• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Cura dei luoghi e cultura del paesaggio e del giardino, al via le borse di studio per un percorso di ricerca, scadenza il 29 agosto

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino a venerdì 29 agosto 2025 alle ore 12 per partecipare al bando per le borse di studio sul paesaggio istituite annualmente dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, per sostenere giovani laureati desiderosi di intraprendere un percorso di ricerca nel campo della cultura del paesaggio e del giardino, e della cura dei luoghi.

Le borse di studio sono indirizzate a tre aree tematiche che corrispondono al profilo culturale e al campo operativo di tre figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione: Sven-Ingvar Andersson (Progetto di paesaggio), Rosario Assunto (Teorie e politiche per il paesaggio) e Ippolito Pizzetti (Natura e giardino).

L’undicesima edizione, 2025/2026, prevede l’attivazione di due borse di studio residenziali e semestrali (15 gennaio 2026-15 luglio 2026), ognuna corrispondente a una delle tre aree tematiche, a scelta del candidato. Saranno privilegiate proposte dai contenuti originali, innovativi e coerenti con l’indirizzo scientifico della Fondazione.

Il valore di ciascuna borsa è fissato in euro 10.000,00 (lordi).  Le borse sono destinate a laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri, che non abbiano compiuto i 40 anni alla data del 31 agosto 2025. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprano un impiego pubblico o privato e svolgano una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito http://www.fbsr.it

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche

15, 20 e 22 settembre, a Treviso si tiene “Vite da animali”, ciclo di incontri dedicato alla cultura del giardino nel mondo contemporaneo

Onobrychis viciifolia visitata da Apis mellifera

“Vite da animali” è il tema della nuova edizione di Naturale inclinazione, il ciclo di incontri dedicato alla cultura del giardino nel mondo contemporaneo, organizzato venerdì 15, mercoledì 20 e venerdì 22 settembre dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Simonetta Zanon (coordinatrice area progetti paesaggio), e ispirato alla figura del paesaggista Ippolito Pizzetti (1926-2007). Racconta Simonetta Zanon: «Naturale inclinazione 2023 si propone nuovamente come occasione di riflessione sulla crisi ambientale globale del nostro pianeta e sull’urgenza di costruire nuovi modelli di convivenza e interazione tra tutte le forme di vita del pianeta. Dal mondo del giardino, spazio utopico e reale delle alleanze e della resistenza etica ed estetica, biologica e sociale, habitat per sua natura accogliente di tutti gli esseri viventi e luogo incantato della mescolanza di specie, arriva un messaggio potente che invita a ritrovare e ricucire le relazioni spezzate dall’atteggiamento individualista della nostra specie, artefice e vittima nello stesso tempo di quella che è stata definita una vera e propria “trappola antropocentrica”.

...Una narrazione diffusa dell’Antropocene molto spesso deprimente. Dobbiamo abitare la Terra in un altro modo, guardando a tutti i viventi, compresi noi stessi, con una prospettiva diversa che illumini le interdipendenze spostando l’attenzione dai soggetti alle relazioni, con punti di vista aggiornati per contaminare il nostro sguardo con quello degli altri esseri viventi e riavvicinarci al sentire delle altre specie. Di questo si parlerà nei tre appuntamenti (+ uno) in programma, affidati come sempre a racconti e linguaggi diversi, che possono aiutare a ripensarci attraverso il giardino e a rinfocolare la nostra immaginazione, che appare offuscata da una narrazione diffusa dell’Antropocene molto spesso deprimente. Per ragionare invece, appassionatamente, ciascuno per la propria parte, sulla necessaria svolta, radicale e rivoluzionaria, di pensiero e azione, che davvero non è più rinviabile, per la Terra e (tutti) i suoi abitanti».

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. L’incontro in programma venerdì 15 settembre, Gli animali di Calvino, si svolgerà nel giardino della Fondazione (via Cornarotta 7-9, Treviso) oppure, in caso di maltempo, nell’auditorium di Palazzo Bomben (via Cornarotta 7, Treviso), dove si svolgeranno anche gli altri appuntamenti. Per gli architetti che presenzieranno agli incontri, è previsto il rilascio di crediti formativi da parte dell’Ordine professionale. Ulteriori info: https://www.fbsr.it

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche, immagine in alto Prati di città per api e altri insetti, Berlino, fotografia di Elena Antoniolli

Borse di studio sul paesaggio, aperto il bando dell’ edizione 2022/2023 rivolto a laureati e post laureati, domande entro mercoledì 31 agosto 2022 

paesaggio Val di ZoldoLaureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino alle ore 12 di mercoledì 31 agosto 2022 per partecipare al bando della ottava edizione delle Borse di studio sul paesaggio, istituite dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e orientate a un lavoro di ricerca su tematiche legate ai suoi programmi culturali. L’obiettivo è garantire, nella propria sede e valorizzando i propri strumenti, una maggiore circolazione di idee, un vivace scambio di contributi, su linee innovative da declinare sia sul piano internazionale che su quello dei rapporti con realtà locali.

Le borse di studio sono indirizzate a tre aree tematiche che corrispondono al profilo culturale e al campo operativo di tre figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione: Sven-Ingvar Andersson (Progetto di paesaggio), Rosario Assunto (Teorie e politiche per il paesaggio) e Ippolito Pizzetti (Natura e giardino). L’ottava edizione 2022/2023 prevede l’attivazione di due borse di studio semestrali, ognuna corrispondente a una delle tre aree tematiche, a scelta del candidato. Saranno privilegiate proposte dai contenuti originali, innovativi e coerenti con l’indirizzo scientifico della Fondazione. I candidati possono presentare, individualmente, un solo progetto di ricerca. La durata delle borse di studio, residenziali e non prorogabili, è di sei mesi, dal 15 gennaio 2023 al 15 luglio 2023. Il valore di ciascuna borsa è fissato in euro 10.000,00 (lordi). Possono candidarsi laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri, che non abbiano compiuto i 40 anni alla data del 31 agosto 2022. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprano un impiego pubblico o privato e svolgano una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito www.fbsr.it. La domanda, con i vari allegati, dovrà essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo paesaggio@fbsr.it. I risultati della selezione delle candidature, insindacabili, saranno resi noti entro il 31 ottobre 2022 mediante pubblicazione nel sito http://www.fbsr.it e successiva comunicazione via e-mail ai selezionati.

Fonte: Servizio stampa Fbsr

Il Premio Carlo Scarpa 2022 va al Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese

10b_Odious-tunnel-8

Al Natur-Park Schöneberger Südgelände e al formarsi di una “natura urbana berlinese” che esso rappresenta viene dedicata la trentaduesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, istituito e organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche dal 1990. Le ricerche e le attività del Premio, rivolte annualmente a un luogo ritenuto particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione, hanno messo al centro dell’edizione 2022 questo grande parco pubblico, situato nella parte sud-est del quartiere di Schöneberg, aperto ufficialmente per la prima volta nel 1999 ma con una storia molto più lunga: il parco è frutto del lungo periodo di abbandono di un’immensa area ferroviaria e del successivo riconoscimento del luogo come espressione di una “natura urbana berlinese”, punto d’incontro tra le aspirazioni degli abitanti, la cultura contemporanea del paesaggio e l’affermazione di una profonda attenzione ecologica per la città.

Si tratta di un grande spazio pubblico che ha contribuito a rinnovare la concezione di parco urbano, caratterizzato dalla commistione di strutture ferroviarie abbandonate, grandi estensioni di vegetazione, che in gran parte si è deciso di assecondare nella sua crescita spontaneainterventi artistici che ne accompagnano la visita e il godimento, sottolineando il dialogo tra i segni della presenza umana e il divenire della natura. I principali momenti pubblici del Premio Carlo Scarpa 2022 si svolgeranno nel mese di maggio: venerdì 13 maggio alle 18 sarà aperta negli spazi Bomben di Treviso la mostra dedicata al Natur-Park Schöneberger Südgelände, nel cui contesto sarà anche proiettato il film documentario sul luogo, prodotto dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e diretto dal regista Davide Gambino, e sarà disponibile, in italiano e in inglese, il volume collettivo Natur-Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese, a cura di Patrizia Boschiero, Thilo Folkerts, Luigi Latini (coedizione Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga, Treviso 2022). La mostra sarà aperta fino a domenica 31 luglio. Sabato 14 maggio, dalle 9.30 alle 13.30, si terrà nell’auditorium della Fondazione Benetton a Treviso un convegno pubblico internazionale dedicato al luogo e ai temi di questa edizione del Premio. Alle ore 17 di sabato 14 maggio si terrà, nel Teatro Comunale di Treviso, la cerimonia pubblica con la consegna del sigillo simbolo del Premio.

Foto in alto: tunnel in acciaio realizzato da Odious nell’ambito dei diversi percorsi che attraversano il Natur-Park Schöneberger Südgelände. Fotografia di Marco Zanin, Fabrica, per Fondazione Benetton Studi Ricerche, ottobre 2021.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studio Ricerche

Mercoledì 22 settembre, ore 17, con il seminario web su ricerche e sperimentazioni per la coesistenza di specie, si concludono gli incontri sul giardino “Naturale inclinazione”

Transhumance_EPINAY

Mercoledì 22 settembre alle ore 17, con un seminario su ricerche e sperimentazioni per la coesistenza di specie, proposto sulla piattaforma Zoom, si conclude il ciclo di incontri sul giardino Naturale inclinazione, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e ispirato alla figura del paesaggista Ippolito Pizzetti (1926-2007), maestro indimenticabile e costante punto di riferimento del lavoro della Fondazione.

«Naturale inclinazione 2021», spiega la curatrice Simonetta Zanon, «è dedicato al tema “Insieme. Per un abitare poetico del nostro pianeta” e propone una discussione aperta sull’opportunità di immaginare nuovi modelli di coesistenza degli esseri viventi nel nostro pianeta, possibili solo con la rinuncia definitiva al punto di vista esclusivamente antropocentrico di quella che appare una sempre più “fragile umanità”. Se solo vent’anni fa la Convenzione Europea del Paesaggio apriva finalmente la stagione del paesaggio delle persone e delle comunità, ricollocate al centro di una scena che non richiede più di essere contemplata ma deve essere vissuta consapevolmente, oggi appare necessaria un’altra svolta altrettanto radicale, di pensiero e azione, teorie e pratiche, questa volta nella direzione del superamento dei confini delle specie. Pensare diversamente le relazioni tra gli esseri viventi per condividere la Terra con tutte le forme di vita che la abitano comporta la necessità di rinnovare anche la nostra idea di progetto per un ambiente che non può più essere pensato esclusivamente come umano né, tanto meno, fondarsi su una dialettica, quella uomo-natura, rivelatasi in tutta la sua debolezza. Si tratterebbe, come hanno detto in molti, di abitare poeticamente la Terra e per farlo, affidandoci ancora una volta all’eredità culturale di Ippolito Pizzetti, possiamo partire dal giardino, l’habitat naturale e accogliente di tutti gli esseri viventi; lo spazio utopico e reale delle alleanze e della resistenza estetica, biologica, sociale; il luogo incantato della mescolanza di specie dove anche noi umani possiamo trovare il nostro posto al mondo».

Il seminario Work in progress. Il link per l’iscrizione e i materiali di approfondimento dell’appuntamento web è reperibile nel sito www.fbsr.it. Il seminario coinvolgerà Lucina Caravaggi, professore ordinario di Architettura del Paesaggio, Facoltà di Architettura di Sapienza Università di Roma; Lorenza Gasparella, paesaggista, assegnista di ricerca presso l’Università Iuav di Venezia; Azzurra Muzzonigro, architetto, ricercatrice urbana indipendente, co-fondatrice della piattaforma di ricerca multidisciplinare Waiting Posthuman Studio. Coordina Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche. «I paesaggisti hanno in comune uno sguardo capace di osservare le specie viventi come compagne di strada del progetto e non come banali “strumenti”. Fino a qualche anno fa questa centralità era difficile da affermare, e i paesaggisti sono stati considerati soggetti marginali, esponenti di un mondo soft, separato dalle dinamiche reali. Il progetto di paesaggio invece, lungi dall’essere accessorio e decorativo, è un progetto duro, e necessario, oggi più che mai» afferma Lucina CaravaggiLorenza Gasparella rifletterà sulle relazioni che l’uomo ha sviluppato nel corso dei secoli con gli altri animali: «“cattura”, “domesticazione”, “allevamento”, “esposizione”, “addestramento”, “alleanza”, “lotta”. Alcune di queste si rispecchiano, più di altre, in architetture e luoghi, diffusi anche oltre il muro del giardino, che, in modo più o meno intenzionale, rappresentano gli indizi di un pensiero progettuale costruito sulla profonda conoscenza “dell’altro da sé”, che diventa corteggiamento, ricerca, simbiosi. In alcuni casi si sviluppano su un sottile equilibrio tra indipendenza e dipendenza che supera le nozioni di “selvatico” e “domestico” (o “addomesticato”) come opposti. Mostrare attraverso alcuni dei luoghi più poetici della coabitazione con gli altri animali come gli esseri umani e gli animali non umani si relazionano all’ambiente in cui operano mette in evidenza come la trasformazione dei luoghi, la produzione di paesaggio, la costruzione di significati, la socialità siano co-costruzioni attuate attraverso le attività degli uomini a cui partecipano attivamente anche gli animali non umani».

Come immaginare e progettare città che includano l’altro da noi, lo straniero, il diverso? Come anticipare spazi di vita in continua evoluzione, inclusivi del mondo animale e di quello vegetale? Come creare varchi per la biodiversità che attivino le potenzialità del margine? A partire da queste domande, Azzurra Muzzonigro ha sviluppato diversi cantieri di ricerca sulle sfide della biodiversità urbana, fra animalità, contaminazione, indecisione, e tra questi il progetto Milano Animal City: Visioni per una città non-antropocentrica, con il quale si è indagato come sarebbero gli spazi della città che abitiamo se guardati da un occhio animale – un pipistrello, un ratto, un canarino… Guardare la nostra città con gli occhi delle altre specie animali che la abitano è il fertile slittamento che sta alla base della ricerca ed è un’operazione fondamentale perché, sebbene vada da sé che non potremo mai guardare davvero come guardano un pipistrello, un ratto, un canarino, tuttavia sforzarsi di farlo significa innanzi tutto ammettere che il nostro non è che uno fra gli sguardi possibili ma non l’unico.Per gli iscritti all’Albo degli Architetti sono previsti crediti formativi professionali. Foto sopra: transumanza nella periferia parigina guidata dal collettivo paesaggistico Les Bergers urbaines © P. Frileux, 2017, Épinay-sur-Seine.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi e Ricerche

Alle 18 a Treviso seminario pubblico sulla gestione degli alberi e sullo sviluppo della foresta urbana

Oggi, mercoledì 5 febbraio 2020, alle ore 18, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Treviso, in collaborazione con la Fondazione Benetton Studi Ricerche, propone, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, un seminario pubblico sul tema della gestione degli alberi e dello sviluppo della foresta urbana, a partire da alcune esperienze attuate nel Nord Europa.

L’evento, aperto a cittadini, tecnici e operatori coinvolti nella gestione degli alberi in città, è organizzato in occasione dei lavori a Treviso, in Fondazione Benetton, sino al 7 febbraio, del gruppo di lavoro internazionale TeSTTechnical Standards in Tree Work, progetto co-finanziato dall’Unione Europea mediante il Programma Erasmus+, e finalizzato all’innalzamento degli standard di lavoro in arboricoltura e al miglioramento della gestione del verde in città. Interverranno: Paolo Pietrobon, dottore forestale, Qualificare la gestione degli alberi europei. Il Progetto Erasmus+ TeST – Tree Standards in Tree Work; Jaroslav Kolařík, ingegnere forestale, con la relazione Experience with Arboricultural standards in the Czech Republic che illustrerà la positiva esperienza nello sviluppo di standard tecnici nella Repubblica Ceca, che ha consentito di innalzare la qualità della gestione degli alberi in ambiente urbano e la conservazione di alberi di pregio anche quale risposta ai cambiamenti climatici; Tom Joye, ingegnere forestale, che, nel suo intervento Tree management in Belgium, condividerà le migliori esperienze affinate nel suo paese, con una particolare attenzione allo sviluppo e alla conservazione di suoli adeguati alla vita degli alberi urbani e alla cura degli alberi monumentali.

Il gruppo di lavoro internazionale, coordinato dalla ceca Arboristica Akademie e dall’European Arboricultural Council, vede la partecipazione di undici partner provenienti da Germania, Belgio, Olanda, Spagna, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lettonia, Lituania e Croazia, e al termine del soggiorno trevigiano procederà a licenziare la bozza definitiva dell’ETPS – European Tree Pruning Standard, documento tecnico che negli auspici diverrà lo standard comune nella gestione degli alberi in città per tutti i paesi partecipanti. Il contributo italiano al progetto vede l’impegno dei dottori forestali Paolo Pietrobon – che è anche presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Treviso – e Anna Barp, entrambi soci della Società Italiana di Arboricoltura e consulenti esperti di numerose pubbliche amministrazioni in materia di verde urbano.

La gestione degli alberi e lo sviluppo della foresta urbana costituiscono uno degli strumenti per la mitigazione climatica alla scala locale e rientrano tra gli strumenti inseriti dalle Nazioni Unite nell’Obiettivo 11 (rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili) dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

Ingresso libero. Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. Per la partecipazione al seminario, saranno riconosciuti i crediti formativi ai Dottori  Agronomi e Dottori Forestali iscritti all’Ordine professionale. Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121, www.fbsr.it

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche

13 maggio-3 luglio 2016, a Treviso una mostra sui meli selvatici kazaki del Tien Shan, premio Carlo Scarpa per il Giardino 2016

01_Malus-sieversii-in-primavera-2Oggi, venerdì 13 maggio alle ore 18, apre al pubblico, negli spazi Bomben di Treviso, la mostra documentaria e fotografica dedicata a Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan, luogo designato dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2016, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche.

Aperta fino a domenica 3 luglio, l’’esposizione sarà inaugurata con un incontro pubblico con musiche “dalle antiche vie della seta”, con Siamak Guran (liuti orientali e voce) e Pino Petraccia (percussioni); letture di Isabella Panfido. La mostra, realizzata dalla Fondazione Benetton, prende avvio dai contenuti che presentano in sintesi le finalità e l’’organizzazione del Premio Carlo Scarpa, con un primo sguardo agli aspetti peculiari del luogo, caratterizzato dalla straordinaria presenza del melo selvatico, così come ci appare dal risultato di campagne fotografiche svolte dall’’associazione Alma – e in particolare da Catherine Peix,  dal 2010 impegnata per sensibilizzare il governo kazako e la comunità internazionale, per diffondere la conoscenza e preservare le foreste dei meli selvatici.

Una seconda sezione descrive il contesto storico e geografico del luogo designato rispetto all’’Asia Centrale, e i legami che in passato sono esistiti con i flussi commerciali, politici e culturali delle antiche vie della seta. A questo si affianca la descrizione delle foreste, nella loro collocazione geografica e ambientale rispetto al sistema montuoso del sud-est kazako.
Vengono in particolare descritti i caratteri della specie Malus sieversii che caratterizza queste formazioni, per ripercorrere la storia della sua scoperta e le vicende che accompagnano il rapporto tra il regime sovietico e la ricerca scientifica nel campo genetico e biologico, con una speciale attenzione alla vicenda umana e scientifica di Aymak Djangaliev (1913-2009), che tra il 1930 e il 1990 si è dedicato per primo allo studio della popolazione kazaka di Malus sieversii e alla sua salvaguardia.

Una terza sezione si sofferma sulla storia e il lavoro portato avanti dall’’associazione Alma. Viene qui proiettato continuativamente il film documentario di Catherine Peix Les origines de la pomme ou “Le jardin d’Eden retrouvé”/Le origini della mela ovvero “il giardino dell’Eden ritrovato”, messo a disposizione dalla regista e dal produttore Kri-Kor Films-Seppia-arte-fr3 (2010) in un’’apposita nuova edizione in lingua italiana della durata di circa 30 minuti; il film sarà proiettato anche presso il Teatro Comunale di Treviso sabato 14 maggio alle ore 17 in apertura della cerimonia di consegna del Premio.

Nella quarta sezione la mostra illustra le vicende storiche e agronomiche che accompagnano in tempi più recenti la coltivazione del melo in diverse realtà italiane ed europee. Le riflessioni si estendono a temi come la conoscenza e la salvaguardia delle coltivazioni tradizionali, la moderna frutticoltura e i problemi ambientali ed ecologici a essa connessi; lo sguardo, infine, sulle attuali condizioni del luogo d’’origine dei meli, in particolare sulla collocazione geopolitica del Kazakistan, al centro di flussi per i quali è possibile parlare di vie della seta in un’’accezione contemporanea. In questa sezione sarà disponibile anche la bibliografia raccolta in relazione alle ricerche svolte e un video-diario del viaggio di studio in Kazakistan e Uzbekistan, realizzato con la Fondazione dal regista Davide Gambino. I contenuti della mostra nascono da quelli della pubblicazione Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, XXVII edizione, a cura di Giuseppe Barbera, Patrizia Boschiero, Luigi Latini, con Catherine Peix, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Treviso 2016. Il progetto di allestimento, la grafica e la realizzazione dei pannelli sono a cura di Anna Costa.

La mostra in pratica. Inaugurazione pubblica venerdì 13 maggio alle ore 18, aperta da sabato 14 maggio a domenica 3 luglio 2016 da martedì a venerdì ore 15-20, sabato e domenica ore 10-20 spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso ingresso libero. Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it.

Fonte: Servizio Stampa Fbsr