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Il corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura FIS-Argav scopre gli “acini nobili” di Maculan

Soci Argav Maculan(di Omar Bison) Venerdì 13 novembre scorso, a Breganze (Vi), ospiti dell’Azienda vitivinicola Maculan, si è svolta la seconda “lezione” del corso base per giornalisti/comunicatori del vino, promosso in collaborazione da ARGAV, UNAGA e FIS Veneto (Fondazione Italiana Sommelier).

“Acini Nobili”. E’ stata l’occasione per apprendere nozioni interessanti sotto la guida attenta di Mariucia Pelosato e per degustare vini importanti, caratteristici, diversi ma tutti dotati di grande personalità: Gewurtztraminer dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige; Five Roses (rosato cerasuolo, novanta per cento negro amaro e dieci per cento malvasia nera) dell’Azienda Leone De Castris; il Principe di casa Maculan: gli “Acini Nobili” di uva vespaiola. Un passito di nicchia, quest’ultimo, che supera i duecento grammi litro di residuo zuccherino, gran corpo, struttura e persistenza aromatica; che conosce un percorso cadenzato e funzionale di affinamento e che soprattutto risulta equilibrato, per la tipologia, non scadendo nello stucchevole. Nell’eccesso di “sciropposità”.Se la vespaiola è il biglietto da visita di Breganze e di Maculan, di colline vulcaniche e tufacee in grado di conferire ai vini imprintig distintivi, Acini Nobili è il Top di gamma. Dalle stesse uve appassite da cui si ricava il Torcolato, gli acini attaccati da Botritys Cinerea, la cosiddetta muffa nobile responsabile di morbidezza e rotondità gustativa, vengono scelti uno ad uno per diventare “Acini Nobili”.

L’evoluzione nel Dna aziendale. La visita in azienda è poi proseguita con Angela Maculan, figlia di Fausto, l’artefice del miracolo Maculan, subentrato in azienda al padre sin dagli anni settanta del secolo scorso. Curioso, sperimentatore, innovatore in un azienda specializzata nella vinificazione, nelle pratiche di cantina, priva, allora, di un ettaro di vigneto. Oggi gli ettari di proprietà sono 50, ed esporta in ben 19 paesi nel mondo. Tolti il Tai (l’ex Tocai, Rosso in questa zona) e la Vespaiola, i vitigni lavorati sono i classici internazionali, in purezza o blend, nel caso del Brentino (cabernet sauvignon e Merlot), bordolese. Il prossimo appuntamento del corso Argav – FIS a Gennaio presso l’Azienda Speri Viticoltori di Pedemonte (Vr).

Tutti i numeri del Torcolato, il passito Doc del vicentino che traina l’economia breganzese

Mirka Schweiger, segretaria Argav, con Beppe Bigazzi, ambasciatore del Torcolato nel mondo

(Breganze, 20 gennaio 2010, Prima del Torcolato annata 2009).  Con poco più di 600 ettari a vigneto, Breganze è una piccola Doc,  eppure i suoi vini fanno il giro del mondo, perché la qualità non si conta in ettari di superficie ma in perizia ed esperienza enologica che, ai piedi dell’Altopiano di Asiago, si nutrono di secoli di storia viticola, di conoscenza e di attenzione per le peculiarità pedoclimatiche del territorio. Il 10% della superficie vitata, di questa porzione di pedemontana vicentina, è coltivata a Vespaiola, sessanta ettari da cui la viticoltura breganzese riesce a estrarre uno dei suoi prodotti di punta: il Torcolato, un vino che in tutto e per tutto è l’essenza di questo territorio. La resa è molto bassa: da 100 chili di uva vespaiola si ottengono tra i 25 ed i 30 litri di Torcolato, un nettare prezioso, quindi, prodotto in circa 100.000 bottiglie nei vari formati, che raccolgono e conservano i 50.000 litri di vino ottenuto, per un giro d’affari valutato intorno ad 1.500.000 euro.

Questo vino esportato in tutto il mondo è il frutto del lavoro e della meticolosità di dodici aziende viticole che coprono per collocazione l’intera area della Doc. Ognuna si indentifica per le particolari condizioni pedoclimatiche dei terreni dove coltivano le viti; tutte competono tra loro sul terreno della qualità non solo per il Torcolato ma per ogni altra tipologia. Dodici Torcolati esprimono nelle loro sensazioni e profumi la storia di chi li produce e il sapore di una terra. Sensazioni che richiedono tempo per assemblarsi e armonizzarsi: assaggiare Torcolato, pertanto, richiede pazienza e attesa. L’annata 2009, protagonista della Prima, per il disciplinare di produzione potrà essere in commercio a partire dal 31 gennaio 2011, ma l’esperienza suggerisce ai produttori un invecchiamento maggiore, vista anche la longevità del vino. Lo producono: Bastia di Mario Saccardo, Giuseppe Bonollo, Cà Biasi di Innocente Dalla Valle, Cantina Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Gastaldia, Maculan, Firmino Miotti, Vignaioli Contrà Soarda, Vigneto Due Santi, Villa Magna, Vitacchio Cav. Guerrino. Info: Associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze

(Ufficio stampa Alpe Comunicazione)