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Giovedì 28 aprile p.v. ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) il prossimo direttivo ARGAV

Al centro (in blu) Efrem Tassinato, in una serata di attività enogastronomica al circolo di campagna Wigwam Arzerello

Tappa padovana per il prossimo direttivo ARGAV, che si terrà domani, gioved’ 28 aprile, alle ore 19 presso il circolo Wigwam in via Porto 8 ad Arzerello (PD). Anfitrione della serata, il socio ARGAV nonchè tesoriere UNAGA Efrem Tassinato, presidente nazionale dell’Associazione Italiana dei Clubs Wigwam (www.wigwam.it), nata nel 1972 ed ora presente con i propri Club in tutta Italia e all’estero.

I soci ARGAV al Vinitaly 2011, speciale Trentino

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

(di Bortolo Bertanza, socio ARGAV) Conclusa la kermesse più importante a livello mondiale dedicata al vino, ai suoi derivati e al mondo che lo circonda, un’edizione che passerà alla storia. Il 45° “Vinitaly”, salone internazionale del vino e dei distillati, tenutosi negli undici padiglioni di Veronafiere il fine settimana scorso, ha visto il più alto numero di partecipanti dalla sua nascita, nei primi giorni un aumento del dieci percento. Sono aumentati tutti gli attori: produttori, giornalisti accreditati, visitatori ma soprattutto gli operatori. Per l’edizione 2012 (1-4 aprile) è annunciato un cambio nei giorni di apertura in vista di dare ancora più spazio al business, si partirà dunque da domenica per finire il mercoledì.

La parola d’ordine a livello nazionale è “ottimismo”, quella per il Trentino è “unione”. Contrariamente allo scorso anno, in cui serpeggiava un certo pessimismo, quest’anno, anche grazie alle mancate polemiche di rito, la manifestazione ha visto un crescendo in tutti i comparti. La produzione si sta orientando sempre più sulla qualità, e gli espositori lo hanno ben capito, un altro ed importante requisito è il fare rete proponendosi al pubblico in ampi sodalizi; qualche regione addirittura propone un “leit motiv” condiviso da tutte le attività produttive regionali. Quest’ultima opportunità è la nota dolente per il nostro “amato Trentino”, e la concorde visione del mondo vitivinicolo provinciale lo conferma, rilevando un’eccessiva frammentazione, grandi gruppi che non si parlano, si trovano in disaccordo sulle strategie da adottare, si promuovono autonomamente, un comparto dunque disarmonico, mentre si dovrebbe arrivare a parlare di vino trentino con un solo regista.

8 aprile 2011, al Vinitaly, conferenza stampa della Provincia di Trento

“Viticoltura di montagna” è questo il tema proposto nel convegno tenutosi presso lo stand della provincia di Trento che da anni è una delle protagoniste di Vinitaly, per l’occasione presente anche una nutrita rappresentaza dei soci e del direttivo ARGAV. Attilio Scienza, docente università di Milano, chiude le porte al biologico e al biodinamico, ma auspica la garanzia di un reddito decente a chi coltiva in montagna (il reddito minimo garantito è una prassi che in Alto Adige già si attua da decenni). Dalpez, direttore della Camera di Commercio di Trento, auspica che si definisca un progetto complessivo per recuperare la montagna, che ci si parli a 360 gradi e che si arrivi ad una vera aggregazione di tutti i produttori. Infine l’assessore all’Agricoltura della provincia, Tiziano Mellarini, sostiene che l’agricoltura di montagna non deve essere un vincolo ma un’opportunità da sfruttare per molteplici fattori, climatici, ambientali, territoriali.

In Trentino, necessario incominciare “una vera stagione del dialogo”. Dai 600 ai mille metri d’altitudine è racchiuso il settanta percento del territorio provinciale, e proprio a queste altitudini si è in grado di produrre vini aromatici, questi ultimi con grandi prospettive per il futuro, vitigni che si esprimono meglio proprio a mezza montagna. Mellarini ha annunciato la nomina di una consulta, che in tempi brevi dovrebbe concludere i lavori per dare un segnale forte che possa ripetere l’esperienza di “Trentodoc”. Ripete, e non lo fa solo ora, l’urgenza di promuovere il vino trentino, importante settore dell’economia provinciale, con un unico denominatore comune, incominciare insomma “una vera stagione del dialogo”.

Non solo Vinitaly. A margine del mondo vinicolo, ma forse non meno importante, il mondo dell’olio d’oliva, altro punto d’orgoglio dell’agricoltura nazionale, con “Sol” l’appuntamento che vede i migliori produttori di olio d’oliva nazionali presentarsi al grande pubblico che invade i padiglioni della fiera di Verona. Fa capolino da qualche anno anche il padiglione di “Agrifood” con la presentazione dei migliori prodotti alimentari nazionali, occasione per assaporarne alcuni. Quest’anno, per la prima volta, anche i produttori di birra, settore che vede in continuo aumento gli appassionati e gli interessati. Infine “Enolitech” ampio comparto in cui si possono toccare con mano le migliori tecnologie legate al mondo del vino, tappi, bottiglie, etichettatrici, torchi, botti di tutti i tipi, in mostra le vendemmiatrici meccaniche, stazioni di imbottigliamento mobili, molte altre curiosità e novità a disposizione di coltivatori e produttori. Nelle ampie sale convegni, e sono numerose, importanti appuntamenti con esperti e addetti ai lavori, passerella anche per i politici, un’occasione soprattutto per parlare del futuro della vitienologia italiana punto di forza dell’economia nazionale.

Prossimo direttivo Argav: mercoledì 23 marzo p.v. a Rovigo nella sede del Consorzio di Bonifica Adige Po

In continuità con l’intento di inizio mandato del direttivo ARGAV d’incontrare Organizzazioni e Istituzioni legate per finalità all’attività dell’associazione e di tenere quindi i propri Consigli itineranti nelle varie province del Veneto e Trentino, il prossimo direttivo è stato fissato per mercoledì 23 marzo p.v. alle 18:45 presso la sede del Consorzio di Bonifica Adige Po, a Rovigo, in piazza Garibaldi 8.

Come arrivare. Autostrada A13 (Padova-Bologna) provenendo da Padova, uscita Boara Pisani. All’uscita dal casello autostradale svoltare a destra immettendosi sulla strada statale 16 (SS16), proseguire diritti fino al ponte sul fiume Adige, confine tra le province di Padova e Rovigo. Attraversato il ponte al bivio svoltare a sinistra immettendosi sulla tangenziale Est. Al primo semaforo svoltare a destra, direzione centro, lungo viale Tre Martiri e proseguire in tale direzione fino al successivo semaforo. Continuare diritti per via E. Fuà Fusinato prima e via Silvestri poi fino a Piazza G. Garibaldi. (La parte terminale di via Silvestri e Piazza Garibaldi sono zone a traffico limitato per cui è consigliabile parcheggiare in Piazza XX Settembre, laterale di via Silvestri).

Il direttivo ARGAV ospite dell’Isi Center per una serata «solare»

Il direttivo ARGAV nella sede di Italian Solar Infocenter di Padova con Sergio Benetello (secondo da sx) e Matteo Benetello (quinto da sx)

(di Pietro Bertanza, socio ARGAV). Lo scorso 16 febbraio 2011 il direttivo errante, come da sua consuetudine, si è ritrovato presso la sede dell’Italian Solar Infocenter (Isi Center) a Padova.  Ad accoglierci Sergio Benetello, presidente dell’Isi Center, che ha fatto gli onori di casa presentandoci brevemente la filosofia dell’azienda padovana.

Il tutto è nato da una scommessa che Benetello era sicuro di vincere ovvero trasformare un edificio concepito negli anni ’80 in una casa passiva, cioè quasi totalmente autosufficiente in termini di energia. La scommessa è stata vinta, infatti, la sede dell’Isi Center è un fabbricato con il fabbisogno energetico ridotto del 92%.

Dopo l’introduzione iniziale del patron, Matteo Benetello, direttore dell’ufficio tecnico dell’Isi Center, è entrato nel vivo dell’azienda spiegandoci quali sono stati i progetti che sono stati realizzati e le principali problematiche legate alla tecnologia dei pannelli solari. Interesse e perplessità hanno stuzzicato il direttivo tanto che sono nate molteplici domande, che hanno dato il via ad un interessante dibattito sulle tecniche di costruzione e smaltimento degli impianti solari.

Omaggio natalizio del direttivo Argav al presidente onorario Placido Manoli

Da sx Renzo Michieletto, Mimmo Vita, Placido Manoli, Mirka Cameran, Fabrizio Stelluto e dietro, l'obiettivo, Umberto Tiozzo

(di Umberto Tiozzo, socio Argav). Nei giorni scorsi una delegazione del direttivo Argav, costituita dal presidente Fabrizio Stelluto, dal vicepresidente Umberto Tiozzo, dalla segretaria Mirka Cameran, dal consigliere Renzo Michieletto e dal presidente nazionale Unaga Mimmo Vita, ha portato gli auguri di Buon Natale, a nome di tutti gli associati, al giornalista Palcido Manoli, che per una indisposizione non aveva potuto partecipare all’incontro dell’11 dicembre all’Hotel Piroga di Selvazzano (PD). All’amico e collega Manoli, che ci ha accolto con la moglie Paola nella sua casa di Mestre, il presidente Stelluto ha consegnato una penna con una dedica dell’Argav, quale segno di gratitudine per l’impegno da lui profuso per il riconoscimento del ruolo specifico del giornalismo agricolo.

Placido Manoli infatti è stato tra i fondatori, nel febbraio del 1988 – al tempo ricopriva il ruolo di capo ufficio stampa dell’Ente di sviluppo agricolo della Regione Veneto – della “prima” Argav (la “nuova” Argav – Associazione regionale giornalisti di agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca, energie rinnovabili del Veneto e Trentino Alto Adige – è stata ricostituita nel dicembre del 2009 con l’adozione di uno statuto adeguato alle ampliate competenze dell’informazione di settore. n.d.r.), con sede presso la Fiera di Padova e presidente Sebastiano Carron. Successivamente l’assemblea dei soci lo elesse alla presidenza, nominando segretario Renzo Michieletto. Più volte riconfermato, verso la metà degli anni ’90 Manoli lascia la presidenza a Lucio Bonamano e viene, quindi, proclamato presidente onorario. Nel 1999, dopo la scomparsa in gennaio di Bonamano, diventa presidente Mimmo Vita, che nell’assemblea di quel fine anno gli conferisce il premio Argav.

Argav incontro Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza: con alluvione danni incalcolabili ma anche tanta solidarietà. Il futuro delle Organizzazioni agricole? Uniti si vince!

30 novembre, Confagricoltura Vicenza, Direttivo Argav insieme a Paolo Sordo (secondo da dx), direttore dell'organizzazione agricola vicentina

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Come pre-annunciato, mercoledì 30 novembre scorso il direttivo Argav si è riunito nella sede di Confagricoltura Vicenza. A far gli onori di casa, il giovane e dinamico Direttore dell’organizzazione agricola vicentina Paolo Sordo, che ci ha accolti (con una buona bottiglia di Vespaiolo) alla fine di un mese particolarmente travagliato per il Veneto e per Vicenza in particolare.

Sfatato un mito sul Veneto individualista. “Novembre è stato un mese molto duro e i danni arrecati dall’alluvione nel nostro territorio sono praticamente incalcolabili – ha riferito Sordo – basti pensare che solo a Vicenza nel giro di 48 ore sono caduti 45 cm d’acqua, una cosa mai vista nella nostra città. E però, nella tragedia, abbiamo riscoperto un Veneto meno individualista, perché la solidarietà tra la gente è stata davvero incredibile“. “La brutta esperienza ha evidenziato la necessità di dare priorità alla pulizia dei letti dei fiumi e alla manutenzione degli argini, oggi devastatati dalle nutrie e che il mondo agricolo deve poter essere messo in condizione di continuare a svolgere quel ruolo di  salvaguardia del territorio assunto da sempre”.

Divergenze con le altre organizzazioni agricole? Del tutto superabili. 1100 iscritti, 22mila ettari di superficie associata, aziende agricole di piccole dimensioni ma una provincia prima in Veneto per la produzione di latte e terza per quella del vino grazie a strutture cooperativistiche: questa la realtà economica in cui Confagricoltura Vicenza  svolge la propria attività di servizi per le imprese e sindacale. E questo in un momento particolarmente difficile per il settore primario: “la coperta “europea” deve coprire sempre più Stati e quindi si fa sempre più corta” – ha concluso Paolo Sordo -. Da qui la necessità di cogliere l’invito che arriva dal mondo agricolo ad agire uniti con le altre Organizzazioni di categoria per ottenere più risultati. Secondo Sordo, infatti, “le divergenze esistenti sono tutte superabili e riconducibili nell’alveo di una sana e costruttiva dialettica”.