Approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 marzo scorso il decreto legislativo di riforma della legge 164/1992, il nuovo strumento normativo organico sulla tutela delle denominazioni di origine (Do) e delle indicazioni geografiche dei vini (Ig).
“Il decreto di riforma della legge 164 mette al centro la qualità dei vini, la tutela dei consumatori e il rafforzamento della redditività delle imprese – ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia – migliorando anche il sistema di controlli e adeguando le norme alla riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato del vino e, soprattutto, alle rinnovate esigenze degli operatori del settore vitivinicolo, che sono chiamati ad affrontare le nuove sfide del mercato.
I principali contenuti del Dlgs. Eccoli: l’introduzione di strumenti di semplificazione amministrativa per gli adempimenti procedurali a carico dei produttori vitivinicoli; la promozione di un elevato livello qualitativo e di riconoscibilità dei vini a denominazione di origine e a indicazione geografica; la trasparenza e la tutela dei consumatori e delle imprese rispetto ai fenomeni di contraffazione, usurpazione e imitazione; la ridefinizione del ruolo del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini; la revisione del sistema dei controlli e del sistema sanzionatorio, sulla base di criteri di efficacia ed effettiva applicabilità.
Doc, Docg e Igt in Italia. Il 60 per cento circa della raccolta nazionale di uva è destinata a produzioni di vino tutelate da denominazioni. L’offerta nazionale conta già 41 Docg (vini a denominazione di origine controllata e garantita), 320 vini Doc (denominazione di origine controllata) e 137 vini Igt (indicazione geografica tipica).
Coldiretti: bene l’approvazione, ma avanti con i decreti applicativi. Occorre completare rapidamente la riforma della legge n.164 del 1992 con la predisposizione dei decreti applicativi e, in particolare è indispensabile procedere sulla strada della semplificazione amministrativa e della sburocratizzazione del settore i cui adempimenti sono diventati un autentico assillo per i nostri produttori – sottolinea la Coldiretti -. Che aggiunge: “Tra le norme approvate va giudicato positivamente l’obbligo di indicare l’annata di produzione in modo da assicurare maggiori garanzie al consumatore e da qualificare il prodotto destinato all’esportazione. L’Italia, infatti, è il primo produttore mondiale di vino che rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare nazionale con 3,6 miliardi di valore delle esportazioni a fronte di un fatturato record di circa 10 miliardi di euro nel 2009″.
Confagricoltura: riforma necessaria ma da completare.”La vecchia legge ha favorito la riqualificazione delle produzioni DOC ed IGT ma – rileva Confagricoltura – non ha potuto evitare nel lungo periodo una proliferazione di denominazioni ed un conseguente appiattimento del sistema”. “Il nuovo Dlgs – sottolinea Confagricoltura – introduce alcuni degli elementi di semplificazione, come da noi richiesti, ma non riesce completamente nell’intento generale di rilanciare l’efficacia della Legge 164/92 rispetto alle attuali esigenze dei produttori”. Confagricoltura fa presente anche come molti temi importanti siano stati rimandati ai successivi decreti attuativi, come le semplificazioni del sistema di controllo e la rivisitazione del sistema sanzionatorio; di fatto sono state solo accennati nel l’articolato ma non approfonditi. “La delega che il Governo ha ottenuto per riformare la legge da un lato – spiega Confagricoltura – ha consentito di agevolare il percorso di riforma già tentato, senza successo, in passato; dall’altro però, con il vincolo di definire il procedimento entro sei mesi, non ha consentito di discutere ed elaborare con maggiore dettaglio alcune sezioni fondamentali”.
(fonte Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali/Coldiretti/Confagricoltura)
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