• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Ambiente. Alla scoperta del ramo più antico del Delta, il Po di Goro, fiume ricco di storia

Rive Po di Goro(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Tra i cinque rami principali in cui il Po si divide prima di confluire in mare, il Po di Goro, che unisce i due parchi del Delta, veneto ed emiliano, è forse il meno conosciuto. Eppure, ha tutto per affascinare: rive boscose ricche di fauna e la prossimità con luoghi di grande interesse culturale.

 

Scavi San Basilio

Scavi San Basilio

Un Fiume ricco di storia. Tra questi, figura il sito di San Basilio, borgo dalla storia millenaria, in cui sono stati rinvenuti numerosi reperti paleoveneti e romani, in parte conservati nell’accogliente Centro Visite ed in parte custoditi nel più celebre Museo Nazionale di Adria. La preziosa chiesetta romanica e gli scavi archeologici, al momento semi-aperti, raccontano l’importanza ricoperta da questo centro nel corso dei secoli. Sempre lungo il Po di Goro, si trova Mesola, paese rivierasco ferrarese sviluppatosi intorno alle mura del magnifico Castello Estense, costruito dal Duca Alfonso D’Este nella seconda metà del ‘500. Ed ancora, il Museo della Bonifica Ca’Vendramin, grande complesso di archeologia industriale che rappresenta per il Delta e la sua gente un luogo simbolico, quasi sacro, per tutto ciò esprime e racconta: storie di vite vissute tra grande fatiche e sofferenze, storie di grandi cambiamenti e di riscatto sociale, sviluppo e benessere.

po-di-goro-mare_28501Escursioni in barca fino ad ottobre 2014. Un modo per visitarlo è suggerito dal Parco Delta Po Veneto attraverso le escursioni in barca a prezzi davvero sostenibili in programma fino ad ottobre 2014 e realizzate in collaborazione con le associazioni Co.se.del.Po ( Francesco Beltrame cell. 329-4248555 oppure email cosedelpo@libero.it) , Aqua e lo storico servizio di navigazione nel Delta Marino Cacciatori. Tre gli itinerari proposti: Un tuffo nel passato” e “Storie della Bonifica”; Un PO in barca e un PO in bici verso il mare; Un Po in barca e un PO in bici verso monte. Per informazioni e prenotazioni: 345-2518596 oppure 334-7035765.

Sala macchine Museo Bonifica“Un tuffo nel passato” e “Storie della Bonifica” viene effettuato con il battello domenica 31 agosto e domenica 14, 21 e 28 settembre, sempre in compagnia di una guida. Tra le località toccate alternativamente (una domenica l’una e una domenica l’altra), ci sono San Basilio e Ca’ Vendramin, luoghi che si raggiungono con una mezz’ora di navigazione. Il ritrovo al mattino è alle 9.45 all’attracco di Mesola per l’imbarco con partenza alle 10. Dopo la visita delle località, si ritorna a Mesola, con partenza dall’imbarco alle ore 12 ed arrivo nella località ferrarese alle 12.30. Nel pomeriggio, gli orari sono: imbarco 15.15 (Mesola), ritorno ore 17.30. Biglietto 6 euro, 3 euro per bambini da 6 a 12 anni e bambini fino a 6 anni gratis.

Bici Po di GoroUn PO in barca e un PO in bici verso il mare è un servizio navetta sul Po di Goro da Mesola al mare. Viene effettuato domenica 7 settembre e sabato 4 ottobre, mentre il 3 agosto è solo su prenotazione e con minimo 20 partecipanti. Il mattino si naviga in direzione della foce e nel pomeriggio verso l’entroterra, per tornare ai luoghi di partenza. Il battello fa tappa a Mesola/Rivà di Ariano (andata ore 10, ritorno ore 18.30) al Museo della Bonifica Ca’ Vendramin (andata ore 10.30, ritorno ore 18), a Goro (andata ore 11.30, ritorno ore 17) e Bacucco-Foce (andata ore 12.30, ritorno ore 16) e consente di programmare una giornata sul fiume abbinando alla barca una pedalata sulla Destra Po e sulla sinistra del Po di Goro (la bici si noleggia nei luoghi di fermata). In abbinata al servizio navetta, c’è la possibilità di effettuare l’escursioneNuove terre e corti padronali”, sempre in bici e in barca. Per chi sceglie questa possibilità, il ritrovo è alle ore 9.30 al Museo della Bonifica Ca’ Vendramin, dove si effettua una visita guidata, dopodiché si parte in bici pedalando sull’argine che costeggia il fiume in direzione della foce. Il percorso si snoda nel mezzo della campagna del Delta, caratterizzata in parte dal paesaggio “creato” dalla Riforma Agraria e da alcune dimore della nobilità veneziana. Giunti alla foce, saranno i voli degli uccelli che popolano il Delta a rendere ancor più suggestivo l’incontro del fiume con il mare. Biglietto: 10 euro, 5 euro per bambini da 6 a 12 anni, bambini fino a 6 anni gratis, recupero bici (in barca o con apposito carrello) 4 euro, bici da bambino 2 euro.

Bici San BasilioUn Po in barca e un PO in bici verso monte. Si tratta sempre di un servizio navetta in programma il 20 settembre, mentre il 19 luglio e il 16 agosto solo su prenotazione e con minimo 20 partecipanti. Si parte da Mesola/Rivà (ore 14.30 andata e ore 18.30 ritorno), con sosta a San Basilio (andata ore 15 e ritorno ore 18) e tappa finale ad Ariano nel Polesine (andata ore 16, ritorno ore 17). Per i cicloturisti, c’è la possibiità di caricare la bici e tornare a Mesola/Rivà in barca. In abbinata al servizio navetta, c’è l’escursione “Verso le origini del Delta, sulle tracce della Via Popillia” in bici e in barca. Per chi sceglie questa possibilità, il ritrovo dei partecipanti è alle ore 14.30 a Rivà di Ariano (possibilità di traghettamento da Mesola), dove si incontra la guida, per partire insieme in bici sull’argine in direzione Ariano nel Polesine. Quindi, è prevista la sosta a San Basilio per una visita alla chiesetta, agli scavi e al Centro Culturale. Si prosegue poi sull’argine fino a raggiungere Ariano Polesine, dove si prende il battello per rientrare a Mesola/Rivà. Biglietto: 10 euro, 5 euro per bambini da 6 a 12 anni, bambini fino a 6 anni gratis. Recupero bici (in barca o con apposito carrello) 4 euro, bici da bambino 2 euro.

 

Semina vongole laguna Caleri

Semina vongole laguna Caleri

Nel parte nord del Parco, dove nidificano beccacce e rondini di mare e si coltivano gli orti. Altra bella e interessante escursione di circa 2 ore alla scoperta dell’attività della pesca in valle e dell’acquacoltura è quella nella laguna Caleri, che si trova fra la foce dell’Adige e il Po di Levante, ed in cui spicca la valle da pesca Ca’ Pisani, “scrigno culturale” in cui si tramandano le tecniche di lavoro, le conoscenze e le esperienze e il linguaggio di valle con detti e parole che appartengono alla sola cultura valliva, tutti saperi non rintracciabili nei libri.. Ccon il pontoon boat (una barca dal fondo piatto) di Marino Cacciatori (prenotazioni 329-8607631 tel. 0426-380314) si naviga nei fondali bassi tra gli “orti di mare”, dove vengono seminate e raccolte le vongole. Chi desidera, può concludere il tour con la visita del Giardino Botanico di Porto Caleri, area tra la laguna e il mare in cui convivono i mirco-ecostistemi del Delta del Po veneto.

 

Il Ghebo parte esterna

Il Ghebo parte esterna

 

Monica Cristina e Alessio de Il Ghebo

Monica Cristina e Alessio de Il Ghebo

Il menù del pescatore in una “baita di mare”. Ritemprato con le visite lo spirito, c’è da ritemprare anche il corpo. A questo proposito, da Porto Levante, villaggio di pescatori e di diporto che si distende tra le lagune Vallona e Marinetta, si può raggiungere in barca lo Scanno Cavallari, un lungo lembo di sabbia che difende la laguna dall’acqua del mare e che si estende dalla foce del Po di Maistra fin quasi ad Albarella. Qui si trova una deliziosa “baita di mare”, il Rifugio Il Ghebo (tel. 348.9157201-346.5370982, con spiaggia privata e servizio traghetto) gestito da Monica, Cristian e Alessio e dove, in uno scenario unico tra i riflessi della laguna e il profumo del mare, si può gustare il menù del pescatore a base di prodotti ittici locali (costo 30 euro in media per un antipasto, un primo e un secondo).

I soci ARGAV visitano il Delta del Po veneto, quiete carica di emozioni

Soci ARGAV Giardino Botanico Litoraneo Porto Caleri gruppo(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Immersione totale nella natura per i soci ARGAV lo scorso 12 aprile, giornata in cui abbiamo visitato una delle maggiori zone umide del Mediterraneo e d’Europa, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Ad accompagnarci nella visita, le guide naturalistico-ambientali  Francesco Beltrame, Ilaria Ruggini e Mara Santarato di Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Delta di Ariano del Polesine. (Foto in alto, il gruppo di soci ARGAV all’uscita del Giardino Botanico di Porto Caleri)

Ilaria CosedelPo visita soci ARGAV Girardino Litoraneo Porto CaleriLa terra più giovane d’Italia. Prima di iniziare a descrivere la nostra giornata alla scoperta di giardini, vie d’acqua, prodotti tipici e musei, è opportuno inquadrare, seppure a grandi linee, il territorio che abbiamo visitato. Il Delta geografico (a dx nella foto Ilaria Ruggini mentre ce ne illustra le caratteristiche) si estende tra l’Adige a nord e il Po di Goro a sud per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, gli ambienti in cui l’acqua dolce di fiume si mischia a quella salata del mare. Il territorio del Parco comprende 9 comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, per un totale di oltre 73 mila abitanti. Nonostante sia una delle aree protette più antropizzate, il Parco conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate, pari a 120 chilometri quadrati. Il fiume, prima di confluire nel mare, si divide in cinque rami principali e altri rami minori: dal Po Grande o di Venezia, si dirama a nord il Po di Maistra mentre a sud si diramano il Po Piccolo o di Goro, il Po della Donzella o Gnocca e il Po delle Tolle. Il ventaglio di bracci dà vita al Delta attivo, ossia il territorio più recente del Po, tuttora in evoluzione, che interessa per intero il Parco Regionale Veneto e che è il risultato dello scorrere del fiume a partire dal 1604, quando la Repubblica di Venezia, per scongiurare l’interramento della laguna veneziana, praticò il Taglio di Porto Viro (1600-1604), l’opera idraulica di deviazione del corso del Po verso sud. L’opera fu realizzata dove ora sorge Taglio di Po.

 

Giardino Botanico Porto CaleriIl paesaggio del Delta del Po veneto è un alternarsi di ambienti diversi: dopo la campagna, che produce eccellenze orticole come i radicchi e le insalate Igp, si trovano le dune fossili, che corrispondono alle antiche linee di costa. Ecco poi a seguire gli argini e le golene, ossia gli ambienti umidi d’acqua dolce, quindi gli ambienti d’acqua salmastra, le valli da pesca e le lagune con decine di specie ittiche; ed ancora, gli ambienti delle sabbie, gli scanni, ricchissimi di avifauna, dove sono presenti oltre 380 specie di uccelli fra stanziali e migratori. La flora è estremamente varia tanto da includere un migliaio di specie diverse.

Particolare Pini Marittimo Giardino Botanico Porto CaleriNel Giardino della biodiversità. Il nostro tour inizia con la visita del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri, (foto a sx e in basso)a Rosolina Mare (RO). Il sito, realizzato nel 1991 dal Servizio Forestale Regionale per le Province di Padova e Rovigo, ha lo scopo di proteggere e conservare un ambiente naturale unico e irripetibile, di notevole importanza scientifica per la varietà di habitat e grande interesse turistico per la rigogliosa vegetazione, che offre in ogni stagione di apertura delle splendide fioriture. Percorrendo uno degli itinerari interni (in tutto 4 km) lungo passerelle in legno e ponticelli, abbiamo osservato i diversi ambienti che, con i propri microclimi, danno vita a una grande varietà di piante e fauna.

Soci ARGAV Giardino Botanico Porto CaleriDalla pineta, composta da pini marittimi e domestici, non autoctoni, piantati negli anni ’40/50 del secolo scorso per difendere dalla salsedine le colture interne, e destinati ad essere soppiantati in futuro da piante spontanee come i lecci, oggi sottobosco, si passa alle zone umide d’acqua dolce, dove ci sono piccoli stagni in cui è stata scoperta una popolazione del rarissimo pelobate fosco italiano, un piccolo rospo considerato la specie di anfibio a maggior rischio di estinzione in Italia, oggi per fortuna scongiurata, vista la consistente proliferazione in loco. Pochi passi e si raggiunge la macchia, dove è protagonista il ginepro, e poi le dune consolidate, ricoperte da un tappeto di muschi e licheni nonchè piante aromatiche i cui profumi aleggiano nell’aria. Si arriva quindi alla spiaggia e alle prime dune: a ridosso del mare, la vegetazione è quasi assente causa la salsedine e l’azione del vento, salvo la presenza di piante pioniere, molto adattabili. Avviandoci verso l’uscita, incontriamo gli ambienti salmastri prossimi alla laguna, le barene, isolotti periodicamente sommersi dall’alta marea ricoperti da una fitta vegetazione di pianti perenni, come il limonium, che a fine agosto colora di viola il paesaggio. Per chi desidera visitare il Giardino, il sito è aperto da aprile a ottobre, mar-giov-sab-dom e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ingresso euro 2,50, possibilità di visite guidate alle ore 10.30 e alle 16.30.

Il Delta nel piatto. Terminata la visita al Giardino, partiamo alla volta di Santa Giulia, graziosa frazione di pescatori in prossimità della foce del Po di Gnocca o della Donzella. Il nome di questo ramo del Po rievoca la romantica leggenda di una nobildonna vittima di un amore impossibile per un pescatore e che si gettò per questo nelle acque del fiume. Ancora qualche chilometro e arriviamo in località Bacucco, comune di Ariano nel Polesine, per una sosta ristoratrice nel caratteristico ristorante “Il Bilancione”.

Michela Crepaldi titolare Il Bilancione

Michela Crepaldi

Ristorante Il Bilancione Gorino SullamIl locale, (foto in basso) aperto da circa un anno, gode di una magnifica posizione, essendo sospeso sul canale del Po di Gnocca e collegato all’argine da un pontile, e deve il nome alla presenza di una grande “rete a bilancia”. Serviti di tutto punto dalla giovane titolare Michela Crepaldi e da Isabella, gustiamo alcune ricette della migliore tradizione culinaria valliva: antipasto di cozze e vongole, risotto di pesce, frittura mista e anguilla ai ferri (prezzo medio antipasto, primo e secondo 3o euro a persona bevande incluse, dai 30 posti in inverno ai 50 posti in estate grazie allo spazio fronte canale, chiuso il lunedì, consigliabile la prenotazione 333-1798064).

Soci ARGAV gita barca Po di GnoccaNella Sacca di Scardovari, 1500 pescatori di cui metà donne. Dal ristorante, ci imbarchiamo per un’escursione alla scoperta della Sacca di Scardovari (foto a sx) e dei “frutti” che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta, quest’ultima, unica in Italia ad avere il marchio Dop e che rappresentano, insieme al riso Carnaroli, un’eccellenza della “terra d’acqua”. Ad accompagnarci nell’affascinante escursione tra i canali, i pescatori Alberto Barini (338.9730072) e Luca Massarenti (339.4316864), della Cooperativa Pescatori Ariano, che affiancano alla pesca l’offerta di pescaturismo (uscite in barca per l’osservazione dell’attività della pesca oppure per birdwatching, costo da 2/5 persone 75 euro, oltre 5 persone 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini). “Il lavoro di pescatore è duro e nella Sacca di Scardovari, laguna di 6.500 ettari, coinvolge circa 1500 persone, di cui metà donne“, spiega Alberto. Che aggiunge: “Ci si alza verso le 5 del mattino per andare a rastrellare le cozze e le vongole negli “orti”, i luoghi di coltura di vongole e cozze, oppure in laguna, e per farlo indossiamo delle mute”. Per assaggiare queste prelibatezze, oltre che nelle trattorie e nei ristoranti della zona, ci sono le sagre dedicate ai prodotti tipici, che hanno inizio con la bella stagione, prima tra queste, la sagra della cozza di Santa Giulia, che si tiene dal 22 al 25 maggio 2014 (maggiori info Pro Loco di Porto Tolle, tel. 0426.247276).

Magazzino Riso Alluvione 1966Un pescatore filosofo. Tra le tante curiosità inerenti al Delta di cui Alberto ci mette a conoscenza durante l’escursione in barca, tra cui ad esempio, il fatto che il tratto da noi percorso prima della grande alluvione del 1966 ospitava risaie (oggi rimane il magazzino del riso semidiroccato, foto in alto), c’è anche il tempo per lui di costruire in pochi minuti una barchetta con le foglie delle canne palustri, e Angela Cameran con barca di canna palustrequesto per la gioia di Angela (foto a dx), la nipotina della segretaria ARGAV Mirka Cameran e del socio Gianni Schweiger, divenuta la nostra mascotte.

Sala macchine Museo BonificaMara CosedelPo Museo BonificaUn’idrovora in stile Liberty. Terminata l’escursione, riprendiamo l’itinerario in auto verso l’ultima tappa della giornata, percorrendo la Strada della Bonifica, tra il Po di Goro e il Po della Donzella, fino al grande Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin a Taglio di Po, dove ci aspetta Mara Santarato (nella foto a dx in basso). La bonifica del Delta del Po rappresenta una vera e propria chiave di lettura del territorio deltizio, sia perché ha contribuito a disegnare il delta moderno, sia per l’importanza degli effetti sugli aspetti sociali ed economici, in quanto tutte le attività oggi presenti nel Delta devono il proprio sviluppo a questa grande opera di prosciugamento: scoprire l’ex impianto idrovoro “Cà Vendramin”, realizzato nei primi anni del 1900 e dismesso sessant’anni dopo in quanto obsoleto, ed oggi stupendo esempio di archeologia industriale significa scoprire le origini di questa terra (aperto da marzo a ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 chiuso il lunedì (intresso 2 euro, ridotto 1 euro, gratuito per bambini con età inferiore ai 12 anni).

Consegna penna ricordo ARGAV a Francesco Beltrame CosedelPoMirka e Francesco BeltrameVisitare il Parco, da soli o con la guida. Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po è una terra facile da visitare, oltre che con i mezzi classici – auto, camper, moto – anche a cavallo e in bicicletta, oltre naturalmente che in barca. A questo proposito, sono numerosi gli itinerari naturalistici, fluviali e terrestri, nonché i percorsi culturali che il Parco propone ai visitatori. Se vi piace organizzare la vacanza in modo autonomo, potete trovare materiale informativo utile al Centro Visitatori del Parco di Porto Viro, sorta di “porta d’accesso” al Delta, ubicato all’uscita di Porto Viro lungo la S.S Romea. A chi preferisce affidarsi all’ausilio di una guida, Co.Se.Del.Po, organizza visite guidate naturalistico-ambientali e proposte didattiche per le scuole di mezza giornata o una giornata intera. Per maggiori informazioni, potete contattare Francesco Beltrame, che vediamo nelle foto con i consiglieri Emanuele Cenghiaro e Marina Meneguzzi e la segretaria Mirka mentre riceve la penna ricordo ARGAV, al numero 329-4248555 o scrivere all’indirizzo email cosedelpo@libero.it.