
Olga Bussinello
“A meno di un mese dalla sigla del protocollo di cooperazione tra il Consorzio tutela vini Valpolicella e la Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero Politiche Agricole, sono state inviate già 115 diffide ad altrettanti siti web, sia nei Paesi terzi che in Europa”. Ad annunciarlo, è stata la direttrice del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello, parlando dei primi risultati della task force anticontraffazione avviata agli inizi di luglio a difesa delle denominazioni che insistono sul territorio scaligero.
In particolare, sono state inviate alle autorità competenti le notifiche per 115 siti, di cui 50 con dominio canadese, 22 statunitense, 25 del Regno Unito e 5 irlandesi. Inoltre, sono state riscontrate irregolarità sui siti di ebay (5) e Amazon (8).
La denominazione. Sono poco più di 60 milioni le bottiglie delle denominazioni del vigneto Valpolicella (Amarone, Recioto, Valpolicella e Ripasso) prodotte lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di 600 milioni di euro, di cui 355 milioni stimati solo per l’Amarone che traina l’export della Dop. L’anno scorso, infatti, il 68% della produzione di Amarone ha varcato i confini nazionali. Tra i principali paesi di destinazione Germania (24%), USA (13%) e Svizzera (11%) che congiuntamente assorbono il 48% dell’export totale di Amarone. Seguono UK (9%), Svezia e Danimarca (16%) e il Canada (6%).
Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella
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