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Regione Veneto, approvato il nuovo piano di gestione dei rifiuti

Mauizio Conte

Maurizio Conte

Il Consiglio del Veneto ha approvato il nuovo piano di gestione dei rifiuti, adottato dalla giunta regionale il 4 aprile del 2014 e giunto oggi all’approvazione finale dell’aula consiliare.

Gestione integrata dei rifiuti urbani. In una nota, l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, ha precisato: “Non ci speravo, ma è un grande risultato giunto a fine legislatura che dà soddisfazione a chi ci ha lavorato per tanto tempo e a tutto il consiglio regionale che lo ha approvato trovando l’unanimità”. L’assessore ha sottolineato che il piano è lo strumento che mette le basi per un ulteriore rilancio di un servizio delicato e importante per i cittadini, in cui il Veneto si è sempre mostrato ai primi posti a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata. “Un settore – ha aggiunto – in cui la Regione vuole essere autosufficiente e all’interno del quale siano fissate tariffe adeguate, coerentemente anche con la riforma dei bacini territoriali per l’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”.

Adeguata la normativa regionale a quella europea. “E’ stato compiuto un grande lavoro – ha concluso Conte – sia in sede tecnica, che in commissione consiliare, per il quale ringrazio il consiglio regionale. Sicuramente questo nuovo piano contribuirà a far migliorare ancora il Veneto, adeguando la normativa regionale a quella europea. Questo ha evitato anche il rischio di incorrere nella procedura di infrazione da parte della Commissione Europea che aveva già fatto presente che il vecchio piano, finora in vigore, non era più conforme alla direttiva in materia, e la conseguente applicazione di pesanti sanzioni economiche”.

Fonte: Regione Veneto

Bilancio 2015, Ambiente: 1,5 milioni ai comuni per bonifica e smaltimento amianto, 2 milioni di euro all’Arpav per il controllo ambientale del territorio

inquinamentosUn emendamento della giunta regionale del Veneto alla legge di stabilità, approvato dal consiglio, assegna un contributo straordinario di 1,5 milioni di euro da destinare agli enti locali per interventi di bonifica e smaltimento dell’amianto presente negli edifici pubblici.

Verifica stato di conservazione di coperture in amianto. L’assessore all’Ambiente, Maurizio Conte, ha spiegato che la problematica si pone in termini non tanto di presenza dell’amianto negli edifici pubblici, quanto dello stato di conservazione di coperture o altre strutture in amianto. La priorità sarà quindi rivolta alla verifica di questo aspetto. E’ iniziato un percorso con la mappatura effettuata dall’ARPAV (a cui è stato assegnato, con un altro emendamento, un contributo straordinario di 2 milioni di euro per la sostituzione e l’ammodernamento della strumentazione e dei dispositivi impiegati per i controlli ambientali), che bisognerà completare ora sollecitando la risposta da parte di quegli enti che ancora non l’hanno fatto. Grazie al reperimento di 500 mila euro, in collaborazione con l’ANCI le risorse sono state destinate ad interventi di bonifica e smaltimento di tutti i comuni che ne hanno fatto richiesta.

Rimane però in sospeso lo smaltimento dell’amianto rimosso. Le risorse stanziate con questo emendamento – ha detto l’assessore – potranno servire, sulla base delle priorità indicate dal territorio, per continuare questo percorso che comunque non è l’unico ma va ad integrarsi, ad esempio, con gli interventi strutturali realizzati sulle scuole nell’ambito dei lavori pubblici, con il sostegno finanziario dello Stato, e che comprendono nella pianificazione anche l’eliminazione dell’amianto, se presente. Resta in sospeso invece – ha concluso l’assessore – l’individuazione di siti sul territorio regionale o di altri impianti che garantiscano lo smaltimento dell’amianto rimosso, non avendo il consiglio ancora approvato il nuovo piano dei rifiuti.

Fonte: Regione Veneto

Ambiente in Veneto. La crisi economica “abbatte” anche le polveri sottili, ma la bruciatura delle biomasse aumenta le sostanze cancerogene nell’aria. Conte: servono risorse vere dallo Stato per la difesa ambientale del territorio.

Stelluto Conte

da sx Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV) e Maurizio Conte (assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo Regione Veneto)

(di Marina Meneguzzi) Ciò che non potè l’uomo, potè la crisi. Che, indirettamente, porta una notizia positiva per la nostra salute. Nel corso del 2014, è diminuita, infatti, la quantità di PM10, le polveri sottili presenti nell’atmosfera, dannose per l’apparato respiratorio, e lo si deve ad interventi strutturali, come ad esempio il miglioramento del sistema di abbattimento dei fumi industriali, ma anche al fatto che, purtroppo, molte aziende hanno chiuso i battenti e che, per risparmiare, viaggiamo di meno in auto. Ad evidenziare il dato, tra i tanti temi trattati, è stato Maurizio Conte, assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo della Regione Veneto, nella conferenza stampa di fine anno relativa agli impegni presenti e futuri per la tutela del territorio e svoltasi ieri, lunedì 15 dicembre, a Palazzo Balbi a Venezia, in collaborazione con ARGAV, rappresentata dal presidente Fabrizio Stelluto.

Bruciatura biomasse il prossimo problema ambientale? Un dato allarmante emerso durante l’incontro è la forte crescita nell’aria di benzo(a)pirene, un idrocarburo cancerogeno che viene emesso dalla bruciatura di biomasse (legna, pellet), sistema di riscaldamento domestico preferito negli ultimi anni per il risparmio economico rispetto al metano. Da notare, che da alcuni giorni a questa parte è stato annunciato l’aumento dell’IVA al 10 al 22% del pellet, lievitazione che guarda più al miglioramento delle entrate del Paese piuttosto che a un sistema di disicentivazione all’uso. Altra brutta notizia dal punto di vista ambientale riguarda il bellunese, dove, nell’inverno 2013/14, l’eccessiva piovosità e le abbondanti nevicate hanno causato gravi ed estesi danni al patrimonio boschivo – si parla di circa 500 mila alberi caduti -. Dopo le note dolenti, l’incontro stampa è proseguito con una disamina delle azioni intraprese dall’assessorato per la salvaguardia del territorio ed illustrate da Conte e dai dirigenti responsabili: dalle grandi opere per la mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi di contrasto dell’erosione costiera e di ripristino dei litorali, alle iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico. Di seguito, potete leggere nello specifico i punti trattati, evidenziati da una nota stampa dell’assessorato.

Un anno a difesa dell’ambiente veneto. Conte: servono risorse vere dallo stato. “Il “Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico”, redatto dalla Regione del Veneto dopo l’alluvione del 2010, prevede interventi strutturali per l’importo complessivo di oltre 2,7 miliardi di euro”, ha riferito Conte. Che ha aggiunto: “Finora la Regione ha investito circa 500 milioni. E’ un importo ancora limitato rispetto all’obiettivo complessivo, ma sicuramente rilevante per il bilancio regionale. Il problema di fondo è avere una disponibilità di risorse vere da parte dello Stato oppure liberare le risorse bloccate dai vicoli del Patto di stabilità da utilizzare per il dissesto idrogeologico”.

Bacini di laminazione, lavori già avviati e in via di attuazione. I bacini di laminazione rappresentano le azioni strutturali prioritarie per l’attuazione di una politica di difesa idraulica del territorio. Sono stati avviati i lavori sul Timonchio per la cassa di espansione di Caldogno e a breve inizieranno quelli per il bacino di Trissino, entrambi nel vicentino. Essendo ora state individuate le risorse finanziarie necessarie, è stato annunciato che la Giunta Regionale procederà a giorni ad autorizzare l’avvio delle procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione sul fiume Bacchiglione a monte di Viale Diaz nei Comuni di Vicenza e Caldogno (VI), che avrà un costo complessivo € 18.750.000; del bacino di laminazione “Anconetta” sul fiume Agno-Guà-S. Caterina nei Comuni di S. Urbano e Vighizzolo d’Este (PD) per un costo complessivo € 15.700.000; del bacino di laminazione di “Prà dei Gai” sul fiume Livenza nei Comuni di Portobuffolè e Mansuè e sul fiume Monticano in Comune di Fontanelle (TV) per un costo complessivo € 39.000.000. Ad oggi si sono invece già concluse le procedure di gara dei bacini sul torrente Alpone in località Colombaretta, nel comune di Montecchia di Crosara (VR), e sul torrente Muson, nei comuni di Fonte e Riese Pio X (TV), mentre è in corso quella per il bacino S. Lorenzo sul torrente Tramigna nei comuni di Soave e S. Bonifacio (VR). Nel 2015 sarà quindi possibile dare inizio ai lavori su tutti questi tre bacini di laminazione.

Rischio idrogeologico. L’assessore Conte ha inoltre fatto presente che, con la rimodulazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-2013 (ex FAS), sono state incrementate le risorse da destinare alla linea di intervento per la riduzione del rischio idrogeologico a 61.750.000 euro, consentendo la realizzazione di ulteriori interventi a regia regionale. Tra questi ci sono anche interventi di contrasto dell’erosione costiera e di ripristino ambientale dei litorali per quasi 11 milioni: 1,1 milioni a Bibione, 3,5 milioni a Caorle, 3 milioni più altri 1,4 milioni a Jesolo e Cavallino-Treporti, 1,8 milioni a Chioggia.
In materia di sicurezza idraulica, la Regione finanzierà inoltre interventi di manutenzione di carattere straordinario sui fossi di privati e enti pubblici nei comuni con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti: è disponibile un importo complessivo di circa 4 milioni 400 mila euro, a fronte di richieste per circa 11 milioni di euro.

Idrovia Padova-Venezia. Si è appena conclusa la gara per l’affidamento dell’incarico per la redazione del progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale navigabile con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta. In via provvisoria, fino all’espletamento di tutti i controlli previsti dalla normativa, si è aggiudicata l’incarico l’associazione temporanea di studi professionali composta da Technital di Verona e Beta Studio di Ponte S. Nicolò (PD). La precisazione da parte dell’assessore Conte dello stato di provvisorietà di assegnazione dell’incarico è dovuta al fatto che la società veronese Technital fa parte delle imprese del Consorzio Venezia Nuova, al centro dell’inchiesta Mose. “La Technital ha fatto l’offerta migliore, ma se non avrà i requisiti previsti dalle norme, tra cui quelle di verifica antimafia e antiriciclaggio, l’incarico passerà alla seconda in graduatoria”, ha precisato Conte. “Il progetto sarà redatto – ha continuato l’assessore- sentendo anche le amministrazioni locali, l’Interporto di Padova e il Porto di Venezia sia per quanto riguarda il dimensionamento dei natanti per il trasporto merci fino alla Laguna di Venezia, sia come soluzione anche per i problemi idraulici dell’area.

Miglioramento dell’aria. Nuove tecnologie e crisi economica hanno favorito una costante diminuzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. Va però in controtendenza la crescita del benzo(a)pirene dovuto all’uso di biomasse per il riscaldamento domestico. Tra le azioni messe in campo in sinergia con altre realtà, il Veneto ha aperto anche una serie di bandi che hanno come finalità ultima il miglioramento della qualità dell’aria. Sono quattro e riguardano la rottamazione di stufe e caldaie obsolete, la sostituzione di automobili inquinanti, l’applicazione di sistemi di bike sharing e l’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica. I dati non sono ancora definitivi, in quanto non sono ancora chiuse del tutto le operazioni di protocollo a causa delle istanze pervenute negli ultimi giorni (i bandi scadevano il 10 dicembre). I dati finora disponibili dicono che per il bando stufe e caldaie (2 milioni di euro) sono state presentate circa 500 richieste; per il bando auto (2 milioni di euro) circa 450 richieste; per il bando illuminazione (4 milioni di euro) circa 100 richieste; per il bando bike sharing (1,1 milioni di euro) 81 richieste con obiettivo di trasferire il trasporto delle persone dalle auto private alle biciclette.

Settore forestale. L’annata è stata caratterizzata dal pesante condizionamento meteo-climatico che ha influito su tutta l’attività delle strutture forestali regionali. L’inverno 2013-2014 è stato mite (il terreno non ha mai gelato), piovoso, con copiose precipitazioni nevose nel periodo gennaio – febbraio di neve pesante e sciroccosa che, in particolare nell’alta provincia di Belluno (Comelico, Centro Cadore e Agordino), hanno provocato gravi ed estesi danni al patrimonio boschivo d’alto fusto. La massa legnosa schiantata in provincia di Belluno ammonta a 235.000 mc. E’ andato perso circa il 77% dell’incremento legnoso annuo dei boschi della provincia di Belluno per un danno stimato pari a 7,5 milioni di euro in termini di redditività potenziale compromessa. Sul territorio montano e collinare si è verificato un diffuso stillicidio di fenomeni franosi; spesso non gravi se singolarmente considerati, ma non per questo meno insidiosi e dannosi soprattutto se valutati nell’impatto sulla realtà territoriale locale. In questo quadro d’insieme va inserito anche il tragico evento del 2 agosto a Refrontolo, a seguito della esondazione del Torrente Lierza, costato la vita a quattro persone. I Settori Forestali Regionali hanno attuato un programma annuale di 96 interventi di sistemazione idrogeologica ed idraulico-forestale, per 15 milioni di euro; 26 interventi (per circa 3 milioni di euro) a specifico ristoro degli eventi meteo-alluvionali di gennaio-febbraio 2014 mentre 3 milioni sono stati previsti come dotazione straordinaria per Refrontolo, in aggiunta alle iniziative di pronto intervento. Tutti i lavori sono realizzati direttamente dalle strutture forestali in economia con l’impiego, a livello regionale, di 624 operatori forestali specializzati.

Rifiuti, cave e piano aria. Conte ha infine ricordato che sono già stati presentati in consiglio regionale il nuovo piano rifiuti, il piano cave e il piano aria che hanno concretizzato un processo di programmazione importante, in cui sono state raccolte le esigenze provenienti da vari settori e la più recente evoluzione normativa, avendo come obiettivo primario la messa in sicurezza dei siti a rischio.

9 maggio 2014, ambiente e territorio al centro dell’incontro ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Arezerello di Piove di Sacco, 11/10/11, Fabrizio Stelluto presidente ARGAV e Maurizio Conte assessore Ambiente Regione Veneto

da sx Maurizio Conte, assessore all’Ambiente regione Veneto e Fabrizio Stelluto presidente ARGAV

Venerdì 9 maggio 2014 alle ore 19 circa torna l’incontro mensile ARGAV-WIGWAM al Circolo di Campagna di Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Programma serata. Per l’occasione, avremo ospiti: Maurizio Conte, assessore all’Ambiente Regione Veneto, che parlerà della “Settimana Veneta dell’Ambiente 2014“, di cui ARGAV è partner, Alberto Serafin, amministratore unico Acque del Chiampo Spa, che parlerà dell’accordo con il ministero dell’Ambiente per la riduzione della carbon footprint, Luciano Gallo, direttore generale Unione Comuni Camposampierese, che parlerà del nuovo portale turistico della Valle Agredo, Rino Dal Pos, responsabile area Urbanistica/Energie Alternative Confindustria Padova, che parlerà del nuovo portale Veneto Expo. Avremo modo di incontrare anche Gianluca Carraro, presidente Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali Regione Veneto.

 

13 dicembre 2013, a Piazzola sul Brenta (PD), l’assessore regionale all’Ambiente Conte parla degli impegni presenti e futuri per la tutela del territorio del Veneto. Modera l’incontro il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

Arezerello di Piove di Sacco, 11/10/11, Fabrizio Stelluto presidente ARGAV e Maurizio Conte assessore Ambiente Regione Veneto

da sx l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte con Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Venerdì 13 dicembre 2013, dalle 9.30 alle 13.30, presso Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (PD) si terrà l’incontro “Un anno per la difesa dell’Ambiente Veneto” organizzato da Regione del Veneto, assessorato all’Ambiente in collaborazione con UVB (Unione Veneta Bonifiche), ARPAV (Agenzia per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) e ARGAV.

Dalle opere post-alluvione ai piani cave, aria, rifiuti. Impegni presenti e futuri per la tutela del territorio. L’incontro, moderato da Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, è così articolato: dopo i saluti di Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente, di Carlo Emanuele Pepe, direttore generale ARPAV e di Giuseppe Romano, presidente UVB, ci saranno gli interventi di Mariano Carraro, segretario regionale per l’Ambiente, Tiziano Pinato (Difesa del Suolo), che parlerà di “Alluvione, i cantieri 2013-2014“, Marco Puiatti (Geologia e Georisorse), che parlerà di “Cave, il risparmio del suolo“, Mauro Giovanni Viti (Foreste e Parchi) che parlerà de “I boschi, custodi del suolo“,  Alessandro Benassi (Ambiente), che parlerà di “Aria e Rifiuti, i Piani“.

Maltempo. Romano (Unione Veneta Bonifiche): “Eventi meteo calamitosi sempre più frequenti impongono un cambio di passo”. Conte (Regione Veneto), chiede di rivedere il patto di stabilità e si appella ai sindaci: “Attenzione ai vincoli idraulici””.

campagne allagateAccanto agli allagamenti diffusi dei giorni scorsi, va ricordato l’andamento meteorologico di una primavera anomala, in cui le precipitazioni sono state (in alcune aree) anche del doppio rispetto alla media. Nei primi quattro mesi dell’anno sono caduti circa 600 millimetri di acqua, su una media annuale di circa 1000 millimetri, ovvero il 60% dell’intera piovosità annuale.

Piogge eccezionali come queste hanno imbottito i terreni, ormai privi di capacità di assorbimento. L’acqua si è quindi riversata nella rete idraulica minore colmando canali, fossi e scoline al limite delle portate. Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche: “In questo voglio sottolineare che i Consorzi di bonifica avevano provveduto anticipatamente allo svuotamento dei canali, proprio per far fronte all’eventuale criticità. Senza azioni di questo tipo a quest’ora staremo parlando di un Veneto interamente sommerso.” Inoltre l’agricoltura, già duramente colpita dalla siccità dello scorso anno, si trova ora a fare i conti con il problema inverso. La bieticoltura è ormai “tagliata fuori”, così come le prime semine primaverili che rischiano di saltare, tanto che nelle campagne si comincia a pensare di già ad investire nella soia. Giusppe Romano: “Il 40% della superficie destinata alle barbabietole è senza semina; il 30% per il mais. In uno scenario più che drammatico, la situazione agricola veneta presenta oggi 32 mila ettari di superficie agricola regionale deputata alle orticole non ancora seminata.”

Bacini di laminazione necessari. Il tutto aggravato dalla eccessiva cementificazione del territorio, aumentata del 27% negli ultimi 30 anni. Dal 2010 i Consorzi di bonifica, oltre alle ordinarie manutenzioni, hanno operato straordinariamente per 30 milioni di euro, che se li sommiamo ai 110 milioni investiti dalla Regione mostrano che dal 2010 è stato fatto molto per il Veneto: opere eccellenti, come la cassa di espansione di Riese Pio X, a Castelfranco Veneto, nel trevigiano, dove senza di essa finirebbe allagata gran parte dell’area della castellana. Tuttavia, 120mm in 6 ore è una statistica impressionante, soprattutto in un contesto meteo-climatico come quello che stiamo vivendo. Situazioni che non possono ridursi al dare la colpa al meteo, soprattutto quando l’evento straordinario si verifica con questa frequenza. Giuseppe Romano: “Bisogna convivere con i grandi eventi e dare avvio agli interventi previsti per la riduzione del rischio idraulico, a partire dai bacini di laminazione. Unione Veneta Bonifiche ha presentato un piano pluriennale per la messa in sicurezza idraulica del Veneto da 557 progetti per un valore di 1,4 miliardi di euro. Ma questo non garantirebbe la fine degli allagamenti, in quanto è necessario anche un grande piano fatto di piccoli interventi fondati su una nuova cultura di gestione del territorio, ad invarianza idraulica zero. Credo sia importante dire basta all’urbanizzazione non governata, rispettare i pareri di compatibilità idraulica sulle nuove urbanizzazioni, provvedere alla pulizia dei fossi nelle campagne e recuperare gli scoli nelle aree urbane.

Fino al 26 maggio, eventi nel territorio per far conoscere il lavoro dei Consorzi di bonfica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione  (programma qui) con decine di manifestazioni su tutto il territorio e un coinvolgimento scolastico di circa 5000 ragazzi, si pone come obiettivo proprio questo, convinti che un cambio culturale sia strettamente connesso con i decisori del futuro di domani”.

Regione Veneto: “Necessario rivedere il patto di stabilità”. Maurizio Conte, Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, esprime la necessità di metter mano al Patto di stabilità: “ La collaborazione che c’è stata in questi due anni con i Geni Civili e i Consorzi di bonifica è stata essenziale per individuare le criticità del Veneto. Ma serve prima metter mano al patto di stabilità per poter finalmente sbloccare le risorse necessarie a fare le opere. Se abbiamo le risorse ma non possiamo utilizzarle, qualcosa non va. Spero che Zanonato dia a Zaia i poteri che servono per l’approvazione di alcuni progetti. Inoltre, voglio fare un appello ai sindaci: le cose sono cambiate, va bene dare la possibilità a tutti di costruire, ma non si possono mettere in discussione vincoli idraulici che poi devono essere ripagati se costruiti in maniera errata. È necessario un coordinamento per la realizzazione di queste opere. C’è stata qualche ingiustificata situazione, ma alcuni lavori non sono stati fatti per la criticità del tempo negli ultimi mesi. Trissino e Caldogno sono esempi, come il lavoro di Fonte, nel trevigiano, che risolverà il problema del Muson. 120 milioni previsti per la realizzazione di 5 casse di espansione. In questi due anni siamo riusciti a trovare con le associazioni di categoria dell’agricoltura degli accordi. Noi dobbiamo essere garantisti della proprietà privata ma non si possono non prendere in considerazione le infrastrutture per la tutela dei comuni”.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Ambiente, Regione Veneto, in arrivo il “piano aria”, presto anche quello dei rifiuti e per le cave

Mauizio ConteLa giunta regionale ha adottato a fine dicembre il Piano di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale aprendo così la fase della consultazione pubblica. Da oggi ci sono sessanta giorni di tempo per presentare osservazioni, valutate le quali l’iter prevede poi un nuovo passaggio in giunta regionale e la trasmissione al Consiglio per approvazione definitiva. Le linee del piano sono state presentate venerdì 25 gennaio scorso a Teolo (Padova), nella sede del Centro Meteorologico dell’ARPAV, dall’assessore veneto alle politiche ambientali Maurizio Conte che ha colto l’occasione, insieme ai tecnici regionali e al direttore dell’ARPAV, per fare il punto sull’attività svolta nel 2012 nel campo della tutela e della salvaguardia ambientale e sulle azioni in programma per il 2013.

Il nuovo Piano Aria – è stato detto – rispecchia dieci anni di lavoro e di confronto con le amministrazioni provinciali e comunali (il piano ora in vigore risale al 2002). Il Veneto, comunque, si trova in una posizione sfavorevole – anche dal punto di vista meteoclimatico – alla dispersione degli inquinamenti atmosferici. In questi ultimi cinque anni si è registrato un calo complessivo degli inquinanti primari e secondari, mentre dal 2010 al 2012 la situazione si è stabilizzata. I dati della rete ARPAV hanno rilevato per l’ultimo triennio in tutte le città del Veneto, ad eccezione di Belluno, un numero di superamenti del valore limite giornaliero di polveri sottili-PM10 superiore ai 35 giorni per anno. Per quanto riguarda l’ozono, inquinante tipicamente estivo, i dati del 2012 mostrano un peggioramento rispetto al 2011 dovuto ad un’estate caratterizzata da episodi anche prolungati di caldo, soprattutto in giugno e nella seconda metà di agosto. Le centraline ARPAV hanno registrato 219 episodi di superamento della soglia di informazione contro i 192 dell’anno precedente.

Nuovi inquinanti. Oltre agli inquinanti ‘tradizionali’ il monitoraggio dell’ultimo triennio ha permesso di individuarne di ‘emergenti’, come il benzoapirene che fa registrare un aumento probabilmente dovuto anche all’utilizzo di biomasse, vale a dire legname e pellet, per il riscaldamento. Il nuovo Piano per la Qualità dell’Aria prevede una nuova zonizzazione, in particolare per la Valbelluna che, al di sotto dei 600 metri di altitudine, ha caratteristiche simili alla pianura, ma ciò che è maggiormente rilevante è l’attenzione per i nuovi inquinanti e per le azioni più appropriate per il risanamento dell’atmosfera – ha detto l’assessore – a partire dalla riduzione dei consumi, dall’utilizzo delle migliori tecnologie sul mercato e dalla differenziazione delle fonti energetiche, guardando anche agli aspetti economici. Tutta la documentazione relativa al piano è consultabile sul sito della Regione

Piano Rifiuti e Piano Cave. Altri importante obiettivi in ‘pole positition’ – è stato ricordato – sono il Piano Rifiuti, che aggiornerà quello attualmente in vigore risalente al 2004, e il Piano Cave atteso da 30 anni. Le risorse di competenza dell’area ambiente per il 2012 ammontano complessivamente a quasi 199 milioni di euro di cui oltre 143 milioni per la difesa del suolo. Infine, è stato annunciato che dal 16 al 24 marzo si svolgerà la Settimana dell’Ambiente durante la quale in tutto il Veneto sarà possibile accedere ad oltre 50 siti di interesse ambientale e, in concomitanza con SEP Pollution, alla Fiera di Padova (in programma dal 19 al 22 marzo), saranno organizzati 15 convegni specialistici. E’ prevista anche la prima edizione del concorso fotografico “Scatta l’Ambiente”.

(Fonte: Regione Veneto)