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18-19 luglio, a Susegana (Treviso) c’è la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione dedicata all’innovazione in viticoltura

I filari dell’azienda agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso) ospiteranno venerdì 18 e sabato 19 luglio la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione organizzata da Condifesa TVB (TrevisoVeneziaBelluno) e da Edizioni L’Informatore Agrario. In campo, saranno presenti le migliori soluzioni tecnologiche in grado di aiutare i viticoltori a far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Il programma

Venerdì 18 luglio dalle ore 14,00 alle ore 18,30 si terranno dimostrazioni dinamiche che lasceranno poi spazio al convegno dal titolo «Strumenti e mezzi tecnici per monitorare la nutrizione della vite alla luce dei cambiamenti climatici» il cui inizio è previsto alle ore 19,00 nella sala consiliare di Susegana. Sabato 19 luglio dalle ore 8,30 alle ore 14,00 si terranno dimostrazioni dinamiche nell’ambito di sei aree tematiche: viticoltura di precisione, innovazione a tutela dell’ambiente; resilienza nei vigneti ai cambiamenti climatici; gestione razionale della risorsa idrica; robotica con presenza sia di robot di terra sia di aria (droni) e automazione; biosolution per il vigneto e la cantina. Per agevolare i visitatori nella due giorni di manifestazione saranno organizzati tour guidati a cura di giornalisti di Edizioni L’Informatore Agrario e tecnici Condifesa TVB.

Alla manifestazione saranno presenti: il presidente Condifesa TVB Valerio Nadal, il consigliere regionale Roberto Bet, il vice presidente della Provincia Roberto Fava, sindaci e assessori dei Comuni che hanno patrocinato la manifestazione, che vede capofila l’amministrazione comunale di Susegana territorio che ospita l’evento e rappresentanti delle organizzazioni sindacali a livello regionale di Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte testo e foto: servizio stampa Condifesa TVB

Innovazione in vigna: tecnologie italiane per sostenere la filiera vitivinicola al tempo del cambiamento climatico

Con oltre 696.000 ettari di vigneti e una produzione stimata di 41 milioni di ettolitri nel 2024 (+7% rispetto al 2023)1, la filiera vitivinicola italiana si conferma un’importante leva strategica per l’economia nazionale. Ma dietro questi numeri positivi si nascondono sfide sempre più urgenti.

Il settore è infatti sotto pressione a causa degli effetti del cambiamento climatico e della necessità di rendere i processi produttivi più sostenibili. Il riscaldamento globale sta alterando tempi e modalità di coltivazione e, nei casi più estremi, compromettendo interi raccolti. Da una parte il riscaldamento globale sta modificando tempi e metodi di produzione e, in casi più estremi, danneggiando il raccolto. Dall’altra, periodi prolungati di siccità riducono la disponibilità d’acqua per le viti: in Abruzzo, Campania e Marche, le perdite produttive hanno superato il 40%2. Infine, eventi estremi fuori stagione, come geli, grandinate e nubifragi, rendono sempre più difficile pianificare la gestione agricola, compromettendo la qualità delle uve e incidendo sulla competitività del settore. Secondo recenti stime, il settore vitivinicolo italiano ha subito perdite superiori a 1 miliardo di euro3 solo nell’ultimo anno. In un contesto sempre più complesso, la ricerca e l’innovazione si confermano strumenti essenziali per garantire la resilienza e la sostenibilità dell’intera filiera.

Vigne 2.0: le tecnologie Made in Italy per salvaguardare il futuro del vino

Di fronte alle sfide globali, la risposta arriva proprio da due startup Made in Italy selezionate da FoodSeed, il programma di accelerazione AgriFoodtech della Rete Nazionale di CDP Venture Capital SGR, realizzato con il supporto di Fondazione Cariverona, UniCredit ed Eatable Adventures – tra i principali acceleratori FoodTech a livello globale, nonché co-investitore e gestore operativo del programma.FoodSeed ha, infatti, scommesso su BeadRoots e Agreen Biosolutions, due realtà italiane impegnate a rivoluzionare la viticoltura con tecnologie sostenibili e innovative per combattere la crisi climatica e sostenere uno dei settori più iconici del Made in Italy.

BeadRoots: ottimizzazione dell’utilizzo di acqua nei vitigni

BeadRoots, startup biotecnologica con sede a Lecce, ha sviluppato polimeri superassorbenti di origine naturale in grado di migliorare la ritenzione idrica del suolo e rilasciare gradualmente l’acqua alle radici delle viti, contenendo l’evaporazione. Questa soluzione permette di ridurre il consumo idrico fino al 40%, aiutando i viticoltori a fronteggiare la sempre più frequente siccità. I polimeri, oltre ad essere 100% biodegradabili, contribuiscono inoltre al miglioramento della fertilità del suolo senza lasciare residui nocivi e stimolano la presenza di batteri benefici, con effetti positivi anche sulla produttività delle viti. I primi test su colture vitivinicole stanno dimostrando come gli idrogel possano rappresentare un alleato strategico nelle aree più colpite dalla siccità.

Agreen Biosolutions: oli ozonizzati per una viticoltura sostenibile

Agreen Biosolutions con sede a Udine, ha invece ideatp OZ.ON, un innovativo olio ozonizzato che aumenta del 30% la resistenza delle piante agli stress climatici e potenzia le loro difese naturali contro parassiti e malattie. Questa tecnologia permette di ridurre fino al 50% l’uso di pesticidi chimici, offrendo un’alternativa più sostenibile per i viticoltori e migliorando la qualità delle uve senza impattare negativamente sull’ambiente. Un prodotto biostimolante, che agisce sia in fase preventiva che curativa e offre una risposta concreta alle richieste europee in termini di riduzione dell’impatto ambientale. Grazie a OZ.ON, i viticoltori possono oggi proteggere le proprie coltivazioni in modo efficace, sostenibile e competitivo anche dal punto di vista economico.

Fonte: servizio stampa Eatable Adventure

Innovazione in viticoltura ed enologia, il 2 luglio 2019, a San Pietro in Cariano (Vr) formazione in campo con macchine green e workshop de L’Informatore Agrario. Ad organizzare l’evento, il Consorzio tutela vini Valpolicella, che in assemblea ha ridotto rese di produzione per la vendemmia 2019.

Martedì 2 luglio a San Pietro in Cariano (VR), nella Tenuta Pule (via Andrea Monga), dalle 9:30 alle 16 (ingresso libero) si svolgerà Valpolitech in vigneto, primo di due eventi annuali – l’altro, Valpolitech in cantina, si svolgerà il 10 settembre 2019 – sull’innovazione tecnologica in viticoltura e in enologia organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

In esposizione. Ci saranno le macchine agricole ‘green’ come quelle per la gestione meccanica dell’erba sulla fila, le macchine irroratrici, macchine e prodotti per il sovescio, le attrezzature per la gestione della chioma, i droni per i rilevamenti oltre ai nuovi sistemi gestionali, alla sensoristica innovativa e alle energie alternative. Il 2 luglio, spazio anche alla formazione in campo con le prove pratiche dei macchinari tra i filari, e in aula con due workshop organizzati in collaborazione con L’Informatore Agrario, media partner dell’evento: “Il sovescio per equilibrare la fertilità dei suoli in vigneto” alle ore 14:00 e “Le alternative per la difesa sostenibile del vigneto” alle ore 15:00.

Contenimento della produzione. Il Consorzio, che rappresenta oltre l’80% dei produttori che utilizzano la denominazione ‘Valpolicella’, lo scorso 19 giugno ha tenuto l’assemblea dei soci di approvazione bilancio – 2,1 milioni di euro il fatturato dello scorso anno, su cui incidono in particolare le iniziative di promozione in Italia e all’estero oltre che le azioni di tutela dei marchi – e ha ratificato decisioni legate alle politiche di contenimento delle produzioni della D.O., già oggetto di delibere in Consiglio, e ora al vaglio della Regione Veneto. Approvate la riduzione per la vendemmia 2019 della resa totale per ettaro (110 quintali, anziché 120) e la riduzione della cernita per la messa a riposo delle uve per la produzione di Amarone e Recioto al 40% (da disciplinare è al 65%), cernita che però può crescere del 5% per le aziende certificate bio o RRR. Per il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Andrea Sartori: “Si tratta di misure contenitive strategiche per garantire qualità e redditività di una filiera che, negli ultimi 10 anni, ha visto crescere di quasi il 30% la superficie dei propri impianti. Per questo motivo – ha proseguito Sartori -, a salvaguardia dell’esclusività in particolare del nostro prodotto di punta, l’Amarone, stiamo dialogando con la Regione per importanti decisioni legate alla gestione in equilibrio del nostro vigneto”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Vini Valpolicella

 

Viticoltura, 21 luglio 2016, nel Trevigiano, giornata informativa sugli investimenti in tecnologia a vantaggio di ambiente e risparmio economico

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Irroratrice a recupero

Venerdì 21 luglio, dalle 9 alle 18, si tiene a Colfosco di Susegana (Tv) (località S.Anna) la giornata dimostrativa di tecnologia meccanica organizzata da Condifesa Treviso. “Lo slogan di questa edizione è “più meccanica, meno chimica” per i nostri vigneti. La provincia di Treviso – spiega il presidente Condifesa, Valerio Nadalè l’area più vitata del Veneto con una estensione che supera i 33 mila ettari e il territorio del Prosecco è già l’epicentro dell’innovazione in campo viticolo. L’obiettivo di questa giornata è informare gli agricoltori sui vantaggi in termini ambientali ma anche economici degli investimenti in tecnologia e nuove macchine”.

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droni aerei

In programma. L’appuntamento di giovedì è realizzato in collaborazione con UNACMA (Unione Nazionale Commercianti Macchine Agricole) e il coinvolgimento di APIMA (Associazione Provincia Imprese di Meccanizzazione Agricola). Si potranno vedere le irroratrici a recupero di nuova generazione, macchinari che proprio in provincia di Treviso hanno visto le prime applicazioni e oggi trovano qui la maggiore diffusione: sono già 300 nei vigneti di pianura (erano solo 6 nel 2009, 100 nel 2012). Utilizzate per i trattamenti fitosanitari sulle viti riescono ad abbattere in media del 40% l’utilizzo di fitofarmaci nel corso della stagione, grazie a sistemi di schermatura delle piante che riducono le vie di fuga e la dispersione nell’aria. Per ogni ettaro significa un risparmio intorno ai 300 euro, pari a 80 kg di prodotti chimici. Calcolatrice alla mano, se si riuscisse ad estenderne l’utilizzo in tutti i vigneti della Marca Trevigiana le aziende agricole risparmierebbero 10 milioni di euro l’anno e oltre 2.600 tonnellate di prodotti chimici non finirebbero nell’ambiente.

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Piccole aziende, necessario unirsi per fare economia di scala. “E’ chiaro, l’investimento in macchinari di questo genere (una irroratrice a recupero può costare sui 50mila euro), può essere difficile per una piccola azienda viticola, in media di soli 3 ettari nel trevigiano. Per questo, abbiamo coinvolto i conto-terzisti dell’APIMA – spiega il direttore di Condifesa, Filippo Codatoperché l’economia viticola locale, se pur polverizzata in piccole aziende, sappia fare sistema, creando economie di scala a beneficio dell’ambiente e della salute di tutti, cittadini che abitano vicini ai vigneti e agricoltori”. D’altra parte, la viticoltura di collina ha esigenze – anche in termini di macchinari – ben diverse rispetto a quella di pianura. Nell’area storica del Prosecco, nel Conegliano-Valdobbiadene, è quasi impossibile l’utilizzo di irroratrici a recupero per via dei terrazzamenti impervi. “Per le prove in vigneto arriveranno macchinari anche dalla Germania e dall’Alto Adige, dove già si è affrontato il problema – prosegue il tecnico Condifesa, Odino Bincome i mini cingolati in grado di muoversi su tratturi anche di 60 cm di larghezza, dove finora si è lavorato solo a mano: robotizzati e radio comandati sono capaci di sfalciare e trinciare anche su pendenze estreme del 55%. Un passo avanti, nella limitazione del diserbo e in termini di sicurezza se pensiamo che gli incidenti per ribaltamento fanno registrare quasi una vittima ogni anno nel Trevigiano”. Meccanica che si abbina alla tecnologia dell’agricoltura di precisione: grazie alle mappature digitali dei vigneti (NDVI) e al controllo satellitare GPS è possibile oggi arrivare a trattare le piante con precisione al centimetro, senza sprecare una goccia di agrofarmaco. Non mancheranno quindi i droni ormai indispensabili per il rilevamento aereo.  In collaborazione con il comitato festeggiamenti Sagra di S.Anna sarà poi offerto, a prezzo agevolato, il pranzo ai visitatori. Per ulteriori informazioni: www.condifesatv.it   

Fonte: Servizio Stampa Condifesa Treviso