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Manzato, al più presto “task force” riunita per ribadire la posizione “Veneto free Ogm”

“L’agricoltura veneta ha interesse ad essere Ogm free sul mercato mondiale. Al più presto convocheremo la task force anti Ogm per ribadire questa posizione, già espressa più volte in maniera netta e inequivocabile. E sia chiaro che Ogm significa organismi geneticamente modificati e coperti da brevetto, non organismi geneticamente migliorati”.

Necessità di garanzie di non contaminazione. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, secondo il quale “la sentenza della Corte di giustizia nulla cambia rispetto alle politiche che la Regione ha adottato per garantire le produzioni di qualità. Essa infatti si limita a considerare illegittimo un blocco indiscriminato e aprioristico di messa a coltura del transgenico, non tenendo conto che le amministrazioni centrali e quelle regionali non pongono un divieto generale ma rispetto alle garanzie di non contaminazione”. “Ed è questo uno dei nodi centrali, oltre al rischio di rendere gli imprenditori agricoli di fatto terzisti verso le decisioni e le scelte economiche delle multinazionali che producono, pensano e guadagnano all’estero”.

Ancora in atto una discussione profonda. “Il Veneto – ha confermato Manzato – non intende abdicare rispetto alla valorizzazione delle sue qualità, delle produzioni a denominazione e tipiche, della garanzia di essere agricoltura ogm free esibibile sul mercato e al consumatore rispetto a produzioni generiche e mondializzate, modificate geneticamente. Tutto questo, peraltro, avviene a fronte di normative europee sulle quali è in atto una discussione profonda. Ricordo che, come affermato anche nei giorni scorsi nel corso della IX Conferenza della rete delle Regioni europee Ogm free, la coesistenza tra colture transgeniche e quelle non ogm è estremamente costosa e per noi impossibile finchè non sia stabilito che il prezzo della contaminazione deve essere pagato da chi inquina. Il danno è potenzialmente immenso, perché i produttori perdono la possibilità di etichettare i loro prodotti come OGM free e rischiano di diventare veri e propri schiavi di brevetti altrui che non volevano utilizzare”. “Porteremo l’argomento a livello nazionale attraverso la Commissione politiche agricole – ha concluso Manzato – che ha già ribadito più volte la posizione non contraria alle sperimentazioni ma a coltivazioni senza certezze e sicurezze che comprometterebbero le caratteristiche intrinseche, di redditività e di mercato della nostra agricoltura”.

Il parere di Coldiretti Rovigo. “La sentenza della Corte di giustizia sul caso Pioneer contro il Mipaaf non cambia la scelta dell’Italia di mantenere il proprio territorio libero dalle contaminazioni di organismi geneticamente modificati come chiedono il 71 per cento degli italiani”.  Lo sostiene il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo nel commentare il recente provvedimento europeo, secondo cui l’Italia non può limitare la coltivazione di Ogm in attesa di misure regionali per la coesistenza tra colture tradizionali e geneticamente modificate.“Infatti – spiega Giuriolo – la Corte ha sancito il divieto all’Italia di introdurre un blocco generalizzato dei procedimenti di autorizzazione in attesa dell’intervento delle regioni (che finora non è stato realizzato), ma il divieto di coltivazione in Italia è stato consolidato da un provvedimento interministeriale (Agricoltura, Ambiente e Salute) destinato ad intervenire rispetto al caso concreto di una pretesa di un singolo agricoltore di mettere a coltura mais Ogm e non in via generale, come censura la Corte di giustizia. Ovverossia, l’Italia ha agito proprio sulla base della disciplina europea che assegna allo Stato l’accertamento caso per caso circa la pericolosità della coltivazione Ogm nei confronti delle altre colture tradizionali confinanti”.

Aumento di pesticidi ed erbicidi  con gli Ogm secondo studi negli Stati Uniti. “Se fossi tra i sostenitori dell’Ogm – conclude Giuriolo – mi preoccuperei non di sbandierare questa sentenza, bensì di approfondire le recenti ricerche della Cornell University e dell’Organic Center dell’Oregon sugli effetti delle colture Ogm negli Usa. Dagli studi è emerso che le coltivazioni Ogm hanno fatto aumentare l’uso di pesticidi ed erbicidi di oltre 200 mila tonnellate in 16 anni. In sostanza – chiarisce Giuriolo – pare che erbacce e parassiti dei raccolti Ogm si siano rafforzati, richiedendo più interventi chimici. Secondo la proiezione di Charles Benbrook, capo ricercatore dell’Organic Center in Oregon, entro il 2019 la quantità di erbicidi del tipo 2,4-D (un componente del famoso “Agente arancio” usato nella guerra del Vietnam) potrebbe aumentare di 73 volte”.

(Fonte: Regione Veneto/Coldiretti Rovigo)

OGM: Fedagri annuncia altra semina mais transgenico in Friuli, Regione Veneto, Coldiretti Veneto e Veneto libero da OGM rispondono

“Chiedo che la magistratura fermi quanti promettono di reiterare un reato già condannato in primo grado”. E’ netto l’invito di Franco Manzato, assessore all’agricoltura del Veneto, a fronte delle dichiarazioni rilasciate giovedì 8 marzo scorso dal presidente degli Agricoltori Federati sulla volontà di seminare mais transgenico in Friuli. Come Regione del Veneto valuteremo in ogni caso ogni iniziativa conseguente, ha affermato Manzato”.

“Invito tutti i cittadini e tutti gli agricoltori a vigilare e segnalare alla magistratura e alle forze dell’ordine ogni tentativo di utilizzare e piantare sementi la cui commercializzazione e il cui utilizzo in Italia sono vietati. Se costoro voglio proprio “liberarsi”, vadano in quel terzo mondo che sta diventando succubo degli ogm – ha concluso Manzato – i quali generano dipendenza economica e sociale e non creano ricchezza se non nelle borse azionarie e in chi non ha idee imprenditoriali davvero innovative”.

La risposta di “Veneto libero dagli OGM”. “Dopo aver guidato la cordata delle regioni che dicono no agli OGM in Italia, il Veneto si candida a far da apripista nel sistema normativo con una proposta di legge che è un’ulteriore barriera alla minaccia dell’introduzione del transgenico nel nostro territorio”. Lo afferma la coalizione “Veneto libero dagli OGM” composta da Federconsumatori, Vas-Verdi Ambiente e Società, Legambiente, CNA AlimentareCia, Confartigianato, Slow Food, Unci-Coldiretti, WWF,  che ha da sempre condiviso l’azione convinta dell’ Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato pronto a contrastante qualsiasi azione a favore. “Sollecitiamo tutta la classe politica regionale ad intraprendere una condivisione trasversale della proposta di legge presentata a Palazzo Ferro Fini per evitare di consegnare alle multinazionali un patrimonio universale quale è la biodiversità e dichiarare, di conseguenza, la sconfitta delle eccellenze della produzione agroalimentare veneta”.

E quella di Coldiretti Veneto. “C’è un forte legame che unisce l’agricoltura e la sicurezza alimentare. Se tuteliamo i campi riusciamo a garantire i cibi in tavola”. E’ quanto rileva Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto nella proposta di legge presentata a Venezia dal Gruppo Consiliare Lega Nord oggi a Palazzo Ferro Fini. “Il Veneto risponde in maniera forte con questa iniziativa legislativa – continua Piazza – e lo fa all’indomani dell’ennesimo annuncio da parte del leader del gruppo di Agricoltori Federati che minaccia la semina di mais transgenico nelle terre del vicino Friuli. Non è possibile ogni anno trovarci  di fronte a casi di coltivazioni illegali – spiega Piazza – dunque se la Regione Veneto avrà la determinazione di proclamare il suo territorio libero dagli organismi geneticamente modificati offrirà ai consumatori un’ulteriore garanzia di produzioni tipiche regionali scevre da contaminazioni transgeniche. I nostri agricoltori sono già pronti all’etichettatura volontaria dei loro prodotti – conclude  Piazza – orientamento che Coldiretti sostiene quale soluzione concreta per una valorizzazione della già alta qualità di tutto il patrimonio enogastronomico regionale”.

(fonte Regione Veneto, Coldiretti Veneto, Veneto libero da OGM)

Ogm: Confagricoltura stigmatizza il no preconcetto delle Regioni italiane

“Le Regioni hanno ribadito all’unanimità che non vogliono la coltivazione di OGM (organismi geneticamente modificati) su tutto il territorio e chiedono al governo che l’Italia si appelli alla clausola di salvaguardia”. Lo ha affermato l‘assessore pugliese Dario Stefàno, presidente della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni. La posizione della Conferenza coincide con quella espressa in precedenza dagli assessori regionali e sarà lo stesso Vasco Errani a comunicarla al governo e a chiedere il ricorso alla clausola di salvaguardia, come previsto dal regolamento di Bruxelles.

Ma Confagricoltura critica il comportamento delle Regioni le quali, per l’ennesima volta, rinviano ogni decisione sulle linee della coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e OGM – come era stato richiesto dal Ministro Galan – non affrontando il problema, mentre hanno il preciso obbligo di farlo. “La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ancora una volta ha deciso di non decidere. Si sta nuovamente privilegiando il pregiudizio piuttosto che la presa di posizione lucida e basata su dati di fatto, che dovrebbe caratterizzare le scelte politiche”, commenta Confagricoltura. Inoltre – sottolinea ancora l’Organizzazione agricola – non indicano nemmeno argomentazioni per invocare la clausola di salvaguardia che ha bisogno, come presupposto, di solide motivazioni scientifiche per evidenziare l’ipotetico danno alla salute e/o all’ambiente dalla coltivazione di OGM.

Sicurezza OGM. D’altronde solo il 9 dicembre scorso la Commissione europea ha pubblicato una raccolta di studi sugli OGM che abbracciano dieci anni di attività e 50 progetti di ricerca sul tema della sicurezza degli OGM. Tutti studi che, secondo quanto afferma la stessa Commissione, assieme agli altri svolti da 25 anni a questa parte da oltre 500 gruppi di ricerca, dimostrano che “non esiste, allo stato, alcuna prova scientifica che gli OGM determinino rischi maggiori per l’ambiente e per la sicurezza degli alimenti umani ed animali rispetto alle coltivazioni ed agli organismi convenzionali”.  Ad avviso di Confagricoltura, le Regioni si trincerano dietro una voglia di “OGM free” che non solo non ha basi scientifiche ma continua a danneggiare i maiscoltori italiani che ogni anno perdono oltre 300 milioni di euro tra mancati ricavi e maggiori costi. E la ricerca resta bloccata.

(fonte Adnkronos.com)

OGM: sovranità delle Regioni su ogni decisione in merito, dal Veneto il primo “no”

Una barriera percorre tutta l’Italia, quella degli assessori regionali all’agricoltura che si oppongono ad un piano che apra il benché minimo spiraglio all’introduzione nel nostro Paese di OGM. La stessa posizione dello scorso settembre è stata riconfermata anche giovedì 9 dicembre scorso, in occasione dell’incontro tecnico organizzato al Ministero dell’Agricoltura con una dichiarazione unanime da parte di tutti i rappresentanti che respingono la praticabilità della coesistenza e proclamano la sovranità delle Regioni come unico strumento per mantenere libero dagli ogm tutto il territorio italiano.

Una vera muraglia il cui primo pilastro è in Veneto” – commenta Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto riferendosi alla posizione assunta da Franco Manzato al tavolo ministeriale durante il quale sono state esaminate le linee guida proposte da Giancarlo Galan. “Non scenderemo a nessun compromesso – spiega Piazza – in gioco c’è il rispetto del lavoro dei nostri agricoltori. Qualsiasi apertura è segno di irresponsabilità verso la qualità e la tipicità dei prodotti coltivati nelle nostre campagne. Non consegneremo le nostre imprese a nessuna logica che tolga identità e libertà all’agricoltura italiana”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Dal 3 dicembre 2010 l’Alto Adige dichiarato OGM free. Galan: “le Regioni non possono vietarli”.

foto Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige

Con l’approvazione da parte del Consiglio provinciale di un articolo inserito dall’assessore Hans Berger nella legge omnibus, l’utilizzo degli Ogm in Alto Adige e’ stato definitivamente messo al bando. ”Si tratta di un grande risultato – commenta Berger – che mette la parola fine ad un percorso lungo e non privo di ostacoli soprattutto dal punto di vista giuridico”.

Sino ad oggi, infatti, l’Unione Europa non aveva consentito di inserire un divieto assoluto all’utilizzo di sementi geneticamente modificati in agricoltura. ”La linea di Bruxelles – prosegue l’assessore Hans Berger – era sempre stata quella di puntare su una sorta di coesistenza fra agricoltura tradizionale e Ogm”. L’obiettivo della Giunta provinciale, in ogni caso, era chiaro fin dall’inizio, visto che proprio l’assessore Berger aveva redatto una legge che prevedeva il divieto di utilizzare gli Ogm, almeno sino a quando non fosse entrata in vigore la regolamentazione europea sulla coesistenza. ”Con il via libera del Consiglio provinciale all’articolo contenuto nella legge omnibus – sottolinea Hans Berger – abbiamo invece stabilito in maniera definitiva, senza se e senza ma, e soprattutto senza alcun limite temporale, che l’Alto Adige sara’ un territorio libero dagli organismi geneticamente modificati’‘.

A rendere possibile questo storico passaggio, e’ stato il crescente scetticismo sviluppatosi sull’argomento anche a Bruxelles. ”Il parere negativo della gran parte dei consumatori – commenta l’assessore provinciale all’agricoltura – e di un numero sempre maggiore di Regioni, ha convinto la Commissione Europea a cambiare la propria strategia, delegando ai singoli stati la competenza sulle decisioni in materia di Ogm. Tutto questo nonostante il presidente Barroso abbia incontrato, e continui ad incontrare, molte resistenze”.  Tra chi si dichiarava non entusiasta del cambio di rotta da parte di Bruxelles, figurava anche il neo-Ministro alle politiche agricole Giancarlo Galan. ‘‘In Italia – spiega pero’ Hans Berger – la competenza in materia di organismi geneticamente modificati spetta agli enti locali, e su mia iniziativa la Conferenza delle Regioni ha invitato il Ministero a seguire le direttive provenienti dall’Unione Europea: cio’ significa nessuna linea morbida, ma un secco no agli Ogm. Tuttele Regioni si sono impegnate ad elaborare nel piu’ breve tempo possibile delle leggi in grado di regolare la materia, e la Provincia di Bolzano, con questo articolo della legge omnibus che trovera’ poi una cornice giuridica piu’ adeguata, e’ stata tra le prime a muoversi”.

Galan: Bolzano incompatibile con legge italiana e Ue. Il ministero delle Politiche agricole Giancarlo Galan interviene sull’iniziativa di Bolzano per l’Ogm free. ”La Provincia di Bolzano – afferma – ignora che una simile decisione non sarebbe attualmente compatibile con quanto previsto dalla legislazione nazionale, nè dalle vigenti normative europee”. ”Cio’ che invece e’ stato piu’ volte sostenuto dal Ministro Galan – conclude la nota – e’ che l’Italia non rinunci ad alcun progetto di ricerca che abbia per obiettivo la più completa conoscenza degli Ogm”.

(fonte Ansa.it)

Arriva il superpomodoro anti-eta’

foto Coldiretti

E’ arrivato sul mercato il superpomodoro naturale efficace contro l’invecchiamento per effetto di un contenuto di licopene superiore al 50 per cento, che aiuta anche nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e tumorali. La novita’ e’ stata presentata in occasione dell’assemblea di Coldiretti, nell’ambito del Salone dell”Innovazione nella tradizione’.

Sta nel licopene la marcia in più. Si tratta – sottolinea Coldiretti – di una varieta’ senza organismi geneticamente modificati (Ogm), che vanta una concentrazione superiore del 50 per cento di licopene, una sostanza che svolge un’azione antiossidante superiore al betacarotene. Da un numero sempre maggiore di studi sta emergendo che il licopene aiuta anche a prevenire alcuni tipi di tumore e malattie cardiovascolari, e ritarda l’invecchiamento delle cellule del corpo. Da ultimo, oltre che da parte di Umberto Veronesi, anche la World Foundation of Urology ha evidenziato la sua importanza nel pomodoro per combattere non solo il tumore alla prostata ma tutte quelle malattie causate da stress-ossidativi e dalla formazione di radicali liberi.

Una filiera agricola tutta italiana, utile per la salute e…la bellezza. Il superpomodoro, che ha una forma squadrata, e’ stato intanto coltivato nelle aziende agricole situate in Emilia Romagna e Lombardia per essere poi trasformato in passate e polpe ad alta concentrazione di licopene. Questa novita’ – osserva Coldiretti – si inserisce nel progetto portato avanti dall’organizzazione agricola per una filiera agricola tutta italiana che punta a offrire prodotti al cento per cento italiani, e difende il consumatore dalle contraffazioni. I derivati del pomodoro sono infatti la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina, con un quantitativo di 82 milioni di chili sbarcato in Italia nel 2009 da ‘spacciare’ come Made in Italy. Nell’ambito del ‘Salone dell’innovazione nella tradizione’ sono stati presentati anche alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere ispirati ai vecchi trucchi della nonna: dal bagno anti stanchezza al rosmarino, all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.

(fonte Ansa)

30 giugno 2010: a Rovigo, convegno sugli OGM

Mercoledì 30 giugno alle 9.30 presso il CENSER (Padiglione C, sala Rigolin, via Porta Adige 45) Confagricoltura Rovigo e del Veneto organizzano il convegno “OGM. Libertà d’informazione, libertà d’impresa“. Tra i partecipanti: Stefano Casalini (presidente Confagricoltura Rovigo), Roberto Defez (Istituto di genetica e biofisica “A. Buzzati Traverso” CNR Napoli, Dario Bressanini (Dipartimento di Scienze chimiche e ambientali Università dell’Insubria), Marco Aurelio Pasti (presidente Associazione maiscoltori italiani) e Antonio Borsetto (vicepresidente Confagricoltura).

(fonte Confagricoltura Rovigo)

Semina mais Ogm in Friuli pro e contro: i video

L’azione dimostrativa di Movimento Libertario e Agricoltori Federati:

Alcune reazioni delle organizzazioni contrarie:

Ogm: Futuragra accoglie l’invito di Galan a sospendere la semina di mais transgenico

Giancarlo Galan, Ministro dell'Agricoltura

“Credo che la questione degli OGM meriti, da parte di tutti,  un supplemento di attenzione. Per questo chiedo a chi in queste ore sta  meditando di risolvere la questione con azioni dimostrative di sospendere ogni iniziativa che travalichi i confini della legalità, anche perché troverà in me un interlocutore libero da pregiudizi.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,  Giancarlo Galan, interviene sulla questione degli OGM ritornata di attualità dopo che un’associazione di agricoltori del Friuli Venezia Giulia aveva annunciato per venerdì una semina dimostrativa di Mais OGM. “La mia raccomandazione parte dal principio che con il dialogo e il confronto sia più semplice trovare soluzioni a una questione  che  con inutili fughe in avanti  si rischierebbe di compromettere”.

Duilio Campagnolo, presidente Futuragra

E in risposta all’invito al dialogo e al rispetto delle leggi da parte del Ministro dell’Agricoltura Galan, Futuragra ha  espresso pieno appoggio alle sue parole. ”Abbiamo sempre condotto la nostra battaglia sul piano legale e nel pieno rispetto delle normative italiane ed europee e intendiamo continuare su questa strada, ha dichiarato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. ”Offriamo al Ministro Galan tutto il nostro appoggio e la nostra collaborazione affinche’ si possa trovare una soluzione condivisa attraverso una mediazione tra le varie parti senza fughe in avanti che possano compromettere questa importante battaglia, che e’ prima di tutto culturale”.

(fonte: Ministero Politiche Agricole/Asca)

Zibaldone europeo: aviaria, Ogm, emissioni CO2, fonti rinnovabili

L’influenza aviaria rimane una minaccia. Nonostante l’azione concertata a livello internazionale sia riuscita ad eliminare il virus dell’influenza aviaria H5N1 dal pollame in quasi tutti i 63 Paesi infettati all’apice dell’epidemia mondiale del 2006, la malattia persiste in cinque Paesi rappresentando perciò ancora una minaccia per la salute animale ed umana. Alla vigilia della Conferenza internazionale sull’epidemia animale, che si aprirà lunedì ad Hanoi, la FAO segnala che, nonostante i notevoli risultati ottenuti, il virus H5N1 è ancora radicato in Egitto, Indonesia, Bangladesh, Vietnam e Cina. La guardia non va dunque abbassata.

Efsa - Parma

Dibattito OGM . In questi ultimi giorni, il dibattito su OGM sì OGM no è tornato ad animarsi. Il Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha ribadito che l’Esecutivo “per principio non è né a favore né contrario agli OGM” e che “le recenti decisioni in materia si sono basate esclusivamente sulla posizione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma”. Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, si è detto d’accordo con la posizione di Barroso.

Riduzione delle emissioni di carbonio entro il 2050. L’istituto indipendente European Climate Foundation (ECF) ha trasmesso alla presidenza spagnola dell’UE e ai Commissari europei Günther Oettinger (Energia) e Connie Hedegaard (Clima), una relazione intitolata “Tabella di marcia 2050 per un’Europa prospera e a bassa emissione di carbonio”, che esamina la fattibilità di una riduzione delle emissioni di CO2 compresa tra l’80 e il 95% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, come deciso dal Consiglio europeo nell’ottobre 2009.

Produzione di energia da fonti rinnovabili: nuovo bando. Con DGR n 1189 è stato approvato il bando relativo all’Azione 2.1.1 del POR Veneto 2007/2013 “Incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili”. L’importo messo a bando è di 6.759.012,20 euro. La scadenza del bando è fissata per il 14/08/2010. Per informazioni e approfondimenti sul POR Veneto è possibile consultare il sito internet regionale alla pagina: http://www.regione.veneto.it/Economia/Programmi+Comunitari/  Per avere specifiche informazioni sul bando qui segnalato: http://www.regione.veneto.it/Bandi+Avvisi+Concorsi/Bandi/POR+CRO+FESR+2007-2013.htm

(fonte Veneto Agricoltura Europa)