Contro le
cavallette nere che stanno prendendo d’assalto i colli Euganei e Berici si sta muovendo anche l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Gli entomologi del Centro Trasferimento Tecnologico sono stati invitati dal Parco regionale dei Colli Euganei, insieme all’Università di Padova, ad approfondire le conoscenze sulla biologia dell’insetto e a fornire un adeguato supporto tecnico agli agricoltori e ai residenti.
Da verde diventa nera in fasi di anormale diffusione. Si tratta di un’esplosione demografica del tutto singolare perché il “Barbitistes vicetinus“, specie autoctona e tipica delle zone collinari del Veneto ma presente anche in val d’Adige dove la situazione risulta però nella norma, è solitamente rara. La cavalletta è innocua, al massimo può spaventare o risultare fastidiosa. Normalmente ha una colorazione verde, ma in queste fasi di anormale diffusione diventa nera.
Fenomeno in fase decrescente. I danni provocati sono concentrati all’interno del bosco e solo marginalmente hanno interessato alcune coltivazioni di vite, olivo e ciliegio. “La pullulazione è un fenomeno comune in molte specie di animali che rientra in fase di latenza dopo alcuni anni. Per quest’anno – spiega Paolo Fontana del Centro Trasferimento Tecnologico di San Michele, uno dei massimi esperti nazionali di cavallette – il fenomeno è attualmente in fase decrescente e il ciclo vitale dell’insetto è nella sua fase conclusiva”.
(fonte Istituto Agrario San Michele all’Adige)
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