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Vini Lison-Pramaggiore (Ve), i terreni ricchi di “caranto” donano aromi e qualità, l’esperienza dei soci ARGAV nella cantina di Toni Bigai

Soci Argav da Toni Bigai

I soci ARGAV partecipanti alla lezione in vigna da Toni Bigai

(di Omar Bison) Proseguono gli appuntamenti in azienda del sodalizio Argav-Unaga e FIS Veneto. Dopo il corso sul vino e la vitivinicoltura specifico per comunicatori e giornalisti, la ripresa delle giornate didattiche si è svolta presso l’Azienda “A Mi Manera” di Toni Bigai zona Lison – Pramaggiore (VE).

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Soci Argav in visita alla cantina A Mi Manera

Personaggio eclettico, originale, fantasioso e comunque innamorato del vino e della viticoltura al punto da sforzarsi sempre e comunque di viverlo e produrlo “a modo suo”. Durante la lezione, svoltasi soprattutto in vigneto alla presenza, tra gli altri, del prof. Giovanni Cargnello, agronomo ed enologo di fama e di Riccardo Fabbio, sommelier, si è parlato di qualità in vigna: dalla scelta della cultivar al clone, dal portainnesto al il sesto di impianto, dai diversi sistemi allevamento  alle potature verdi e secche. Una sola certezza: la cura del vigneto e le scelte colturali determinano la qualità dell’uva, che sta alla base della qualità del vino.

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Soci ARGAV in visita alla cantina A Mi Manera di Toni Bigai

Filosofia della cantina: raccogli il grappolo che vorresti mangiare. “Dico sempre ai collaboratori impegnati nella vendemmia – sostiene Toni Bigai – di non raccogliere grappoli di uva, che non mangerebbero”. La giornata è proseguita con la degustazione didattica, accompagnati dai sommelier della FIS Veneto, Massimiliano Masini e Antonio Iodedo, che hanno presentato e accompagnato l’assaggio di “Ghemme” e “Gattinara”, esaltandone i punti in comune a partire dal vitigno (nebbiolo), ma anche rilevando le caratteristiche organolettiche specifiche e in particolare l’influenza dei terroir di riferimento. Tra i vini di Bigai sono stati degustati: ”A mi manera” bianco (ottenuto da una base di uve Tocai Friulano, macerate nella buccia congiuntamente a piccoli quantitativi di uve Malvasia Istriana, Chardonnay, Piccolit Friulano), vino battonato (rimontato settimanalmente nei propri lieviti) per otto mesi circa fino ad avere profumi ed ampiezza del gusto di notevole spessore; a seguire,  Tai 2014 e Chardonnay.  

La zona “Lison-Pramaggiore”, è caratterizzata da terreni pianeggianti, venutisi a creare nel corso dei millenni ad opera delle glaciazioni e dei successivi depositi alluvionali, trasportati dalle acque di scioglimento degli antichi ghiacciai, che andavano ritirandosi. Inoltre, negli stessi terreni, si riscontra, a debole profondità, la formazione di vari strati di aggregazione di carbonati, da cui ne esce il tipico detto locale “terreni ricchi di caranto“. È proprio in questi terreni che si riconferma ciò, che è conosciuto da tempo e cioè che i terreni ricchi di calcio producono vini pregiati, ricchi di sostanze aromatiche.

22 aprile 2016, l’accordo con FIS porta i soci ARGAV a lezione nel vigneto di Toni Bigai a Lison di Portogruaro (VE)

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La firma del protocollo d’intesa tra Mimmo Vita (UNAGA), Raul D’Alessandro (FIS Veneto) e Fabrizio Stelluto (ARGAV)

L’ARGAV,  in collaborazione con F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) Veneto, ha deciso di continuare il percorso formativo sul vino e la viticoltura attraverso l’organizzazione di giornate didattiche in azienda, mirate alla formazione di giornalisti e comunicatori. L’obiettivo resta quello di dare, a chi scrive e parla di vino, strumenti minimi, ma adeguati a descriverlo in maniera appropriata oltre che aprirci a realtà produttive importanti del comparto veneto.

Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto con F.I.S. Veneto, abbiamo visitato quattro aziende significative, con lezioni e degustazioni specifiche in un minicorso di avvicinamento al vino, che ha visto soci F.I.S. impegnati nella veste di relatori e guide alla degustazione. Considerata la qualità della proposta, abbiamo ora deciso di darle seguito con giornate tematiche, replicandone le modalità organizzative: tendenzialmente di venerdì, alle ore 17.15; un’ora di formazione tematica, visita dell’azienda e poi degustazione didattica di due vini “foresti” e due vini aziendali.

Il prossimo appuntamento è previsto venerdì 22 aprile alle ore 17.15 presso l’Azienda “A Mi Manera” di Toni Bigai a Lison di Portogruaro (Ve). La lezione sarà in vigneto e tenuta da un tecnico esperto per parlare di qualità in vigna: dalla scelta della cultivar al clone al portainnesto, il sesto di impianto, i diversi sistemi allevamento, le potature verdi e secche.

Corso sul vino e la vitivinicoltura Argav-Unaga Fis Veneto, conclusa in Valpolicella la prima edizione

Corso ArgavUnagaFis Speri(di Omar Bison) Non poteva concludersi in modo migliore il corso sul vino e la vitivinicoltura specifico per comunicatori e giornalisti e promosso da Argav – Unaga, associazione regionale e nazionale di rappresentanza dei giornalisti dell’agroalimentare e FIS Veneto. Il quarto appuntamento, all’altezza dei precedenti (Piccinin, Maculan, Cecchetto) ci ha visti impegnati nel cuore della Valpolicella, da Speri,  una delle famiglie storiche dell’Amarone.

Speri AmaroneRèsumè delle lezioni precendenti. Guidati da Giampaolo Speri e da Raul D’Alessandro, presidente FIS Veneto, insieme ai sommelier Nicola Campanini e Paola Dallemulle, la didattica si è svolta tra la barricaia e la sala accoglienza – degustazione. Gli argomenti hanno spaziato dai tempi e la tipologia di appassimento all’utilizzo delle botti più o meno grandi per un prodotto di qualità assoluta e costante negli anni fino alle tecniche di servizio, temperatura adeguata, tipologie di bicchieri e bottiglie, i tappi e i difetti del vino. Un rèsumè delle lezioni precendenti dove i corsisti hanno abbracciato gli elementi base di enologia e viticoltura, le tipologie di vini (spumanti, passiti, liquorosi…), le tecniche e le terminologie per una corretta degustazione  e servizio. ”I grappoli migliori vengono accuratamente selezionati a mano e disposti sulle tradizionali “arele” (graticci) o in plateaux di plastica – sottolinea Giampaolo Sperie vengono lasciati riposare per 120 giorni circa nei fruttai arieggiati e in condizioni di umidità controllata. Il tutto avviene in modo naturale durante il periodo invernale. La bassa temperatura risulta fondamentale per aumentare la concentrazione, lasciando inalterate le caratteristiche indigene e aromatiche dei nostri vitigni autoctoni. Si perde così il 40% circa di umidità, con una conseguente concentrazione di zuccheri, sostanze e tannini,  la base per un grande vino” .

20160212_210637Amarone e Recioto Speri godono di un’ottima reputazione:  vengono prodotti solo nelle migliori annate ed esclusivamente da uve accuratamente selezionate nei vigneti di proprietà più prestigiosi. “Naturalmente – sostiene Speri –  essendo un procedimento molto delicato, per avere risultati eccellenti è necessario raccogliere uve perfettamente sane e forti: l’andamento stagionale dell’annata, la posizione del vigneto e la selezione dei migliori grappoli sono fattori determinanti sulla buona riuscita di questi vini”. Una questione, quella dell’ortodossia produttiva a salvaguardia della qualità assoluta dell’Amarone riconosciuta nel mondo e da riproporre nei decenni a venire, oggetto di analisi e confronti continui e serrati e di stretta attualità tra le aziende e le istituzioni.  La degustazione didattica, per quanto riguarda i vini aziendali, è stata a base Amarone della Valpolicella DOCG Classico Vigneto Sant’Urbano annata 2011, di gran stoffa, struttura e di altrettanto grande prospettiva. Giovane di indiscutibile qualità,  talentuoso, ancora lontano da una maturità come sempre chiamata ad arrotondare ancora di più le peculiarità organolettiche di questo vino.

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da sx Giampaolo Speri, Fabrizio Stelluto, Raul D’Alessandro

Per concludere la Famiglia Speri ci ha concesso un grande privilegio. La stappatura e la degustazione quasi mistica di un Amarone del 1988. Ancora vivo nel colore e di assoluta complessità e  qualità olfattiva e gustativa. Uno spettro amplissimo di sentori, di profumi apertisi poi col passare dei minuti in una sinfonia  armoniosa e di assoluta piacevolezza. Sul finire della serata i saluti e i ringraziamenti reciproci tra Argav – Unaga e FIS Veneto con la convinzione di aver dato vita ad un percorso da analizzare ma interessante. Certamente formativo. E sicuramente da replicare, in linea con il protocollo d’intesa sottoscritto nel 2015, in misura ancora più calibrata e funzionale ad una conoscenza e descrizione del comparto piena e approfondita. Lo scambio di doni tra i presidenti delle Associazioni e Giampaolo Speri a suggello della giornata. “Siamo grati a FIS Veneto per l’alto contenuto delle lezioni e la qualità dei relatori messi a disposizione – sostengono Mimmo Vita e Fabrizio Stellutoe certamente ringraziamo le aziende vitivinicole per l’ospitalità e l’abnegazione nel lavoro che mostrano e raccontano con cura e disponibilità”.

Il corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura FIS-Argav scopre gli “acini nobili” di Maculan

Soci Argav Maculan(di Omar Bison) Venerdì 13 novembre scorso, a Breganze (Vi), ospiti dell’Azienda vitivinicola Maculan, si è svolta la seconda “lezione” del corso base per giornalisti/comunicatori del vino, promosso in collaborazione da ARGAV, UNAGA e FIS Veneto (Fondazione Italiana Sommelier).

“Acini Nobili”. E’ stata l’occasione per apprendere nozioni interessanti sotto la guida attenta di Mariucia Pelosato e per degustare vini importanti, caratteristici, diversi ma tutti dotati di grande personalità: Gewurtztraminer dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige; Five Roses (rosato cerasuolo, novanta per cento negro amaro e dieci per cento malvasia nera) dell’Azienda Leone De Castris; il Principe di casa Maculan: gli “Acini Nobili” di uva vespaiola. Un passito di nicchia, quest’ultimo, che supera i duecento grammi litro di residuo zuccherino, gran corpo, struttura e persistenza aromatica; che conosce un percorso cadenzato e funzionale di affinamento e che soprattutto risulta equilibrato, per la tipologia, non scadendo nello stucchevole. Nell’eccesso di “sciropposità”.Se la vespaiola è il biglietto da visita di Breganze e di Maculan, di colline vulcaniche e tufacee in grado di conferire ai vini imprintig distintivi, Acini Nobili è il Top di gamma. Dalle stesse uve appassite da cui si ricava il Torcolato, gli acini attaccati da Botritys Cinerea, la cosiddetta muffa nobile responsabile di morbidezza e rotondità gustativa, vengono scelti uno ad uno per diventare “Acini Nobili”.

L’evoluzione nel Dna aziendale. La visita in azienda è poi proseguita con Angela Maculan, figlia di Fausto, l’artefice del miracolo Maculan, subentrato in azienda al padre sin dagli anni settanta del secolo scorso. Curioso, sperimentatore, innovatore in un azienda specializzata nella vinificazione, nelle pratiche di cantina, priva, allora, di un ettaro di vigneto. Oggi gli ettari di proprietà sono 50, ed esporta in ben 19 paesi nel mondo. Tolti il Tai (l’ex Tocai, Rosso in questa zona) e la Vespaiola, i vitigni lavorati sono i classici internazionali, in purezza o blend, nel caso del Brentino (cabernet sauvignon e Merlot), bordolese. Il prossimo appuntamento del corso Argav – FIS a Gennaio presso l’Azienda Speri Viticoltori di Pedemonte (Vr).

Corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura Argav-FIS Veneto, prima tappa alle “Carline” di Lison Pramaggiore (Ve)

Corso FIS ARGAV Le Carline

Soci Argav in visita a Le Carline

(di Gian Omar Bison) L’Italia delle tante eccellenze agroalimentari ha nel vino la migliore espressione del “made in Italy” di qualità certificata e riconosciuta per grandissima parte. Dalle DOP fino al vino biologico, i produttori nazionali legano alle peculiarità dei nostri climi, alle vocazioni dei territori e dei sistemi di allevamento delle uve e di produzione dei vini codificati e controllati, per raggiungere nei vini qualità e finezza di livello internazionale.

Nel veneziano, la prima tappa del corso. Nel Veneto, che in questo fa la parte del leone, due settimane fa siamo andati a conoscere come ArgavUnaga l’azienda vitivinicola Le Carline, di Daniele Piccinin e famiglia,  a Pramaggiore (Ve). Occasione data dal corso di avvicinamento al vino e alla vitivinicoltura promosso dall’Argav insieme con FIS Veneto (Fondazione Italiana Sommelier), associazioni che su questo hanno costruito un protocollo d’intesa.

Un’azienda vitivinicola specializzata in vino bio, ma anche vini per vegani e vegetariani. Alle Carline gli argomenti sono spaziati dalla viticoltura, all’economia, all’export, oltre al biologico. Che non è solo una filosofia produttiva specifica, astratta, basata su convinzioni che vanno dalla presunta maggiore salubrità del prodotto finito o maggiore rispetto dell’ambiente. Allevare uve e produrre vino biologico seguendo le prescrizioni del Regolamento europeo 203/2012, potendosi per questo fregiare del marchio “vino biologico”, significa rivolgersi ad una fetta specifica di consumatori di vino nel mondo. Un target mirato, che esiste da anni e che ha la pretesa di brindare con prodotti esclusivi e caratteristici, anche da un punto di vista organolettico. Le Carline, dal 1988, sotto la guida di Daniele, con la moglie Diana e i due figli, seguendo la tradizione del padre Aurelio, produce 4000 quintali circa di uve biologiche, per vini tutti certificati ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale); inoltre, vinifica bottiglie per vegani e vegetariani. Tutto codificato da specifici disciplinari di produzione, controlli compresi.

Siamo in una terra di mezzo, nel Veneto Orientale,  al centro dell’area DOC Lison–Pramaggiore, Doc Venezia e Lison DOCG tra Venezia, Treviso e Pordenone.  “Coltivare biologico – puntualizza Daniele Piccininsignifica secondo noi non sfruttare le piante e il terreno per ottenere uve di ottima qualità, ricche di aromi intensi, vinificate in azienda con la convinzione di ottenere un prodotto finale eccellente e salubre. Inoltre abbiamo voluto intraprendere la strada della produzione di vini senza l’aggiunta di solfiti, ne di altri coadiuvanti enologici”. E poi percorsi di certificazione specifici richiesti per l’esportazione mirata in Paesi come il Canada, la Cina e gli Stati Uniti. Principi generali quelli sposati alle “Carline”che poi si ritrovano, ad esempio, nelle tecniche di appassimento del Dogale, Verduzzo Friulano pluridecorato anche recentemente al Concorso della Città del Vino, che matura in appassitoio, naturalmente, secondo le condizioni climatiche. Ma vale anche, ovviamente, per le lavorazioni in vigna, dalle attenzioni prestate alla potatura verde al non utilizzo di anticrittogamici o insetticidi di sintesi. Da tutto questo sono nati tra gli altri, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Cabernet, il Bianco ed il  Merlot.

Prossima tappa del corso FIS-ARGAV nel vicentino. Il secondo appuntamento del corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura è in programma il 13 novembre all’azienda Maculan di Breganze (Vi).

Approda anche in Veneto la Fondazione Italiana Sommelier

FIS Veneto

Presentazione Fis Veneto, da sx Raul D’Alessandro (presidente Fis Veneto), Franco Maria Ricci (presidente Fis), Mariucia Pelosato (vice presidente Fis Veneto)

Sempre più diversificato il mondo del vino e dell’enogastronomia, che acquista un’altra autorevole voce. Insieme alla storica AIS e alla più recente Fisar, è nata FIS, approdata ora anche in Veneto.

Presentazione FIS Veneto

Presentazione Fis Veneto, pubblico

A guidare la compagine veneta, il presidente Raul D’Alessandro insieme alla vicepresidente Mariucia Pelosato. “Iniziamo questa nuova avventura in Veneto – hanno affermato Raul D’Alessandro e Mariucia Pelosato – in un momento in cui l’interesse nei confronti del vino e della grande varietà enogastronomica italiana sta conoscendo un vero e proprio secondo Rinascimento. Saper comunicare e promuovere le eccellenze tipiche del paese, valorizzando il fondamentale rapporto con i territori e le culture da cui nascono, è la nostra missione principale per contribuire a formare un pubblico sempre più consapevole e anche professionisti capaci di raccontare e promuovere questo grandissimo patrimonio italiano su scala nazionale e internazionale”.

Fonte: Fis Veneto