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A Fieragricola 2014 stilato il primo manifesto per certificare la chimica verde in UE

Chimica verdeA Fieragricola 2014 è stato lanciato il primo manifesto della chimica verde nella tavola rotonda organizzata da Chimica Verde in collaborazione con L’Informatore Agrario.

Bioraffinerie. Si prevede, infatti, che entro il 2030 in Europa il 30% della produzione di composti chimici sarà biobased, che il 25% dell’energia per i trasporti e che il 30% dell’energia elettrica e termica sarà generato dalla biomassa. Al momento, però, la bioeconomia italiana manca di una normativa per certificare le produzioni. La crescita della chimica verde, che ha occupato negli ultimi tre anni 1600 persone, e tutto il sistema biogas  rischia quindi di essere compromessa o frenata, nonostante le eccezionali possibilità di crescita delle bioraffinerie, nuova opportunità di diversificazione in agricoltura.

Manifesto della chimica verde. Per la prima volta, a Verona a Fieragricola, il settore fa sistema e condivide un manifesto della chimica verde che sarà presentato al Ministero per l’Agricoltura, Ambiente e alla commissione parlamentare in UE in rappresentanza del settore agricolo, agroindustriale chimico e manufatturiero italiano. Se ne è parlato nel convegno-tavola rotonda animato da Sofia Mannelli, consigliere ministeriale e presidente Chimica Verde Bionet, che ha visto la partecipazione di importanti stakeholder ed esponenti del settore “bio‐economico”. “Green oggi non sempre è sostenibile – ha premesso Sofia Mannelli. Va fatta chiarezza, ecco perché è urgente una regolamentazione”.

Il manifesto della chimica verde. Cinque i punti su cui basare la certificazione presentati da Sofia Mannelli: 1) la prima bioraffineria è la pianta, la chimica verde deve essere cioè legata al territorio 2) le bioproduzioni e la bioagricoltura necessitano di una definizione univoca di criteri di sostenibilità che evidenzino rinnovabilità, biodegradabilità, tracciabilità e livelli di tossicità minimi per l’ambiente 3) serve una normativa adeguata e non discriminatoria verso una filiera, che promuova la ricerca scientifica, innovazione, tecnologia, sviluppo e consumo di bioprodotti sostenibili 4) occorre una regolamentazione attraverso un percorso condiviso con i portatori di interesse per coinvolgere l’intero mondo produttivo 5) serve un piano di comunicazione e formazione pluriennale condiviso con le regioni. “Lo sviluppo del settore della Chimica Verde è un’opportunità per il rilancio dell’economia nel nostro Paese così come nel resto del mondo. Numerosi documenti strategici prodotti da organizzazioni internazionali e istituzioni europee considerano la «bioeconomia» un settore con enormi potenzialità di sviluppo” spiega Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario.

Si, quindi alle produzioni “verdi”, ma se vengono certificate le opportunità si moltiplicano, soprattutto per biometano, fertilizzanti e concimi chimici rinnovabili ma anche per biocosmesi. Basti pensare che se nel 2010 il mercato europeo delle materie bioplastiche era a quota 260.000 tonnellate e, senza una legislazione ad hoc nel 2020 si prevedono 769.000 tonnellate, se il settore fosse regolamentato in UE si arriverebbe a quota 2.555.000. Per i biolubrificanti le prospettive con una politica UE sono di raggiungere le 420.000 tonnellate, per i biocomposti di 830.000 e per i building blocks le 6.540.000 tonnellate (European Renewable Resources and Materials Associat. + ERRMA Novamont). Il tutto ben si colloca in un contesto, definito il 5 febbraio 2014, qualche giorno fa, in cui il Parlamento Europeo ha chiesto un taglio del 40% delle emissioni di CO2 e la produzione del 30% di energia rinnovabile, con l’obiettivo di ottenere il 40% dell’efficienza energetica entro il 2030.

Nuova generazione di prodotti. 
In prospettiva, grazie allo sviluppo di una bioeconomia basata sull’impiego di prodotti e processi rinnovabili a partire da matrici vegetali di produzione agricola, si prevede quindi l’arrivo sul mercato di una nuova generazione di prodotti e composti chimici rinnovabili e sostenibili: bioplastiche, biolubrificanti, solventi, detergenti, cosmetici e prodotti per la salute, mezzi tecnici per l’agricoltura, vernici, imballaggi, fino a prodotti speciali per l’industria come la componentistica e i fluidi speciali per l’industria.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Zootecnia in Italia, a Fieragricola 2014 emergono luci ed ombre

mucche_allevatori«Le proiezioni sul settore lattiero dicono che nel 2020 la produzione di latte dovrebbe aumentare del 5% rispetto ad oggi, arrivando a 115mila tonnellate, mentre il numero di stalle dovrebbe scendere ulteriormente, fino a 23-24mila aziende». Lo dichiara il professor Daniele Rama, direttore dell’Osservatorio sul mercato dei prodotti zootecnici, a margine della presentazione degli annuari sul mercato del latte e della carne, curati dall’Associazione italiana allevatori (Aia) e l’Alta scuola di management ed economia agroalimentare dell’Università Cattolica (Smea).

Filiera del latte italiana vale 27,8 miliardi di euro. «Solo 20 anni fa le stalle italiane da latte – ricorda il direttore generale di Aia, Paolo Scrocchi – erano 200mila, oggi sono 38mila e, come riportano le proiezioni degli analisti, caleranno ulteriormente di un altro 30 per cento». La filiera del latte vale, in Italia, 27,8 miliardi di euro e, secondo il «Rapporto 2013» illustrato in anteprima nazionale alle 111ª edizione di Fieragricola, in programma a Veronafiere fino a domenica, seppure alle prese con un trend discendente dei produttori, sta vivendo un momento positivo sul fronte del mercato, con riflessi positivi in particolare nelle regioni del Nord Italia, dove si concentra l’83,6% della produzione commercializzata nazionale. «Desta preoccupazione il dato della redditività per i produttori (-6,2%), anche per effetto dell’aumento dei costi espliciti», scrive il professor Renato Pieri, direttore di Smea.

Pesa sempre meno il comparto il comparto dei bovini da carne, che nell’arco di un decennio il settore ha perso il 5,4% rispetto al totale della produzione. In termini di valore il settore ha sfiorato nel 2012 i 3,6 miliardi di euro (+3,8% sul 2011). «Il problema riguarda la redditività nelle stalle – sostiene il presidente dell’Aia, Pietro Salcuni – e la difficoltà degli allevatori italiani di importare broutard dalla Francia, tanto che l’Aia presenterà entro l’anno un progetto interamente Made in Italy per rilanciare la linea vacca-vitello e incrementare gli animali da carne in purezza, sfruttando le vacche da latte». Un’opportunità che potrebbe trovare sostegno anche all’interno della nuova Politica comunitaria, che alla tutela della biodiversità dedica risorse specifiche.

Anche la suinicoltura soffre la crisi. «Il sistema nazionale di quotazione dei prezzi sconta ancora difficoltà – afferma il presidente dell’Associazione anazionale degli allevatori di suini, Andrea Cristini –. Il blocco nei giorni scorsi alle importazioni di carne suina imposto dalla Federazione Russa all’Unione europea, in seguito alla scoperta di un caso di peste africana in Lituania si sta riverberando negativamente sui listini delle carni suine in molti Paesi europei». Preoccupa anche il calo del numero delle scrofe allevate in Italia. «Oggi ci sono meno di 500.000 scrofe, il 30% in meno rispetto a cinque anni fa – prosegue Cristini –. Il timore degli allevatori che questo possa provocare un contraccolpo alle produzioni di qualità».

Partnership Aia-Ismea. A margine della presentazione degli annuari l’Associazione italiana allevatori ha siglato un protocollo d’intesa con Ismea, che collaborerà con Aia e l’Alta scuola di management ed economia agroalimentare, nella redazione dei prossimi rapporti annuali sul latte e la carne bovina. «Dobbiamo fornire ai nostri allevatori gli strumenti utili per conoscere l’andamento del mercato – precisa Scrocchi – e la sede di Fieragricola, vetrina internazionale dell’agricoltura è il luogo più idoneo per presentare una partnership di alto profilo».

(Fonte: Veronafiere)

Inizia Fieragricola 2014, fino al 9 febbraio la rassegna internazionale del settore primario tiene banco a Verona

FieragricolaApre oggi la 111ª edizione di Fieragricola, in programma a Verona fino a domenica 9 febbraio 2014 e sarà una fiera all’insegna della sostenibilità, dell’innovazione e della trasversalità. Elementi che incoronano Fieragricola fra le principali manifestazioni internazionali del comparto primario. Il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il direttore generale, Giovanni Mantovani, riceveranno le numerose autorità previste per l’inaugurazione della rassegna internazionale dedicata al comparto primario. Sarà il sottosegretario alle Politiche agricole con delega all’Expo, Maurizio Martina, a tagliare il nastro, insieme con il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

In apertura, convegno sulla nuova PAC. Sono attese anche numerose autorità dall’estero, dal ministro agricolo della Lituania, Vigilijus Jukna, al direttore dell’Agenzia governativa facente capo al ministero dell’Agricoltura del Marocco, Mohamed El Guerrouj, al vicedirettore della Commissione Agricoltura di Bruxelles, José Manuel Souza Uva. Quest’ultimo è fra i relatori, insieme agli onorevoli Martina e De Castro, del professor Francesco Marangon, presidente della Società italiana di economia agraria, del convegno inaugurale (ore 11,15, Auditorium Verdi) su «Agricoltura europea tra nuova Pac e mercati globali». Gli interventi saranno preceduti dai saluti del numero uno di Veronafiere, Ettore Riello, del sindaco di Verona, Flavio Tosi, del presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, del governatore del Veneto, Luca Zaia. Modera il giornalista Paolo De Debbio. Sotto la lente, le opportunità per l’agricoltura italiana ed europea alla luce della Politica agricola comune recentemente approvata e gli scenari futuri sui mercati internazionali, preso atto che la globalizzazione e le dinamiche di crescita di importanti realtà come Cina, Russia e Sudamerica hanno riflessi concreti anche sull’andamento dei listini all’interno dell’Unione europea.

Le scelte dei competitori europei in fatto di PAC. L’Italia è chiamata, nelle prossime settimane, a declinare su scala nazionale i criteri che la Politica agricola comune ha delegato agli Stati membri. Altri Paesi, in misura variabile competitori diretti dell’Italia, hanno già annunciato come si muoveranno. La Spagna ha fissato a 300 euro il limite minimo per la domanda di contributi Pac, la Germania sposterà dal 2015 il 4,5% dei fondi dal primo al secondo pilastro (dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale); ai giovani sarà riconosciuto un pagamento addizionale di 50 euro per ettaro nel primo pilastro. Il Regno Unito ha annunciato che non amplierà la «black list» comunitaria sull’agricolture attivo, ma ha pianificato un trasferimento dei fondi dal primo al secondo pilastro del 10,6%, prevedendo di arrivare al 15% nel 2019. La Francia trasferirà il 3% dei fondi dal primo al secondo pilastro e utilizzerà tutto l’aiuto accoppiato – pari al 13% dei fondi assegnati – per la zootecnia da carne (675 milioni di euro) e da latte (140 milioni).

(Fonte: Veronafiere)

Fieragricola 2014, Regione Veneto presente con workshop e tecnici di Veneto Agricoltura, AVEPA e ARPAV, pronti a rispondere alle domande del pubblico

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Regione Veneto sarà presente a Fieragricola 2014 (Verona Fiere, 6-9/2) con uno stand (Padiglione 2-B6) che riunirà la Direzione Promozione Turistica Integrata e gli Enti regionali che si occupano di agricoltura, servizi e territorio: Veneto Agricoltura, Avepa e ARPAV.

Nei giorni di fiera, informazioni su nuova PAC e servizi offerti alle imprese agricole. Gli esperti degli Enti regionali forniranno agli agricoltori e ai visitatori utili indicazioni sulla nuova programmazione agricola 2014-2020 e sul portale PIAVe, sulle nuove procedure dei Pagamenti diretti, sui diversi servizi offerti alle imprese agricole nonché reperire utile materiale divulgativo.

Workshop. Nel corso della manifestazione sono in programma anche una serie di workshop per l’approfondimento di diverse tematiche con al centro la sostenibilità, tema portante della 111^ Fieragricola. Si inizierà giovedì 6 febbraio (ore 10,00 e 15,30) con la presentazione del progetto IEEGR3 dedicato alle bioenergie; seguirà (ore 11,30) l’illustrazione del progetto BIONET riguardante la Rete regionale per la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità in campo agrario. Venerdì 7 (ore 10,00) si parlerà invece di innovazione in agricoltura e di collaborazione tra le regioni europee, mentre nel pomeriggio (ore 14.00) verrà approfondito il tema dell’antidiabrotica. Sabato 8 febbraio si parlerà di difesa integrata (ore 10.00), di micotossine (ore 11.30) e di fondi mutualistici (ore 14.00).

A disposizione del pubblico, i tecnici AVEPA e ARPAV. Considerata la massiccia presenza di agricoltori, AVEPA – l’Organismo pagatore regionale – potrà cogliere in diretta suggerimenti e consigli operativi e nel contempo illustrare agli operatori del mondo agricolo i progetti conclusi e in corso di realizzazione. I tecnici di AVEPA forniranno, inoltre, informazioni riguardo le novità sui Pagamenti agli agricoltori e le attività che l’Ente sta svolgendo nelle scuole. L’ARPAV, invece, dalla sua postazione illustrerà ai visitatori le principali attività svolte a favore dell’agricoltura; sarà posta particolare attenzione ai bollettini previsionali agrometeorologici, tanto che su questo tema venerdì 7 febbraio (ore 15.30) si terrà anche un workshop ad hoc. Nell’occasione, gli interessati potranno iscriversi al servizio di inoltro dei bollettini agrometeorologici e di allerta gelate. L’ARPAV metterà a disposizione anche del materiale divulgativo e informativo riguardante lo stato dell’arte della Carta dei suoli, l’Osservatorio regionale sul Compost e l’Educazione Ambientale.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Con lo speciale “Agricoltura 2030”, Fieragricola (6-9/2/14 Veronafiere) interroga gli esperti sull’agricoltura del futuro

agricolturaCome sarà l’agricoltura nel 2030? È la domanda che l’Ufficio stampa di Fieragricola (Veronafiere 6-9/2/14) ha rivolto a economisti, docenti universitari, riferimenti per gli scambi di prodotti agroalimentari, sindacati del mondo agricolo, rappresentanti di importanti filiere della meccanizzazione agricola e della zootecnia. Ecco un’anticipazione delle risposte, che saranno approfondite nel corso della fiera all’interno di un dossier che sarà pubblicato nel sito della manifestazione agricola.

Le risposte. Appare probabile, come scrive Dario Casati, economista agrario, già prorettore dell’Università di Milano, che «i mercati si amplieranno, la concorrenza si dovrà sviluppare liberamente, l’accessibilità alle scoperte scientifiche sarà alla base di una nuova (fase della) rivoluzione verde».  A determinare il futuro agricolo, è convinto Giorgio Amadei, presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura, saranno «tre famiglie di innovazioni», come «informatica, robotica e bio-tecnologie». Così l’agricoltura del 2030 potrà rispondere meglio alle esigenze demografiche del pianeta e assicurare forme di reddito agli imprenditori agricoli, questi ultimi finalmente collegati coi mercati. Mercati sempre più tecnologici, ipotizza Francesco Bettoni, presidente della Borsa Merci Telematica Italiana, grazie anche al sistema di commercializzazione che dai 6 milioni di euro di scambi del 2002 è arrivato a 733 milioni nel 2013. Nel 2030 chissà, difficile estrapolare volumi. Ma il percorso è stabilito, nei suoi tratti essenziali. «Si parla molto di digital divide; il divario, nel caso del nostro Paese – sostiene Bettoni – non è solo digitale, ma è prima di tutto culturale».  Sedici anni, per Gabriele Canali, docente di Economia agroalimentare all’Università Cattolica di Piacenza, «con l’accelerazione che la storia ha subito nell’ultimo secolo, e in particolare negli ultimi decenni, potrebbe portare a “un altro mondo”».  Canali individua alcune macro-tendenze, dalla «capacità di produrre in modo economicamente efficiente prodotti agricoli, di valorizzare la qualità, di offrire servizi di natura ambientale». Ben prima del 2030, è convinto l’economista dell’Università Cattolica, «la crescente competizione e la riduzione delle forme di sostegno spesso distorsive determineranno una forte selezione delle imprese e delle produzioni».

(Fonte: Veronafiere)

Multifunzionalità, agroenergie e agricoltura sostenibile al centro del “road show” de L’Informatore Agrario a Fieragricola 2014 (6-9/2)

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIn occasione di Fieragricola 2014, che si terrà a Veronafiere dal 6 al 9 febbraio, Edizioni L’Informatore Agrario ha organizzato nei Padiglioni 1 e 4 il primo “road show” dove sfileranno le macchine agricole sostenibili più innovative, minicorsi gratuiti di potatura “ramificata” tenuti dai preparatori d’uva di Simonit&Sirch in un vigneto ricostruito in fiera, consulenza strategica, workshop e convegni sulla multifunzionalità e sui temi “caldi” del momento.

L’agricoltura guarda avanti. “Le nuove leve dell’agricoltura professionale per garantire ritorni in un periodo di recessione come l’attuale sono multifunzionalità, agroenergie e agricoltura sostenibile utilizzando le tecnologie più evolute, tre aree fortemente supportate dalla nuova Politica agraria comune – spiega Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Tre temi che svilupperemo ampiamente a Veronafiere, dove abbiamo messo in campo tutta la nostra competenza specialistica e un numero di esperti mai impiegato sinora”.

Macchine agricole. Novità assoluta per il 2014 le sfilate di macchine da pieno campo e per il vigneto e il frutteto che mostreranno dal vivo le innovazioni tecnologiche e di processo più all’avanguardia nel campo della meccanica. Nell’area esterna del Padiglione 4 sarà allestita una vera e propria “arena” con tribuna coperta per permettere al visitatore di assistere alle performance tecniche di grandi mezzi come trattrici e attrezzature per le grandi colture e il vigneto, con particolare rilievo per quelle specializzate nell’agricoltura di precisione e conservativa. A condurre il “Road show delle macchine sostenibili”, spiegando nei dettagli le caratteristiche di punta delle macchine in rassegna, saranno il prof. Luigi Sartori, docente di meccanica agraria all’Università di Padova, supportato da Marco Limina, direttore del mensile Macchine Agricole Domani e da Giannantonio Armentano, giornalista specializzato in meccanica agraria de L’Informatore Agrario. Gli appuntamenti per assistere agli show di macchine da pieno campo sono fissati per giovedì 6 febbraio alle 10.30, venerdì 7 febbraio alle 12.30 e sabato 8 febbraio alle 14; gli show di macchine per vigneto e frutteto sono programmati alle 12.30 di giovedì 6, alle 14 di venerdì 7, alle 10.30 di sabato 8 e alle 12.30 di domenica 9 febbraio; le dimostrazioni delle irroratrici sostenibili si svolgeranno giovedì 6 alle 14, venerdì 7 alle 10.30, sabato 8 alle 12.30 e domenica 9 febbraio alle 10,30 (Pad. 4, area esterna.

Potatura in diretta con i minicorsi gratuiti. Nel Padiglione 4, appuntamento imperdibile per scoprire i segreti della potatura “ramificata” attraverso l’esperienza ventennale di professionisti del settore. In primo piano, raccontato e mostrato dai suoi ideatori nel vigneto ricostruito in fiera, il metodo Simonit & Sirch, codificato per preservare la salute della vite, allungarne il ciclo di vita e migliorarne la produzione. Un minicorso di notevole interesse tecnico tenuto dal gruppo dei preparatori d’uva, con il supporto di Clementina Palese, giornalista specializzata in vitivinicoltura de L’Informatore Agrario. Il minicorso si svolge da giovedì a domenica e prevede un workshop teorico alle 10 nell’area convegni, a cui fa seguito una dimostrazione pratica; nei giorni 6,7 e 8 febbraio è prevista una replica alle 14. In programma, inoltre, la presentazione del nuovo libro di Marco Simonit “Manuale di potatura della vite: Guyot”, edito da Edizioni L’Informatore Agrario (Pad. 4).

Multifunzionalità. In tempi di crisi la chiave di volta è diversificare l’attività agricola aprendosi ad altre forme di business a essa collegate. Per cogliere ogni opportunità di investimento e di reddito L’Informatore Agrario, in collaborazione con esperti del Consorzio Agrituristico Mantovano e con l’INEA, ha programmato nel Padiglione 1, area D4 un fitto calendario di workshop su temi di attualità e un tavolo di consulenza individuale, avvalorati da anni di esperienza nel settore. Moderati da Nicola Castellani, giornalista de L’Informatore Agrario, gli incontri prevedono focus su: Agriturismo, come aumentare le opportunità di business (giovedì 6 e sabato 9 febbraio alle 10.30), Come difendersi dalla fiscalità locale (giovedì 6 alle 14,30, venerdì 7 alle 10.30 e sabato 8 febbraio alle 14,30) e Tutte le forme della vendita diretta, dallo spaccio aziendale all’internalizzazione (venerdì 7 alle 14.30 e domenica 9 febbraio alle 10.30). Da giovedì 6 a sabato 8 febbraio, alle 15,30, per tutti l’opportunità di un confronto diretto con gli esperti. (Pad. 1)

Sostenibilità e agroenergie. Agricoltura sostenibile, nuove opportunità di reddito attraverso le agroenergie ottenibili da biogas, le nuove regolamentazioni delle agroenergie sono al centro di tre convegni che coniugheranno aggiornamento tecnico e possibilità di interagire con professionisti ed enti di riferimento nei settori. In programma: Biogas, come integrare il reddito zootecnico (venerdì 7 febbraio, ore 9:30 – sala convegni interna Padiglione 3), Competitività con la semina su sodo: incentivi ed esperienze aziendali (sabato 8 febbraio, ore 9.30, sala Rossini) e Il Manifesto della Chimica Verde (sabato 8 febbraio, ore 9.30, sala convegni interna Padiglione 3).

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)