(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Il racconto della visita dei soci Argav nell’Alto Vicentino – breve, parziale ma intensa – effettuata lo scorso 10 giugno si conclude dove avevamo invece iniziato, con il tour del centro storico di Marostica, in compagnia di Ornella Minuzzo, dell’associazione “Terra e Vita”.
La città degli scacchi. Con poco più di 14 mila abitanti, Marostica vanta origini antiche, ma è durante la dominazione degli Scaligeri (1311-1387), la dinastia che governò Verona per oltre cent’anni, che acquistò prestigio. Dal 1387 fino al 1404 passò sotto il dominio milanese di Gian Galeazzo Visconti, poi divenne un possedimento della Serenissima fino al 1797. Quattro porte d’ingresso al centro storico, 24 torricelle d’avvistamento e una possente cinta muraria lunga circa 1800 metri che collega i due castelli medievali – il camminamento di ronda consente una spettacolare panoramica sulla città murata – sono tutto ciò che oggi rimane dei secoli in cui la zona fu contesa da Vicenza e le Signorie limitrofe. E’ nota in tutto il mondo per la partita a scacchi con pedine viventi che si svolge in piazza Castello, dotata nel 1460 dai veneziani di un lastricato, detto il “liston”, su cui nel 1954 venne inserita la grande scacchiera per la rinomata partita a scacchi che si tiene, ogni due anni e negli anni pari, il secondo fine settimana di settembre (ven-sab-dom). Una tradizione iniziata nel 1923, che si vuole ispirata ad un evento cavalleresco occorso nel 1454, e che oggi coinvolge oltre cinquecento figuranti.
Tra le testimonianze storico culturali presenti ricordiamo alcune chiese: quella di Sant’Antonio abate fu fondata nel 1383 dagli Scaligeri e custodisce una preziosa pala d’altare opera dei Da Ponte. Ha un chiostro francescano del ‘400 e una torre campanaria di origine romana. La chiesa del Carmine, edificata per volontà della comunità tra il 1618 e il 1619, ha una facciata in stile barocco, un’aula unica di forma quadrata e affreschi soffittali del Graziani. La precede una scenica scalinata. Dalla chiesa dei Carmini, parte un sentiero panoramico, totalmente selciato e servito di luce e acqua potabile, che si snoda lungo parco Salin e raggiunge il Castello Superiore superando un dislivello di 133 metri. Il Castello Superiore, con fondazioni di origine romana, venne eretto nel Trecento dagli Scaligeri sul colle Pausolino (248 metri), e fu distrutto durante la guerra di Cambrai (1508/1516). La chiesa di Santa Maria Assunta è il principale e più antico luogo di culto di Marostica e risale probabilmente al IV secolo. Rimaneggiata nel Seicento, accoglie numerose opere artistiche.
Prospero Alpini. Il Castello inferiore di Marostica, è un bell’esempio di architettura militare medioevale. Costruito nel XIV sec. dagli Scaligeri in pietra arenaria locale, all’interno ospita sale affrescate, arredi d’epoca e spazi espositivi. All’interno vi è anche il Museo dei costumi della partita a scacchi e la spezieria del medico e botanico Prospero Alpini (Marostica 1553 – Padova 1616), personaggio illustre della cittadina, celeberrimo medico e botanico, che all’età di 40 anni insegnò all’Università di Padova, dove si laureò nel 1578. Fu uno dei primi prefetti dell’Orto botanico patavino. Per tre anni circa, fu al seguito del patrizio veneto Giorgio Emo, console al Cairo per la Serenissima. In Egitto ebbe modo di conoscere numerose specie vegetali, spontanee e coltivate, di largo uso nella terapeutica egiziana. Da quest’esperienza, pubblicò nel 1591 e 1592 due volumi, “De medicina Aegyptiorum e “De Plantis Aegypti Liber”, in cui descrive e disegna, fra le altre, la pianta del caffè. Alpini fu il primo botanico a parlare di questa bevanda in Europa. Altro personaggio illustre della cittadina, il geografo economico, studioso delle questioni migratorie Bernardino Frescura (Marostica 1868-Padova 1925). La casa natale di Prospero Alpini si trova nell’omonima via del centro storico, appena fuori le mura (nella foto in alto, credits Musei Alto Vicentino).
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