Scipione, Caronte e infine Minosse. Questi i nomi dei cicloni subtropicali (dati da Antonio Sanò, de Ilmeteo.it, ndr) simboli indiscussi del sistema climatico globale che cambia e che mette alle strette l’economia agricola veneta.
L’acqua c’è ma non è sufficiente a soddisfare la domanda. L’aumento della temperatura media registrato negli ultimi 30 anni è stato quasi sempre superiore a quello medio globale sulla terraferma. L’acqua c’e’ ma non e’ sufficiente a soddisfare l’idroesigenza delle colture che han fatto del Veneto una delle regioni più importanti dal punto di vista della produzione agricola nazionale. Siamo di fronte ad un fenomeno mai visto. Negli ultimi sei mesi le precipitazioni medie sono state di 126 mm, contro i 350 previsti. Un deficit del 25% che sta mettendo in ginocchio le aziende agricole con perdite, in alcune zone del Polesine, anche del 100%.
Necessità di cambiare il sistema d’irrigazione. Il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano, nel corso dell’ assemblea ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) tenutasi nei giorni scorsi a Roma, ha sottolineato la necessità di rinnovare il sistema irriguo: “In una situazione nuova come quella che stiamo affrontando, emerge la necessità di ammodernare la rete irrigua’ trasformandola da irrigazione a scorrimento a irrigazione a pioggia, così come di aumentare le riserve idriche, attraverso il recupero di ex cave dismesse e sfruttando le cave di alta pianura, andando di fatto a contenere l’acqua quando c’è in abbondanza, evitando i fenomeni alluvionali, per poi utilizzarla nei periodi siccitosi. Non ci può essere rilancio degli investimenti senza sicurezza idrogeologica e la valorizzazione del nostro territorio.”
(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)
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