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25 ottobre, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) corso di formazione Odg Veneto in collaborazione con Argav, tema “La zootecnia di fronte alle sfide della sostenibilità ambientale, economica, sociale”

Venerdì 25 ottobre p.v., dalle 18.30 lle 20.30, al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, si svolgerà il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dal titolo “La zootecnia di fronte alle sfide della sostenibilità ambientale, economica, sociale”. Il corso dà diritto a 2 crediti, iscrizioni entro il 22 ottobre nella piattaforma formazione giornalisti.

Programma e relatori

Il corso offrirà l’opportunità di conoscere come la zootecnia, tradizionale settore trainante dell’economia agricola italiana, stia adeguandosi alle crescenti esigenze ambientali e al cambiamento della cultura alimentare, nonchè gli strumenti a disposizione degli allevatori per migliorare la competitività sui mercati. Relatori: Renzo Michieletto, giornalista, vicepresidente Argav; Alessandro De Rocco, presidente dell’Organizzazione Produttori Azove, dell’Aop (Ass. di Organizzazione Produttori) “Italia Zootecnica” e dell’Organizzazione Interprofessionale “Intercarneitalia”, che riunisce allevatori, macellatori e distributori; Andrea Scarabello, dirigente dell’Ass. Produttori Carni Bovine Unicarve, responsabile dell’assistenza tecnica e consulenza alle aziende di allevamento e gestore di numerosi progetti nazionali ed europei, legati alla sostenibilità degli allevamenti; Giuliano Marchesin, direttore generale Unicarve; Fabrizio Stelluto, presidente Argav, vicepresidente Unarga, responsabile ufficio comunicazione di Anbi (Ass. Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue).

Carni bovine, la forza della filiera certificata per affrontare le sfide del mercato post 2020

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da sx Giuseppe Borin e Fabio Scomparin (Direttore e Presidente Azove), Franco Manzato (Ass.re Regionale Agricoltura), Maria Chiara Ferrarese (Resp. Divisione Food CSQA Certificazioni); Gianluca Fregolent (Direttore ICQ Repressione Frodi Triveneto)

“Azove è una realtà unica in Italia – ha spiegato il Presidente Fabio Scomparin nel corso della tavola rotonda che si è tenuta a Padova a margine dell’assemblea dei soci – perché riesce a garantire nell’intera filiera, dalla stalla alla macellazione, la qualità della carne veneta grazie a standard elevati”. Nelle parole del Presidente dell’unica organizzazione di produttori riconosciuta in Veneto nel comparto delle carni bovine, c’è tutta la soddisfazione di chi sa di aver raggiunto importanti traguardi: un + 8% di fatturato nel mese di settembre e un + 9% nei capi macellati, contro una crisi che ad altri gruppi sta facendo registrare un calo anche del 12% e che comunque segna una contrazione del comparto a livello nazionale. Azove quindi, grazie alle certificazioni costruite in anni di duro lavoro (dalla consolidata Iso 90001, alla Rintracciabilità di Filiera Iso 22005) e portate avanti con determinazione coinvolgendo gli allevatori associati, confrontandosi con gli enti certificatori e dialogando con le istituzioni locali, oggi è pronta ad affrontare le sfide che il mercato porrà, soprattutto con la PAC 2020.

(Fonte: AZOVE)

Cauto ottimismo e voglia di essere protagonisti nel mercato: lo stato della zootecnia da carne alla vigilia della PAC post 2013

Si è concluso nei giorni scorsi il convegno nazionale sul futuro della Pac 2013 e la produzione zootecnica organizzato a Padova da Fedagri Confcooperative in collaborazione con Azove. Oltre 250 persone hanno assistito ai lavori che hanno coinvolto tecnici del settore e rappresentanti delle istituzioni quali: Maurizio Gardini Presidente di Fedagri, Giuseppe Borin, Direttore di Azove e Presidente della Consulta Bovina di Fedagri, il Prof. Vasco Boatto docente di Economia Agraria all’Università di Padova, Felice Assenza, Dirigente Mipaaf Politiche comunitarie e internazionali di mercato, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Franco Manzato e il Presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo Paolo De Castro. Presenti all’incontro anche i parlamentari europei Giancarlo Scottà e Sergio Berlato.

Preoccupazione e voglia di incidere in modo forte e positivo sulle future politiche agricole, hanno animato il corso dei lavori perché, a fronte di un cauto ottimismo basato su alcuni segnali positivi dei mercati, è forte il senso di oppressione della burocrazia che si teme possa aumentare con la nuova PAC e che vengano meno gli aiuti fin’ora garantiti al comparto. L’analisi si è soffermata in particolare su tre aspetti: il mercato, la politica agricola comunitaria e lo stato di salute della zootecnia da carne in Italia.

1/Interventi. On. Paolo De Castro – Pres. Commissione Europea Agricoltura. “Gli allevatori devono essere consapevoli che la riforma Pac non ci consentirà di mantenere livelli di aiuti diretti differenziati per settore. Per questo occorre trovare nuovi strumenti per salvaguardare le carni bovine, da ricercare attraverso i risparmi attivabili elevando i limiti minimi per accedere ai contributi oltre che da meccanismi nuovi simili all’attuale “articolo 68″ che prevede premi specifici per alcune filiere”. Franco Manzato – Ass.re Agricoltura Regione del Veneto. “In questo momento è fondamentale fare sinergie con altri operatori del settore per far fronte alle esigenze del comparto laddove l’ente pubblico non può più sostenere da solo il settore. Nella Conferenza Veneta per l’Agricoltura, chiusasi a febbraio, abbiamo fatto una riflessione che stiamo portando avanti con forza: nonostante la crisi il primario si dimostra un settore solido, ciò significa che è fondamentale investire molto di più sull’agricoltura in Italia. Gli Stati Generali dell’Agricoltura veneta hanno messo insieme oltre 1.500 operatori del settore per costruire insieme visione strategica comune per il Veneto. Oggi anche il Ministro Romano sta lanciando gli Stati Generali  del settore a livello nazionale, è una scelta importante perché la politica deve presentarsi ai tavoli internazionali con una visione chiara dell’orizzonte da raggiungere”.

2/Interventi. Giuseppe Borin – Pres. Consulta bovina Fedagri. “Alla PAC chiediamo il mantenimento del budget e la giusta attenzione alla distribuzione tra Paesi: attualmente l’Italia paga più di quanto riceve dall’Europa. E’ fondamentale inoltre che vengano mantenuti gli aiuti a titolo speciale, con parametri da individuare quali la consistenza dei capi o la perdita del reddito. Il passaggio dovrà essere graduale individuabile nei 3 o 5 anni ipotizzati. Come rappresentante di Azove, realtà cooperativa e unica Organizzazione di Produttori in Veneto, posso sostenere che per noi è fondamentale il riconoscimento delle OP come strumenti di gestione dei mercati, capaci di programmare l’offerta, migliorare la commercializzazione ed intervenire, in caso di necessità, con appositi fondi mutualistici. Da non sottovalutare inoltre il capitolo della promozione che diventa importante nel comunicare il valore aggiunto del nostro prodotto.” Maurizio Gardini – Presidente Fedagri Confcooperative. “Gli interventi della prossima Pac dovrebbero tener conto delle peculiarità del comparto zootecnico, caratterizzato da forti squilibri tra domanda ed offerta, dall’aumento dei costi di produzione e degli oneri burocratici (si pensi all’attuazione delle norme per il rispetto della direttiva nitrati o per la riduzione di gas serra), oltre che dall’aumento dei prezzi delle materie prime per l’alimentazione dei bovini, come mais e altri seminativi. Per questo auspichiamo che in sede di riforma comunitaria vengano introdotti nuovi strumenti di mercato, gestiti direttamente dalle OP, che potrebbero compensare l’eventuale perdita di valore dei diritti di pagamento unico aziendale al termine di un adeguato periodo transitorio che ci traghetti verso la Pac del futuro”.

3/Interventi. Prof. Vasco Boatto: “Questo è un momento cruciale per il futuro del comparto, che si ritrova a dover affrontare una riforma legittima di cui non si avvertiva l’esigenza, all’interno di uno scenario economico caratterizzato da luci ed ombre. Tra i segnali positivi c’è da registrare una ripresa della domanda e dei prezzi cui si contrappone un preoccupante aumento del costo delle materie prime. Veneto, Lombardia, Piemonte sono le tre regioni che continuano a trainare il comparto in Italia e la Francia continua ad essere il primo mercato di riferimento nell’acquisto di animali vivi da ristallo. E’ importante che la Politica Comunitaria riconosca le peculiarità dell’allevamento e del ruolo strategico che esso riveste per lo sviluppo dell’agroalimentare italiano, armonizzandole lo sviluppo con il resto dell’agricoltura e più in generale dell’economia.” Felice Assenza – Dirigente del MIPAAF. “In Europa ci stiamo muovendo alla ricerca di alleanze con altri Paesi, ma nell’ambito della zootecnia da carne ci sono delle difficoltà perché i nostri interessi divergono da quelli di Paesi a forte vocazione zootecnica come Germania, Francia e Inghilterra. Il contesto globale è a tinte fosche, in particolare ci preoccupa la volatilità dei prezzi. Per questo, per la prima volta anche all’interno del G20, l’agricoltura sta svolgendo un ruolo fondamentale e ci si sta concentrando sulle manovre da attuare per il contenimento della volatilità dei prezzi”.

Tutti i numeri della zootecnia, nel mondo…. La produzione negli ultimi 10 anni cresce in Brasile e India, mentre rimane sostanzialmente stazionaria la situazione in Europa.  Il consumo interno di carne di manzo e vitello è del 21% negli Stati Uniti, del 15 % in Europa e del 13 % in Brasile mentre non si è ancora verificato il previsto aumento dei consumi nei nuovi Paesi emergenti (Cina, Russia, Argentina, India e Messico). Aumenta la volatilità dei prezzi del prodotto finale con una riduzione dei margini di redditività ed un aumento consistente del rischio. Oggi l’Europa importa circa il 45%-50% del fabbisogno.

…in Italia…. Il consumo di carne bovina, dopo la forte crisi del biennio 2008-2009, fa registrare un avvio di ripresa, con una ripresa anche nelle importazioni delle carni fresche e refrigerate e un aumento dell’esportazione delle carni italiane congelate. Nel nostro Paese gli animali da meno di 1 anno a più di 2 anni sono 6.100.000 suddivisi al 72% al Nord, il 20% al Sud e solo l’8% al Centro. Dati Ismea testimoniano come il 51% del valore lungo la filiera produttiva sia intercettato dalla distribuzione, il 24% dalla materia prima, il 13 % dall’industria e il 12% dall’importazione. A pesare nella produzione sono inoltre: norme igienico sanitarie più rigide, burocrazia, elevati costi strutturali e di investimento e l’elevato fabbisogno di capitale circolante. Dagli anni ’90 ad oggi la PAC ha dato costante e fondamentale sostegno alla zootecnia, è importante che questo sostegno non venga meno mantenendo: budget adeguato, ripartendo le risorse per Paese, intervenendo a favore dei produttori “attivi”, mantenendo l’art. 68, riconoscendo le Organizzazioni di Produttori come strumenti per la gestione dei mercati.

…In Veneto si registra una riduzione delle macellazioni e un calo dell’ingresso di bovini vivi: 621.278 nel 2010 contro gli 817.034 del 2005. In particolare si registrano forti contrazioni nelle province più vocate alla zootecnia: Padova da 149.839 capi nel 2003 a 112.696 nel 2010; Treviso da 188.070 (anno 2003) a 148.478 (anno 2010); Verona da 201.856 (anno 2003) a 179.313 (anno 2010); Vicenza da 94.260 (anno 2003) a 65.766 (anno 2010). In media hanno guadagnato le grandi aziende e in genere le realtà organizzate in filiera fino al consumo, perdono invece le aziende più piccole e comunque non organizzate in filiera.

(fonte Azove)

Produttori Carne Bovina del Veneto: dopo l’alluvione, necessario provvedimento per spargimento reflui nel periodo invernale

L’alluvione che ha invaso molti paesi del Veneto ha causato pesanti danni e disagi anche al settore zootecnico.  “Da una rapida indagine tra i nostri associati – spiega il Presidente di Azove, Pier Luigi Lovo – possiamo dire che fortunamtamente non ci sono bovini morti annegati, ma le nostre attività sono state duramente colpite: campi e strade sott’acqua, case e strutture per il ricovero degli animali seriamente danneggiate, danni alle colture, difficoltà logistiche e di trasporto, difficoltà nel garantire l’alimentazione agli animali,  impossibilità di effettuare lo spandimento degli effluenti zootecnici sui terreni, proprio in questo periodo che è l’ultimo periodo utile prima del blocco stagionale imposto dalla normativa. A tal proposito sarebbe opportuno un  provvedimento della Regione che, come conseguenza dello stato di calamità, consentisse lo spargimento dei reflui anche nel periodo invernale, in deroga al divieto imposto dalla direttiva nitrati.”

(fonte Azove)

Fatturato in aumento per l’organizzazione produttori carne bovina del veneto

Fatturato in aumento del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2009: è questa la notizia che il Presidente di Azove Pier Luigi Lovo ha portato nei giorni scorsi ai numerosi incontri territoriali con i soci. “Il settore della zootecnia bovina da carne sta vivendo una situazione complessa e difficile. – Ha spiegato il Presidente Lovo – Nel primo semestre 2010 Azove ha risposto a questa crisi investendo con coraggio nella realizzazione di un nuovo stabilimento di lavorazione delle carni (a Loria – TV) ed investire nell’ innovazione e nell’ implemento dei servizi ci ha premiati con dati importanti.” + 4,5% sui capi da ristallo acquistati sui mercati comunitari, + 9% di vitelloni da macello conferiti dai soci e + 8% di capi macellati direttamente.

“Anche il numero dei soci è aumentato, oggi sono 155, – prosegue il Presidente Lovo – ribadendo il trend di crescita della compagine sociale degli ultimi anni e confermando la validità dei servizi offerti. Obiettivo principale di quest’anno: – ha annunciato il Presidente – aumentare del 10 % la percentuale di bovini trasformati direttamente da Azove. In questo modo possiamo valorizzare l’alta qualità della carne ottenuta con un sistema di produzione certificato e garante di un alto benessere dell’animale oltre che della sostenibilità ambientale.”

La cooperativa gestisce interamente il ciclo produttivo curando tutte le seguenti fasi: approvvigionamento bovini selezionati e collaudati, vendita bovini da macello a garanzia di pagamento, assistenza veterinaria, assistenza nutrizionale, fornitura materie prime e mangimi propria formulazione, convenzioni con Istituti bancari per acquisto bestiame, servizi informatici, servizi disciplinari di qualità ed etichettatura, informazione e formazione per rispondere agli impegni legislativi e alle richieste dei clienti.

(fonte Azove)

PAC 2013, nuovo PSR e comunicazione integrata le emergenze del comparto veneto bovini da carne

AZOVE, l’Organizzazione Produttori del Veneto Bovini da Carne, ha incontrato l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato. Tra i temi trattati nell’incontro sono emersi principalmente tre punti sui quali AZOVE ha manifestato alla Regione la volontà di contribuire proponendo idee e ponendosi come riferimento per la filiera veneta della produzione di bovini da carne.

Aiuti diretti agli allevatori di bovini da carne. “Abbiamo espresso il nostro interesse e la sicura collaborazione – ha spiegato il Presidente di AZOVE Pier Luigi Lovo – per quanto riguarda la convocazione della Conferenza Regionale sull’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Veneto, che si terrà a partire dal primo ottobre prossimo. Si tratta di un’occasione di confronto importante dalla quale dovranno emergere delle chiare indicazioni per la riforma della PAC 2013 affinché preveda degli aiuti diretti agli allevatori di bovini da carne. Solo con scelte forti da esercitare a tutti i livelli sarà possibile dare risposte chiare ad un comparto che soffre i contraccolpi della crisi e di un mercato che ha allargato le importazioni a scapito della qualità e della territorialità del prodotto al consumatore.”

Altri obiettivi: comunicazione e nuovi strumenti economico finanziari. Un altro punto importante emerso durante il colloquio con l’Assessore Manzato è stato quello della predisposizione di nuovi strumenti economico finanziari per il sostegno alla crescita delle attività delle Organizzazioni di Produttori nel settore delle carni bovine, affinché con i piani operativi del prossimo PSR possano essere sostenute le attività produttive del comparto di casa nostra. “Abbiamo parlato anche di un altro tema fondamentale – interviene il Direttore di Azove Giuseppe Borin – quello della comunicazione. Comunicare la filiera della carne veneta al consumatore non è affatto semplice perché, tranne per i prodotti confezionati, è difficile che i tagli di carne vengano presentati nel banco della carne di supermercati e negozi con il marchio del produttore. E’ fondamentale quindi che vengano attivate iniziative capaci promuovere una comunicazione integrata del sistema delle carni venete, le uniche capaci di garantire la qualità di tutta la filiera, dall’allevamento, alla macellazione fino al confezionamento e alla vendita”.

(fonte Azove)

Zootecnia bovina da carne: l’allarme dei produttori del Veneto

“Ci associamo all’allarme lanciato dai colleghi europei nel meeting di Dublino. Il comparto veneto della zootecnia da carne è in difficoltà con una stagnazione dei prezzi che si affianca nell’ultimo periodo ad un aumento dei costi di produzione e non nascondiamo una certa preoccupazione per gli scenari futuri”. Lo ha dichiarato Pier Luigi Lovo, Presidente di AZOVE,l’Organizzazione Produttori del Veneto Bovini da Carne.

Produzioni europee da salvaguardare, altrimenti si aprono le porte a importazioni che non offrono garanzie. “In questo momento – ha aggiunto Lovo – diventa fondamentale la partita europea con la riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria) che deve andare nella direzione del miglioramento della competitività del comparto agricolo prevedendo degli aiuti diretti  e differenziati per gli allevatori da carne. E’ importante che le istituzioni e l’opinione pubblica comprendano che la zootecnia bovina da carne veneta, italiana ed europea garantiscono il rispetto di regolamenti ferrei nella produzione della carne: l’ attenzione all’impatto ambientale della pratica di allevamento, il benessere dell’animale, la garanzia della filiera, il rispetto delle norme igenico-sanitarie. E’ importante che le produzioni europee vengano sostenute e salvaguardate, diversamente si aprirebbero le porte alle importazioni che non offrono garanzie.”

(fonte Azove)

13 giugno 2010: a Loria (Tv), c’è “Azove Day”

Verrà inaugurato domenica 13 giugno alle ore 11.00 nel comune di Loria (TV) il nuovo stabilimento per la lavorazione della carne di Azove, prima e unica organizzazione di produttori carni bovine in Veneto riconosciuta dalla Regione.

“Azove Day”, è questo il nome dell’evento che sarà un momento importante non solo per la storia dell’associazione nata nel 1973 come consorzio e oggi realtà di riferimento per l’intero comparto, ma anche  per la carne veneta di qualità. “L’Azove Day non è solo l’inaugurazione dei nuovi stabilimenti di Loria e quindi l’avvio delle attività di sezionamento della nuova Azove Carni che si ritroverà adiacente al servizio di macellazione. E’ molto di più.  – spiega il Presidente di Azove Pier Luigi Lovo – L’Azove Day  per noi segna una tappa fondamentale di una realtà che, unica in Veneto nel settore carni, si può fregiare dello status di organizzazione di produttori. Una realtà che per l’esperienza pluridecennale, per la consistenza del patrimonio netto e del capitale sociale si presenta come il conseguente prolungamento imprenditoriale dei propri associati.”

Obiettivo: gestire l’intero ciclo di filiera. Oggi il settore della zootecnia bovina da carne risulta caratterizzato da un mercato fluttuante e difficilmente governabile, con costi di produzione ed oneri crescenti. Da questa analisi la scelta di Azove di far leva sulle sue caratteristiche di dinamicità e propensione al rischio d’impresa con lungimiranza e grande attenzione alle evoluzioni in atto. Il tutto con l’obiettivo di gestire l’intero ciclo di filiera. “Il progetto di crescita che Azove ha intrapreso,  – conclude il Presidente Lovo – con l’acquisto della modernissima e attrezzata struttura per la lavorazione delle carni situata a Loria, rientra in un ampio progetto volto ad incrementare l’attività stessa di macellazione e commercializzazione dei bovini conferiti dai soci. L’obiettivo è quello di concentrare l’offerta e trasformare una maggior quota di prodotto dei soci, recuperando ulteriore valore aggiunto.”

(fonte Azove)