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Nel vicentino, un caseificio centenario restituisce i sapori di un tempo

punto vendita Caseificio San Vito di Povolaro (Vi)

Esiste un posto dove la ricotta viene fatta ancora come una volta e ha quel sapore dolce, in grado di restituire al gusto sensazioni quasi dimenticate, che altrove sono scomparse. E’ il Caseificio Sociale “San Vito” di Povolaro (Vicenza), uno dei più antichi del Veneto, con più di un secolo di attività.

Tradizioni centenarie. Lungo una via di comunicazione particolarmente trafficata, la ex statale Marosticana che porta a Nord verso Breganze, Bassano e Marostica, è sufficiente deviare il percorso di qualche spanna per trovare un caseificio che da 110 anni trasforma il latte rispettando la tradizione. Il caseificio sociale di Povolaro lavora il latte proveniente da 15 aziende agricole socie della zona. I suoi formaggi sono garanzia di salubrità, bontà, sapori e profumi di una volta. Il caseificio aderisce a Confcooperative ed è conosciuto per una vasta produzione, tra cui spiccano i DOP, in particolare, fiore all’occhiello, l’Asiago Fresco con 50 mila forme all’anno, che vengono vendute anche ai grossisti, ma anche l’Asiago DOP d’Allevo, ed i freschi: caciotte, mozzarelle, ricotte e stracchino disponibili tutti i giorni allo spaccio.

Gilberto Bertinazzo, presidente Caseificio San Vito

Piccolo ma…buono. «In un mercato dominato dalla grande distribuzione, che propone prodotti alimentari generici sempre più standardizzati», afferma il presidente, Gilberto Bertinazzo, «la nostra realtà, pur piccola, si fregia di appartenere a pieno titolo alla grande famiglia delle latterie cooperative del vicentino. Siamo quindi fra i pochi custodi rimasti di una sapienza casearia le cui radici affondano nella tradizione rurale e lattiera di questa terra generosa di buona acqua e raccolti, da sempre ricchissima di buon latte. A pochi chilometri da Vicenza, la nostra cooperativa valorizza le caratteristiche ed il gusto della propria produzione ed il consumatore consapevole, che riconosce le differenze, è disposto a mettere le freccia per una deviazione dalla strada provinciale che vale infinitamente più dei 200 metri richiesti per raggiungere il punto di vendita diretta».

Come arrivare. Facilmente raggiungibile da Vicenza percorrendo la strada Marosticana in direzione di Sandrigo, giunti a Povolaro si svolta a destra per il centro, fino alla chiesa, il caseificio si trova subito dopo, vicino al panificio Ceola, proprio di fianco al campo da calcio (in piazza Redentore, Povolaro di Dueville, tel. 0444-592338).

(fonte Alpe Comunicazione)

Tutti i numeri del Torcolato, il passito Doc del vicentino che traina l’economia breganzese

Mirka Schweiger, segretaria Argav, con Beppe Bigazzi, ambasciatore del Torcolato nel mondo

(Breganze, 20 gennaio 2010, Prima del Torcolato annata 2009).  Con poco più di 600 ettari a vigneto, Breganze è una piccola Doc,  eppure i suoi vini fanno il giro del mondo, perché la qualità non si conta in ettari di superficie ma in perizia ed esperienza enologica che, ai piedi dell’Altopiano di Asiago, si nutrono di secoli di storia viticola, di conoscenza e di attenzione per le peculiarità pedoclimatiche del territorio. Il 10% della superficie vitata, di questa porzione di pedemontana vicentina, è coltivata a Vespaiola, sessanta ettari da cui la viticoltura breganzese riesce a estrarre uno dei suoi prodotti di punta: il Torcolato, un vino che in tutto e per tutto è l’essenza di questo territorio. La resa è molto bassa: da 100 chili di uva vespaiola si ottengono tra i 25 ed i 30 litri di Torcolato, un nettare prezioso, quindi, prodotto in circa 100.000 bottiglie nei vari formati, che raccolgono e conservano i 50.000 litri di vino ottenuto, per un giro d’affari valutato intorno ad 1.500.000 euro.

Questo vino esportato in tutto il mondo è il frutto del lavoro e della meticolosità di dodici aziende viticole che coprono per collocazione l’intera area della Doc. Ognuna si indentifica per le particolari condizioni pedoclimatiche dei terreni dove coltivano le viti; tutte competono tra loro sul terreno della qualità non solo per il Torcolato ma per ogni altra tipologia. Dodici Torcolati esprimono nelle loro sensazioni e profumi la storia di chi li produce e il sapore di una terra. Sensazioni che richiedono tempo per assemblarsi e armonizzarsi: assaggiare Torcolato, pertanto, richiede pazienza e attesa. L’annata 2009, protagonista della Prima, per il disciplinare di produzione potrà essere in commercio a partire dal 31 gennaio 2011, ma l’esperienza suggerisce ai produttori un invecchiamento maggiore, vista anche la longevità del vino. Lo producono: Bastia di Mario Saccardo, Giuseppe Bonollo, Cà Biasi di Innocente Dalla Valle, Cantina Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Gastaldia, Maculan, Firmino Miotti, Vignaioli Contrà Soarda, Vigneto Due Santi, Villa Magna, Vitacchio Cav. Guerrino. Info: Associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze

(Ufficio stampa Alpe Comunicazione)