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Seminativi autunno, insidie invernali “sventate” con l’agrifondo mutualistico promosso da Condifesa Veneto e Friuli-Venezia Giulia, sottoscrizioni fino al 15 dicembre 2013

agricolturaFino a venerdì 15 dicembre 2013 è possibile aderire all’Agrifondo Mutualistico costituito dai Condifesa Veneto e Friuli-Venezia Giulia per dare alle imprese agricole soluzioni che integrano l’offerta assicurativa esistente.

Rimborso dei costi sostenuti (max 500 euro per ettaro) in caso di danni per avversità meteo. Orzo, grano, avena, triticale, segale e colza saranno protetti fin dalla semina, in questo modo le avversità invernali come le basse temperature registrate in questi giorni o l’eccesso di pioggia che ha investito ampie zone del Paese, non saranno più viste dagli agricoltori come un problema ingestibile. Il Fondo Mutualistico garantisce il rimborso dei costi sostenuti per le anticipazioni colturali in caso di mancata germinazione del seme (ad eccezione della colza) e per eventuali perdite subite a causa di calamità naturali o avversità atmosferiche che si verificano nel periodo invernale. Dalla semina alla decorrenza delle coperture assicurative il prodotto sarà dunque protetto per tutti gli agricoltori che decideranno di aderire all’iniziativa. Il rimborso potrà raggiungere al massimo i 500 €/ha per le perdite di produzione riscontrabili alla raccolta. Nelle aree di Veneto Friuli-Venezia Giulia sono circa 60.000 gli ettari coltivati a seminativi autunno vernini, ad oggi sono 400 i produttori che hanno già aderito a questo Fondo Mutualistico. Maggiori informazioni presso i Condifesa del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia.

Danni da eccesso di pioggia: mais e vite i più colpiti, ma oggi il problema si sposta sulla mancanza d’acqua

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Confronto tra periti eccesso di pioggia sulla vite

Si è svolta il 19 luglio scorso la riunione collegiale di una trentina di periti dei Condifesa di Veneto e Friuli-Venezia Giulia e delle compagnie assicurative, organizzata dal Condifesa del Veneto e curata dal tecnico Oddino Bin dei Consorzi Difesa. Ogni anno, nel corso della stagione agricola, i Consorzi promuovono un incontro tecnico sul campo per mettere a confronto le diverse esperienze, con particolare attenzione alle calamità naturali in corso. Lo scorso anno era la siccità a causare la moria dei raccolti, quest’anno invece è l’eccesso di pioggia a colpire le colture venete, lasciando poche vie di scampo agli agricoltori. L’incontro tecnico, tenutosi in due aziende scelte a campione nella campagna trevigiana, si è focalizzato in particolare sulle colture di mais e vite che stanno subendo i contraccolpi maggiori.

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Perizia collegiale eccesso di pioggia sul mais

Mais, gravi problemi di crescita e maturazione.  La stagione è oramai avanzata e non ci sono grandi margini d’intervento per gli agricoltori. Chi è riuscito a seminare il mais nel mese di marzo, oggi ha il raccolto ad un normale stadio vegetativo che necessita per lo più di essere irrigato a causa del repentino cambio climatico e dell’aumento delle temperature che sta riducendo le riserve idriche dei campi. Ma la maggior parte dei maiscoltori ha avuto a disposizione pochissimi periodi asciutti nei quali procedere con la semina, protraendola in via eccezionale fino a metà giugno ed ora si trovano a fare i conti con un raccolto che presenta gravi problemi di crescita e maturazione, senza alcuna possibilità d’intervento per tamponare la situazione. Le perdite di prodotto saranno elevate, oltre che per la semina tardiva anche per la mancata semina (causata dall’impraticabilità dei campi) e per il ristagno idrico.

 Danni-da-eccesso-di-pioggia_asfissia-radicale_Prosecco-DocVite, previsto un drastico calo di produzione. La situazione della vite è simile. L’eccessiva piovosità primaverile ha causato grossi problemi di asfissia radicale laddove i terreni non presentano un buon drenaggio. Ciò ha comportato in alcune aree la ridotta produzione di grappoli e l’impossibilità d’intervenire per tutelare la pianta da Peronospora e Botrite, le principali malattie che colpiscono la viticoltura veneta. Le frequenti piogge hanno impedito la regolarità dei trattamenti con antibotritici e antiperonosporici impedendo l’accesso ai vigneti, resi impraticabili o dilavando il prodotto annullandone l’effetto. Resta quindi da verificare l’andamento meteo delle prossime settimane, fino alla raccolta e alla vendemmia, solo in quel momento avremo dati certi sui danni subiti su base provinciale e regionale, ma i segnali rilevati oggi sul campo non fanno ben sperare. In particolare il confronto tra periti è avvenuto analizzando lo stato di un giovane vigneto di Prosecco Doc, con una capacità produttiva di c.a. 200 q.li/ha, che a causa del danno subìto produrrà all’incirca 40-50 q.li/ha e quello di un campo di mais dove le piante presentano uno stato vegetativo assimilabile a quello del mese di aprile, con un ritardo quindi di 3 mesi che ne inficerà in modo pesante la produzione.

Condifesa Veneto: “Necessaria una linea comune fra gli attori del comparto per la valutazione dei danni”. Flavio Bortolato, direttore Condifesa Veneto: “Un tempo questi incontri fra tecnici venivano organizzati per analizzare principalmente i danni dovuti alle violente grandinate, oggi non è più così. Le avversità atmosferiche si fanno sempre più varie e frequenti rendendo di fatto impossibile qualsiasi previsione e intervento precauzionale. Ecco perché, anche alla luce della nuova politica europea che dal 2014 vedrà cambiare il sistema assicurativo presentando solo due tipologie di polizze “Pluririschio” e Multirischio”, è fondamentale che tutti gli operatori che lavorano nell’ambito della difesa agricola (compagnie assicurative, consorzi di difesa, enti e istituzioni) traccino una linea comune nella valutazione dei danni, così da dare all’imprenditore agricolo un quadro fedele della situazione agronomica affinché possa tutelare al meglio le colture da rischi meteorologici imprevedibili. La via assicurativa resta la principale strada da percorrere, accanto alla quale però i Consorzi di Difesa (Condifesa) del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia hanno messo in campo un’ampia rete di proposte mutualistiche per completare la gamma di strumenti a favore dell’agricoltura del nostro territorio.

(Fonte: Condifesa Veneto)

Agricoltura sostenibile, sinergia Veneto Agricoltura-Condifesa Veneto per tutelare reddito imprese agricole e ambiente

Sopralluogo-Condifesa-Veneto-VAllevecchiaIn questi giorni i Consorzi di Difesa delle attività Agricole dalle Avversità (Condifesa) di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sono stati in sopralluogo nell’azienda pilota dimostrativa di ValleVecchia (Caorle-Ve), dove Veneto Agricoltura sta portando avanti diversi progetti sperimentali per testare tecniche innovative efficaci per la difesa del reddito e a basso impatto ambientale, da trasmettere poi alle aziende agricole venete.

Ridurre drasticamente geodisinfestanti, costi di produzione e impatto ambientale senza intaccare il reddito aziendale. Tra i progetti, coordinati da Lorenzo Furlan – Dirigente del Settore Ricerca -, ce n’è uno in corso da quest’anno con il Condifesa Veneto che si pone l’obiettivo di ridurre drasticamente i trattamenti geodisinfestanti nei terreni a seminativo (in particolare mais e colture erbacee) utili su una superficie a coltura molto limitata, riducendo i costi di produzione e l’impatto ambientale senza intaccare minimamente il reddito aziendale.

Anno 2013: collaborazione Condifesa Veneto/Veneto Agricoltura.  Quest’anno il protocollo che coinvolge l’ente regionale e i consorzi, vede questi ultimi estendere a titolo sperimentale alle aziende pilota dimostrative di Veneto Agricoltura il “Fondo Diabrotica anche ad altre avversità parassitarie (elateridi, nottue, fauna selvatica se coerente con l’impostazione originaria del fondo) che sono oggetto di monitoraggio di Veneto Agricoltura. Il Fondo risarcirà i danni causati da questi parassiti secondo le modalità e nei limiti dei regolamenti in atto. Tale azione è finalizzata all’estensione, nel 2014, delle modalità sopra descritte agli agricoltori veneti che decideranno di aderire a questo progetto. A investimenti ormai consolidati, il danno economico da insetti è risultato nullo su centinaia di ettari non trattati con geodisinfestanti. “Nei sopralluoghi effettuati a ValleVecchia abbiamo potuto verificare il successo della sperimentazione di Veneto Agricoltura”, ha afferamato Valerio Nadal, presidente Condifesa Veneto.Possiamo quindi affermare con sicurezza che quella della riduzione dei geoinsetticidi sul mais e sulle colture erbacee a basso rischio è una strada percorribile dall’agricoltura veneta, un’agricoltura che sa distinguersi nel panorama nazionale per innovazione e competenza”.

(Fonte: Condifesa Veneto)