• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Giuseppe Boscolo Palo riconfermato presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo e Martina Garbin a Fruit Logistica 2023

Giuseppe Boscolo Palo è stato confermato per un quarto mandato presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP. Sarà affiancato da un vicepresidente, il produttore e confezionatore Roberto Pavan, laurea in economia aziendale, amministratore delegato dell’azienda di confezionamento PEF Srl a Sottomarina, presieduta dal fratello Massimo che opera anche nella sede siciliana della società, dove è anche presidente del Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP e vicepresidente del Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP.

Conferme e nuove nomine. Del precedente direttivo confermati Vittorio Agostini, Roberto Boscolo Bacchetto, Michele Boscolo Nale e Claudio Ferro, con l’ingresso due giovani matricole: Alessandro Baldin e Martina Garbin (quest’ultima, nella foto in alto insieme a Giuseppe Boscolo Palo nello stand a Fruit Logistica di Berlino), che sta concludendo gli studi di Economia Aziendale e Management, affiancando il padre Patrizio nella gestione commerciale e di lavorazione del prodotto nello stabilimento in Valgrande a Cavanella.

Nuovo “Risorgimento” dell’ortofrutta veneta. «Questo nuovo Consiglio Direttivo – spiega Giuseppe Boscolo – è chiamato ad operare in un tempo che, dopo le incertezze operative ed economiche causate dalla pandemia, continua ad essere difficile per l’intero comparto orticolo, in special modo per il “Sistema Radicchio” in generale e per quello nella nostra area a Indicazione Geografica Protetta in particolareServe quindi un rinnovato impegno per un nuovo “Risorgimento” dell’ortofrutta veneta,  in sintonia con la Regione Veneto, attraverso un approfondito studio economico con Università di Padova e Veneto Agricoltura per ridefinire il sistema organizzativo del sistema Radicchi IGP del Veneto assieme ai tre Consorzi di tutela: il Treviso, il Verona e il Chioggia. Sono stati già mossi i primi passi nell’ incontro col dott. Alberto Zanol, responsabile della Direzione agroalimentare della regione, dove sono stati affrontati i temi del costo di produzione, della necessità di avere dati precisi su superfici, investimenti e quantità prodotte in Veneto. Sono infatti convinto – conclude il presidente del Consorzio – che la conoscenza produttiva e l’identificazione di quanto costa produrre possa portare ad una più marcata trasparenza nei rapporti commerciali a tutto vantaggio della redditività e quindi della sopravvivenza delle aziende agricole. Se a questo aggiungiamo la differenziazione che proviene dall’IGP, i cui dati produttivi sono in costante crescita, il settore agricolo del nostro territorio potrà tornare ad avere ancora soddisfazioni».

Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Post Covid-19. Chioggia Ortomercato propone alla regione Veneto “un nuovo risorgimento per l’ortofrutta veneta”

Giuseppe Boscolo Palo

I numeri parlano da soli e sono testimoni che la stagione produttiva primaverile per il comparto orticolo clodiense sia stata molto difficile, la peggiore in assoluto. “I soli conferimenti nel nostro Mercato – precisa Giuseppe Boscolo Palo, Ad di Chioggia Ortomercato – non sono esaustivi della quantità prodotta dalle aziende orticole operanti nel territorio perché alcune di esse hanno come riferimento altri mercati oppure vendono direttamente ai commercianti attraverso accordi fissati mesi prima dell’inizio della raccolta. E’ indubbio però che il Mercato orticolo di Brondolo sia riferimento nazionale per i radicchi della tipologia tondo e lungo”.

Covid e non solo. “Le quotazioni registrate – continua Boscolo Palo – sono state impietose, soprattutto per il tondo. Sicuramente l’effetto di chiusura di canali di vendita quali l’Horeca, i mercati rionali e l’export provocati dall’emergenza Covid-19 è stato devastante per quasi tutti gli ortaggi che andavano in produzione, ma noi come altri abbiamo pagato anche per alcuni aspetti strutturali del sistema ortofrutticolo nazionale”. I dati evidenziano nel secondo trimestre (periodo reddituale chiave per il comparto) un calo dei volumi conferiti del 45%, dovuto in gran parte alla distruzione del prodotto sul campo per l’esiguità del prezzo offerto al produttore, e una perdita del 60% sul valore rispetto allo stesso periodo del 2019. Per il lungo, invece, le perdite riferite all’anno precedente sono state più contenute, con una diminuzione del 13% del volume e del 10% sul valore.

2019, anno “horribilis”. “Innanzitutto va tenuto presente – sottolinea Boscolo Palo – che il 2019 è stato definito l’anno horribilis per l’ortofrutta nazionale, nel nostro comparto i prezzi di vendita del radicchio tondo sono scesi sotto il costo di produzione. Per il radicchio lungo i prezzi medi hanno consentito e consentono anche quest’anno di respirare economicamente, ma la nostra produzione del tondo è sempre più in sofferenza a causa della compressione esercitata dal prodotto invernale marchigiano frigoconservato e da quello ferrarese contrattualizzato di maggio”. Stiamo assistendo ad una generalizzazione delle difficoltà di commercializzazione degli ortaggi che aveva investito la nostra area di produzione nella prima fase dell’emergenza Covid-19 con il lockdown e che ora riguarda un po’ tutti i mercati all’ingrosso nazionali.

Le ragioni di questa crisi di mercato sono riconducibili a molteplici fattori tra cui, senza alcun dubbio, la contrazione della capacità di spesa di molte famiglie (nel “ricco” Nord le famiglie povere sono aumentate del 165% col coronavirus, di più che al Centro, +79%, e al Sud, +72%; fonte UEcoop – Unione Europea delle cooperative) ma anche la maggiore propensione delle persone a coltivare orti familiari sia in campo che sul balcone.

Le previsioni per il primo semestre 2021 delle vendite al dettaglio, come riporta uno studio di Iri Liquid Data, fissa un calo del 3,8% in quantità e del 4,2% in valore, previsioni che favoriranno politiche da parte delle Gdo incentrate sulle promozioni a tutto danno dei produttori. E’ dalla lettura di questi indicatori e delle modalità operative fin qui seguite dalla filiera che si rafforza la convinzione che la proposta inviata da Chioggia Ortomercato all’assessore regionale Giuseppe Pan per un “nuovo risorgimento dell’ortofrutta Veneta” possa e debba essere attuata. Per una ripartenza post Covid è obbligatorio intervenire sul rapporto e sulle modalità operative tra gli attori della filiera (produttori, mercati all’ingrosso e alla produzione, GDO e dettaglio specializzato) per un riequilibrio del potere contrattuale e perché ci sia una piena valorizzazione del Made in Veneto nel più ampio contesto del Made in Italy.

Coinvolgere tutti i radicchi Igp veneti. “Tutto questo, per il nostro comparto orticolo, – conclude Boscolo Palo – significa valorizzare l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) del nostro Radicchio, dobbiamo distinguerci nel mercato e comunicarlo. Non mi stancherò mai di dire che l’IGP è l’unico strumento utile per un reale rilancio e una duratura redditività per l’impresa agricola e per il sistema che ci gira attorno. Noi dobbiamo concretizzare un piano strategico regionale innovativo che veda coinvolti tutti i Radicchi IGP Veneti che sono il fiore all’occhiello della nostra Regione. Prova ne sia che su questa linea si sta muovendo la regione Emilia Romagna che per rilanciare la sua ortofrutta sta elaborando un grande progetto che vede la centralità della Pera Igp”.

Radicchio di Chioggia Igp: il «Sì» dell’Europa al nuovo disciplinare

Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp

A dieci anni dal riconoscimento europeo dell’IGP per il Radicchio di Chioggia, il Consorzio ha ottenuto l’adeguamento del disciplinare di produzione all’evoluzione delle modalità di coltivazione e delle esigenze di mercato. E’ stato infatti pubblicato qualche giorno fa sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il Documento Unico che sancisce l’approvazione da parte della Commissione europea delle modifiche proposte dal Consorzio al disciplinare di produzione.

Piccole ma sostanziali modifiche. «E’ stato un lavoro paziente e meticoloso – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo – che abbiamo svolto di concerto con la Regione Veneto, prima, e con il Ministero delle Politiche agricole, poi. Il disciplinare non è stato stravolto, bensì sono state apportate piccole ma sostanziali modifiche che hanno tenuto conto delle esigenze sia dei produttori che degli operatori commerciali. Gli aspetti produttivi riguardano innanzitutto il peso del cespo, che viene fissato tra i 200 e i 600 grammi per entrambe le tipologie, precoce e tardivo; consentendo di proporre un ottimo prodotto adatto alle diverse destinazioni del mercato. Infatti, il consumatore potrà scegliere le pezzature di peso inferiore se è un single o quelle medio-grandi per la famiglia, così come l’industria del lavorato, soprattutto quella della IV gamma, che richiede un prodotto più grande, più pratico da condizionare e con una migliore resa.»

Continua Boscolo Palo: «C’è poi la densità colturale, che ora viene portata a 10-14 piante per metro quadro nella tipologia precoce e 8-12 piante per metro quadro nella tipologia tardivo. Si tiene così conto dello sviluppo e dell’applicazione di nuove tecniche colturali (uso di serre, tunnel, pacciamature, meccanizzazione del trapianto, ecc.), che comportano la possibilità di modificare i sesti d’impianto della cultura, attuando nelle file coltivate una maggiore variabilità nella densità di piante a metro quadrato, in modo da ottenere pezzature di peso e volume decrescenti all’aumentare del sesto d’impianto a seconda della destinazione commerciale del prodotto. Infine, viene adeguata la resa produttiva alle variazioni di peso del cespo e della densità colturale introdotte in questa nuova versione del disciplinare, fissando la quantità massima per ettaro in 35 tonnellate in campo, dopo una prima toelettatura da parte del produttore per eliminare le foglie esterne di colore verde o rosso non uniforme. Poi, con la seconda sfogliatura di rifinitura, che viene effettuata nella successiva fase di confezionamento assieme alla selezione dei cespi più idonei, la resa rapportata a ettaro si può ridurre anche fino ad un 30% del peso iniziale. Per questo, il quantitativo di Radicchio di Chioggia commerciabile col marchio IGP, dopo il passaggio presso il confezionatore, deve rimanere entro le 28 tonnellate rapportate ad ettaro

Prove sperimentali effettuate dall’Università di Padova. «Va precisato – sottolinea il presidente – che, in ogni caso, le caratteristiche organolettiche di sapidità e croccantezza peculiari del Radicchio di Chioggia restano invariate, quando non addirittura esaltate con l’applicazione delle densità e sesti d’impianto fissati col nuovo disciplinare, e ciò è dimostrato dalle specifiche prove sperimentali effettuate dall’Università di Padova e prodotte a supporto della proposta di modifica. Ci sono poi aspetti che interessano peculiarmente la fase di confezionamento e immissione sul mercato. Tra questi, il nuovo disciplinare esplicita che il periodo di commercializzazione del Radicchio di Chioggia IGP va dal 1 aprile al 31 agosto, per la tipologia “precoce”, e dal 1 settembre al 31 marzo, per la tipologia “tardivo”. In tal modo viene coperto l’intero arco dell’anno, senza sovrapposizioni di prodotto del precedente raccolto con il nuovo, al momento dell’immissione al consumo. E’ un chiaro segnale ed una opportunità per la filiera commerciale che potrà così approvvigionare ininterrottamente gli scaffali della distribuzione, fidelizzando il consumatore. Ma la vera novità introdotta per la fase commerciale è l’inclusione delle lavorazioni di IV gamma tra le operazioni di confezionamento. In termini pratici, questo comporta che anche il Radicchio di Chioggia confezionato in buste, tagliato e lavato pronto al consumo, potrà fregiarsi della denominazione ed essere ben riconoscibile grazie al logo circolare “Radicchio Chioggia Igp” con lo scudo a fondo bianco e bordatura gialla e all’interno il leone rampante di colore rosso; inoltre potrà affiancare anche il marchio comunitario azzurro con scritta circolare gialla “Indicazione Geografica Protetta”. Questa inclusione apre notevoli prospettive di mercato, dato che incrementa il servizio abbinato al prodotto, che può essere offerto a consumatori con capacità di spesa medio-alta, disposti ad attribuire un valore monetario all’elemento “tempo”.

Invito ai produttori di certificarsi. «Il nuovo disciplinare potrà essere applicato già dalle produzioni del prossimo autunno-inverno – conclude il presidente Boscolo -, perciò speriamo che questo possa rinfrancare la fiducia dei nostri produttori di radicchio, soprattutto quelli più professionalmente preparati e legati al territorio, dato che, voglio sottolinearlo con forza, resta ferma e consolidata nel disciplinare l’autoproduzione del seme quale caratteristica peculiare per arrivare a produrre Radicchio di Chioggia Igp. Credo sia l’unico modo distintivo per differenziarsi nel mercato, evidenziando la forte identità territoriale del nostro radicchio. Invito quindi gli orticoltori ad attivarsi per la certificazione della produzione e ad entrare nel Consorzio di tutela, che da 10 anni ormai sostiene la promozione del Radicchio di Chioggia Igp. Quindi, sia ai produttori che agli operatori commerciali dico: “Se non ora, quando?”».

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo Palo riconfermato presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp

da sx Giuseppe Boscolo Palo dona all’Ambasciatore italiano a Helsinki Gabriele Altana il tipico “Bragozzo” chioggiotto in occasione della serata di gala con protagonista il radicchio di Chioggia IGP, organizzata nella residenza dell’Ambasciata d’Italia a Helsinki nell’ambito della Terza Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, 22 novembre 2018

Giuseppe Boscolo Palo è stato confermato per la terza volta presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio IGP di Chioggia.

Nel triennio 2019-2021 sarà affiancato anche da un giovane vicepresidente: Mattia Perini, eletto in rappresentanza della Organizzazione Produttori OpoVeneto nel CdA, nel quale l’assemblea consortile ha confermato anche i produttori Vittorio Agostini, Emanuele Baldin, Michele Boscolo Nale, Roberto Boscolo Bacchetto e Claudio Ferro, presidente della Cooperativa CAPO di Conche e Roberto Pavan dell’azienda di confezionamento PEF Srl. «Credo che questo gruppo dirigente sia stato riconfermato – spiega Giuseppe Boscolo – in quanto costituito da persone e organizzazioni fortemente motivate e decise ad agire per l’affermazione sul mercato nazionale ed internazionale del Radicchio di Chioggia Igp. Proseguiremo assieme, caparbiamente, nella sua valorizzazione e diffusione con azioni ancora più stringenti per mantenere viva nei produttori e nell’intero comparto la fiducia nell’investire in questo prodotto espressione del nostro territorio, confidando nel valore aggiunto, in termini di tracciabilità e qualità, espresso nell’area a Indicazione Geografica Protetta. Sarà un lavoro impegnativo, specie in questi tempi difficili per il comparto ortofrutticolo e per l’economia in generale, e soprattutto dovrà riuscire là dove finora l’azione intrapresa dal Consorzio non si è tradotta in una piena affermazione, ossia nell’aumento delle produzioni certificate e in una ancor più marcata identificazione del Radicchio di Chioggia attraverso la sua storia, le sue peculiarità e le caratteristiche che lo rendono unico e irriproducibile».

Tutela e vigilanza. «Le azioni sviluppate in questi anni trascorsi – prosegue il riconfermato presidente – ci hanno fatto conseguire visibilità anche oltre i confini nazionali. Inoltre, il ruolo fondamentale del Consorzio è stato confermato anche dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che proprio nelle scorse settimane (vedi Gazzetta Ufficiale n. 256 del 31/10/2019) ci ha rinnovato anche per il prossimo triennio l’incarico a svolgere le funzioni di tutela del prodotto e vigilanza in collaborazione con l’Ispettorato Centrale di tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari».

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela radicchio di Chioggia Igp

Premio Clodiense dell’anno, tra i candidati il socio Argav Giuseppe Boscolo Palo

Questa sera, venerdì 23 marzo, a Chioggia (VE) sarà designato il vincitore della IV^ edizione del premio “Clodiense dell’anno”, scelto tra una rosa di cinque chioggiotti che si contenderanno il “Leon d’oro”. Tra loro, per la categoria economia, figura il nostro socio Giuseppe Boscolo Palo.

I candidati. Oltre a lui, che a prescindere dal risultato riceverà il diploma di benemerenza, i candidati in lizza sono: Boscolo Federico Bisto (categoria sport, 21 anni, corre con Ducati Panigale 1000r il “Dunlop cup 1000” un trofeo mono-gomma), Boscolo Giuliano Cegion (economia, presidente Associazione Albergatori di Chioggia), Paolo Padoan (cultura, musicologo, presidente Università popolare)) e Roberto Rossi (sociale, presidente comitato “No Gpl”).

Motivazione candidatura. La scelta per l’assegnazione del premio viene fatta tra persone che hanno contribuito a migliorare l’immagine o alla crescita della città distinguendosi per meriti particolari in ambito culturale, sportivo, economico, turistico, professionale o di volontariato. Giuseppe Boscolo Paolo è stato candidato al premio quale presidente del Consorzio di Tutela del radicchio Igp Chioggia, in quanto, nell’ambito della sua attività, tutela e valorizza il prodotto agricolo rappresentativo del territorio, anche attraverso la partecipazione a numerose fiere (in Italia e in Europa) visitate da decine di migliaia di visitatori professionali, oltre che partecipate da espositori provenienti da tutto il mondo. Efficace e produttivo si è rivelato il workshop–educational press organizzato per gli operatori della comunicazione, giornalisti e di blogger, che hanno potuto conoscere meglio la produzione del radicchio di Chioggia IGP.

 

 

A Fieracavalli anche l’agroalimentare veneto. Tra le degustazioni in programma, quella del “Principe Rosso” di Chioggia

Giuseppe Boscolo Palo

Non solo il meglio del mondo equestre, con esibizioni e gare a Fieracavalli di Verona, aperta fino a domenica 29 ottobre con orario 9 – 19, ma anche le eccellenze dell’agroalimentare veneto inserite tra gli eventi di “Respirare il Veneto a cavallo”, con degustazioni di prodotti Dop e Igp abbinati a vini Doc e Docg nello stand della Regione (Pad. 4 E2/F2).

Il prodotto promuove il territorio. Tra questi il radicchio di Chioggia Igp, proposto in degustazione venerdì 27 alle ore 16:00 con il riso del Delta del Po e ostriche rosa della sacca di Scardovari abbinati al vino Merlara Doc. “E’ da alcuni anni ormai che la Regione ci propone di inserire anche il nostro radicchio Igp tra le degustazioni dei prodotti d’eccellenza del Veneto – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – e questo ci riempie d’orgoglio ed è un significativo riconoscimento dell’impegno che mettiamo quotidianamente nella valorizzazione del “Principe” dei nostri orti. E l’inserimento in una manifestazione come Fieracavalli, dove viene proposta anche una fruizione dell’ambiente con approccio turistico ecocompatibile, ci sprona e ci dà ragione su quanto da tempo andiamo dicendo, e cioè che la promozione del radicchio di Chioggia Igp porta anche alla valorizzazione del territorio in cui è coltivato, dalla Laguna fino al Delta del Po”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp

 

A Rimini apre Macfrut (fino al 12 maggio), partecipazione all’insegna di sostenibilità ambientale, tracciabilità, biodiversità e gusto del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Apre oggi Macfrut, fiera internazionale dell’ortofrutta in programma a Rimini fino al 12 maggio e che vede tra i partecipanti, all’interno dello stand OPO Veneto (Padiglione B5 – Stand 35/75), anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp.

Uno stand che evoca il territorio veneto. La partecipazione rientra nel progetto di promozione ed informazione finanziato nell’ambito del Piano di Sviluppo Regionale del Veneto avviato nel 2016 assieme ai Consorzi dell’Insalata di Lusia Igp e dell’Aglio Bianco Polesano Dop. “Siamo all’interno dell’area di Opo Veneto – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia, perché condividiamo assieme le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Lo stand è collocato tra due filari di alberi che vogliono idealmente rappresentare uno scorcio di campagna veneta, per significare dove e come vengono coltivati in nostri ortaggi e la frutta: in un territorio sano, con buone pratiche agricole, che danno prodotti garantiti nel rispetto dell’ambiente.

Sullo sfondo il concetto di biodiversità, sulla quale si basano processi innovativi per un’agricoltura sostenibile che mette in primo piano la salute della terra e quindi del consumatore. “E’ un messaggio – prosegue Boscolo – di salubrità, di freschezza, di stagionalità, di garanzia di qualità, certificata dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, il principale tra i radicchi veneti, e l’unico radicchio Igp ad essere in piena produzione in questo periodo, con conferimenti quotidiani all’Ortomercato di Chioggia, col quale stiamo conducendo assieme azioni sinergiche di promozione e valorizzazione del prodotto nonché del suo territorio di produzione, dalla Laguna di Venezia al Delta del Po”.

Una “dolce” sorpresa. Durante la fiera verrà proposta all’assaggio la nuova torta al Radicchio di Chioggia Igp. Si tratta di una preparazione gastronomica elaborata dalla Pasticceria Veneta di Cona (VE) a base di radicchio di Chioggia Igp essiccato (brevetto della ditta di Poiana Maggiore (VI) Aromy, associata Consorzio di Tutela) e carote. Racconta Boscolo Palo: “L’idea innovativa del radicchio essiccato permette una più agevole preparazione delle diverse ricette: dalla birra al gelato. Nei tre giorni di fiera a Rimini, così come in contemporanea al Tuttofood di Milano, proporremo in degustazione questo nuovo dolce, realizzando un primo panel-test tra buyers e visitatori che porterà alla sua definitiva messa in produzione. Avremo così a disposizione una specialità gastronomica che porterà in tutto il mondo il nome del nostro Radicchio di Chioggia Igp, essendo Pasticceria Veneta un’azienda leader nel settore del dolce surgelato (e perciò senza conservanti aggiunti), che oltre a servire la ristorazione e la grande distribuzione, esporta i suoi prodotti in tutta Europa e in altri continenti, fin’anche in Australia”.

L’ingresso al Macfrut 2017 è gratuito, previa registrazione nel sito internet della fiera o direttamente alla reception. Per gli incontri informativi e d’affari la fiera mette a disposizione una piattaforma informatica, dove, tramite un codice fornito gratuitamente, espositori, operatori e buyer possono vedere la reciproca presenza e disponibilità, concordando in totale autonomia un appuntamento durante i giorni della rassegna presso lo stand dell’espositore o, in alternativa, incontrarsi nell’area business.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Consorzio Tutela Radicchio Igp di Chioggia, riconfermato alla presidenza Giuseppe Boscolo Palo

Berlino_2016-Gazzola-Boscolo-Dughiero

da sx, Gazzola, Boscolo e Dughiero durante la partecipazione del Consorzio alla fiera di Berlino

Giuseppe Boscolo Palo, socio ARGAV, è stato riconfermato per acclamazione presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio IGP di Chioggia. Come previsto dal nuovo statuto, sarà affiancato anche da un vicepresidente, il produttore e confezionatore Patrizio Garbin, anch’egli acclamato dal CdA, nel quale l’assemblea del 26 aprile scorso ha confermato anche Michele Boscolo Nale, Roberto Boscolo Bacchetto, Claudio Ferro, Cesare Bellò e Roberto Pavan, assieme alle matricole Vittorio Agostini ed Emanuele Baldin.

Berlino- G.Boscolo e P.Garbin

Sempre alla fiera di Berlino, da sx Giuseppe Boscolo e Patrizio Garbin

Gli obiettivi del prossimo mandato. «Questo nuovo gruppo dirigente – spiega Giuseppe Boscolo – è costituito da persone fortemente motivate e decise ad agire per l’affermazione sul mercato del Radicchio di Chioggia Igp. Assieme intendiamo proseguire nella sua valorizzazione e conoscenza con azioni ancora più stringenti per tentare di sollevare le sorti dei produttori e dell’intero comparto, sempre più schiacciato da una politica dei prezzi che ancora non tiene conto del valore aggiunto, in termini di tracciabilità e qualità, espresso nell’area a Indicazione Geografica Protetta. Il lavoro del nuovo Consiglio Direttivo sarà impegnativo, i tempi sono difficili, e soprattutto dovrà riuscire là dove finora l’azione intrapresa dal Consorzio non si è tradotta in una piena affermazione, ossia nell’aumento delle produzioni certificate e in una ancor più marcata identificazione del Radicchio di Chioggia attraverso la sua storia, le sue peculiarità e le caratteristiche che lo rendono unico e irriproducibile».

Consorzio, ora può anche agire sulla tutela del prodotto. «Le azioni sviluppate in questi tre anni trascorsi – prosegue il presidente – ci ha fatto conseguire visibilità anche oltre i confini nazionali. Inoltre, è di pochi giorni fa la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (G.U. n. 99 del 29/04/2016, N.d.R.) del Decreto di riconoscimento da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che attribuisce autorevolezza e nuove funzioni al Consorzio, infatti alla promozione si aggiunge la tutela del prodotto, cosa che ci permette di collaborare nella azione di vigilanza con l’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari».

Successo del prodotto legato a specificità qualitative e ambientali. «Ma per ricostruire un sistema strutturato – precisa Giuseppe Boscolo Palo – serve anche un cambio culturale e operativo. Le possibilità di successo sul mercato del Radicchio di Chioggia sono collegate alla organizzazione della fase produttiva, all’efficienza logistica, alla reputazione dell’intero sistema. Si potranno aprire spazi importanti se si sarà in grado di vendere vera credibilità, in quanto meritata sul campo, e in grado di presentare fatti concreti in termini di qualità, anche sovrastrutturale. E tutto questo, per me, sta dentro alla denominazione IGP. Fondamentale, per questo, è l’inserimento del Radicchio di Chioggia nel progetto regionale di “Caratterizzazione qualitativa e ambientale”, grazie al quale, oggi, abbiamo schede aggiornate non solo sulle proprietà organolettiche e salutistiche del Radicchio di Chioggia, ma anche sulla salubrità del territorio di coltivazione. Inoltre, anche gli approfondimenti gustativi programmati in questi giorni da Veneto Agricoltura, con i quali si valuteranno le differenze al palato tra il Radicchio di Chioggia prodotto da seme professionale autoctono e il radicchio tondo generico prodotto da seme commerciale ibrido, saranno utilissimi per azioni informative rivolte non solo alle catene distributive e commerciali, ma anche e soprattutto ai consumatori, che, scegliendo in modo consapevole, potranno essere il nostro migliore alleato».

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Radicchio Igp di Chioggia

Radicchio Rosso di Chioggia e Pomodoro di Pachino, proseguono le iniziative di gemellaggio tra i due prodotti orticoli Igp

da sx: Massimo Pavan, vice presidente del Pachino; Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Chioggia; Sebastiano Fortunato, presidente del Pachino

da sx: Massimo Pavan, vice presidente del Pachino; Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Chioggia; Sebastiano Fortunato, presidente del Pachino

Da oggi, martedì 20 ottobre, per quattro giorni, una delegazione del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp guidata dal presidente Giuseppe Boscolo Palo, socio aderente ARGAV, è in Sicilia per visitare la realtà produttiva del territorio del Pomodoro di Pachino.

Focus sui processi di trasformazione e conservazione del pomodoro. «Lo scorso febbraio, nella vetrina internazionale del Fruit Logistica di Berlino – spiega il presidente Boscolo – avevamo siglato un gemellaggio tra il nostro Consorzio e quello del Pomodoro di Pachino, ripromettendoci di avviare degli appuntamenti comuni e delle azioni di comunicazione condivise per dare reciproca visibilità a queste due eccellenze orticole della penisola: il Principe Rosso di Chioggia e l’Oro Rosso di Sicilia. Ora, grazie alla collaborazione del vicepresidente dell’Igp Pachino, Massimo Pavan, che è nostro compaesano e la cui azienda è anche socia del nostro Consorzio, questo progetto comune prende concreto avvio. Nei territori della punta est della Sicilia visiteremo realtà produttive e di lavorazione del pomodoro. E sono soprattutto i processi di trasformazione e conservazione che ci interessa studiare, perché vogliamo stimolare anche da noi la produzione di specialità a base di Radicchio di Chioggia che abbiano una durabilità nel tempo e che possano divenire una sorta di souvenir del nostro territorio».

21 ottobre, l’incontro tra i sindaci di Chioggia e Pachino siglia l’appoggio istituzionale alle produzioni. Sono previste visite ad aziende di produzione, come quella del presidente del Consorzio di Pachino, Sebastiano Fortunato, di confezionamento, come la PEF, guidata da Massimo Pavan, ad Ispica il cui territorio dà il nome anche alla carota novella Igp; inoltre ad aziende di produzione di conserve ed essiccati di pomodoro, tra le quali l’Agriblea, e a punti vendita di specialità gastronomiche sempre col Pomodoro di Pachino Igp. L’evento istituzionalmente più importante è fissato per il pomeriggio di mercoledì 21 presso il Palmento Rudinì di Marzamemi, con l’incontro tra il sindaco di Pachino Roberto Bruno e il sindaco di Chioggia Giuseppe Casson, che in aereo raggiungerà nella mattinata la delegazione del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp. «Siamo grati al sindaco Casson di aver accolto il nostro invito – afferma Giuseppe Boscolo Palo – che rafforza il significato di questa missione del Consorzio in Sicilia ed è un significativo segnale che le nostre istituzioni locali, in primis quella che dà il nome al nostro radicchio, finalmente ci sono vicine e mostrano di aver compreso la valenza economica del nostro ortaggio, che va ben oltre ai numeri delle produzioni sui campi e dell’attuale commercializzazione, avendo la potenzialità di portare nel mondo il nome di Chioggia assieme a tutto il territorio circostante, dalla Laguna fino al Delta del Po».

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Chioggia Igp

Il Radicchio di Chioggia Igp trova il proprio ristorante “Ambasciatore” 2015 e la nuova sede all’Ortomercato di Brondolo (Ve)

Vincitori_Boscolo Palo_Drago

da sx Cristina e Luigi Ghirardon, titolari del ristorante Tavernino di Sottomarina, Ambasciatore 2015 del Radicchio di Chioggia Igp, con Giuseppe Boscolo Palo (presidente Consorzio) e Maurizio Drago (presidente Giuria)

(di Marina Meneguzzi) Al suono di un gioioso rap CRC  – carote, radicchi, cipolle -, tre delle principali colture agricole chiozzotte, ben registrato e cantato dagli alunni di II e III D della scuola Don Milani del IV Istituto Comprensivo di Chioggia (Ve), Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, ha premiato lo scorso 29 giugno Luigi e Cristina Ghirardon nominando il loro ristorante, il Tavernino di Sottomarina, “Ambasciatore del Radicchio di Chioggia IGP”.

Campi e confezione Radicchio di Chioggia IgpMix tra gusto, cultura e tradizioni. Titolo che spettava al loro locale in quanto vincitore, con la ricetta “Crema di mais al radicchio con mazzancolle in saore di Radicchio di Chioggia Igp”, della gara gastronomica indetta dal Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP in partnership con Venezia Opportunità per dimostrare la versatilità in tavola del “Principe Rosso di Chioggia” e per valorizzarne il territorio di produzione, che va dalla Laguna di Venezia fino al Delta del Po (l’area della Denominazione comprende Chioggia, Cona, Cavarzere, Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro, Loreo, Codevigo e Correzzola).

Gruppo ristoranti

La premiazione di alcuni rappresentanti dei ristoranti partecipanti alla gara presenti alla cerimonia

I magnifici dieci. La ricetta vincitrice è stata individuata da una giuria di giornalisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, presieduta da Maurizio Drago, socio ARGAV, e chiamata a dare una valutazione dei piatti misurando il giusto apporto del Radicchio di Chioggia IGP, l’abbinamento con gli altri ingredienti, la realizzazione del piatto e la bontà del servizio. Nel ripercorrere le tappe della gara, Boscolo Palo ha rivolto “un sentito ringraziamento ai titolari dei 10 ristoranti partecipanti, che hanno espresso un grande impegno nell’ideare un piatto in grado di esaltare il gusto e le peculiarità del radicchio di Chioggia Igp“. Ha altresì auspicato che “la collaborazione possa continuare e crescere ancor più, e che se ogni gara vuole un vincitore, in questo caso tutti gli altri ristoranti sono arrivati secondi”. A questo riguardo, oltre al Tavernino, i locali che hanno partecipato alla competizione sono: ristorante Mano Amica di Chioggia, ristorante pizzeria Minerva di Sottomarina, Facecook Social-Restaurant di Sottomarina, ristorante pizzeria Medioevo da Raffaele di Rosolina, agriturismo Tenuta Civrana di Pegolotte, ristorante Villa Momi’s di Cavarzere, trattoria Veronese da Gian di Valcerere-Dolfina, ristorante Zafferano di Porto Viro, trattoria La Tavolozza di Torreglia.

Scuola Chioggia rap crc

Alcuni rappresentanti – maestre, genitori, alunni – del progetto “Esploratori” condotto dalle classi II e III D scuola Don Milani del IV Istituto Comprensivo di Chioggia

Valorizzare e formare. “La gara non è stata solo un’iniziativa di valorizzazione, ma anche di formazione per far capire, anche e soprattutto qui, nel territorio dove il Radicchio di Chioggia Igp si coltiva, il grande valore aggiunto insito nel prodotto col marchio della Denominazione“, ha aggiunto Boscolo Palo. Il valore della conoscenza è stato caldeggiato anche da Mary Nordio, maestra della Don Milani che ha condotto, insieme ad altre colleghe e ai genitori dei bambini, il progetto scolastico “Esploratori”, che ha portato anche alla realizzazione della performance rap degli allievi. “Si sa, i bambini hanno sempre difficoltà a mangiare le verdure, ma bisogna conoscere per sapere, e con questo progetto abbiamo fatto capire ai bambini, in modo divertente, le salutari virtù offerte dalle colture agricole del nostro territorio“, ha spiegato la Nordio.

Taglio Nastro

Da sx Giuseppe Boscolo Palo (Consorzio Radicchio di Chioggia Igp) e Marco Dughiero (Assessorato Attività Commerciali di Chioggia)

Ritorno all’antica sede. Oltre alle premiazioni della gara, nel corso della mattinata è stata inaugurata anche la nuova sede operativa del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP all’Ortomercato di Chioggia, in cui aveva trovato spazio inzialmente nel 2009, all’epoca della costituzione del Consorzio, successiva al riconoscimento Igp.  A tagliare il nastro, insieme a Boscolo  Palo, c’era l’assessore alle Attività Economiche e Produttive, Marco Dughiero, che ha propiziato, insieme al presidente Coldiretti Venezia e consigliere della CCIAA veneziana Jacopo Giraldo, il ritorno del Consorzio presso le strutture del Mercato Orticolo di Brondolo. “Il dovere di chi rappresenta le imprese è andare loro incontro e la tutela attraverso il Consorzio è l’unica strada per la valorizzazione del radicchio di Chioggia“, ha detto Giraldo. “Promuovere il marchio radicchio di Chioggia Igp significa anche promuovere la città di Chioggia, ed in questo senso il Consorzio potrà contare sempre sulla nostra fattiva collaborazione“, ha aggiunto Dughiero.

Boscolo Palo_Coldiretti

da sx Jacopo Girardo (presidente Coldiretti Venezia e consigliere CCIAA Venezia) con Giuseppe Boscolo Palo (Consorzio Radicchio di Chioggia Igp)

Verso una Borsa dei Radicchi veneti a Chioggia? Il Consorzio sta conducendo una forte azione di promozione – fiere nazionali e all’estero, manifestazioni regionali e locali, realizzazione di materiale informativo – confortata da successi mediatici. Al momento, purtroppo, mancano i riflessi positivi sulle quotazioni del Radicchio a marchio Igp, i cui quantitativi prodotti e certificati, sia pur incrementati fino al raddoppio negli ultimi due anni, rimangono ancora marginali rispetto alla potenzialità dell’area della denominazione, che si aggira attorno ai 600mila quintali. Di conseguenza, il Consorzio ha riscontrato una certa problematicità nel convincere le aziende agricole del territorio a certificarsi per la produzione di Radicchio a marchio Igp, anche ai fini di un ampliamento della platea sociale. Aspetto, questo, che il Consorzio auspica di superare anche grazie alla presenza all’interno dell’Ortomercato e alla conseguente possibilità di contatto quotidiano con i produttori. Il fatto di trovarsi all’interno dell’Ortomercato, sarà anche elemento catalizzatore nell’evoluzione della gestione dei due mercati contigui di Chioggia e Rosolina, ipotesi conseguente alla fusione tra le Camere di Commercio di Venezia e Rovigo nella Camera Delta-Lagunare. Infine, essendo l’Ortomercato di Chioggia la “piazza mercantile” dove si forma il prezzo dell’unico radicchio presente sugli scaffali tutto l’anno, proprio qui – grazie anche alle Organizzazioni di produttori Consorzio, operanti sul territorio – potrebbe trovare collocazione una “Borsa dei Radicchi Veneti”.