La Regione Veneto farà un bando specifico per sostenere le oltre 160 aziende agricole di Vo’ Euganeo, la prima zona rossa del Veneto che più ha patito le conseguenze della pandemia. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan nel corso dell’assemblea annuale di Confagricoltura Padova, che si è svolta ieri sera a Villa Sceriman, a Vo’ Euganeo (PD).
Unesco. Pan ha anche aggiunto che in autunno riunirà tutti i sindaci dei Comuni dei Colli Euganei per valutare di avviare la procedura della candidatura a patrimonio dell’umanità dell’Unesco, “un percorso lungo – ha spiegato – ma che potrebbe essere un volano per promuovere il nostro territorio. Ma servono coesione e partecipazione da parte di tutti”.
Luci e ombre. Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova, ha tracciato una panoramica sulla recessione in corso e sulla situazione dei comparti agricoli. “Agriturismi e cantine sono stati i due comparti legati al turismo e alla ristorazione di qualità che hanno patito le conseguenze più pesanti del lockdown – ha detto -, ma le difficoltà ci sono state anche per i settori del florovivaismo e della manutenzione del verde e poi per gli allevamenti di suini, delle vacche da latte, degli ovini e dei conigli. In questo momento la situazione per alcuni settori è in ripresa, sia pur lenta, ma per altri si è ancora in attesa che il mercato ritrovi un equilibrio. Siamo però tutti preoccupati per le ricadute della pandemia a livello economico. La caduta del Pil a fine anno probabilmente supererà l’11 per cento e il rapporto tra debito pubblico e Pil è destinato a salire fino al 160 per cento. La cassa integrazione, i contributi e gli ammortizzatori sociali hanno attenuato gli effetti sociali e occupazionali. Ma il rilancio dell’economia deve partire da una strategia per il futuro, con interventi mirati a una crescita stabile e duratura: Confagricoltura propone di ridurre le aliquote Iva e di alleggerire il cuneo fiscale dei lavoratori per far ripartire la domanda di beni e servizi. Dobbiamo inoltre riconquistare una parte di mercato interno, oggi occupato dalle importazioni”.
2019, anno nero della cimice asiatica. “Nel 2019 molte aziende padovane hanno deciso di espiantare i frutteti, altre sono andate in difficoltà economica. Con la pandemia abbiamo visto il crollo dei prezzi, dall’ortofrutta al latte, mentre le produzioni di maggior pregio, come i prosciutti e i formaggi dop, sono andate in crisi a causa della chiusura di bar e ristoranti. Nonostante ciò nessuna delle nostre aziende ha pensato a licenziamenti o chiusure. Chiediamo però una sburocratizzazione e una valorizzazione dei nostri prodotti. E soprattutto che si finisca di demonizzare l’agricoltura e gli allevamenti, dato che da anni investiamo sul benessere animale e sul miglioramento delle strutture”.
Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Padova
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