Si svolgerà sabato 1 febbraio 2014 alle ore 21 nel Teatro Filarmonico di Piove di Sacco (PD) “Pane e Teatro: va in scena la pasta madre!“. E sarà uno spettacolo da …mangiare quello proposto da Teatro Maurei, realizzato col contributo del comune di Piove di Sacco e patrocinato dal Circuito Wigwam.
Il programma inizierà proprio con la degustazione di pane prodotto dai fornai della Saccisica, olio e vino offerti dall’azienda agricola “Le Volpi” di Baone (Pd). Alle ore 21:30 seguirà lo spettacolo teatrale ” El panadero“, di e con Dario Tamiazzo, per concludersi alle ore 22:30 con il dibattito aperto al pubblico “La resistenza alimentare: difendersi dalle manipolazioni dei cibi e difesa delle tradizioni gastronomiche” (prevendite biglietto unico 4,00 euro presso alcuni esercizi di Piove di Sacco: Forno Veneziano di Canciani Roberto, piazza Incoronata, R.A.P. Autoricambi , via Circonvallazione 52; ZeeShop, via Gauslino; Tabaccheria Desolei, Via Garibaldi).Ulteriori informazioni: teatro.maurei@gmail.com Cell. 340 2431672
Lo spettacolo descritto dall’autore, Dario Tamiazzo. “El Panadero è la storia di un fornaio italiano che emigra a Buenos Aires per mantenere viva e moltiplicare la pasta madre ereditata da suo nonno. È la storia di un ideale e di una passione! Il cibo può uccidere ma può anche essere una forma di resistenza, dobbiamo rompere i dogmi delle ricette, personalizzare e adattare il piatto per poi sedersi tutti a tavola anche con chi non conosciamo. Cominciammo a riunirci 4 anni fa per parlare di un tema che per due italiani e una discendente di italiani è molto importante: il cibo. Ci preoccupava la crescente industrializzazione del processo di produzione degli alimenti con la conseguente perdita di artigianalità, l’allontanamento dalla connessione con la terra e soprattutto la manipolazione, non solo genetica dei “prodotti” ma quella dell’essere umano. L’idea iniziale era quella di fare una “carbonara anarchica”: la carbonara come simbolo della carboneria italiana di fine ‘800 e anarchica perché vivendo noi in quel momento a Buenos Aires venimmo a contatto con la storia del movimento anarchico del principio del secolo scorso, formato in maggior parte da italiani; poi il nostro campo di ricerca si focalizzò sul mondo dei fornai porteños e sull’utilizzazione della pasta madre, un lievito naturale che si tramanda di generazione in generazione nelle famiglie dei fornai. Nel 2011 presentammo il primo studio con la regia di Cecilia Settembrino, al termine dello spettacolo si apriva un dibattito dove si affrontava il tema dell’alimentazione e veniva inoltre chiesto agli spettatori di immaginare come avrebbe potuto seguire la storia o quali potevano essere le scene anteriori a quelle che avevano visto. Da quelle riflessioni decidemmo di riprendere il lavoro nel 2013 e ampliarne la drammaturgia, presentammo un secondo studio con la regia di Luciana Diaz che debuttò a Mar del Plata in Argentina davanti a una comunità di immigrati italiani. Le riflessioni generate dai dibattiti che seguivano anche quel secondo studio ci fecero tornare al lavoro, questa volta a Napoli, dove con il regista Ettore Nigro ampliammo ulteriormente lo spettacolo e la drammaturgia. “El Panadero” è un lavoro collettivo, creato in fasi distinte da diversi gruppi di lavoro, gli ingredienti sono stati messi da diverse persone che ringrazio di cuore e l’impasto è stato fatto fra Napoli e Buenos Aires”.
(Fonte: Circuito Wigwam)
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