L’europarlamentare veneto Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sulla moria di 50 mucche per avvelenamento da botulino avvenuta lo scorso maggio a Trebaseleghe, in provincia di Padova.
L’interrogazione recita: “Quali iniziative intende intraprendere l’Europa per approfondire la possibile esistenza di un rapporto causa-effetto tra la presenza di impianti per la produzione di biogas e il botulismo nei bovini e per accertare la sicurezza biologica della pratica di spargimento dei digestati residui sui terreni? La Commissione europea indaghi al fine di accertare la sicurezza biologica della pratica di spargimento dei digestati residui sui terreni”.
Il fatto. Nel maggio 2013, a Trebaseleghe (PD) si è verificata una vera e propria moria di mucche a causa di avvelenamento da botulino. Il contagio ha coinvolto una cinquantina di animali e ha comportato il sequestro di un allevamento a opera dell’Azienda Sanitaria Locale, con un danno per l’azienda agricola di 100.000 euro. Le cause dell’infezione sono ancora sconosciute, ma secondo quanto emerso dalle indagini epidemiologiche svolte nell’immediatezza, la tossina potrebbe essere stata contenuta nel terreno presente nel fieno consumato dai bovini.
Episodi di moria di mucche occorsi anche in Germania. “Nel raggio di circa quattro chilometri rispetto all’allevamento dove si è assistito alla moria degli animali sono in funzione quattro centrali a biogas – ha dichiarato Zanoni -, tre delle quali site nel territorio di Trebaseleghe e una in quello di Piombino Dese (PD). Secondo le ricerche del professor Helge Boehnel, direttore per dieci anni dell’Istituto di biotecnologie tropicali dell’Università di Goettingen in Germania e massimo esperto di botulismo, negli ultimi anni in Germania si sono verificati circa mille casi di morti di bovini da botulismo in zone caratterizzate dal proliferare della presenza di centrali per la produzione di biogas. Bisogna porre massima attenzione a questo preoccupante fenomeno per evitare gravi conseguenze per la salute dei cittadini».
Il botulismo, malattia mortale anche per l’uomo, è legata al Clostridium botulinum, un batterio anaerobico che produce la neurotossina botulinica, la sostanza più tossica fino a oggi conosciuta. Il Clostridium botulinum può essere presente nel digestato di tali impianti, il materiale di scarto che viene sparso sui terreni a valle del processo produttivo del biogas.
(Fonte: www.andreazanoni.it)
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