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6 novembre 2021, a Piove di Sacco (PD) l’incontro “Fiumi, fra amore e rischio”, serata di musica e d’impegno per il rispetto dei corsi d’acqua e la necessita’ di prevenzione delle alluvioni

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Si tiene sabato 6 novembre 2021, ore 20:45, nell’auditorium Regina Margherita di Piove di Sacco (via F. De André, 2) “Fiumi, fra amore e rischio”, incontro organizzato dell’associazione Intercomunale Brenta Sicuro, con il patrocinio della città di Piove di Sacco. L’iniziativa si propone di sensibilizzare cittadini ed istituzioni al sacro rispetto dei corsi d’acqua e di sollecitare le necessarie manutenzioni arginali oltre che di completare l’idrovia Padova-Venezia che contribuirebbe ad abbassare il rischio alluvionale in modo sensibile nei territori veneziani e padovani.

Interventi. Sono passati 55 anni dalla grande alluvione che colpì Firenze ed anche – soprattutto – il Triveneto, provocando centinaia di vittime e danni immani alle case ed all’economia. Sono passati 70 anni dalla alluvione del Polesine che provocò enormi distruzioni ed abbandono del territorio. Sono passati 11 anni dalla rotta del Roncajette del 2010 e del Veneto colpito da ben 32 rotture arginali con più di 550 milioni di danni. Sono purtroppo fenomeni ricorrenti che colpiscono l’Italia e tanti Paesi vicini e lontani a noi. Le quotidiane cronache ce lo raccontano praticamente ogni giorno. Ne discuteranno: Davide Gianella, sindaco di Piove di Sacco, Paolo Ferraresso, presidente consorzio Bonifica Bacchiglione, Leonardo Toson, presidente di Banca Patavina. Ci sarà, inoltre, l’intervento registrato dell’Emerito Prof. Luigi D’Alpaos, massimo esperto di idraulica, che fornirà la visione, senza filtri, di chi tratta e studia queste problematiche da oltre mezzo secolo.

La serata avrà l’ideale “filo conduttore” rappresentato dalla musica: il gruppo musicale guidato da Andrea Scarso “The fireplaces”, noto per la sua incredibile collaborazione con Bruce Springsteen nel palco del concerto padovano di qualche anno fa, per collaborazioni internazionali oltre che per la generosità nel condividere le battaglie per il territorio ed il rispetto delle persone, interpreterà, assieme a Mark Geary, giunto appositamente dall’Irlanda, un repertorio musicale dedicato ai corsi d’acqua ealla tradizione popolare, con canzoni che vedono i fiumi come sfondo di vicende d’amore, di vita ed anche tragiche. Concluderà la serata la canzone che il gruppo ha creato per le attività di Brenta Sicuro: Dirty River, una sorta di monito ad occuparci dei corsi d’acqua, a rispettarli ed amarli.

Con l’occasione, il Consorzio di Bonifica Bacchiglione esporrà la mostra allestita in occasione del 50esimo anniversario dell’alluvione del 1966 oltre che la mostra a ricordo del 2010, accompagnata dalla proiezione del filmato -documentario “L’urlo dell’acqua” che raccoglie testimonianze della vicenda alluvionale del 1966 (orari e modalità in via di definizione; come pure la possibilità delle scuole di vedere le proiezioni del filmato).

Fonte: Associazione Brenta Sicuro

Questa mattina, a Stra (VE), Luigi D’Alpaos presenta il suo ultimo libro “SOS Laguna”

Questa mattina, sabato 14 dicembre, alle ore 10, nella sede municipale di Stra (Ve), Luigi D’Alpaos, professore Emerito di Idraulica all’Università di Padova, presenta il suo ultimo libro “SOS Laguna” (Mare di Carta editore), dialogando con la giornalista e scrittrice Sara Zanferrari.

Il libro è dedicato ai più recenti problemi della laguna e ai suoi difficili rapporti con l’uomo moderno, i cui obiettivi mal si conciliano con i temi della salvaguardia dell’ambiente lagunare e sono perseguiti senza tenere nel debito conto quel fenomeno epocale che sarà il probabile innalzamento del livello medio del mare nel corso del secolo, innalzamento dato ormai per certo dai più autorevoli organismi internazionali. Il volume porta nuovi elementi al dibattito in corso sulla salva-guardia della laguna di Venezia e del suo porto commerciale.

Libri che hanno il dono della chiarezza. Luigi D’Alpaos ha avuto, fino a qualche anno fa, la cattedra di professore di idraulica all’università di Padova, una cattedra che ha onorato, sia con gli importanti studi riguardanti il Veneto (aveva, per esempio, previsto con incredibile esattezza le conseguenze dell’alluvione che ha colpito, nel 2010, il Bacchiglione), oltre che formando varie generazioni di preparati e competenti ingegneri idraulici. Pur supportati da approfonditi studi scientifici, i suoi libri vengono esposti in modo che ogni cittadino possa farsi una idea ponderata dei “prenditori”, come li definisce l’autore, e dei politici che hanno agito nell’esclusivo proprio tornaconto; non in nome del bene comune; tutto senza giri di parole ma in modo diretto.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Intercomunale Brenta Sicuro, che continua nella sua azione di collaborazione e divulgazione per far conoscere le problematiche ambientali venete, focalizzate al rischio idrogeologico: indagini sulle criticità arginali dei fiumi Brenta e Bacchiglione, supportare da autorevoli studi scientifici, hanno rilevato un alto rischio dei nostri territori. Rischio che merita la costante attenzione di ogni cittadino ed amministratore, anche se non direttamente responsabile delle manutenzioni. Altra importante battaglia in corso è quella che riguarda il completamento dell’idrovia Padova-mare che consentirebbe di alzare, in modo significativo, il livello di sicurezza di una vasta area fra le provincie di Venezia e Padova, area abitata da ben oltre 500.000 persone.

La presentazione del libro avviene con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Stra, che ha messo a disposizione la migliore sede possibile: il nuovo municipio di Villa Loredan. Al termine della presentazione si potrà anche acquistare il volume e richiedere all’autore la dedica. Un piccolo rinfresco, collocato nel cortile interno della villa, sarà l’occasione per un brindisi augurale di buone feste.

Fonte: Associazione Intercomunale Brenta Sicuro

 

Cosa abbiamo imparato dopo la grande alluvione del 1966? Fino al 28 gennaio 2017, a Montegrotto Terme (PD) mostra fotografica, incontri e video proiezione

alluvione-1966Una rassegna di fotografie tratte dall’archivio storico del Consorzio di bonifica Bacchiglione che, seguendo il filo narrativo della cronistoria dell’allora parroco di Conche di Codevigo (Pd), don Giuseppe Salbego, ripercorre i tragici momenti dell’alluvione a partire dal 4 novembre, giorno della rotta del Brenta. Una mostra che dal ricordo del passato vuole trarre uno spunto di riflessione per il presente.

Partecipazione libera e gratuita. Nella città termale la mostra sarà accompagnata dall’incontro con Luigi D’Alpaos, che venerdì 20 gennaio, alle 20.45, si produrrà nell’intervento “Difendersi dalle alluvioni si può, basta volerlo”. Sabato 28 gennaio 2017, alle ore 18.00, ci sarà la proiezione del video documentario con interviste ai testimoni dell’alluvione “L’urlo dell’acqua – 50 anni dopo l’alluvione del 1966”, con presentazione dell’autore, Michele Angrisani. Mostra ed incontri si terranno presso la sala I.A.T. di Viale Stazione 60 – Montegrotto Terme. Maggiori info: comune di Montegrotto Terme – Ufficio Cultura – tel. 049 8928761 Ufficio I.A.T. – tel. 049 8928311.

Fonte: Comune di Montegrotto Terme

Criticità idrauliche in Veneto, intervista Anbi a Luigi D’Alpaos

I bacini di laminazione sono la risposta definitiva alle criticità idrauliche in Veneto. L’ing. Luigi D’Alpaos, professore emerito dell’Università di Padova, risponde nell’intervista girata da Anbi Veneto.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Maltempo. A proposito della recente piena del Bacchiglione a Padova (17 maggio 2013), il socio ARGAV Pietro Casetta scrive…

campagne allagate(di Pietro Casetta, socio ARGAV) Mi permetto di inserirmi nella polemica sorta fra il senatore Massimo Bitonci e l’assessore al Comune di Padova Andrea Micalizzi relativa alla recente piena del Bacchiglione. Mi occupo da tempo di fiumi e di idraulica veneta, e ritengo di conoscere il problema a sufficienza per ritenere che il mio contributo possa essere utile.

1. A seguito della piena del 2010 la Regione ha commissionato uno studio al prof. Luigi D’Alpaos e ad altri specialisti per determinare le opere e gli importi necessari per porre in sicurezza l’intero sistema fluviale veneto. Se non sbaglio lo studio ha stimato tale importo complessivamente pari a 5 miliardi di euro, ma non mi è chiaro come la Regione abbia in animo di attuare tale studio, né mi risulta si sia mai espressa. Qualora si sia espressa invito l’on. Bitonci a sollecitare il collega Zaia a ribadire tale posizione, se non altro per aumentare l’efficacia della sua comunicazione.

2. Un altro studio del prof. D’Alpaos, compiuto in epoca “non sospetta” in quanto precedente al 2010, ha stabilito che, qualora si verificasse una piena eguale a quella del 1966, il livello dell’acqua a Stra raggiungerebbe 4 metri, con allagamenti importanti alla Zona Industriale di Padova e a gran parte della città. (Dirò per maggiore chiarezza che le tre piene del 2010/12/13, sono state strutturalmente diverse da quella del 1966, avendo queste riguardato il Bacchiglione, e quella il Brenta). Lo studio indicava quindi nel completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale scolmatore una delle soluzioni più importanti al problema. La Regione, assessore Maurizio Conte, ha quindi affidato ad uno studio di ingegneria idraulica di Mestre, lo Studio Rinaldo, la redazione dello studio di fattibilità del completamento dell’Idrovia, che mi risulta essere stato terminato e consegnato. Mi risulta inoltre che avrebbe dovuto essere stato presentato a febbraio, ma nel sito web della Regione non vi è alcuna notizia in merito (digitato “idrovia” + “fattibilità”). Dov’è questo studio?

3. Il direttore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta ing. Francesco Veronese così si esprimeva nel 2002 all’interno di una pubblicazione di tema idraulico da me curata: “Negli anni Sessanta nel territorio consorziale era stata urbanizzata una superficie di 4500 ettari; nell’arco di 30 anni la superficie urbanizzata si è triplicata.” Non sono un tecnico e quindi non spetta a me spiegare la relazione intercorrente fra eccesso di urbanizzazione e aumento dei volumi di piena. Mi sembra però che tale relazione sia catastrofica nel caso di eventi piovosi brevi e intensi, ma tutt’altro che irrisoria nel caso di eventi più lunghi e meno intensi come nei casi delle ultime tre piene. Anche in questo caso non mi è chiaro quali siano gli strumenti urbanistici che la Regione e il Comune intendano adottare, o abbiano adottato, per fronteggiare il problema.

Quindi, pur apprezzando i lavori effettuati dal Comune di Padova e gli studi commissionati dalla Regione Veneto, devo rilevare quanto segue.

1. I lavori idraulici effettuati dal Comune di Padova, come pure dai Consorzi di bonifica, mi risulta siano importanti lavori atti a facilitare il convogliamento delle acque di piena nei corsi d’acqua maggiori (Brenta e Bacchiglione), ma se questi fiumi non vengono resi tali da accogliere tali masse d’acqua, essi diventano risolutivi in modo parziale (credo solo per eventi brevi e intensi).

2. Qualsiasi lavoro idraulico diviene inutile, a medio-lungo termine, se non è accompagnato da una politica urbanistica di cessazione dell’urbanizzazione e di decementificazione. Una scelta, quest’ultima, certamente utopistica, ma che rivela come la soluzione del problema non risieda soltanto nella realizzazione e manutenzione dei corsi d’acqua.

Auspico non si voglia scorgere in queste mie righe l’intenzione di rinvigorire una polemica che mi è estranea e dalla quale mi dissocio. Intendo soltanto porre precise domande, legittime, che credo di avere espresso con cortesia.