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26 settembre: dedicato alla biodiversità perduta e ritrovata il corso di aggiornamento Org Veneto/Argav in programma al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova)

Si svolgerà venerdì 26 settembre p.v., a partire dalle ore 18.30 fino alle 20.30, il corso di aggiornamento professionale Org Veneto organizzato in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) e dedicato alla biodiversità perduta e ritrovata (2 crediti, iscrizioni piattaforma Sigef).

Il corso si propone di affrontare l’evoluzione del concetto di biodiversità attraverso esperienze concrete (in Veneto ed Ecuador), ma anche attraverso l’immagine mediatica e iconografica. Tra gli argomenti trattatati: come è stata salvata la biodiversità di un sito Natura 2000 unico al mondo: l’intervento di Vallevecchia; come l’Ecuador sta ricostruendo l’ecosistema locale: il progetto Otonga; la biodiversità nella comunicazione visuale; adattamento alla crisi climatica: piccolo breviario di informazioni, che non fanno (ancora) notizia.

Moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, il corso avrà come relatori Lorenzo Furlan, scienziato, entomologo, dirigente “Veneto Agricoltura”; Lorenzo Cogo, ricercatore ornitologico e illustratore; Marco Marinacci, architetto e docente di storia dell’arte moderna e contemporanea.

Difesa biodiversità agraria, continua l’attività in Veneto della rete Bionet

Quando si parla di biodiversità, molti dimenticano che una certa “semplificazione” avvenuta dal secondo dopoguerra in poi, specie per i territori agrari non solo veneti, padani e italiani, legati anche ad una evoluzione dell’agricoltura in senso imprenditoriale, ha comportato la compromissione della complessità animale e vegetale storicamente presente sui  nostri territori.

Agricoltori e allevatori custodi della biodiversità. Bionet, rete creata dalla Regione Veneto, grazie al Programma di Sviluppo Rurale (PSR), ha proprio lo scopo di conservare la “biodiversità animale e vegetale”. Un interessante progetto che vede il coinvolgimento di Veneto Agricoltura, ma anche quello dei centri di conservazione presenti sul territorio veneto e numerosi agricoltori/allevatori definiti “custodi” della biodiversità. Nello specifico, l’Agenzia regionale è coinvolta in due importanti misure del PSR, Programma di Sviluppo Rurale: la prima (Misura 10.2.1) prevede la realizzazione di interventi di conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura; mentre la seconda (Misura 16.5.1) opera per la realizzazione di progetti collettivi a carattere ambientale funzionali alle priorità previste dal PSR stesso.

Conservazione delle risorse genetiche locali. Tra i diversi progetti in corso, merita senz’altro di essere segnalato uno di cui Veneto Agricoltura è coordinatore e che vede tra i soggetti partner sette Istituti Agrari Professionali (uno per provincia), di cui alcuni riconosciuti come centri di conservazione. Finalità primaria sono proprio le attività di conservazione delle risorse genetiche locali di interesse agrario e alimentare a rischio di estinzione o erosione genetica, nonché la loro registrazione negli appositi registri e la condivisione tra i partner di un regolamento che definisca le modalità di cessione delle risorse genetiche al fine di implementare il cosiddetto sistema di conservazione “dinamico”, previsto dalla Legge 184 del 2015. Di cosa si tratta? Questo sistema si basa sulla contemporanea conservazione delle risorse genetiche da parte di due tipologie distinte di strutture di conservazione. Le prime, che già esistono per molte delle risorse genetiche attualmente raccolte, sono rappresentate dai “Centri di Conservazione”; le seconde sono denominate “Agricoltori e Allevatori Custodi”, vale a dire gli attori chiamati a contribuire alla conservazione della risorsa genetica attraverso la coltivazione o l’allevamento in azienda, secondo le normali condizioni per permetterne l’adattamento al “terroir” inteso come l’insieme di fattori quali le tecniche di coltivazione, l’ambiente pedoclimatico, le conoscenze e la cultura di un territorio.

Il piano in corso. Oggi il sistema di conservazione attuato dal progetto BIONET prevede esclusivamente la conservazione delle specie animali e delle varietà di piante nei Centri di Conservazione. Entro il 2022, anno di conclusione del progetto, è previsto però il coinvolgimento completo anche degli “Agricoltori e Allevatori Custodi”. Nel frattempo, sono già stati chiariti importanti aspetti utili all’obiettivo del progetto quali: le implicazioni legate alla legislazione riguardante la commercializzazione delle sementi o la messa in atto del registro anagrafico relativa agli avicoli. Da parte loro, gli Istituti Agrari coinvolti hanno attuato una ricerca di accessioni orticole tipiche delle loro rispettive provincie e, appena possibile (l’iter è stato rallentato dalle restrizioni dovute al Covid19), inizieranno le prime coltivazioni utili alla caratterizzazione delle diverse varietà.

La formazione avverrà attraverso l’apprendimento dello standard di certificazione “Biodiversity Friend” che è uno dei più collaudati del settore presenti in Italia. Purtroppo, come accennato, a causa dell’emergenza per Covid19, anche l’attività di formazione prevista dal progetto ha subito un notevole rallentamento. Sono state però pianificate diverse “call conference” che prevedono il coinvolgimento dei rappresentanti dei gruppi di lavoro, dei soggetti partner, di esperti, ecc. proprio per consentire il confronto in questa importante fase del progetto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

19 giugno 2020, biodiversità agraria e forestale “locale” a rischio, webinar Argav-Unaga in collaborazione con Veneto Agricoltura

Cos’è la biodiversità? Tanti ne parlano, spesso riferendosi solo alla biodiversità dell’Amazzonia o di altri luoghi esotici, ma in realtà è a rischio anche quella di casa nostra, a partire dalla biodiversità agraria e forestale. Il tema è al centro del prossimo videoincontro “Salvaguardia della biodiversità agraria e forestale: cuore pulsante delle strategie ambientali locali, nazionali e dell’Ue” organizzato venerdì 19 giugno a partire dalle ore 18:00 sino alle 19:30 da Argav e Unaga (Associazione Nazionale della Stampa Agroambientale), con la fondamentale collaborazione di Veneto Agricoltura.

A moderare gli interventi Mimmo Vita, giornalista e presidente del CTS di UNARGA. A dar vita al seminario web saranno: Giustino Mezzalira, direttore della Sezione Ricerca e Gestioni Agro-Forestali di Veneto Agricoltura, che parlerà de “La biodiversità in poche parole“; Lorenzo Furlan, dirigente del Settore Ricerca Agraria di Veneto Agricoltura, esperto internazionale di difesa integrata, che parlerà di “Api e biodiversità agraria“; Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia, direttore responsabile della rivista online Ecodelleforeste.it, che parlerà de “La biodiversità forestale“.

Per partecipare al webinar vi sono possibilità: cliccare sul link https://us02web.zoom.us/j/85132432646 scaricando così l’app (in automatico) di Zoom su pc o su cellulare e accedendo alla stanza virtuale del webinar; entrare nel sito www.zoom.us, accedere alla sezione “Join a Meeting” (a destra nel menù principale) e inserire la user ID 851 3243 2646.

Fino al 30 settembre 2018, il Festival dell’Agricoltura a Bressanvido (VI), mette al centro la biodiversità

La transumanza di Bressanvido

E’ in corso di svolgimento fino a domenica 30 settembre a Bressanvido (Vi) il Festival dell’Agricoltura, che anche quest’anno propone numerosi workshop, convegni e altri eventi di grande interesse.

Inserito all’interno della Festa della Transumanza, l’edizione 2018 del Festival propone come filo conduttore il tema della biodiversità, purtroppo ancora troppo poco conosciuta, in rapporto all’agricoltura e all’ambiente. Si pensi infatti che secondo la World Biodiversity Association il numero di specie che abita il pianeta Terra si aggira sui 10 milioni anche se la scienza fino ad oggi ne ha descritte poco più di 2 milioni, le quali svolgono un ruolo fondamentale a favore, appunto, dell’agricoltura e dell’ambiente. In questo contesto, Veneto Agricoltura promuove nel fine settimana due eventi davvero molto interessanti.

Nel corso dell’incontro “I giardini dell’Eden”, in programma questa sera,  sabato 29 settembre (ore 20:30 a Poianella di Bressanvido), verrà spiegato come “coltivare” un giardino utilizzando specie della flora locale. I tecnici dell’Agenzia regionale dimostreranno, con esempi pratici, come sia possibile, piantando erbe, arbusti ed alberi autoctoni, creare dei “punti di diffusione” di semi in grado di aiutare le piante selvatiche a ricolonizzare l’ambiente, dando un contributo alla conservazione della biodiversità botanica del territorio.

Il secondo appuntamento, in programma domenica 30 settembre (ore 9:00), è con il naturalista di Veneto Agricoltura Jacopo Richard che accompagnerà la passeggiata “lungo le Risorgive alla scoperta di rettili e anfibi di casa nostra”. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto europeo LIFE “Risorgive” che ha come obiettivo diretto quello di conservare/ricostruire gli habitat di risorgiva; indirettamente questo consente anche di creare nuovamente uno spazio per le specie rare della nostra erpetofauna. Tutte le informazioni su: www.festivalagricoltura.it

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Tutti i numeri dell’agricoltura veneta a Fieragricola 2018. Tra gli eventi proposti a Verona da Veneto Agricoltura, incontri su agricoltura di precisione, biodiversità, agroforestazione. Info anche su bionergie e cambiamento climatico.

Alla fine tutti i nodi arrivano al pettine. Il vecchio adagio vale anche per il comparto agricolo che proprio in questi giorni sta tirando le somme sui risultati della scorsa annata. Purtroppo, le conseguenze del cattivo andamento meteo registrato nel 2017 (ad aprile le gelate, in estate la siccità) non hanno consentito il raggiungimento di performance destinate a rimanere negli annali. Anzi. Veneto Agricoltura, che giovedì 1 febbraio (ore 11,30) in Fieragricola (31/1-3/2) oa Verona (stand Regione Veneto, padiglione 4) con AVEPA, ARPAV ed il marchio regionale agroalimentare QV (Qualità Verificata), presenterà i primi dati sull’annata agroalimentare regionale 2017, parla di “annata difficile soprattutto per quanto riguarda le rese di produzione di molte colture sia seminative (mais -14%, soia -23%) che legnose (mele -21%, vite -19%)”.

Zootecnica, risultati interessanti. I tecnici dell’Agenzia regionale anticipano invece che per gli allevamenti zootecnici i risultati 2017 sono piuttosto interessanti. Negativi invece gli scambi con l’estero. L’Agenzia regionale proporrà anche una serie di iniziative che ruotano attorno alle tre frontiere simbolo dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ovvero l’agricoltura di precisione, la biodiversità e i sistemi agroforestali.

Agricoltura di precisione. Nella giornata inaugurale, mercoledì 31 gennaio (ore 15.00) presso l’Area FORUM del Padiglione 3, è previsto il focus Precision farming nelle colture erbacee che affronterà il tema dell’agricoltura di precisione analizzato da tre distinti punti di osservazione: le Linee guida recentemente pubblicate dal Ministero, le indicazioni pratiche sperimentate nell’azienda pilota dimostrativa “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura grazie al progetto europeo LIFE “Agricare” e il rapporto tra imprese e ricerca. Il programma dell’incontro disponibile a questo link.

Biodiversità. Giovedì 1 febbraio (ore 10,00) presso la Sala Puccini nella Galleria tra i Padiglioni 6 e 7, si terrà un incontro dedicato alla biodiversità intesa quale valore per l’agricoltura. Il focus, sostenuto dal Progetto BIONET che Veneto Agricoltura conduce con un’ampia rete di partner (Istituti agrari, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, CREA, Provincia di Vicenza) nell’ambito del PSR Veneto, punta a mettere in evidenza il valore della biodiversità per le produzioni agricole. Tecnici e produttori si incontreranno forti anche dell’esperienza maturata nell’ambito di un altro progetto da poco concluso (VeroVeneto) che ha dato modo di misurare con metodo scientifico il grado di biodiversità e la qualità della produzione ortofrutticola veneta. Il programma di questo secondo incontro è disponibile a questo link.

Foreste. Venerdì 2 febbraio (ore 10.00), sempre presso la Sala Puccini, si terrà invece un convegno dedicato al ritorno dei sistemi agroforestali. Nell’occasione si parlerà di alberi tra le colture agrarie, elementi non intrusi ma fattori di produzione e stabilizzazione climatica. L’agroforestazione è una sorta di “ritorno al futuro” che è già realtà in diversi contesti agricoli europei e italiani. Ne parleranno i ricercatori (con due interventi europei), tecnici e produttori agricoli protagonisti di queste esperienze. Il programma è disponibile a questo link. Infine, presso lo stand regionale saranno presenti nei quattro giorni di fiera i tecnici del Settore di Veneto Agricoltura “Bioenergie e cambiamento climatico”, per fornire ai visitatori informazioni sulle attività progettuali in tema di biogas, biomasse solide e biocarburanti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Agricoltura, la multifunzionalità fa tendenza: apprezzati il prodotto, la vacanza o la birra di campagna ma in rapporto con l’autenticità e il consumo etico

EU-Agri giovani agricoltoriMultifunzionalità in agricoltura sulla cresta dell’onda in risposta alla crisi che stanno attraversando molti comparti dell’agricoltura italiana. Un tema caldo quest’anno alla Fiera di Vita in Campagna, conclusasi lo scorso 20 marzo a Montichiari (Brescia). Tra le strade più battute, la trasformazione e la vendita diretta di prodotti, dall’ortoftutta a formaggi, dai salumi ai dolci, che soddisfano la richiesta sempre più pressante del consumatore di coniugare qualità, tracciabilità e prezzo.

Acquisto etico in crescita. Il prodotto “rurale”, di campagna, piace, sta crescendo una sensibilità per un acquisto etico che premia la filiera nel momento in cui si impegna per valorizzare la biodiversità. Ma non solo. “Si stanno sviluppando mercati per il recupero di frutta e verdura non scelta dalla Grande distribuzione, che permettono di creare una preziosa alleanza tra produttore e consumatore, contro gli sprechi alimentari” dice Marco Boschetti, direttore del Consorzio Agrituristico Mantovano.

Agriturismo, cresciuto in dieci anni del 60 per cento. Prodotto rurale sì, ma in un rapporto diretto con l’agricoltore che ne garantisca l’autenticità. Questo apprezzano sempre più i consumatori al momento dell’acquisto o quando si recano in un agriturismo, settore quest’ultimo che tra il 2003 e il 2013 è cresciuto del 60%, passando da 13mila a 21mila in Italia (Istat 2013). “In Italia esistono molte aziende agricole di piccole e medie dimensioni con un bassissimo valore aggiunto che, a causa della liberalizzazione del mercato, non riescono ad avere un reddito soddisfacente, la multifunzionalità offre loro alcune nicchie di business molto interessanti”, spiega Antonio Boschetti, direttore de l’Informatore Agrario.

Opportunità nuove e di tendenza. “In crescita, gli agribirrifici che, insieme ai birrifici artigianali, costituiscono solo il 3-4% del consumo della birra in Italia ma stanno influenzando questo mondo” continua Marco Boschetti. La diversificazione in agricoltura ha forti opportunità di sviluppo che possono però essere potenziate da un ruolo attivo dell’agricoltore. La capacità di fare rete in filiera e di utilizzare in modo efficace i social media, Facebook in primis, per costruire eventi promozionali e aumentare le vendite faranno sempre più la differenza.

Fonte: Servizio Stampa L’Informatore Agrario

14 febbraio 2015, a Borgoricco (Pd) si tiene una giornata di scambio sementi per la salvaguardia della biodiversità rurale

seed-saverIl Comune di Borgoricco (PD), Museo della Centuriazione Romana-Assessorato alla Cultura,  in collaborazione con Civiltà Contadina per la salvaguardia della biodiversità rurale, organizza  sabato 14 febbraio 2015, dalle ore 9,00 alle 12.00 e dalle 13.30 fino al tramonto, presso il Centro Civico di Borgoricco, la “Giornata di scambio sementi“.

Incontro regionale dei “seed savers“, scambio di sementi, consulenza di esperti. Ingresso libero.  L’Associazione Civiltà Contadina, associazione senza scopo di lucro di seed savers (salvatori di semi), appassionati contadini e coltivatori urbani, dal 1996 salva e condivide i semi delle vecchie ed antiche varietà, italiane ed estere, di ortaggi, cereali e alberi da frutto, formando così un patrimonio genetico che potrà essere tramandato alle future generazioni. Eccezionalmente durante tale giornata, oltre al consueto scambio delle sementi tra i soci, viene data la possibilità anche ai cittadini di Borgoricco e agli studenti delle scuole del territorio che fossero interessati, di ricevere in dono alcune antiche sementi, utili consigli e informazioni sulle colture. Nell’occasione vi è anche la possibilità di effettuare visite guidate alla mostra temporanea “Ottaviano Augusto. Un’altra storia” e al Museo della Centuriazione Romana di Borgoricco. Una buona occasione per scoprire quali sono le sementi degli antichi romani che, dopo 2000 anni di storia, sono arrivate fino a noi! Ingresso Museo: intero € 2,00 – ridotto € 1,00 ragazzi dai 7 ai 14 anni e adulti sopra i 65 anni – gratuito per i bambini sotto i 6 anni, disabili e accompagnatori. Ingresso mostra “Augusto”: € 7,00 intero, € 5,00 ridotto.

La Biodiversità dei nostri campi appartiene a tutti. Condividiamola e manteniamola, per il rispetto del passato e per la costruzione di un futuro vivibile per noi e per le prossime generazioni. Una volta erano gli stessi contadini a selezionare i semi creando nel tempo varietà adatte a venti, temperature, piogge e altre caratteristiche della zona, semi che erano parte della cultura del posto, legati alla gastronomia, agli usi e alle abitudini popolari. Purtroppo queste sementi tramandata per generazioni sono state successivamente abbandonate perché sostituite da quelle agroindustriali, i cui criteri di selezione non sono più il sapore, la rusticità, la capacità di adattamento a sistemi di agricoltura naturale, le tonalità di colore vivo. All’agricoltura industriale importa solo raggiungere un’alta produzione a costo anche di utilizzare grandi quantità di prodotti chimici per la fertilizzazione e la difesa degli insetti in regime di monocultura. Questa pratica estremamente inquinante e che produce cibi insani, ha minato l’autosufficienza dell’agricoltore, che si vede obbligato a ricomprare ogni anno le sementi perché spesso sono ibride e non riseminabili oppure coperte da brevetti.

Una conseguenza diretta è l’uniformità dei prodotti alimentari: si è ridotto considerevolmente il numero di specie e di varietà coltivate. Potremmo contare sulle dita della mano le tipologie di pomodoro, di peperone, di cicoria, di fagiolo, ecc. che troviamo sul mercato. Anche la salute ne risente perché la dieta diventa meno varia ed equilibrata. Ma noi possiamo cambiare questo processo: come consumatori, chiedendo cibi locali e di stagione; come agricoltori, professionisti e non, seminando varietà locali nei nostri campi, orti e persino nei vasi sui balconi e conservandone la semente per poi scambiarcela come in passato. Mantenendo semi antichi non solo conserviamo l’agrobiodiversità, ma permettiamo anche il proseguimento e l’evoluzione dei saperi tramandati e favoriamo anche la nostra salute e quella delle generazioni future. Per info: 049 9336321 – 049 9337930 – museo@comune.borgoricco.pd.it

Fonte: Circolo di Campagna Wigwam Il Presidio sotto il Portico

 

 

Biodiversità in agricoltura. Il Veneto fa da apripista a MacFrut 2014

biodiversità argavAlla Mostra internazionale della filiera ortofrutticola – Macfrut, che si terrà a Cesena Fiera nei prossimi 24-25-26 settembre, il Veneto farà da apripista in tema di biodiversità in agricoltura promuovendo un progetto che prevede la caratterizzazione qualitativa dei prodotti ortofrutticoli, la caratterizzazione qualitativa degli ambienti di produzione, una attività di comunicazione per informare e divulgare il valore aggiunto che ne consegue.

Coltivare la biodiversità, un valore da scoprire. Alla 31ª edizione di Macfrut, il Veneto si presenta come sistema sinergico in un unico stand altamente innovativo, con la partecipazione della Regione con 10 Consorzi di tutela di prodotti a Denominazione di Origine Protetta – DOP e a Indicazione Geografica Protetta – IGP che, all’insegna dello slogan “Prodotti di qualità in ambienti di qualità”, punteranno sulla biodiversità come valore per l’agroalimentare e come risposta ad un consumatore più consapevole e motivato, ma soprattutto come strategia produttiva delle aziende per tutelare le proprie produzioni e la competitività dei loro territori. La Regione del Veneto interverrà anche al talk show previsto per il prossimo 25 settembre, alle ore 14.30, nella Sala Verde del Centro Congressi di Cesena Fiera, dal titolo “Coltivare la biodiversità: un valore tutto da scoprire”, spiegando perché scommette su tale risorsa. “L’idea nasce da una forte collaborazione tra operatori del settore ed istituzioni – afferma Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della regione Veneto – che riflette la volontà di sostenere e promuovere la cultura della biodiversità con un confronto di esperienza a tutto campo, dalla produzione alla distribuzione. La biodiversità rappresenta un patrimonio che deve essere valorizzato e promosso – conclude l’assessore – perché acquistare un prodotto ottenuto in un contesto “amico della biodiversità” significa anche tutelare i consumatori e garantire sicurezza e sostenibilità ambientale”.

Fonte: Regione Veneto

Sabato 24 maggio 2014, i soci ARGAV in visita all’Ortodidattico di Lusia (RO)

Lattuga gentile_cappuccina_cipollotti_ rapanelli_rucolaArmati di sporta, come tutti i cittadini invitati di Rovigo e provincia, anche i soci ARGAV parteciperanno sabato 24 maggio alla presentazione ufficiale dell’Ortodidattico, che si terrà a Lusia a partire dalle ore 16 fino alle 19 presso l’azienda agricola omonima in via Provvidenza 684 (info tel. 425-667475, cell. 336-794014 email: mymag@tin.it). La sporta sarà utile per chi vorrà raccogliere liberamente fragole e verdure di stagione, dalle lattughe alle indivie, dai cipollotti ai finocchi agli zucchini, coltivati con tecniche naturali in difesa della biodiversità. Il prezzo di verdura e frutta raccolti sarà lasciato alla decisione, e al buon senso, di chi la raccoglie.

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollottiBiodiversità come superamento del biologico e portare il cittadino in campagna più che il contadino in città. La struttura è nata su iniziativa di due lusiani, Renato e Francesco Maggiolo, rispettivamente enogastronomo e agricoltore, desiderosi di portare, più che il contadino in città, il cittadino in campagna e di promuovere la biodiversità ambientale come superamento del biologico.  L’azienda agricola conta due ettari di terreno, impiantati e seminati con le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, con intorno alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. Vi è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche. Al di là della giornata di presentazione ufficiale, la libera raccolta delle verdure all’Ortodidattico è sempre possibile, dall’alba al tramonto di tutti i giorni, anche festivi e  chi lo desidera può aiutare nei lavori, gruppi e scuole in visita possono essere accompagnati previa telefonata.

In programma anche una dimostrazione di una zappatrice meccanica “bio”, a seguire, aperitivo a base di verdure. L’evento, realizzato in collaborazione con Argav (Giornalisti agroambientali di Veneto e Trentino Alto Adige), ha il sostegno del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine nell’ambito delle attività realizzate attraverso il progetto di iniziativa comunitaria “APP4INNO” di cui il Consvipo è partner: “Il forte spirito d’iniziativa e il carattere innovativo che contraddistingue quest’attività ha reso l’Ortodidattico un’idea vincente e siamo lieti di poterne cogliere con questo appuntamento i primi risultati”, afferma Angelo Zanellato, presidente del Consorzio. Dopo una breve presentazione dell’azienda agricola, ci sarà la dimostrazione di un’innovativa zappatrice meccanica di fabbricazione inglese ma adattata alle esigenze della piccola orticoltura attenta alla biodiversità dalla cooperativa Comagri di Lusia. L’incontro terminerà con un aperitivo a buffet a base di verdure preparato dalla trattoria Al Ponte di Lusia.

Ogm, De Girolamo: firmato decreto che vieta la coltivazione del mais MON810 in Italia

ogm“Con i Ministri Lorenzin e Orlando avevamo preso un impegno preciso sugli Ogm, considerate anche le posizioni unitarie del Parlamento e delle Regioni. Con il decreto che abbiamo firmato oggi (venerdì 12 luglio, ndr) vietiamo la sola coltivazione del mais Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia europea. È un provvedimento che tutela la nostra specificità, che salvaguardia l’Italia dall’omologazione. La nostra agricoltura si basa sulla biodiversità, sulla qualità e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi. Il decreto di oggi è solo il primo elemento, quello più urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese”.

Divieto in vigore fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario. Questo il commento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo sulla firma del decreto interministeriale con i Ministri della Salute, Beatrice Lorenzin e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, Andrea Orlando, che vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato appartenente alla varietà MON810 sul territorio italiano. Il divieto è così in vigore fino all’adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento sarà immediatamente notificato alla Commissione europea e agli altri 27 Stati membri dell’Unione europea.

Impatto negativo sulla biodiversità. Il divieto di coltivazione del Mais MON810 è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un recentissimo approfondimento tecnico scientifico dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ne evidenzia l’impatto negativo sulla biodiversità, non escludendo rischi su organismi acquatici, peraltro già evidenziati da un parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare reso nel dicembre 2011.

Le sentenze della Corte di Giustizia Ue. Il decreto giunge a conclusione della procedura di emergenza attivata dal nostro Governo nell’aprile 2013, ed è giuridicamente sostenuto anche dal precedente provvedimento di divieto di coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe motivazioni, adottato il 16 marzo 2012 dal Governo francese e tuttora in vigore. Le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea, cui l’Italia si conforma, ribadiscono la legittimità di misure di coesistenza che salvaguardino le colture tradizionali e biologiche, e che dovranno essere adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della Corte costituzionale, nel quadro di una organica e condivisa disciplina statale che definirà principi comuni al fine di garantire il rispetto della libera concorrenza e della libertà di iniziativa economica, a parità di condizioni sull’intero territorio nazionale.

(Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)