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ARGAV incontra Maurizio Conte, assessore all’Ambiente della Regione Veneto

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Maggiori sinergie con il mondo imprenditoriale, accordi con le categorie agricole per i danni in caso di alluvione e, in un periodo di bilanci ridotti all’osso, azioni di politica ambientale concentrate sulla normativa, bisognosa di essere semplificata e rivista: questo l’obiettivo per il resto della legislatura di Maurizio Conte, nato nel ’64 nel padovano, architetto, alle spalle dieci anni di presidenza della commissione Ambiente regionale e da aprile 2010 assessore all’Ambiente della Regione Veneto.

Conte, puntualissimo nell’ora di arrivo (più degli organizzatori!) e nelle risposte, ha incontrato i soci ARGAV martedì 11 ottobre scorso al circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD). Il confronto, molto partecipato, è stato sulle politiche regionali di settore, con particolare attenzione alle problematiche idrogeologiche e alla gestione dei rifiuti.

Si ringrazia per le riprese video Vittorio Baroni.

Argav incontro Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza: con alluvione danni incalcolabili ma anche tanta solidarietà. Il futuro delle Organizzazioni agricole? Uniti si vince!

30 novembre, Confagricoltura Vicenza, Direttivo Argav insieme a Paolo Sordo (secondo da dx), direttore dell'organizzazione agricola vicentina

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Come pre-annunciato, mercoledì 30 novembre scorso il direttivo Argav si è riunito nella sede di Confagricoltura Vicenza. A far gli onori di casa, il giovane e dinamico Direttore dell’organizzazione agricola vicentina Paolo Sordo, che ci ha accolti (con una buona bottiglia di Vespaiolo) alla fine di un mese particolarmente travagliato per il Veneto e per Vicenza in particolare.

Sfatato un mito sul Veneto individualista. “Novembre è stato un mese molto duro e i danni arrecati dall’alluvione nel nostro territorio sono praticamente incalcolabili – ha riferito Sordo – basti pensare che solo a Vicenza nel giro di 48 ore sono caduti 45 cm d’acqua, una cosa mai vista nella nostra città. E però, nella tragedia, abbiamo riscoperto un Veneto meno individualista, perché la solidarietà tra la gente è stata davvero incredibile“. “La brutta esperienza ha evidenziato la necessità di dare priorità alla pulizia dei letti dei fiumi e alla manutenzione degli argini, oggi devastatati dalle nutrie e che il mondo agricolo deve poter essere messo in condizione di continuare a svolgere quel ruolo di  salvaguardia del territorio assunto da sempre”.

Divergenze con le altre organizzazioni agricole? Del tutto superabili. 1100 iscritti, 22mila ettari di superficie associata, aziende agricole di piccole dimensioni ma una provincia prima in Veneto per la produzione di latte e terza per quella del vino grazie a strutture cooperativistiche: questa la realtà economica in cui Confagricoltura Vicenza  svolge la propria attività di servizi per le imprese e sindacale. E questo in un momento particolarmente difficile per il settore primario: “la coperta “europea” deve coprire sempre più Stati e quindi si fa sempre più corta” – ha concluso Paolo Sordo -. Da qui la necessità di cogliere l’invito che arriva dal mondo agricolo ad agire uniti con le altre Organizzazioni di categoria per ottenere più risultati. Secondo Sordo, infatti, “le divergenze esistenti sono tutte superabili e riconducibili nell’alveo di una sana e costruttiva dialettica”.

Consorzio di Bonifica Brenta (PD): urge realizzare l’invaso del Vanoi per migliorare sicurezza idraulica nel bacino del Brenta

Nei giorni critici dell’alluvione, che a inizio novembre ha sconvolto migliaia di ettari urbani e agricoli nel Padovano e nel Vicentino, il Consorzio di bonifica “Brenta” ha lavorato, ancora una volta, in silenzio. Ora però, passata la fase acuta dell’emergenza, il presidente dell’Ente consortile, Danilo Cuman, tiene a fare il punto della situazione attuale guardando soprattutto alle prospettive future e alle urgenze cui fare fronte.

Durante l’alluvione di novembre, salvati dal disastro i comuni di Veggiano, Mestrino, Selvazzano, Saccolongo e Rubano.L’idrovora di Brentelle, uno dei cinque impianti di sollevamento del Consorzio – spiega Cuman -, funzionando ininterrottamente nel momento di massima criticità ha protetto un bacino scolante di 2.000 ettari, per lo più urbanizzati, corrispondenti alla periferia nord di Padova, nei comuni di Veggiano, Mestrino, Selvazzano, Saccolongo e Rubano. Il canale Brentella, che collega i fiumi Brenta e Bacchiglione, è fondamentale per scolmare le piene: ma quando se ne parla è indispensabile ricordare la necessità di realizzare a monte, a confine tra il Trentino e il Veneto, l’invaso del Vanoi che consentirebbe di migliorare notevolmente la sicurezza idraulica nel bacino del Brenta”.

Consorzi di bonifica “carrozzoni inutili”? L’utilità e l’urgenza serbatoio del Vanoi è stata ulteriormente confermata durante i recenti episodi alluvionali, quando proprio la presenza di un bacino a monte (il lago del Corlo, nel bellunese) ha fatto sì che il fiume Brenta non provocasse gli stessi danni che il Bacchiglione ha causato nel Vicentino. “A tutt’oggi quando c’è troppa acqua nessuno la vuole, al contrario di quando ce n’è poca. Ebbene –  ribadisce il presidente Cuman – questa mentalità va superata al più presto, intervenendo per prevenire i problemi anzichè limitarsi a gestirli quando si presentano. Non è comunque mai troppo tardi per imparare, anche se c’era già stata l’alluvione del 1966: allora la commissione-De Marchi aveva già dato precise indicazioni, molte però sono rimaste sulla carta. C’è ancora chi parla dei Consorzi di bonifica come di “carrozzoni” inutili, ma i fatti dimostrano il contrario alla faccia degli slogan che testimoniano una palese ignoranza della realtà.

Danni alle opere consortile per 700 mila euro. Mentre per il bacino del Vanoi non resta che auspicare che le istituzioni del Veneto e del Trentino ne accelerino la realizzazione, il Consorzio Brenta ha già pianificato decine di progetti ed interventi per oltre 373 milioni di euro, posti all’attenzione della Regione Veneto, in attesa di finanziamento pubblico. “L’alluvione di inizio novembre ha provocato danni alle opere consortili per 700 mila euro – aggiunge Umberto Niceforo, direttore del Consorzio – soprattutto nell’idrovora di Veggiano che è stata completamente allagata dall’esondazione del fiume Tesina Padovano. Ma fortunatamente il pieno funzionamento dell’idrovora Brentelle ha salvato i centri urbani a nord di Padova. Abbiamo inoltre segnalato alcune opere prioritarie a favore delle zone oggetto degli eventi, per un importo di 8.300.000,00 euro”.

(fonte Consorzio di bonifica “Brenta”)

17 novembre, incontro stampa Regione Veneto-Latteria Soligo a favore degli alluvionati

Mercoledì 17 novembre prossimo, alle ore 12,30, nella sala riunioni della sede della Regione Veneto di via Torino 110 a Mestre, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato e il presidente della Latteria Soligo Lorenzo Brugnera presenteranno alla stampa l’iniziativa promossa dalla latteria sociale a favore delle popolazioni alluvionate del Veneto e le altre azioni messe in atto dal mondo agricolo regionale. I giornalisti che desiderassero partecipare possono accreditarsi presso l’ufficio stampa regionale: tel. 041 279 2910, mail: ufficiostampa@regione.veneto.it

(fonte Regione Veneto)

Alluvione in Veneto: le risposte dei giornalisti al presidente Argav

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

Alcuni giorni fa Fabrizio Stelluto, presidente dell’Argav, aveva scritto una lettera aperta ai colleghi giornalisti in cui chiedeva conto della sostanziale disattenzione con cui, a livello nazionale, si sta seguendo il dramma delle migliaia di sfollati veneti a seguito di un alluvione peggiore che nel ’66 e tutt’ora non risolta in diverse zone della Regione. Ecco le risposte dei colleghi giornalisti pervenute a Fabrizio Stelluto.

(Gianluca Atzeni) Gentile Fabrizio, non ti posso più rispondere in qualità di giornalista dell’agenzia APcom, per la quale non lavoro più, ma come giornalista del Gambero Rosso (quotidiano Tre bicchieri). E ti dico, bonariamente, che Tre bicchieri è stato tra i primi – se non il primo – quotidiano di settore che si è occupato dei danni alle aziende venete legati al maltempo, soprattutto in zona del Soave dove molte cantine sono ancora sott’acqua. Certo, non è compito di un giornale del vino occuparsi degli sfollati (penso infatti che la lettera – che condivido – si riferisca a quotidiani e telegiornali) ma ci siamo occupati delle aziende alluvionate, e solo poche ore fa ho sentito al telefono l’assessore Manzato a seguito del via libera del cdm allo stato di emergenza. Per quanto ci riguarda, penso che la nostra parte l’abbiamo fatta. E non dimenticheremo di certo il problema. In generale, è vero, come fate notare, che la notizia è andata troppo rapidamente nel dimenticatoio.  un caro saluto.

(Daniele Martini, Il Fatto Quotidiano) Bravo Fabrizio, hai ragione! Per quel poco che potevo ho cercato di darvi una mano, ma è chiaro che devono essere i direttori a crederci magari muovendo gli inviati. Purtroppo, non è una novità, lo fanno sempre meno spesso e sempre meno per faccende che valgono. Ciao.
(Maria Gabriella Giannice, Ansa) Caro Stelluto hai ragione, te ne do atto, sul nostro sito non c’e’ nulla. Ciao e buon lavoro anche a te.
(Angelo Squizzato) Per il Presidente Fabrizio Stelluto. Sono d’accordo con te. Una osservazione però: il Veneto miete quello che ha seminato….Non è questione di pianto, ma di incapacità di essere nei media. Le responsabilità sono evidenti, se le si volesse vedere.  E te lo dice uno che una qualche esperienza la ha avuta. Detto questo, una calorosa stretta di mano.
(Maurizio Previati)  Caro Fabrizio, è certamente scandaloso  quanto è successo e per certi versi sta succedendo ancora. Infatti non si vede nè si sente ancora in tv o radio, pubblicizzare un dannato “numero verde” o simili per il Veneto, come accade, sempre e sollecitamente, in altre occasioni drammatiche! Il Veneto si è dovuto arrangiare da solo, vedi l’encomiabile lavoro svolto per es. dalla tv Rete Veneta e anche da radio Padova. Ma non sono meravigliato più di tanto! Chi ha un pò di memoria storica sa bene che fin dall’Unità d’italia, i Veneti sono stati sempre considerati una “specie” di sottospecie! Gente da sfruttare, carne da cannone, bigotti, scioccamente onesti e ingenui. Peggio anche dei “terroni”, almeno loro sono furbi! Sempre derisi nella cultura (De Sica, Germi, Monicelli, ci individuano solo come il carabiniere tonto o la servetta poco seria); imbrogliati nella politica (i voti del veneto “bianco” erano necessari per salvare la dc dal comunismo, ma i fondi per le infrastrutture andavano da altre parti); truffati nella ripartizione del reddito prodotto (Lega docet). Quello che invece addolora e indispettisce è che i nostri politici, tutti, non si decidano ancora a reagire , ad iniziare un progetto di “riscatto”culturale della nostra dignità di Veneti. E l’occasione dell’ennesimo trattamento riservatoci dopo questo disastro sarebbe più che giustificata.Diciamo la verità: i nostri politici si sono dimostrati, nella fattispecie, assenti, tardivi, titubanti, quasi che ci dovessimo vergognare dell’accaduto! Il Governatore, i nostri ministri (ben tre) dovevano, per esempio, apparire in tv, occupare i media e” battere i pugni” fin da subito, lunedi 2 novembre! Il Veneto, tra le altre cose, è al primo posto anche per il volontariato e per il pagamento di tasse. E’ quindi  preciso dovere di chi ci rappresenta rimarcarlo, sempre, con forza e pretendere adeguato rispetto e riscontro, in alto “loco” anche e sprattutto se si chiama Berlusconi e Bossi. Cordialmente.
(Luisa Codato) Ciao Fabrizio, ho letto la tua lettera aperta sull’alluvione nel veneto e non posso che condividerla in tutta la sua drammaticità. Anch’io sono  scandalizzata per il comportamento dei media, dei telegiornali, dei giornali, dei giornalisti, dei politici, che stanno trattando un dramma come quello che stiamo vivendo in Veneto, in totale solitudine, con tanto…ma tanto …. meno peso  rispetto ai servizi sulle  escort a servizio di questa “bella” classe nazional-politica.Mi piacerebbe tanto gridare il mio sdegno!!! Tutta la mia solidarietà alla tua iniziativa che spero serva a smuovere un po’ di coscienze. Provvederò a far girare la lettera a più persone possibili. Ciao e grazie ancora.

(Daniela Fusella) Sono in accordo. Perchè in televisione giungono prima le notizie sul delitto di Avetrana e poi qelle dell’alluvione? Somo più importanti le notizie sulle ninfette di Berlusconi rispetto a quelle sul  lavoro perduto di parecchie persone nel Vicentino o nell’Abruzzo? Perchè non si apre una discussione su come riparare alla cementificazione selvaggia delle rive dei  fiumi italiani avvenuta nel corso di una generazione e di cui gli abitanti a valle pagano adesso le conseguenze ad ogni pioggia?

(Cristiana Moldi Ravenna) Sono perfettamente d’accordo. Ho visto che solo le emittenti regionali hanno dato notizie del disastro. C’è qualche cosa di strano che sembra preordinato come se, dopo aver chiesto il federalismo fiscale, il Veneto debba ora pagare una penale per questa grave “colpa”. Troppa confusione in ambito dirigenziale non può che aumentare le incapacità diffuse di cui soffre e soffrirà sempre di più l’Italia per mancanza di istruzione prima di tutto. Quella “istruzione” ancora una volta più povera di fondi che tanto per confondere ancora di più le idee viene nominata “educazione” all’inglese. Inoltre i fondi per l'”istruzione” devono andare nella colonnina INVESTIMENTI e NON SPESE. Come i fondi per riassettare i letti dei fiumi, gli argini, le paratoie e tutte quelle strutture che permettono alle popolazioni di vivere nella loro terra sono INVESTIMENTI. Sono a disposizione per appoggiare ogni iniziativa che il Presidente di ARGAV Fabrizio Stelluto voglia intraprendere. Con cari saluti.

Alluvionati in Veneto: aiutiamoli!

Corriere del Veneto, sabato 6 novembre 2010

Dalla raccolte di attrezzi e alimenti alla possibilità di lavorare concretamente alla pulitura dei paesi allagati: sono tante le iniziative di solidarietà verso gli alluvionati del Veneto messe in atto da quotidiani (tra i più attivi, Il Mattino di Padova), Associazioni di Categoria, Regione e singole Amministrazioni comunali colpite dal maltempo. Per chi volesse contribuire con sottoscrizioni, ecco i riferimenti per la raccolta fondi pubblicati da Il Corriere del Veneto sabato 6 novembre scorso.

 

Lettera aperta ai giornalisti italiani sull’alluvione nel Veneto del presidente Argav

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Preg.mi Colleghi, cosa sta succedendo ai mass-media italiani?

Come giornalisti agroalimentari ed ambientali di Veneto e Trentino Alto Adige siamo avviliti e sbalorditi di fronte alla sostanziale disattenzione, con cui, a livello nazionale, si sta seguendo il dramma delle migliaia di sfollati (un termine, persino, desueto) veneti a seguito di un alluvione peggiore che nel ’66.

Sulle prime pagine dei quotidiani (non quelli locali), nella migliore delle ipotesi, c’è solo un richiamo; nelle pagine interne, i pezzi si fanno con le agenzie; ci si affida ai collaboratori locali, non ci sono inviati (almeno fino ad oggi); i servizi radiotelevisivi non sono in apertura; i talk-show (salvo qualche encomiabile eccezione) parlano d’altro. Eppure, qui, c’è un esodo di persone costrette a cercare ospitalità da amici e parenti o in ricoveri d’emergenza. Chiunque abbia vissuto l’incidente domestico della rottura di un tubo, sa cosa vuol dire avere una perdita d’acqua in casa; provate a pensare abitazioni, negozi, case rurali invase dall’acqua per giorni… e poi ci sono gli scantinati, che spesso raccolgono le memorie di una vita.

Professionalmente mi occupo, da anni, di comunicare i temi legati alla salvaguardia idrogeologica (sono Responsabile Comunicazione dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) e quindi so a quanti colleghi ho indicato situazioni di emergenza e quanti ne ho accompagnati in occasione di eventi calamitosi. Qui, invece, sul Veneto, è evidente un’ingiustificata incomprensione nazionale della tragedia. Eppure, con tutto il rispetto, non è franato un versante scosceso: si è allagata una città come Vicenza ed è stata messa in ginocchio una delle aree economicamente più vivaci del “mitico” Nordest (senza dimenticare le vittime). Vorrà pure dire qualcosa?

Ma quale colpa hanno i veneti per meritare questo ostracismo? A Roma, tra il serio ed il faceto, mi hanno detto che è perchè non sono piagnoni. Allora è bene che si sappia: il veneto si rimbocca le maniche, ma piange il proprio dolore ed  è più amaro degli altri. Se davvero crediamo in un Paese unitario, aiutateci a farlo capire.

Il presidente Argav, Fabrizio Stelluto, è stato ospite di Radio Vaticana sabato 6 novembre scorso. Ad intervistarlo sulla situazione idrogeologica del Veneto è stato il giornalista, Federico Piana.