L’anno idrologico, periodo che va da ottobre e settembre dell’anno successivo, dopo un’estate piovosa, è iniziato in Veneto con il forte segno meno: -37% di piogge ad ottobre e a novembre.
Ciò che maggiormente impensierisce è la mancanza di neve in montagna: le poche nevi scese a novembre si sono disciolte velocemente; i primi accumuli in linea con la media stagionale si registrano solo a partire dai 2.600 metri. E’ importante ricordare che le nevicate che scendono tra fine ottobre e dicembre, dal punto di vista della riserva idrica, sono le più importanti dell’inverno perché attraverso il processo di fusione e riconsolidamento tipico di questa fase dell’anno si forma quello stratto di ghiaccio più solido che si scioglie più lentamente rilasciando acqua anche a stagione inoltrata.
Male anche la situazione nei principali corsi d’acqua: a novembre (mese tipicamente piovoso) tutte con il segno meno le portate dei grandi fiumi: Brenta (-44%), Adige (-22%), Bacchiglione (-36%), Po (-39%). [dati Arpav]
Fonte testo e foto: servizio stampa Anbi Veneto
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