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Film Festival della Lessinia, ecco i vincitori della 31a edizione

Vola in una delle terre più inaccessibili del pianeta la Lessinia d’Oro, il massimo riconoscimento in assoluto del Film Festival della Lessinia. Alla trentunesima edizione della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna trionfa infatti il lungometraggio La route (Francia 2025) dell’etnologa e documentarista Marianne Chaud, presentato al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) in anteprima europea.

La Giuria internazionale ha dato questa motivazione: “Per le donne di questa regione isolata dell’India, partecipare all’attesissima costruzione di una strada significa letteralmente aprirsi un cammino verso il mondo moderno, nella speranza di trovare nuove opportunità, nuovi inizi e una maggiore indipendenza. Attraverso una fotografia mozzafiato e un racconto profondamente umano, il film dà voce a un’ampia varietà di donne impegnate in questo lavoro pericoloso e faticoso, mostrando al tempo stesso un incrollabile ottimismo, spirito di sorellanza e orgoglio. Al centro di tutto c’è l’opera straordinaria di Marianne Chaud. La regista che si è immersa giorno dopo giorno nella vita di queste donne, raccontandone la resilienza con compassione e autenticità. Siamo orgogliosi di assegnare la Lessinia d’Oro a un documentario che cattura, con rara sensibilità e potenza, questo momento cruciale per il popolo dello Zanskar”.

Lo Zanskar è una regione del distretto di Kargil, in Ladakh, tra le catene dell’Himalaya e il Karakorum. A un’altitudine media di 4.000 metri vivono genti dedite da sempre ad allevare bestie e coltivare i campi. È una delle terre più inaccessibili del pianeta, ma presto una nuova strada la collegherà al resto del mondo. Gli abitanti hanno venduto parte delle loro terre e delle loro bestie, e da pastori sono diventati operai. Ogni giorno raggiungono il cantiere della strada, in lunghe camminate e a bordo di automezzi, per spaccare rocce e livellare il tracciato con sabbia e ghiaia. Marianne Chaud si avvicina soprattutto alle donne che, pur nel duro lavoro, mantengono il loro sorriso, e ai bambini, ignari del cambiamento epocale che sconvolgerà la loro terra. Perché la nuova strada faciliterà gli spostamenti degli abitanti, ma ugualmente renderà agevole l’accesso a chiunque vorrà raggiungere quella regione. E allora cosa ne sarà dell’armonioso equilibrio che questa terra e la sua gente hanno conservato per generazioni?

La Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio è andato a My Sweet Land (Francia, Giordania, Irlanda, Stati Uniti 2025) della documentarista Sareen Hairabedian. Così si è espressa la Giuria internazionale: “Nelle montagne del Caucaso, dietro questo paesaggio mozzafiato, si cela un conflitto di lunga data tra due Paesi, senza una fine all’orizzonte. Cosa significa essere un bambino in un conflitto senza fine? Il film My Sweet Land esplora questa domanda attraverso la storia di un undicenne, la cui trasformazione mette in luce il devastante impatto della guerra sui bambini, i cui futuri vengono riscritti e plasmati dalla violenza. In riconoscimento della sua potente prospettiva e della narrazione sensibile, la Giuria assegna a My Sweet Land il premio per il miglior lungometraggio, la Lessinia d’Argento”.

L’Artsakh è una regione montuosa del Nagorno-Karabakh. Una terra con paesaggi “da cartolina”, eppure disseminata dalle mine delle guerre che hanno tormentato le montagne del Caucaso post-sovietico. Il film segue la quotidianità di un ragazzo di undici anni, Vrej, e quella della vita nel villaggio: si allevano le api, si cuoce il pane, si gioca alle bocce con le noci. La guerra è un ricordo che monopolizza le discussioni ed entra prepotente anche nei giochi dei bambini. Quando una nuovo conflitto scoppia in quella regione, Vrej è costretto a fuggire con la famiglia. In esilio sognerà la vittoria. Tornato al villaggio ricomincerà a giocare, tra le galline, le mucche e le macerie, ma lo manderanno presto a partecipare a esercitazioni militari perché, com’è scritto sul grande cartello pubblicitario, “strong army, safe future”, il futuro di Vrej sembra essere segnato: deve imparare le regole della guerra nonostante che lui e la sua gente nutrano la speranza per un futuro di pace.

Ad aggiudicarsi la Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio è stato Anngeerdardardor (Danimarca, Germania 2025) dello sceneggiatore e regista Christoffer Rizvanovic Stenbakken. Così si è espressa la Giuria internazionale: “Attraverso una piccola storia, il film Anngeerdardardor unisce il linguaggio della finzione e del documentario, aprendo i nostri occhi su una comunità di popoli indigeni in Groenlandia. Insieme al protagonista, cerchiamo disperatamente il suo cane e al contempo mettiamo alla prova la nostra moralità e amicizia. La Giuria premia il cortometraggio Anngeerdardardor con la Lessinia d’Argento”.La preoccupazione più grande di Kaali è trovare il suo amato cane da slitta. Il suo compagno a quattro zampe è scomparso. Insieme con l’amico Bartilaa, Kaali vaga per le vie di Tasiilaq, cittadina della Groenlandia orientale, alla ricerca del cane. Gli adulti non hanno tempo per aiutarlo, i suoi coetanei lo prendono in giro. «Credo che mi piacciono più i cani che gli umani», dice Bartilaa, e il suo pensiero è condiviso dal silenzio dell’amico. Finalmente i due ragazzi trovano il cane nel recinto di un’altra casa, riescono a liberarlo ma, inseguiti, Bartilaa verrà acciuffato dal proprietario della casa. Dopo aver nascosto il cane, Kaali torna a cercare l’amico, ma scoprirà che la realtà è diversa da quella che pensava: il cane non gli era stato rubato. Il papà l’aveva venduto perché troppo costoso da mantenere. Il ragazzo prega, accarezza il cane e infine decide di restituirlo al suo nuovo padrone. Una tenera storia di amicizia, nel bianco orizzonte della terra natale del regista che ha coinvolto nelle riprese i giovani della sua città.

Il Premio della Giuria è stato assegnato a La muraille (Francia, Svizzera 2025) della regista Callisto Mc Nulty. Questa la motivazione: “La Muraille ci fa scoprire un mondo nascosto nelle montagne della Spagna, circondato da un muro che separa i sani dai malati. Con curiosità inesauribile e un approccio visivo delicato, la regista ricostruisce il passato del sanatorio e lo collega al presente. Gli abitanti di dentro e di fuori ci fanno riflettere se questo luogo isolato sia più di una semplice prigione. Può trasformarsi in una casa o persino in un paradossale paradiso. Il modo in cui Callisto Mc Nulty raffigura una malattia fraintesa è altamente artistico e profondamente umano. Onoriamo il suo film La Muraille con il Premio della Giuria”. La lebbra è nell’immaginario collettivo associata alla paura del contagio e alle deformazioni mostruose che colpiscono chi ne è affetto. Ecco che i lebbrosi sono sempre stati emarginati e reclusi. Nel sanatorio di Fontilles, costruito nel 1905 in un luogo isolato sulle montagne del sud-est della Spagna, un muro separa il mondo dei malati da quello dei sani. La regista, dopo aver scoperto e letto centinaia di “lettere dall’altro mondo” scritte da un padre gesuita durante le sue visite all’ospedale a inizio Novecento, è salita a lassù a incontrare i malati, i medici, i dipendenti e gli abitanti del piccolo paese di Campell. Le testimonianze ci svelano i pregiudizi associati a questa malattia e lo stato d’animo di chi ne è affetto. Il sanatorio, che ancora oggi ospita degli ammalati di lebbra, non è descritto soltanto come un luogo di reclusione, ma anche come una casa dove molti si sono sentiti accolti. La muraglia che lo circonda perde quindi il suo ruolo di confine per diventare un’occasione di incontro.

Fonte: servizio stampa Film Festival della Lessinia

Bosco Chiesanuova (VR), Film Festival della Lessinia, tutti i vincitori della 30esima edizione

Si è conclusa sabato 31 agosto scorso a Bosco Chiesanuova (Verona) la 30a edizione del Film Festival della Lessinia. Dieci giorni di proiezioni hanno illuminato, con successo di pubblico, il grande schermo del Teatro Vittoria con 97 film da 48 Paesi e 31 anteprime italiane (nella foto di gruppo, credits Ffdl)  i vincitori, a partire da sinistra Bruno Zanzottera, Vanina Lappa, Matthäus Wörle e Karim Ali).  

Lessinia d’Oro a Where we used to sleep (Germania 2024)

La Giuria internazionale – composta da Dorottya Zurbó (Ungheria), Fredo Valla (Italia), Frode Fimland (Norvegia), Fulvio Mariani (Svizzera) e Tamara Stepanyan (Armenia) – ha assegnato a Where we used to sleep (Germania 2024) del regista Matthäus Wörle la Lessinia d’Oro, il massimo riconoscimento della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. “Un’anziana donna, Valeria, è l’unica abitante rimasta di un villaggio che non esiste più, conseguenza della distruzione della natura da parte dell’uomo: estrazione mineraria, avvelenamento delle acque, spostamenti forzati, che la propaganda del regime di Ceaușescu (presidente della Repubblica socialista di Romania dal 1967 al 1989, ndr)  presentava come modello dei successi economici del socialismo reale. Valeria vive, o meglio sopravvive, con la sua mucca e un cane, ma il ricordo del villaggio sommerso riaffiora costantemente nella sua mente con la punta del campanile che emerge dalle acque del lago. Alla fine anche lei è costretta ad andarsene. Il giovane regista ne raccoglie la testimonianza, rendendo lo spettatore partecipe del dramma. Un film costruito da un regista attento alle piccole cose e a mettere in luce relazioni e sentimenti”, la motivazione data dalla Giuria.

Lessinia d’Argento a La hojarasca (miglior lungometraggio Spagna 2024),

e a Khalil (miglior cortometraggio, Iran 2024)

A vincere la Lessinia d’Argento per il miglior lungometraggio è stata l’opera prima della regista Macu MachínLa hojarasca (Spagna 2024). “Tre anziane sorelle si sono date appuntamento nella casa di famiglia, nelle Canarie. Il ritrovarsi è legato alla spartizione dell’eredità, o forse questa ne è soltanto la motivazione apparente. Viene vissuta dapprima svogliatamente, poi come un gioco. L’atmosfera è magica, grigia, addirittura cupa per le esplosioni del vicino vulcano. La suddivisione ereditaria fa affiorare vecchi rancori tra le sorelle, ma è una nuvola passeggera e l’affetto prevale, con i ricordi di un’infanzia e una adolescenza felici. Una narrazione minimalista su cui incombe il vulcano in eruzione”. Lessinia d’Argento per il miglior cortometraggio a Khalil (Iran 2024), del regista e produttore iraniano Seyed Payam Hosseini presentato in anteprima mondiale al Festival. Motivano i giurati: “Per la capacità del regista di raccontare una storia di innocente tenerezza con un alto tasso di poesia. Nella sua semplice bellezza, il film richiama il cinema di Kiarostami, offrendo un’esperienza che trascende il quotidiano e si avvicina all’essenza dell’arte cinematografica”.

Premio della Giuria a Nessun posto al mondo (Italia 2023)

Il lungometraggio Nessun posto al mondo (Italia 2023) della regista italo-tedesca Vanina Lappa si è aggiudicato il Premio della Giuria. “Antonio, un allevatore dell’Italia meridionale, figura al margine della legalità e, come un guerriero solitario, conduce una battaglia personale contro regolamenti assurdi che discriminano e mettono in difficoltà i pastori transumanti. Per Antonio, l’ipocrisia del mondo “normale” è incomprensibile, poiché egli si muove in un contesto di libertà nell’ampiezza di paesaggi che talora richiamano il cinema western”. Questa la motivazione: “Per la capacità della regista di instaurare un legame profondo e autentico con il protagonista, frutto di anni di riprese”.

Menzioni speciali a Un pasteur (Francia 2024) e a La raya (Messico 2023)

La Giuria internazionale ha attribuito anche due menzioni speciali. Al lungometraggio Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet. Questa la motivazione: “Per un linguaggio privo di romanticismi pastorali, caratterizzato da una fotografia che, soprattutto nei campi lunghi, cattura con intensità lo sguardo. Il regista, con molta sensibilità, riesce a guadagnarsi la fiducia di Félix, il giovane pastore protagonista, che non viene mai ritratto come un eroe della vita solitaria. Ogni gesto quotidiano restituisce il senso di una routine che si ripete come un destino ineluttabile. Con momenti di solennità antica, come la sepoltura delle carcasse delle pecore sbranate dai lupi, il film evoca una profonda connessione con la natura e la ciclicità della vita”;  al documentario La raya (Messico 2023), presentato al Festival in anteprima italiana, della regista Andalusia Knoll Soloff. “Per il coraggio nel raccontare la lotta per la sopravvivenza delle comunità dei Monti Guerrero nel sud- ovest del Messico e la crisi legata alla coltivazione del papavero da oppio. In un contesto dove le milizie dell’esercito distruggono le coltivazioni e la violenza dei narcos imperversa, la popolazione è costretta a confrontarsi con un degrado crescente delle proprie condizioni di vita e con l’incertezza dell’emigrazione forzata. Un documentario intenso e incisivo che getta luce su una realtà complessa e spesso trascurata”, motiva la Giuria.

Premi speciali

Nel palmarès del Film Festival della Lessinia, il Premio al Futuro per il miglior film di un regista giovane concesso dal Curatorium Cimbricum Veronense in memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi, è stato vinto da The children behind Zalaga (Egitto, Germania 2023) del documentarista Karim Ali, presentato al Festival in anteprima europea.

Il Premio Montagne Italiane per il miglior film della sezione Montagne Italiane, concesso dalla Cassa Rurale Vallagarina, è andato all’opera cinematografica Pascolo vagante (Italia 2024) di Bruno Zanzottera. Una menzione speciale del Premio Montagne Italiane ha premiato il cortometraggio Piccola cosa (Italia 2023) della regista Mila Costi.

Il Green Planet Movie Award è stato attribuito a Don Benjamín (Spagna, Bolivia 2024) del documentarista Iván Zahinos.

Anche la Giuria MicroCosmo del Carcere di Verona ha scelto di assegnare il suo riconoscimento a Khalil (Iran 2024) di Seyed Payam Hosseini.

Il Premio del Parco della Lessinia è andato a Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet.

Premio dei bambini The wolf of custer (Regno Unito 2023), presentato al Festival in anteprima italiana, di Tanya J. Scott. Infine, il Premio del pubblico è andato a Un pasteur (Francia 2024) di Louis Hanquet.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

19-28 agosto 2022, a Bosco Chiesanuova (VR) torna il Film Festival della Lessinia, tema di quest’anno il mondo contadino

4 Stills La Roya - PH by Alejandro Pérez Ceferino.jpg

Torna  dal 19 al 28 agosto 2022 la rassegna cinematografica internazionale dedicata alla vita, alla storia e alle tradizioni sulle terre alte di ogni angolo del mondo, il Film Festival della Lessinia (FFDL), che da 28 anni racconta la montagna, offrendo uno sguardo “alto” sul Pianeta. La manifestazione è in programma completamente in presenza al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (VR) con un’ampia selezione di film anche online su MyMovies, la più seguita piattaforma italiana dello streaming, in una vera e propria sala virtuale accessibile da tutto il territorio nazionale.

Il mondo approda in Lessinia con il meglio del cinema internazionale dedicato alla montagna. Ricco il programma dei film e degli eventi collaterali per offrire una prospettiva privilegiata dalla quale osservare la realtà, i cambiamenti del clima e, più in generale, della società contemporanea. Con un sempre più forte occhio rivolto verso i temi del green e della sostenibilità che quest’anno sono rimarcati dall’adesione al manifesto e al progetto del Verona Green Movie Land (VGML ). 68 film (tra documentari, fiction e animazioni) da 44 Paesi, di cui 29 anteprime italiane; sono stati selezionati tra 982 opere cinematografiche, provenienti da 87 Paesi. Ospiti come il regista e sceneggiatore Michelangelo Frammartino, con un evento speciale dedicato al sottosuolo nel suo film Il buco; l’astronauta Luca Parmitano a parlare del pianeta Terra, dei cambiamenti climatici e dello scioglimento dei ghiacciai; il regista Pupi Avati che presenta il suo ultimo libro e ultimo film su Dante sulle montagne che, secondo la leggenda, il sommo poeta visitò per trarne ispirazione per l’Inferno.

La Piazza del Festival ospiterà in tutto 91 eventi: 10 presentazioni letterarie, 13 incontri culturali, 2 tavole rotonde, 4 mostre, 6 concerti, 12 laboratori didattici per i bambini. Un ricco programma di 9 escursioni accompagnerà alla scoperta dei Monti Lessini. Nell’Osteria e nella Trattoria del Festival potranno essere degustati prodotti enogastronomici della terra veronese, grazie ai piccoli produttori locali per la valorizzazione di un’agricoltura biologica. ll file rouge di quest’anno sarà il mondo contadino: tema che attraverserà il programma cinematografico e letterario, le esposizioni, gli incontri e molti degli eventi del Film Festival della Lessinia 2022. Quel mondo contadino di cui Pier Paolo Pasolini, al quale il Festival dedica una retrospettiva a cento anni dalla nascita, profetizzò la fine e che ora si riscopre fondamentale per indagare il rapporto tra Uomo e Natura, di fronte ai cambiamenti che stanno sconvolgendo la vita sul Pianeta. Foto in alto credits FFDL (Stills La Roya – PH by Alejandro Pérez Ceferino). Programma completo: FFDL.it

Fonte: Servizio stampa FFDL

Film Festival della Lessinia, i vincitori dell’edizione 2021

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Nel corso della cerimonia di premiazione che si è tenuta il 28 agosto scorso al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (VR), la giuria internazionale del Film Festival della Lessinia ha assegnato il massimo riconoscimento, la Lessinia d’Oro, come miglior lungometraggio, a “Entre perro y lobo / Tra cani e lupi” (Colombia, Cuba, Spagna 2020) di Irene Gutiérrez, presentato in anteprima italiana. Questa la motivazione dei giurati Helene Christanell (Italia), Damiano Giacomelli (Italia), Guillermo Quintero (Colombia), María Vera (Argentina) e Nika Šaravanja (Croazia): “Un film che trasporta brillantemente lo spettatore nel limbo di un esercizio cinematografico, ludico ed esperienziale di tre vecchi compagni della guerriglia cubana. Un affresco anacronistico che concentra la sua potenza sulla vicinanza con i personaggi e il loro ambiente selvatico, raggiungendo anche un prezioso equilibrio tra la nostalgia e l’assurdità dell’utopia rivoluzionaria” .

La Lessinia d’Argento è stata assegnato al miglior cortometraggio “Bad omen/Cattivo auspicio”(Canada, Afghanistan 2020) del regista e sceneggiatore afghano-canadese Salar Pashtoonyar, altra anteprima italiana proiettata a Bosco. Questa la motivazione dei giurati: “Con una sceneggiatura solida e un’attrice protagonista convincente, il film ritrae un giorno nella vita di una madre single, vedova in una società radicalmente patriarcale. Una storia sensibile che ci invita a riflettere sulla lotta costante delle donne nel tempo sospeso del conflitto afghano”.

Premi speciali. La giuria internazionale ha attribuito una menzione speciale al cortometraggio “Haeberli” (Germania 2020) del documentarista Moritz Mueller-Preisser.  Questa la motivazione dei giurati: “Un ritratto vivido di un personaggio straordinario che combatte con il suo divertente cinismo contro la rigidità della sua città. Le sue imprese grottesche ci hanno sedotto immediatamente convincendoci a parteggiare per la sua protesta dirompente contro il sistema. Con una messa in scena molto attenta e la complicità con il protagonista, questa commedia in forma di documentario ci ha fatto ridere di cuore”. Il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi per il miglior film di un regista giovane è andato a “Il monte interiore” (Italia 2020) di Michele Sammarco.  Il Premio Cassa Rurale Vallagarina per il miglior film sulle Alpi è stato assegnato a “Primascesa – La montagna creata dall’uomo” (Italia 2021), documentario d’esordio di Leonardo Panizza, appassionato di trekking in autonomia e ad impatto zero. Protagonisti del film sono lo stesso regista e Simon Sartori, due giovani scalatori alla ricerca di una cima inviolata. Insieme affronteranno una complessa spedizione nello scenario insolito di un monte artificiale plasmato dai rifiuti dell’uomo.  Menzione speciale della giuria del Premio Cassa Rurale Vallagarina per “Marana” (Italia 2020) dei registi Giovanni Benini e Davide Provolo. A “Primascesa – La montagna creata dall’uomo” (Italia 2021) è stato assegnato anche il “Log to Green Movie Award” per il miglior film ecosostenibile della sezione FFDLgreen.  Una menzione speciale della giuria del “Log to Green Movie Award” ha premiato “Now /Ora” (Germania 2020) del regista e produttore tedesco Jim Rakete. A ricevere il Premio della giuria MicroCosmo del Carcere di Verona è stato “The Postcard /La cartolina”(Marocco, Qatar 2020) di Asmae El Moudir. Ad aggiudicarsi il Premio del pubblico è stato il lungometraggio “L’Aventure/L’avventura”(Francia 2020) di Marianne Chaud. A vincere il Premio dei bambini è stato infine “Pod Mrakem / Nuvoloso” (Repubblica Ceca 2018) di Filip Diviak. Nella foto in alto il direttore artistico del Film Festival della Lessinia Alessandro Anderloni con i registi Irene Gutiérrez, Michele Sammarco, Asmae El Moudir, Leonardo Panizza.

Fonte: Servizio stampa FFDL

20 agosto, al via la 27a edizione del Film Festival della Lessinia a Bosco Chiesanuova (VR)

 

FFDL_2020_1Si apre con un’anteprima italiana la ventisettesima edizione del Film Festival della Lessinia, venerdì 20 agosto (alle 21) , dopo la cerimonia di apertura della rassegna cinematografica internazionale dedicata alla vita, alla storia e alle tradizioni nelle terre alte del mondo , sarà il lungometraggio in concorso February di Kamen Kalev ad illuminare il grande schermo del Teatro Vittoria

Opera cinematografica intensa, a Bosco Chiesanuova (Verona) dopo la partecipazione nel 2020 al Festival di Cannes, è ambientata nella Bulgaria orientale, a poca distanza dal confine turco. Qui trascorre la vita Petar, pastore figlio di pastori, di cui il regista bulgaro segue l’esistenza umile eppure radiosa, isolandone tre distinti momenti. L’infanzia accanto al silenzioso nonno, spesa nell’impaziente cura delle bestie. La giovinezza, dove il mondo si rivela con la partenza per il servizio militare e nella scoperta della poesia. La quieta vecchiaia, nel gelido inverno sui monti. Tre momenti, tre stagioni che seguono il viaggio di un uomo straordinario nella sua semplicità e nell’accettazione senza rimpianti di un destino scritto. 

La terra, il cielo, gli animali, gli uccelli, la luce. February è un poema visivo sospeso nell’incanto della rarefazione, uno studio caldo e partecipe della vita umana e dell’impatto che la discendenza, l’ambiente, le abitudini hanno su di essa. Scene intense per mirare dritto al cuore del tema che, da quasi tre decenni, illumina gli schermi della Lessinia: abitare nel grembo materno della montagna. 

Inizia dal cinema il primo fine settimana di rassegna. Appuntamento a cui seguono dieci giorni di eventi in sala e nella Piazza del Festival con le presentazioni editoriali del ciclo di incontri Parole Alte realizzati in collaborazione con l’ateneo scaligero, la programmazione cinematografica FFDL+ dedicata a bambini e ragazzi, i laboratori didattici per i più piccoli, le escursioni guidate alla scoperta del territorio, i concerti di musica dal vivo. E ancora: le letture negli spazi della Libreria della montagna, i momenti conviviali nell’Osteria del Festival, le interviste con i registi. 

La cerimonia di apertura sarà visibile in diretta streaming sulla pagina Facebook del Festival (@filmfestivaldellalessinia). 

La rassegna si svolge in presenza al Teatro Vittoria nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19 e on line su MyMovies per seguire la programmazione da tutto il territorio nazionale. Biglietteria: Dal 20 al 29 agosto al Teatro Vittoria – in Piazza Guglielmo Marconi, 35 – dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 23 tel. 045.7050789. Biglietti on line su ticket.ffdl.it (diritto di prevendita € 1). Info: ffdl.it

Fonte : Servizio stampa Film Festival della Lessinia 

Il Film Festival della Lessinia è alla ricerca di nuovi amici e sostenitori

Film Festival Lessinia

Il Film Festival della Lessinia è alla ricerca di nuovi amici e sostenitori che possano tendere la mano verso la rassegna cinematografica internazionale che ormai da decenni racconta sul grande schermo la vita, la storia e le tradizioni delle terre alte e dei suoi abitanti.

L’appello è rivolto a quanti desiderano dare il proprio concreto contributo in vista della ventisettesima edizione, in programma a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 20 al 29 agosto, con la direzione artistica di Alessandro Anderloni. Cittadini e cittadine ma anche aziende, enti e associazioni accomunati dalla passione per il cinema e per la montagna, in particolare per la Lessinia, che possano diventare moderni mecenati, condividendo attività e sinergie oppure attraverso una donazione liberale a favore della manifestazione.

La macchina organizzativa non si e’ mai fermata. «Stiamo percorrendo un tratto in salita, forse il più duro della storia del Film Festival della Lessinia. Ma andiamo avanti con la tenacia dei montanari e con la consapevolezza che dopo ogni salita c’è una cima che ci aspetta. Lassù vedremo le cose ancora più chiare e raccoglieremo l’insegnamento di questo momento difficile per guardare avanti», spiega Roberto Buttura, presidente dell’associazione che organizza la rassegna. Nonostante la pandemia, che ha portato alla chiusura dei teatri e alla sospensione degli eventi in presenza, in questi mesi di incertezza la macchina organizzativa del Festival non si è mai fermata: proseguono le ricerche dei cortometraggi, dei lungometraggi e dei film d’animazione che andranno a comporre il programma 2021, mentre alla fine del mese di aprile si chiuderà il bando di selezione delle opere cinematografiche internazionali che ambiscono a entrare nella sezione Concorso.

Diventare “Amica” o “Amico” del Film Festival della Lessinia è molto semplice: basta sottoscrivere una donazione liberale seguendo le indicazioni presenti sul sito internet ffdl.it. Partecipare a questa cordata dà diritto, tra le altre cose, a un abbonamento gratuito alla Sala virtuale per assistere alla rassegna cinematografica tramite piattaforma on line, a un invito riservato al Teatro Vittoria di Bosco per la cerimonia di chiusura della manifestazione, ad aggiornamenti e anticipazioni oltre alla possibilità di prendere parte a eventi esclusivi.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

Film Festival della Lessinia, il Lessinia d’Oro va al film “Lunana: uno yak in classe” (Bhutan 2019)

U’immagine tratta dal film vincitore del Lessinia d’Oro

Vola nella scuola tra le più remote al mondo, in un piccolo villaggio sull’Himalaya, la Lessinia d’Oro. A conquistare il massimo riconoscimento del Film Festival della Lessinia come migliore lungometraggio è stato il film Lunana: a yak in the classroom / Lunana: uno yak in classe (Bhutan 2019), presentato a Bosco Chiesanuova (Verona) in anteprima italiana.

Il giovane regista e fotografo bhutanese Pawo Choyning Dorji, al suo esordio nel lungometraggio di fiction, ha raccolto non solo il consenso del pubblico – presente in sala al Teatro Vittoria e online – della rassegna cinematografica internazionale, ma anche le preferenze della Giuria Microcosmo del carcere di Verona e la menzione speciale Log to Green.

Trama. Ugyen, giovane maestro alle prime armi trascura i doveri dell’insegnamento e fantastica su una carriera da cantante lontano dal Bhutan, magari in Australia. I suoi superiori lo spediscono a terminare il servizio a Lunana, nella più remota scuola del mondo. Il piccolo villaggio sull’Himalaya si raggiunge dopo otto giorni di cammino; là non arrivano elettricità o connessione internet. La scuola non possiede né libri né lavagna, soltanto un placido yak che bruca nel cortile. Quello che pare un incubo da cui fuggire, si rivela una profonda lezione di vita e sguardo. Girando nelle location reali, potendo contare su batterie solari e una troupe ristretta, il regista ha tratto dalla forza spirituale dell’intero villaggio il racconto di una ricerca della felicità e di senso di appartenenza dal valore universale.

Lessinia d’Argento. Sempre per voto popolare in presenza al Teatro Vittoria e nella sala virtuale, il migliore cortometraggio in programma alla ventiseiesima edizione del festival dedicato a vita, storia e tradizioni nelle terre alte del mondo è risultato Asho (Iran 2019). Il documentario di Jafar Najafi, fotografo e ricercatore iraniano, è stato premiato con la Lessinia d’Argento. Il regista ha raccontato la quotidianità del giovanissimo pastore Asho i cui giorni in Iran trascorrono tra la cura del gregge di capre della famiglia, la divorante passione per il cinema, il sogno di diventare attore.

Tra i riconoscimenti speciali, il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane è stato attribuito a Kanants gyughe / Villaggio di donne (Armenia, Francia 2019) di Tamara Stepanyan. La telecamera della regista e sceneggiatrice armena, formatasi in regia cinematografica in Libano, ha seguito le vicende delle donne del villaggio di Lichk, sui monti dell’Armenia. Qui, nove mesi l’anno, padri e mariti lasciano la famiglia e partono per la Russia in cerca di lavoro; non torneranno prima dell’inverno mentre le mogli coltivano la terra, allevano il bestiame e crescono i figli.

Miglior film sulle Alpi. Per il lungometraggio L’Apprendistato (Italia 2019), il regista romano Davide Maldi ha ricevuto il Premio della Cassa Rurale Vallagarina, assegnato al miglior film sulle Alpi. Straordinario giovane protagonista è il quattordicenne Luca, le cui mani sono già segnate dalla vita di montagna fatta di natura, aria aperta, cura per le bestie, mungitura, passione per la caccia. Sembra muoversi placido eppure felice nel suo ambiente, fino a quando la famiglia non lo convince a iscriversi a una scuola alberghiera tanto rinomata quanto severa.

Il Log to Green Movie Award per il miglior film sostenibile è andato al documentario del fotografo e filmmaker freelance originario di Salonicco, Panos Arvanitakis, autore di Apolithomata / Fossili (Grecia 2019). I campi lunghi del documentarista si soffermano sulla terra d’Eordea che, milioni di anni fa, la ospitava una costellazione di laghi incoronati da fitta vegetazione. Oggi la vita preistorica è mutata in carbone, estratto da imponenti scavatrici; la vasta area si è trasformata in grigio deserto, velato da scura nebbia, dove la voce di macchinari, centrali, miniere che non cessano mai di frantumare la roccia disegnano nuove morfologie, aliene a quelle terrestri.

Il Premio dei bambini è stato conquistato da La cerise sul le gâteau / La ciliegina sulla torta (Belgio, Francia 2019) di Frits Standaert. Animazione di un principe timido che preferisce abbuffarsi anziché far la corte alle principesse. Ma i dolori di stomaco, che non gli danno pace e passeranno solo bevendo l’acqua di una fonte miracolosa, che dovrà raggiungere a piedi, da solo: strada che lo condurrà all’amore.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

‏Montagne vere e cime immaginarie al XXIV Film Festival della Lessinia, al via dal 24 agosto a Bosco Chiesanuova (VR)

Suleiman Gora – Still (Film Festival della Lessinia)

‏Saranno le montagne vere e quelle immaginarie le protagoniste della XXIV edizione del Film Festival della Lessinia che si svolgerà a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 24 agosto al 2 settembre 2018.

Montagna immaginaria tema dell’edizione. Dieci giorni di proiezioni sul grande schermo del Teatro Vittoria e un articolato programma di eventi sia cinematografici che culturali: gli attesi Caffè con i registi che raggiungeranno la Lessinia per incontrare il pubblico, la programmazione pensata per bambini e ragazzi FFDL+; gli incontri letterari di Parole Alte organizzati con l’Università degli Studi di Verona; la possibilità di scegliere tra escursioni guidate, mostre tematiche, laboratori didattici, concerti nella Piazza del Festival; e ancora letture alla Libreria della Montagna e i momenti conviviali da assaporare negli spazi dell’Osteria del Festival. Numerosi gli appuntamenti, annodati dal filo rosso dell’omaggio tematico dell’edizione 2018: la montagna immaginaria

I film. La rassegna cinematografica, ancora una volta sotto la direzione artistica di Alessandro Anderloni, prenderà il via il 24 agosto con l’anteprima italiana di Retablo del regista peruviano Alvaro Delgado Aparicio. Un altro evento speciale, a chiusura della manifestazione, ricorderà il maestro del cinema Ermanno Olmi con la visione di uno dei suoi capolavori, L’albero degli zoccoli. Nel mezzo, una carrellata di opere cinematografiche internazionali: 63 film provenienti da 37 Paesi del mondo (il più alto numero finora raggiunto) selezionati tra oltre 500 pellicole visionate. Saranno 23 le anteprime italiane; tra queste, 24 animazioni e cortometraggi di FFDL+, il “festival nel festival” per bimbi e adolescenti. Vita, storia, tradizioni delle terre alte e lontane girate tra Bhutan, Nepal, Taiwan, Kirghizistan ed Estonia. Significativa sarà la rappresentanza sudamericana con proiezioni giunte in Lessinia da Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia. Non mancheranno proposte da Giappone, India, Canada e America oltre che da quasi tutti gli Stati dell’Europa. Da qui proverranno alcuni dei registi presenti al Festival, grazie anche al Gruppo Fimauto BMW che è partner della mobilità.

I premi. Ad assegnare la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri riconoscimenti sarà una giuria internazionale composta da Daniel Burlac (Romania), Massimiliano De Serio (Italia), Stefan König (Austria), Montserrat Guiu (Spagna), Elena Negriolli (Italia). Torna il Premio del Pubblico Cantine Bertani che gli spettatori del Festival assegnano al film da loro stessi votato. Per il settimo anno la Giuria Microcosmo dei detenuti della Casa Circondariale di Verona attribuirà il proprio premio speciale a uno dei film in concorso. La giuria Log To Green Movie Award selezionerà la miglior opera sui temi dell’eco-sostenibilità. Così i più piccoli, che sceglieranno la loro animazione preferita per il Premio dei bambini.

In Concorso, la sezione principale del Festival della Lessinia, saranno 27 le opere cinematografiche. Una panoramica ricchissima per generi, luoghi di provenienza e tematiche trattate: dal lungometraggio di apertura, Retablo, che affronta una storia di pregiudizio e violenza contro le persone omosessuali in un’isolata enclave di montagna, al documentario The Remnants sui cercatori di residui bellici in Laos. Interessante sarà la selezione dei lungometraggi, con opere prime come il visionario Kratki izlet del croato Igor Bezinović e il “road movie” dal Kirghizistan Suleiman gora della giovane Elizaveta Stishov. E stimolante sarà il programma dei cortometraggi con il ritorno in concorso dell’animazione nell’evocativo La Tigre de Tasmania di Vergine Keaton e Die Herberge di Ulu Braun, un surreale ritratto della montagna di ieri e di oggi. Cinque saranno i cortometraggi documentari, tra cui il cinese Guan sui monaci-pastori tibetani, mentre dalla Grecia arriverà il potente 8th Continent che interroga su una montagna di giubbotti di salvataggio arancioni: quelli utilizzati nel salvataggio dei migranti. Da segnalare inoltre il ritorno, dopo qualche anno di assenza, del grande documentario naturalistico con Sengirè di Mindaugas Survila, straordinario ritratto del microcosmo animale e vegetale di una foresta lituana.

Retrospettiva. Dagli albori della civiltà, la montagna è catalizzatore di simboli e allegorie. Dall’Olimpo all’Ararat, passando per il Monte Meru, Kunlun e la Sierra de la Plata, fino al Purgatorio dantesco e al Monte Carmelo: cime favolose e monti immaginari hanno popolato le nostre narrazioni, tracciando una mappa altimetrica che spesso non trova riscontro sul planisfero conosciuto. Il Cinema, spesso mutuando dalla letteratura, ha ritagliato nella pellicola i profili di queste montagne. La retrospettiva La montagna immaginaria li percorre, a partire dal film d’esordio di Leni Riefenstahl nel 1932, La bella maledetta (Das blaue Licht), con l’ascesa all’inaccessibile e immaginaria vetta del Monte Cristallo e alla misteriosa luce azzurra che da esso emana. Cinque anni più tardi, ispirandosi all’omonimo libro di James Hilton, Frank Capra realizza Orizzonte perduto (Lost Horizon), contribuendo alla diffusione popolare del mito di Shangri-La, la mitica città del benessere nascosta tra le vette dell’Himalaya. Sempre da una fascinazione letteraria, il Monte Analogo di René Daumal, Alejandro Jodorowsky partorisce La montagna sacra (La montaña sagrada), un grandioso affresco psichedelico in cui alchimia, esoterismo e psicoanalisi si fondono. L’Oriente e la cultura religione shintoista riconoscono uno spirito divino alle terre alte. Al cinema, Hayao Miyazaki riprende tale visione in opere come Principessa Mononoke (Mononoke-hime) con il giovane principe Ashitaka che si unisce a una ragazza-lupo per difendere l’incontaminata montagna del Dio cervo. Kinoshita, nel 1958, realizza il capolavoro La leggenda di Narayama (Narayama bushiko) dove si narra dell’anziana vedova Orin e di suo figlio Tatsuhei, che dovrà accompagnarla sulla cima del mistico monte Narayama per abbandonarla al suo destino. All’anima dei luoghi guarda pure la serie televisiva inaugurata nel 1990, Twin Peaks, con gli immaginari boschi tra le “due vette” sorti dagli incubi di David Lynch e Mark Frost.

Parole alte. L’idea di una montagna immaginaria e inesistente sarà percorsa negli incontri letterari Parole Alte che il Festival organizza in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona. Ma ad aprire e chiudere il ciclo di incontri saranno rispettivamente un ricordo sui cento anni dalla Grande Guerra, nella Ballata senza nome di Massimo Bubola (24 agosto), e un omaggio a dieci anni dalla morte di Mario Rigoni Stern (1 settembre) con Giuseppe Mendicino. Alle montagne sacre nell’Ebraismo guarderà l’incontro con la scrittrice Elena Loewenthal per tracciare una mappa storico-geografica, dal Sinai al Monte Moriah dove Abramo sacrificò Isacco e al Monte Nebo dove morì Mosè, intorno all’idea dell’altezza come luogo di particolare connessione fra Dio e l’uomo. Il linguista Andrea Moro arriverà in Lessinia per presentare Il segreto di Pietramala in dialogo con Alessandra Tomaselli. Al Monte Analogo sarà dedicata la conferenza-concerto del compositore Michele Lobaccaro, fondatore dei Radiodervish, con canzoni originali liberamente ispirate al romanzo di René Daumal. Della montagna invisibile parlerà invece lo speleologo Francesco Sauro intrecciando le sue esplorazioni sui Monti Tepui a partire dalle suggestioni de Il mondo perduto raccontato da Sir Arthur Conan Doyle. Lo scrittore Stefano Salzani e la filosofa Adriana Cavarero saliranno metaforicamente le balze de Il libro delle nove rupi, testo medievale in versi che dice degli abitanti delle nove rupi dell’orrida montagna che sovrasta il mondo. Tra i protagonisti lo stesso Alessandro Anderloni, affiancato da Mario Allegri, in un appuntamento dedicato al Purgatorio di Dante.

Mostre. All’omaggio tematico del Festival sarà dedicata in Sala Olimpica la mostra Le montagne immaginate dai bambini della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” che esporrà i disegni, raccolti dagli anni Sessanta ad oggi, in cui bambini di tutto il mondo ritraggono la loro idea di terre alte. Nel nuovo Centro Socio Culturale troverà spazio Såm – Seme: esplorazione visiva della Lessinia da parte sette artisti (Paola Fiorini, Davide Galandini, Nicolò Lucchi, Emanuele Brutti, Chiara Bandino, Francesco Biasi e Ana Blagojevic) sotto la curatela di Steve Bisson, fondatore della piattaforma Urbanautica. Såm (in lingua cimbra seme) nasce in collaborazione con Fonderia 20.9, contenitore espositivo e laboratorio sulla fotografia contemporanea. Durante il Festival, il fotografo francese Mathieu-Bernard Reymon curerà il workshop di fotografia contemporanea “Possible Landscapes” organizzato da Landscape Stories.

Piazza del festival. Aperta tutti i giorni, di fronte al Teatro Vittoria, ospiterà la Libreria della Montagna allestita da Bussinelli Editore, nonché il bar e la tavola calda “Lo Scrigno del Buongustaio” oltre all’enogastronomia con i formaggi Dop della montagna veronese del Consorzio Monte Veronese e i vini delle Cantine Bertani. Novità saranno le tre serate di Lessinia Gourmet, proposte in collaborazione con AltaLessinia. Otto ristoratori della Lessinia proporranno piatti esclusivi con i prodotti della montagna veronese, abbinati ai vini Bertani, in collaborazione con Slow Food Verona, negli spazi dell’Osteria del Festival rinnovati grazie a Lambertini e Ceramiche Benedetti. Abbonamenti in vendita al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (piazza Marconi, 1). Il programma completo del festival è consultabile sul sito www.ffdl.it.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

19-27 agosto 2017, a Bosco Chiesanuova (VR) si tiene la 23^ edizione del Film Festival della Lessinia, vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo

Dal 19 al 27 agosto, a Bosco Chiesanuova, si riaccende il grande schermo del Film Festival della Lessinia, viaggio nella vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo. La ventitreesima edizione del Festival riserva nove giorni di proiezioni, con 56 film in programma  – di cui 21 in concorso e altrettanti in anteprima italiana -, una retrospettiva su briganti, contrabbandieri e passatori, numerosi eventi speciali (ospiti attesi, dal regista Alessandro Comodin all’autore Maurizio Maggiani, dall’antropologo Annibale Salsa allo scrittore Paolo Rumiz).

Provengono da 31 Paesi i 56 film selezionati quest’anno. Un viaggio intorno al mondo tra Europa, Argentina, Cile e Perù; tra India, Afghanistan, Kazakistan, Nepal e per la prima volta Myanmar. Ciò a conferma della ricerca internazionale che fa arrivare in Lessinia il meglio della recente produzione internazionale nelle sezioni Concorso, Montagne italiane, Eventi speciali e nella ricca programmazione dedicata a bambini e ragazzi FFDL+.

Al programma cinematografico si affianca il ciclo di incontri letterari Parole Alte, organizzato con l’Università degli Studi di Verona, al quale sia aggiungono convegni, mostre, escursioni guidate, laboratori per bambini, concerti e novità editoriali da sfogliare nella Libreria della Montagna. Immancabile lo spazio riservato nella Piazza del Festival, con bar e tavola calda, all’enogastronomia con i prodotti tipici del territorio, tra cui i formaggi del Consorzio Monte Veronese Dop. Main sponsor della rassegna sono la Cassa Rurale Vallagarina, il Gruppo Fimauto Autogemelli BMW e le Cantine Bertani con il sostegno di Comune di Bosco Chiesanuova, Comunità Montana della Lessinia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Fondazione Cariverona e Consorzio Bim Adige.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

 

Film Festival della Lessinia, vince un documentario girato nelle montagne norvegesi

Siblings are forever_Fratelli per sempre

Siblings are forever_Fratelli per sempre

Vola in Norvegia la Lessinia d’oro, il massimo riconoscimento del Film Festival della Lessinia. La giuria internazionale della ventesima edizione della rassegna cinematografica di Bosco Chiesanuova (VR), che si è conclusa sabato 30 agosto al Teatro Vittoria, ha premiato come miglior film “Søsken til evig tid / Fratelli per sempre” (Norvegia, 2013) di Frode Fimland.

A vincere, la convivenza, l’armonia e la simbiosi con la Natura, la felicità della vita contadina. Il documentario nasce dal profondo legame di amicizia esistente tra il regista, che vive e lavora a Bergen, e Magnar, settantenne che abita tra le montagne norvegesi assieme alla sorella Oddny. “Una piccola storia che – si legge nel verbale della giuria internazionale composta da Mario Casella, Albert Galindo Mallol, Sandro Gastinelli, Martin Kaufmann, Marzia Pellegrino, Karmen Tomšic, Grzegorz Zariczny – ci parla di grandi valori: la convivenza, l’armonia e la simbiosi con la Natura, la felicità della vita contadina, l’accettazione della vecchiaia pur non rinunciando alla modernità. Il ritmo del film, camera e montaggio, si adatta al ritmo della vita dei protagonisti ed entra nel loro intimo, con rispetto e grande sensibilità. Un messaggio ottimista di un modello di vita che non logora, di una saggia semplicità”.

Lessinia d’argento per la miglior regia è stato il film a soggetto “Las niñas Quispe / Le sorelle Quispe” (Cile – Francia – Argentina, 2013) di Sebastián Sepúlveda. Questa la motivazione: “Con una sceneggiatura forte, costruita con pochissimo testo, e la totale assenza di musica, il regista riesce a tratteggiare un potente ritratto psicologico delle tre protagoniste. La loro sofferenza diventa la sofferenza stessa degli spettatori. Nella vastità del paesaggio, l’unica salvezza sembra essere lo spazio chiuso della loro povera dimora e la loro scelta estrema. Un film che obbliga a riflettere sui rapporti familiari, sull’intromissione di pressioni esterne, sulla vita e sulla morte”.  La giuria internazionale ha voluto esprimere inoltre una considerazione sul futuro della rassegna cinematografica di Bosco, di cui è direttore artistico Alessandro Anderloni. “Il Film Festival della Lessinia è diventato, in Europa e nel mondo, un punto di riferimento per i film riguardanti la vita in montagna. C’è una voce che vuole raccontare queste storie e che ha bisogno di un luogo dove farlo. Senza il Film Festival della Lessinia, dove parlerà il mondo della montagna? Questo Festival è cresciuto artisticamente a livello internazionale. Auspichiamo che trovi una pari crescita finanziaria e organizzativa”.

Il Festival premiato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nei giorni scorsi, al Film Festival della Lessinia è stato assegnato un riconoscimento speciale “per i suoi vent’anni di attività artistica viva e feconda per le nostre Terre” su segnalazione di “Log to green, sustainability vision – International program for development and certification sustainable events” e nell’ambito delle attività del “Green Drop Award”, premio collaterale dedicato all’ambiente e alla cooperazione fra i popoli istituito da Green Cross Italia e riconosciuto all’interno della Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. La premiazione si terrà giovedì 4 settembre, alle 16.30 nella Sala della Fondazione dello Spettacolo – Hotel Excelsior al Lido di Venezia nell’ambito della Mostra del cinema. Il riconoscimento sarà conferito al direttore artistico del Festival, Alessandro Anderloni, nel corso del workshop “La Green Economy per il cinema”, dove verrano segnalati casi virtuosi di attività cinematografiche atti a preservare l’ambiente e a promuovere territori, come nel caso del Film Festival veronese.

Premiato anche un film in cui si parla di pastori. Il Premio della giuria è stato consegnato a “Capo e croce, le ragioni dei pastori” (Italia, 2013) di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani. Opera cinematografica, secondo la giuria internazionale, “che documenta lo scontro violento tra i pastori e le forze dell’ordine. È un film coraggioso, che dà voce alla lotta per la sopravvivenza del mondo rurale contro la distruttiva globalizzazione, come fosse lo scontro di Davide contro Golia. Gli autori hanno saputo compiere una notevole indagine emotiva nelle vite dei pastori, dando loro voce e presentando storie totalmente ignorate dai media. Un documentario militante che la giuria vuole premiare per il suo importante messaggio di una nuova Resistenza”.

Fonte: Film Festival della Lessinia