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31 maggio, alla Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza una “degustazione (im)possibile” con i vitigni vicentini ritrovati

copertina La biodiversità viticola di Vicenza

La Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in collaborazione con il Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e la Preservazione dell’Originalità e biOdiversità viticola (Graspo) e il Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza, presenta al pubblico mercoledì 31 maggio, alle ore 18, una collezione di vini provenienti da vigneti con una storia centenaria.

Un viaggio di oltre 50.000 chilometri attraverso i territori italiani, alla scoperta di 150 produttori e l’esecuzione di 250 prelievi di materiale vegetale. Graspo, in collaborazione con numerose istituzioni sensibili alla conservazione delle varietà viticole, ha intrapreso un’intensa attività di ricerca e un’accurata vinificazione con vitigni scoperti dal Gruppo di ricerca stesso o con vitigni che da almeno 100 anni non sono stati vinificati in purezza. Attraverso l’impegno dei viticoltori custodi, Graspo è riuscito a individuare, seguire, studiare e vinificare questi tesori viticoli. Grazie a 150 analisi del Dna, sono state identificate 10 nuove varietà di uva. Solo nell’ultima vendemmia sono state realizzate oltre 60 microvinificazioni, testimoniando l’impegno appassionato di Graspo nel ripristinare la preziosa biodiversità viticola.

L’eccezionale attività è raccontata in una pubblicazione dal titolo “La Biodiversità viticola, i custodi, i vitigni, i vini”. Questo libro, con oltre 300 pagine che invitano alla lettura e alla degustazione, narra la storia dei custodi dei vigneti e rivela la riscoperta di varietà viticole perdute. Una pubblicazione che fa sintesi del lavoro fatto fino ad oggi e diventa lo strumento ideale per accompagnare le degustazioni di questi originalissimi vini. Si tratta di un testo realizzato proprio con questo scopo, un “libro da bere”, una esperienza che affonda saldamente le radici nei vitigni del passato, ma che presenta o ripresenta sorprendentemente vini moderni che guardano al futuro.

I presenti all’incontro potranno sperimentare “Le degustazioni impossibili” di Graspo con vini delle varietà: Cenerente, Uva d’oro, Gambugliana, Groppello dei Berici, Groppello di Breganze, Gruaja, Leonicena, Marzemina Bianca, Moschina, Negrara, Piccola nera, Pomella, Uva gatta, Pontedara, Rossa Durlo, Saccola bianca. Interventi. Riccardo Velasco, Crea-Ve: La Ricerca per la viticoltura del futuro; Aldo Lorenzoni, enologo: Di Graspo e dei custodi; Giovanni Ponchia, direttore Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza: La biodiversità viticola di Vicenza; Luigino Bertolazzi, enologo: Dei vitigni e dei vini. Partecipazione su prenotazione E-mail: info@lavigna.it Tel. 0444 543000

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

14 ottobre 2016, a Vicenza “invasione” di mele nella Biblioteca La Vigna

1522-dsc_0148In virtù delle mostre pomologiche inaugurate dalla Biblioteca tra fine settembre e i primi di ottobre, venerdì 14 ottobre 2016 alle ore 18, nel piano nobile di Casa Gallo – Zaccaria de “La Vigna”, il tema della mela sarà al centro di una Conversazione” attraverso le visioni dell’Arte e del Mito, della Geografia, della Coltura, dell’Alimentazione, della Scienza e della Pomologia.

Interverranno Giovanna Grossato (critico d’arte e giornalista), Viviana Ferrario (docente Iuav e ricercatrice), Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura), Antonio Cantele (Associazione “Opfel on Pira”, Lusiana, VI), Giovanni Moretton (Consorzio PomPrussian” Faller, BL), Fabio Sgreva (Consorzio melo Decio di Belfiore, VR), Davide Nucilla (Gruppo Densiloc “Giardino della memoria fruttale” di Fregona,TV), Mauro Pasquali (Presidente Slow Food Veneto), Alberto Storti (biologo molecolare) e Mario Bagnara (Presidente Biblioteca “La Vigna”).

Mostra e assaggi. A conclusione, il profumo di migliaia di mele storiche di Veneto Agricoltura condurrà all’appartamento scarpiano per vedere la mostra di Margherita Michelazzo con le installazioni site specific sui temi della salvaguardia dell’identità genetica, dell’innovazione e sostenibilità ambientale presentate il primo di ottobre con successo di critica e pubblico. Seguirà un buffet a tema, offerto da Associazioni e Consorzi delle mele storiche, dalla Locanda del gusto, vegana di Corso Fogazzaro, dalla Pasticceria Stra di Dueville (VI) e dal Pastificio Bassani di Cavazzale (VI).

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Restauro giardini storici, in aiuto oggi c’è la “Cronologia della flora esotica italiana”

Cronologia Flora(di Alessandro Bedin) Mercoledì 11 novembre scorso, giorno di S. Martino, grazie a una iniziativa promossa dall’Associazione Amici dei Parchi, nella biblioteca La Vigna di Vicenza è stato presentato il libro di Federico ManieroCronologia della flora esotica italiana” (2015, Olschki Editore, 416 pp, 36 euro). Nel volume viene segnalato l’anno di introduzione in Italia di oltre 6.500 entità botaniche vive, esotiche o di derivazione orticola, con 1.524 generi e 250 famiglie.

Il volume è un testo indispensabile per chi debba affrontare il restauro di Giardini Storici, in quanto è estremamente importante mantenere una coerenza sull’uso delle specie arboree, arbustive ed erbacee rispetto la data della loro introduzione in Italia. E’ stato osservato come l’arrivo di specie esotiche ha prodotto modifiche impensabili nella società. Molte orticole “esotiche” introdotte secoli fa, ad esempio, sono diventate un cibo “locale” importantissimo e indispensabile. La patata, il pomodoro, il mais, ecc. Alcuni di questi sono diventati delle peculiarità “italiane” grazie alle particolari condizioni climatiche e pedologiche incontrate nel nostro paese. Per esempio il pomodoro S. Marzano è un frutto dalla tipicità inequivocabile e riconosciuta a livello mondiale come anche il mais Marano.

I colori di molte specie esotiche hanno incrementato le variabili cromatiche modificando anche le emozioni e gli stati d’animo di molte persone. Ciò che è sicuro è che questa “migrazione” ha migliorato le nostre percezioni sensoriali e quindi anche la nostra vita. Mai come in questo splendido autunno di colori possiamo aver consapevolezza di questo. Ad esempio, i colori blu-azzurro come quelli dei fiori dei plumbago (detto anche gelsomino azzurro) o del caryopteris, non erano minimamente presenti nel nostro paesaggio, mentre ora sono quasi scontati; inoltre, prima dell’introduzione dell’Olea fragrans (Osmanto arancio), avvenuta nel 1801, non si poteva apprezzarne l’intenso profumo. In conclusione, la globalizzazione della natura ha portato, e porta, sia effetti negativi che positivi ma, in generale, porta un arricchimento della società.