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Domenica 9 agosto, al Giardino Botanico Alpino in Cansiglio c’è “l’erborista dell’anima”

(di Toio de Savorgnani, premio Argav 2016) Quella del 9 agosto sarà una domenica intensa al Giardino Botanico Alpino “G. Lorenzoni” del Cansiglio, gestito da Veneto Agricoltura. Al mattino, dalle 10.30, sarà presente, infatti, Carlo Signorini, definito “l’erborista dell’anima“, che abita in un piccolo paese della Val di Fiemme, in Trentino.

Barba e capelli lunghi ed immacolati, parla pacatamente e semplicemente, da vecchio saggio della Montagna, si definisce un alchimista poiché crede nel potere di guarigione della natura e delle piante in particolare, che vanno studiate e capite, non solo da un punto di vista scientifico, ma anche e soprattutto affettivamente ed emotivamente, come si trattasse di persone vicine, quasi di famigliari. Signorini ricorda continuamente che l’umanità deve, se vuole sopravvivere, reimparare a vivere semplicemente e con rispetto, consumando meno, inquinando il meno possibile. La sua è un’alchimia elementare ma profonda, semplice ma non banale, ci mette davanti alle nostre responsabilità e ai nostri doveri. La Vita è una sola, che si esprime in innumerevoli forme, ma che è sottesa da un unico principio e dal nostro dovere, sono parole sue, “…di conservare il Divino Giardino che è la Terra” e che l’Umano deve capire la sottile differenza tra “far parte della Natura” ed essere invece Natura a tutti gli effetti, cioè non possiamo scegliere o allontanarci quando non ci piace più o quando ci sentiamo in pericolo, ma nel bene e nel male noi siamo Natura, senza possibilità di scelta. La Vita è intelligente, quindi tutte le sue forme lo sono, anche le creature vegetali.

Domenica mattina in Cansiglio si parlerà quindi di intelligenza delle piante e della necessità che, come in tutte le culture di un tempo, si riscopra questo mondo complesso, presente sulla Terra da ben prima di noi, un mondo di creature evolute e che hanno plasmato la superficie del pianeta, rendendolo vivibile alle forma di Vita determinatesi dopo quelle vegetali. Signorini ci invita a riavvicinarci agli alberi, esseri antichi a cui dobbiamo molto, ma ce lo dimentichiamo sempre. Chi ci da l’ossigeno che respiriamo, chi ci fornisce molte sostanze per guarire, chi ci dona se stesso per darci il legno, preziosa materia, prima che fonte di arricchimento e di utilizzo indiscriminato. La Vita non è un prodotto industriale e non è replicabile all’infinito, sopravviveremo solo se saremo in grado di trasformare questa affermazione, in apparenza banale e scontata e anche troppo ripetuta, nel nostro modo di vivere, da qui in poi.

Nel pomeriggio dalle 16.30, il prof. Valentino Casolo dell’Università di Udine parlerà dell’effetto dei cambiamenti climatici sulla flora alpina, costretta per sopravvivere ad adattarsi alle nuove situazioni climatiche che si sono determinate nelle ultime decine di anni anche in alta Montagna.

Sabato 10 agosto 2019, in Cansiglio si visita il Giardino botanico alpino e s’impara il potere curativo di alcune piante care a Santa Hildegarda

Sabato 10 agosto, alle ore 15, l’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino botanico alpino in Cansiglio, organizza un incontro con l’erborista Carlo Signorini che parlerà dell’eclettica personalità di Santa Hildegarda.

Programma. Dopo alcuni cenni storici dell’epoca (XI sec.), seguiranno una breve storia della Badessa e del suo pensiero, più che mai attuale – visione unitaria del Creato, ricerca della bellezza universale, conoscenza della medicina naturale, pratica dell’alimentazione curativa – ed una personale riflessione di Signorini sull’attuale momento storico, sociale e climatico, una descrizione di alcune “Erbe Sante” ed una breve visita al Giardino botanico. Contributo di partecipazione 10 €, comprensivo del biglietto di entrata al Giardino. L’evento si terrà anche in caso di maltempo in quanto si svolge prevalentemente al coperto.

Il relatore. Carlo Signorini (nato nel 1946), è erborista diplomato all’Università degli Studi di Pisa. Vive in Trentino, in un piccolo paesino della Val di Fiemme. Trascorre la sua vita dedicandosi con passione a piante, erbe e a tutto ciò che esprime natura. La sua scelta di vita è dedicata a coltivare il semplice con l’intento di trasmettere, condividendolo con gli altri, la serenità che infonde ogni luogo quando è lasciato esprimersi nel suo essere selvatico. È studioso di leggende delle Dolomiti e del territorio Trentino, e scrive articoli su alcuni giornali locali. È autore di diverse pubblicazioni.