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Concorso di comunicazione e creatività sui cambiamenti climatici, opere da presentare entro il 15 ottobre 2018

L’Associazione Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia e con il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, del CMCC – Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici, del WWF Italia, di Legambiente e di ISDE Italia – Medici per l’ambiente, indicono la sesta edizione del concorso internazionale di comunicazione e creatività “Climate change 2018-The grand challange” per opere sul tema dei cambiamenti climatici.

Obiettivo del concorso. E’ quello di incentivare un approccio interpretativo e attivo nei confronti di temi ambientali, con richiamo alla Strategia 2020, in particolare al pilastro dell’Europa Sostenibile. Il target del concorso sono tutti gli autori di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 15 anni al momento della scadenza della consegna degli elaborati. Sono ammessi sia autori individuali sia in forma di collettivo o enti formali.

Tipologia delle opere. Opere di scrittura inedite: elaborati di scrittura di qualsiasi genere, in lingua italiana. Sono previsti limiti massimi di lunghezza.
Altri tipi di opere e progetti: opere e progetti inediti di comunicazione creativa realizzati attraverso le tecniche e le modalità espressive più diverse. Le opere dovranno essere inviate attraverso posta elettronica all’indirizzo concorso@cut.it entro le ore 24.00 del 15 ottobre 2018. La premiazione avrà luogo venerdì 30 novembre 2018 a Venezia con la presentazione delle opere creative e degli autori selezionati dal concorso.

Maggiori info: www.cut.it oppure www.unive.it/cambiamenticlimatici Comune di Venezia Europe Direct Venezia Veneto Ca’ Farsetti, San Marco 4136 – 30124 Venezia numero verde 800 496200
www.comune.venezia.it/europedirect 
infoeuropa@comune.venezia.it

Fonte: Europe Direct Venezia Veneto

Cambiamenti climatici, un concorso creativo, scadenza 20 settembre 2017

L’Associazione Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, Europe Dirct Venezia Veneto e VCL Venice ClimateLab, organizza la quinta edizione del concorso internazionale di comunicazione e creatività per opere edite e inedite sul tema dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è quello di incentivare un approccio interpretativo e attivo nei confronti di temi ambientali, con richiamo alla Strategia 2020, in particolare il pilastro dell’Europa Sostenibile.

Il concorso. Il target del concorso sono tutti gli autori di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 15  anni al momento della scadenza della consegna degli elaborati. Tipologia degli elaborati: scrittura, arti rappresentative e figurative mediante l’utilizzo di linguaggi, strumenti e supporti tradizionali, digitali, alternativi e misti. I partecipanti possono partecipare a entrambe le seguenti sezioni e con più opere per ogni sezione: Sezione 1: candidatura di opere inedite da parte di autori individuali o collettivi. Sezione 2: segnalazione di opere edite e/o pubbliche a cura di autori, editori o altri soggetti terzi (individui o enti, collegati o estranei alle suddette opere). Viene suggerito ai partecipanti di documentarsi attraverso un approccio all’ultimo rapporto di sintesi dell’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) che contiene indicazioni sulle politiche di adattamento e mitigazione.

Scadenze per la presentazione delle opere. 20 settembre 2017 – ore 24 per tutti i partecipanti; 20 ottobre 2017 – ore 24 per gli studenti e/o gruppi di lavoro di scuole superiori, università e accademie. Il concorso è patrocinato da: Viccs Venice Centre for Climate Studies – Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, Ministero per l’Ambiente, la tutela del territorio e del mare, Cmcc – Centro Euromediterraneo per i cambiamenti climatici, Wwf Italia, Legambiente, Isde italia – medici per l’ambiente. Info complete: www.cut.it

Fonte: Europe Direct Venezia

Clima, raggiunto un livello di gas serra mai avuto in 800 mila anni, se ne è parlato all’incontro ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

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da sx Marco Monai, Fabrizio Stelluto, Andrea Crestani ed Hermes Redi

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Asiago Dop

 

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I produttori ospiti de “La cucina del Wigwam” dedicata all’Asiago Dop

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nell’arco di 800 mila anni, nella Terra si sono alternati periodi caldi e di glaciazione, rintracciabili attraverso le registrazioni climatiche ottenenute con le analisi del terreno (carotaggi) . Ma in questo lunghissimo arco di tempo, la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (gas serra) non aveva mai superato il livello di guardia di 300 punti, fatto invece successo negli ultimi anni, in cui si sono registrati 380 punti con previsioni di crescita a 400. La colpa? Dell’uomo e della sua opera di antropizzazione (combustione gas fossili, deforestazione). A confermare, ancora una volta, il fatto che il cambiamento climatico in atto sia dovuto al fattore umano (dissesto idrogeologico compreso, con relativi tragici fatti che ogni anno colpiscono l’Italia), è arrivato l’intervento di Marco Monai, direttore del Centro Meteo di ARPAV, intervenuto all’incontro ARGAV-Wigwam del 24 ottobre scorso, incentrato sul tema dell’acqua (da contenere, regimare, valorizzare).

Raggiunto presto il punto di non-ritorno? A suffragio di quanto esposto da Monai, arriva anche l’ultimatum lanciato nel frattempo dal rapporto finale dell’Ipcc (il gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu): “Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e sparire definitivamente dal 2100, perché la temperatura media della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85C tra il 1880 e il 2012 e resta poco tempo per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, limite per evitare conseguenze tragiche per l’uomo e la natura”.

Pevisioni meteo, attendibili sono nell’arco di una settimana. Monai ha spiegato che i dati di elaborazione attendibili delle previsioni meteo a livello stagionale sono molto bassi e che per l’Italia è ancora più difficile prevedere il tempo meteorologico al di là della settimana, causa la morfologia del Paese, molto diversificata. Dunque, non si dovrebbe dar retta a coloro che all’inizio di ogni stagione annunciano gran freddo oppure gran caldo, attenendosi a consultare, di settimana in settimana, fonti di informazioni, anche web, accreditate dal punto di vista scientifico. A proposito della condizione idrogeologica del Veneto, Andrea Crestani, direttore di Unione Veneta Bonifiche, altro ospite dell’incontro, ha ribadito la responsabilità dell’uomo sul dissesto in atto nel Belpaese (“abbiamo costruito dove non si poteva”), informando che dagli anni 70/80 del secolo scorso, abbiamo perso terreno agricolo pari a 13 campi di calcio al giorno. Crestani ha spiegato che il Veneto sta migliorando per quanto riguarda il rischio alluvioni – nel 2013 sono stati aperti 130 cantieri utili al riguardo – ma non per quanto riguarda gli allagamenti dei centri urbani, su cui incidono anche le scelte delle amministrazioni locali.

La difesa ambientale della laguna di Venezia. Altro ospite dell’incontro è stato Hermes Redi, direttore di Consorzio Venezia Nuova,  ente concessionario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia per la realizzazione dei piani di salvaguardia della Laguna di Venezia, tra i quali rientra anche il progetto MOSE, finito nella bufera per corruzione, tangenti e fondi neri. Al di là delle vicende giudiziarie – ancora in corso – che hanno travolto politici e imprenditori, Redi ha parlato di come il MOSE, che sarà completato a giugno 2017, non sia solo un progetto ingegneristico italiano per la difesa di Venezia dalle acque alte, ma anche un progetto di difesa ambientale. L’ente, infatti, è nato per salvaguardare Venezia e la laguna, un’area di 550 km quadrati afflitta da problemi di subsidenza, aumento livello maree, mareggiate, erosione, inquinamento, acque alte. A questo proposito, il Consorzio si è attivato nel rinforzare il litorale di Pellestrina, una cinquantina di chilometri in tutto, nell’aumentare la resilienza ambientale del territorio attraverso la ricostruzione di barene per oltre 1600 ettari, nel recuperare le isole abbandonate come le isole della Certosa e di San Servolo, nella difesa ambientale (40 km di canali industriali coperti e 100 km di rive rialzate e restaurate, adattamenti all’innalzamento del livello del mare, come ad esempio a Chioggia).

Tutte le forme dell’Asiago Dop. A fine serata, come è oramai tradizione negli incontri mensili ARGAV-Wigwam, Efrem Tassinato, chef-giornalista e nostro anfitrione, ha curato l’aspetto enogastronomico. La “Cucina del Wigwam”, ha portato in tavola il tema “Il formaggio Asiago DOP e le sue forme“. In particolare, si sono degustati gnocchi farciti al formaggio Asiago Dop (Agostini Elio di San Martino di Lupari), pasta fresca farcita al formaggio Asiago Dop (Pastificio Avesani di Bussolengo), vino Vespaiolo Breganze Doc (Cantina Maculan di Breganze), Asiago fresco Dop (Azienda Agricola Rela di Canove), birra Antoniana (Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana), Asiago mezzano Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e confettura (Azienda Agrituristica del vicentino), Asiago vecchio Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e miele allo zafferano (Malga Asiago di Massimiliano Gnesotto di Asiago), Asiago stravecchio Dop (Azienda Agricola Rela di Canove e vino Torcolato di Breganze (Cantina Maculan di Breganze). Dulcis in fundo, abbiamo assegnato la deliziosa torta Ortigara (Pasticceria Carli di Asiago).

 

 

 

 

Cambiamento clima, rischio innalzamento di 5° della temperatura globale entro il 2100

img“Al Polo Nord sta diminuendo in maniera drastica la copertura del ghiaccio marino. Inoltre ampie estensioni di permafrost, strati di suolo ghiacciati, si stanno sciogliendo. Questo suolo fa da tappo a cospicue quantità di metano e CO2 che potrebbero aggiungersi a quelle che noi umani stiamo emettendo in atmosfera. In Antartide la situazione non è migliore. Tutta la parte ovest soggetta alle variazioni del clima sta collassando”. Lo ha affermato Fabio Florindo, dirigente di ricerca dell’ INGV, co-coordinatore del progetto Andrill che vede protagonista l‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, presentando i risultati inediti della ricerca a Geoitalia 2013 tenutasi nei giorni scorsi a Pisa.

Rischio forte accelerazione cambio clima. “In Antartide abbiamo effettuato delle perforazioni per studiare sedimenti del Piocene inferiore che giacciono sotto al ghiaccio. Allo stato attuale eè emersa una profonda similitudine tra quanto accadde in quel periodo – ha proseguito Florindo – e quanto sta accadendo oggi, ma una differenza c’è ed è importante. Qualora le cose non dovessero cambiare, in un secolo accadrà quanto all’epoca accadde in milioni di anni. Oggi in Antartide piattaforme di ghiaccio estese anche per 3000 Kmq stanno scomparendo nel giro di poche settimane. Qualora dovessimo continuare ad emettere molta CO2 in atmosfera, entro il 2100 potremmo avere un innalzamento della temperatura globale di 5 gradi e la calotta polare dell’Antardide occidentale potrebbe collassare. Come conseguenza di questo, il livello globale degli oceani aumenterebbe di alcuni metri. Senza tenere conto, anche se non è un problema immediato, che stiamo perdendo enormi quantità di acqua dolce, per ora sotto forma di calotte di ghiacio ai poli”. Il progetto Andrill, vede in campo Italia, Germania, Stati Uniti, Nuova Zelanda ed un Paese osservatore quale l’Inghilterra, ma nella prossima fase si aggiungeranno anche il Brasile, il Giappone e la Cina. Florindo è il coordinatore di questo importante progetto internazionale. I risultati sono chiari.

(Fonte: Asterisco Informazioni)