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I Consorzi di bonifica del Veneto all’assemblea nazionale di Anbi: le risorse per l’adattamento climatico ci sono, la burocrazia le ferma. A giugno in Veneto piovosità nella media, prelievi irrigui importanti soprattutto nella bassa padovana e nel polesine

Assemblea ANBI 2023“Tutte le Istituzioni intervenute all’Assemblea, a partire dal ministro all’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, hanno ricordato che le risorse finanziare ci sono e non costituiscono un problema. Ma allora perché è così difficile calarle nei territori? Ci troviamo di fronte alla solita questione italiana: per vedere i finanziamenti e avviare i cantieri devono verificarsi situazioni estreme come la siccità o, peggio, l’alluvione in Romagna, e nominare così un Commissario che sburocratizzi la situazione. Dobbiamo costruire le condizioni perché si operi normalmente, in tempi ragionevoli. Noi siamo pronti, lo è altrettanto la politica?”. A chiederlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce i Consorzi di bonifica regionali, ai margini dell’Assemblea nazionale di Anbi tenutasi a Roma presso l’Hotel Sheraton Parco De’ Medici il 4 e 5 luglio scorsi. Un’assemblea che, nelle parole del presidente nazionale di Anbi Francesco Vincenzi, “ha ribadito la centralità del tema acqua nella discussione nazionale ed europea riguardante i cambiamenti climatici.”

Siccità destinata a tornare. “A fronte delle piogge di queste settimane – spiega Cazzaro – siamo ancora in deficit idrico con situazioni difficili nelle falde, che sono il nostro bacino di accumulo naturale sotterraneo e che richiederanno molto tempo per tornare su valori normali. La siccità, inoltre, è destinata a tornare, in un quadro generale di cambiamenti climatici.”Gli fa eco Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto: “I consorzi di bonifica sono gli unici enti che fin qui hanno portato a cantiere il 100% delle risorse del Pnrr assegnate. Siamo operativi nelle situazioni di emergenza, e l’esempio più recente è dato dall’alluvione in Romagna, ma anche protagonisti nelle progettualità per una gestione sempre più efficiente della risorsa idrica. Abbiamo però bisogno che le Istituzioni ci supportino con risorse e tempi certi perché l’adattamento al cambiamento climatico richiede pianificazione.” Tra i momenti più toccanti della due giorni, il ricordo dell’alluvione in Romagna e il riconoscimento dato ai Consorzi di Bonifica del Paese in supporto ai colleghi delle aree disastrate. Nell’occasione, tutti i Consorzi del Veneto hanno dato il contributo in termine di uomini e mezzi, il riconoscimento è stato dato ad Anbi Veneto in rappresentanza di tutto il sistema regionale.

Schermata 2023-07-11 alle 14.10.34Disponibilità risorsa idrica in Veneto a giugno 2023. Dal punto di vista delle piogge, il mese di giugno si presenta come spaccato a metà con una prima parte molto più piovosa della seconda. Se nei trenta giorni la piovosità media (98 mm) ha raggiunto e appena superato i livelli tipici del mese (97 mm), il merito è dovuto alle precipitazioni dei primi quindici giorni, quando sono scesi 77 mm di pioggia, pari all’80% della media del mese. Le precipitazioni non sono state omogeneamente distribuite: gli apporti più significativi si sono registrati nelle aree pedemontane, mentre molto più contenute (20 mm) le piogge nella bassa padovana e nel rodigino; qui, e più in generale nel Veneto centro meridionale, si è dunque registrata una generale ripresa della richiesta irrigua. Per il resto: livelli degli invasi alpini ok; falde stazionarie o in lentissima ripresa (livelli ancora molto bassi). Il mese di giugno ha fatto registrare temperature tendenzialmente superiori alla media storica del periodo. A livello di trend, un recente studio dell’ Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo World Meterological Organization) sottolinea come sia altamente probabile (98%) l’eventualità che almeno uno dei cinque anni del periodo 2023-2027, e il quinquennio nel suo insieme, sarà il più caldo mai registrato, e molto probabile (66%) che la temperatura globale media nel periodo 2023-2027 superi di oltre 1,5°C i livelli preindustriali per almeno un anno.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto