Prima presentazione pubblica ieri, mercoledì 29 ottobre, nella conferenza stampa promossa da Agriturist Veneto, della nuova legge regionale per l’agriturismo (legge regionale n. 28/2012, integrata dalla 35/2013), che con la recente delibera attuativa fissa le norme per le aziende agricole che intendono continuare a svolgere o avviare attività agrituristica.
Ancora dubbi sull’eccessiva burocrazia a carico delle aziende. Un provvedimento atteso da tempo (che ha abrogato la precedente legge 9 del 1997), condiviso nel complesso da Agriturist Veneto – l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio costituita da Confagricoltura per promuovere e tutelare l’agriturismo, i prodotti nazionali dell’enogastronomia regionale, l’ambiente, il paesaggio, la cultura rurale -, ma che lascia anche nodi ancora aperti. La verifica necessaria e opportuna alla scadenza, il prossimo 2 settembre 2015, della presentazione del piano agrituristico aziendale da parte di ciascuna impresa, infatti, servirà a valutare l’efficacia della nuova normativa, ma «potrà porre in evidenza alcune vulnerabilità – a dirlo il presidente di Agriturist Veneto David Nicoli -, come l’eccessivo carico burocratico a carico delle aziende; la necessità di un maggior coordinamento tra i diversi organi controllori; l’esigenza di maggiore semplificazione della complessità dei criteri di definizione del numero annuo massimo dei pasti». «È, questo ultimo, uno dei punti cruciali della nuova legge e in particolare del suo provvedimento attuativo – aggiunge Nicoli -, perché introduce un modello applicativo particolarmente analitico che, anziché facilitare l’operare dell’agricoltore, vi aggiunge un ulteriore ostacolo di natura burocratica».
Le novità (a cura della redazione). In pratica, con l’entrata in vigore della nuova legge la grande novità sta nella possibilità del numero di clienti da avere ai tavoli. Negli agriturismi non ci sarà più il tetto massimo di giornate di apertura, ma si calcolerà la possibilità del numero totale di pasti da servire con nuovi parametri. La norma vuole riportare gli agriturismi fuori dalla “zona grigia” dell’essere operativi come ristoranti ma aver scritto “agriturismo” sul cartello e soprattutto renderli luoghi di degustazione della tipicità locale, che in questo caso viene garantita dalla soglia del 65% dei prodotti portati sulle tavole, che devono essere di produzione diretta dell’azienda agricola che ha l’agriturismo.
Dal PSR arriva un sostegno finanziario. Grande aspettativa da parte di Agriturist-Confagricoltura anche verso il PSR-Programma di Sviluppo rurale regionale 2014-2020, che agli obiettivi della legge potrà garantire sostegno finanziario. Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, ha assicurato che «è previsto uno stanziamento complessivo di 35 milioni e mezzo di euro a favore dell’inserimento di nuove strutture nell’offerta turistica rurale: 9,5 milioni saranno destinati a favorire l’approvvigionamento e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, e altri 26 milioni per sostenere la diversificazione, la creazione e lo sviluppo di piccole imprese». E proprio alle opportunità della diversificazione date dalla nuova normativa guarda Lorenzo Nicoli, presidente di Confagricoltura Veneto: «La multifunzionalità in agricoltura è un’opportunità straordinaria per le imprese, soprattutto in questo periodo di crisi, e si rivela strumento di sostenibilità economica e condizione indispensabile per la creazione di nuovo reddito».
Regolamentare anche Pescaturismo e ittiturismo. Intervenuto alla presentazione anche Clodovaldo Ruffato, presidente del Consiglio regionale, che si è detto soddisfatto della nuova legge: «Una delle prime, in Italia, a regolamentare l’intero comparto, dunque non solo agriturismo, ma anche pescaturismo e ittiturismo. Credo – ha affermato – che con le ultime modifiche possa rappresentare per il settore una grande opportunità di crescita e sviluppo, con meno vincoli ma anche maggiori responsabilità da parte degli operatori». Giudizio positivo anche quello di Graziano Azzalin, vicepresidente della IV Commissione Agricoltura: «Si tratta di un passo importante soprattutto sul fronte di un riconoscimento delle nuove forme di turismo rurale e della costruzione, finalmente, di un sistema di rete dell’offerta turistica del nostro territorio, oggi ampia e diversificata ma molto frammentata, perché dobbiamo attrezzarci a rispondere al meglio a una domanda del consumatore/turista che è in continua evoluzione e spesso poco ascoltata e indagata. Su questo fronte, in particolare, dovremo lavorare maggiormente e concentrare i nostri sforzi futuri».
Fonte: Confagricoltura Veneto
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