nostra struttura, che vanno dai 10 ai 22 anni“, ha spiegato Sanavio. Che ha aggiunto: “In Veneto oggi si registra 1 caso di autismo ogni 130 nati, quindi c’è un numero incredibile di bambini autistici, malattia che sembra colpire in prevalenza i maschi (1 femmina su 5), ma che fino ai 3 anni di vita è difficile da diagnosticare e anche dopo, i familiari e la stessa scuola, sono poco attrezzati culturalmente per riconoscerla, mentre sarebbe importante individuarla già nel primo anno di vita“. “L’autismo – ha continuato Sanavio – porta chi ne è colpito a chiudersi in se stesso, a non voler comunicare, è una patologia le cui cause sono ancora da accertare, anche se un recente studio americano della Nasa sembra individuare la causa scatenante nell’alimentazione dei genitori ed in particolare nell’assunzione di oli vegetali, come l’olio di palma, che possono modificare il Dna”. “Siamo una delle poche realtà che si fa “carico”, dal punto di vista psicologico, anche delle famiglie dei ragazzi“, ha concluso Sanavio, aggiungendo: “Il fatto di essere in montagna costituisce uno “splendido isolamento” necessario per la loro cura, condotta da 30 operatori, che lavorano a turno notte e giorno. Al 90% i ragazzi da noi seguiti riescono a integrarsi in famiglia e nella società. E questo, anche grazie al lavoro nei campi“.

Prodotti 2Marana, terra di squisiti tartufi. Una realtà così appagante dal punto di vista umano ha destato nei soci ARGAV molte sensazioni, dalla preoccupazione verso una patologia a cosi alto tasso di incidenza sulla popolazione, all’ammirazione verso coloro che si spendono con tanta energia e passione nella cura, al pizzico di orgoglio per aver premiato una realtà agricola-sociale dall’obiettivo così importante. E che, in fase di conclusione dell’incontro, ha fatto conoscere anche aspetti enogastronomici d’eccellenza dell’alta Val di Chiampo, ad iniziare dal buon tartufo nero di Marana,  promosso dall’Associazione per Marana e Tartufai dei Lessini Vicentini presieduta da Giuseppe Cacciavillani, presente al convivio. Dopo i Colli Berici, il territorio di Marana di Crespadoro è il secondo centro per importanza di produzione di questo scorzone, che si trova in Primavera e in Autunno grazie al fiuto di cani appositamente addestrati. La tradizione locale lo vuole gustato insieme a riso, tagliatelle e spaghetti, se volete averne un assaggio ricordate che la mostra mercato del prelibato tubero si tiene l’11 ottobre 2015 a Marana di Crespadoro (maggiori info cell. 348-8047561).

Sindaco Vice Sindaco Associazione Assemblea Soci Crespadoro

da sx Liliana Monchelato, sindaco di Altissimo, Enrico Corato, vicesindaco di Nogarole Vicentino e Giuseppe Cacciavillani, presidente Ass.ne Tartufo di Marana

Noci Altissimo

Le noci di Altissimo

Sapori (e noci) soprendenti. Oltre al tartufo, abbiamo assaggiato altre prelibatezze, tra cui la trota e il formaggio di montagna del comune di Altissimo, entrambi prodotti De.Co. (Denominazione Comunale), presentati nell’occasione dal sindaco Liliana Monchelato. Altissimo ha una solida tradizione nel settore della troticoltura. Le trote fario e iridea sono allevate in peschiere alimentate dalle acque del fiume Chiampo e vengono nutrite con mangimi naturali. La trota, preparata ai ferri o fritta, è protagonista di una festa che si tiene ogni maggio ad Altissimo ed è curata dall’Associazione GS Molino (maggiori info Adriano Gefry Cracco tel. 335-7755373). Il formaggio, invece, è  prodotto dal Caseificio Cooperativa di Altissimo (tel. 0444-487114), è fatto solo con latte crudo, stagionato da 2 mesi a 2 anni, ed è l’unico autorizzato nel territorio a chiamarsi “formaggio di montagna”, essendo il Caseificio, i pascoli e le aziende agricole che conferiscono il latte situate ad una altitudine superiore ai 600 metri. Parte del formaggio in degustazione era farcito con le noci di Altissimo, la cui grandezza ha colpito tutti i presenti.

IMG_3853-Copia-1024x489Formaggi da concorso. Altra bella località che si trova a cavallo tra le valli del Chiampo e dell’Agno è Nogarole Vicentino che, sempre a maggio, organizza la festa del formaggio e dei prodotti De.Co. “La manifestazione promuove il ricco patrimonio gastronomico del territorio – ha raccontato Enrico Corato, vice sindaco di Nogarole – e consta di un concorso tra i quattro caseifici delle valli Agno-Chiampo (Nogarole, Altissimo, Castelgomberto e Trissino), l’organizzazione di una camminata naturalistica e culturale alla scoperta delle contrade e dei capitelli disseminati sul territorio e la realizzazione di un menù enogastronomico in cui a farla da padrone sono i formaggi locali e gli gnocchi con la “fioretta” prodotta per affioramento in una delle fasi di produzione della ricotta”.

Va alla Cooperativa AgriMeA di Crespadoro (VI), esempio di agricoltura sociale, il premio ARGAV 2014

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da sx, Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV), Efrem Tassinato (presidente Wigwam), Alessandro Mecenero (presidente AgriMeA)

(di Marina Meneguzzi) Sabato 13 dicembre 2014, nei locali del Circolo di Campagna Wigwam, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), si è tenuto il tradizionale incontro di fine anno dei soci ARGAV.  Nell’occasione, è stato consegnato il Premio ARGAV 2014, quest’anno sponsorizzato dal circuito Wigwam, e attribuito alla Cooperativa AgriMeA di Crespadoro (VI), impegnata nel recupero di soggetti autistici e persone svantaggiate attraverso il lavoro nei campi. All’incontro, erano presenti anche Mimmo Vita, presidente UNAGA e Riccardo De Gobbi, dirigente della Regione Veneto, che ha illustrato le peculiarità della nuova legge regionale sull’agricoltura sociale.

La motivazione. “Utilizzare la serenità del lavoro nei campi per vincere una delle sfide più difficili: comunicare con soggetti autistici. Uno dei primi risultati si chiama “Carciofo di Marana”, un’altra sfida diventata realtà: fare di uno spicchio di territorio vicentino un’area vocata al “carciofo di montagna”. La cooperativa AgriMeA è una delle più interessanti espressioni della funzione sociale dell’agricoltura, capace di essere trait d’union fra mondi diversi nel nome del recupero dei valori veri della vita. Per questo le attribuiamo il premio ARGAV 2014″, ha detto il presidente della nostra associazione, Fabrizio Stelluto, nel consegnare il Premio ad Alessandro Mecenero, presidente della cooperativa.

I vincitori. “Siamo una piccola realtà e questo riconoscimento ci rende molto orgogliosi”, ha detto Mecenero. Che ha aggiunto: “Per continuare la nostra attività siamo ricorsi all’autofinanziamento e nel farlo abbiamo voluto dar valore al territorio e alle sue potenzialità agricole dimenticate nel tempo, con un progetto che ha rappresentato “una sfida”: coltivare il carciofo tipo pugliese a quota 800 metri. In tutto abbiamo piantato 1500 piante – ha spiegato Mecenero – i risultati, come prima esperienza, sono stati soddisfacenti, visto che tra agosto e settembre scorso abbiamo raccolto circa 3 mila carciofi, consentendoci di essere presenti sul mercato – negozi locali soprattutto, ma anche Gruppi di acquisto solidale (Gas) veneti e lombardi e al Salone del Gusto a Torino, con una “primizia”, per il periodo, di qualità. Oltre alla coltivazione stagionale del carciofo, coltiviamo erbe officinali, alleviamo maiali e abbiamo tre asinelli destinati alla pet therapy nel centro di Santa Rita di Marana. Inoltre – ha concluso Mecenero – abbiamo iniziato la coltivazione di un particolare radicchio friulano che ci consentirà di essere presenti sul mercato tutto l’anno”.

Wigwam, sponsor 2014 del premio ARGAV. “Condividiamo con AgriMeaA la filosofia di vita di chi, di fronte ad un problema o ad una opportunità, non sta a guardare o a lamentarsi, ma realizza o almeno prova a realizzare un’azione concreta che possa contribuire alla soluzione, seppure in piccola parte per il miglioramento della qualità della vita: sua e di tutti noi. Coloro che vivono e operano in questo modo, fanno parte dell’Associazione Italiana dei Clubs Wigwam Circuit, nata nel 1972, oggi presente, oltre che in Italia, in 16 paesi del mondo”, ha detto Efrem Tassinato, presidente nazionale Wigwam e nostro anfitrione.

Foglio e Foglia: la scultura-premio ARGAV. Come di consueto, è opera dell’artista padovano Mauro Marcato, che ha descritto in questo modo la scultura: “Uun foglio dove non è scritto niente, ma dove è già scritto tutto. L’oggetto, realizzato in lamiera di acciaio forgiato, levigato e smerigliato, con una leggera ossidazione nella parte sommitale, patinato con cera d’api, rappresenta un foglio di carta che partendo da una forma morbida si accartoccia e comincia a dar forma ad una foglia. E’ una fusione, un connubio tra due elementi intimamente legati tra loro. Infatti, la foglia ricorda l’albero, l’albero il legno, il legno la carta, la carta il foglio. E si chiude il cerchio!”.