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Ridefinito nella struttura e orientato ai giovani: l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato traccia il futuro del settore primario veneto

30 marzo 2012, Mestre (VE), sede Regione Veneto, incontro stampa con assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato

Venerdì 30 marzo scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), si è svolto l’incontro stampa organizzato dall’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato in collaborazione con ARGAV.

Partecipanti. Alla conferenza stampa, coordinata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, erano presenti i collaboratori più stretti dell’assessore: Riccardo De Gobbi, dirigente responsabile della Direzione Agroambientale e Servizi per l’Agricoltura, Andrea Comacchio, commissario straordinario allo Sviluppo Rurale, Silvia Majer, responsabile dell’Unità Complessa Sistema Informativo Settore Primario, Pietro Cecchinato, dirigente della Direzione Piani e Programmi del Settore Primario, oltre che Mimmo Vita, capo Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura, obiettivo ricerca e innovazione. L’assessore Manzato ha confermato la linea della massima finalizzazione all’innovazione e del trasferimento tecnologico che la Regione, per quel che le compete in termini di politiche e programmazione e gli enti, quali Veneto Agricoltura, per quel che attiene ai supporti al tessuto produttivo, sta perseguendo. A questo proposito ha detto che Veneto Agricoltura sarà ridefinita, passando da “azienda” ad “agenzia”. Alleggerita dei compiti che non le sono propri come la parte programmatoria e strategica che saranno portate in Regione, potenziando però la parte della ricerca e innovazione e il conseguente trasferimento tecnologico alle aziende.

AVEPA e Sistema Parchi. Per AVEPA si prevede invece una scala di attività interregionale, con la gestione dei servizi da organo pagatore anche del vicino Friuli Venezia Giulia che attualmente non dispone di una sua propria struttura, peraltro imposta dalla UE. La legge di riordino di Veneto Agricoltura e di Avepa saranno varate entro quest’anno. Anche il Sistema Parchi sarà riformato, la parte più importante riguarderà l’urbanistica che passerà dal controllo dell’ente parco a quello dei rispettivi comuni. E qui c’è da augurarsi che gli enti locali affamati come sono di risorse fin qui assicurate dagli oneri di urbanizzazione e più vulnerabili alle concessioni improprie, non consentano l’ulteriore devastazione del territorio.

PiaVe, uno sportello unico agricolo telematico. Durante l’incontro è stato presentato alla stampa anche PIAVe (Portale Integrato per l’Agricoltura Veneta), progetto promosso e coordinato dalla Regione Veneto in collaborazione con AVEPA e Veneto Agricoltura. Il portale si propone di fornire una visione d’insieme del settore primario veneto nonché di essere luogo di informazione, comunicazione e servizio per il mondo agricolo veneto. PIAVe presenta una parte pubblica liberamente navigabile con servizi di informazione, cartografie, banche dati, videoclip illustrativi, ecc. e una parte ad accesso riservato tramite identificativo utente e password, dove sono messe a disposizione degli utenti registrati alcuni servizi come la visualizzazione dei dati del Fascicolo aziendale e le informazioni sullo stato di avanzamento nonché i dati salienti delle pratiche presentate.

PAC e Giovani.  A questo riguardo è stata istituita la cabina di regia “PAC 2020”, ovvero un gruppo di lavoro che dovrà ridefinire la figura dell’agricoltore e gestire uno scenari che travalicherà gli ambiti regionali amministrativamente intesi per dimensionarsi su scala di macroaree. Di fatto l’aiuto, per alcuni comparti, sarà ridotto dal 50 ad anche il 100%. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovani che nel 2012, si prevede siano 400 i nuovi ingressi in agricoltura. A tal proposito, la Regione Veneto ha allo studio un accordo con Ismea per facilitare il subentro dei giovani nella gestione delle aziende agricole anche rendendo più facile l’accesso al fondo di garanzia non solo per operazioni a medio e lungo termine ma anche sui prestiti a breve e sul circolante. L’aiuto al subentro disporrà di 8-9 milioni di euro ed è un passaggio determinante perché come ha detto l’assessore “i giovani sanno leggere l’innovazione e cogliere le occasioni”.

(Si ringrazia per il contributo redazionale Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente Circuito Wigwam).

PAC, le associazioni degli agricoltori veneti dicono stop alle rendite fondiarie

Far sentire un’unica “voce” per gli agricoltori veneti nel confronto europeo sulla Pac. E’ l’impegno passato dalle parole ai fatti attraverso un documento unitario di confronto che vede per la prima volta insieme tutte le maggiori associazioni professionali del mondo agricolo Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri nell’obiettivo condiviso di portare proposte di modifica ai testi sulla nuova Pac proposti dalla Commissione europea. Il documento unitario è stato consegnato alla IV Commissione del Consiglio regionale Veneto, la commissione agricoltura, dai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole. L’obiettivo è quello di presentare alla comunità europea richieste e correzioni concordate, in modo da definire una comune posizione negoziale regionale, da sostenere nelle diverse sedi del futuro confronto con le istituzioni.

Tutti d’accordo nel mettere al centro della nuova Pac l’imprenditore agricolo professionale e di indirizzare le risorse dopo la scadenza del 2013 alle aziende agricole in rapporto agli occupati a tempo pieno, ai progetti di sviluppo e innovazione, all’indirizzo produttivo, alla specializzazione e alla dimensione aziendale. “E’ questa la priorità della Pac dopo il 2013 – spiegano i vertici delle associazioni agricole venete – il punto di partenza  dev’essere l’ impresa agricola professionale capace di promuovere modelli organizzativi più competitivi e in grado di valorizzare sui mercati la produzione agroalimentare”. Per giungere a questo traguardo, le associazioni di categoria del mondo agricolo venete hanno redatto il  documento comune contenente le proposte e considerazioni  relative alla riforma.

La leva della futura Pac 2014-2020  deve puntare all’‘efficienza del mercato, al rafforzamento delle organizzazioni di produttori,  alla diffusione dell’economia contrattuale, alle  misure per favorire il ricambio generazionale e al sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato: “ Siamo ad una svolta – concludono le associazioni di categoria del mondo agricolo  – Prima di adesso i contributi sono stati erogati a chicchessia. Ora, se la politica tutta concorda, possiamo riconoscere la valorizzazione dell’attività dell’imprenditore agricolo che vive coltivando direttamente la campagna. Cosa che fino ad oggi non è avvenuta, generando diffusi sentimenti di scontento tra i veri agricoltori. Se finora le rendite fondiarie hanno guidato la Pac, è arrivato il momento di cambiare rotta”.

(fonte: Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri)

PAC post 2013, lavoro e giovani i nuovi cardini, più flessibilità per Stati membri, esclusi dagli aiuti chi ha costi amministrativi elevati

Per Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il voto di approvazione dato dalla sua Commissione alla Relazione “PAC 2020” è da ritenersi storico. In pratica, sembra che stia prendendo forma una linea che poggia su criteri oggettivi, equi e non distorsivi per la ripartizione del budget agricolo e valorizza il lavoro e i giovani che diventano elementi cardine della nuova PAC. Inoltre, anche la componente “verde” nel sistema dei pagamenti diretti non dovrebbe comportare maggiori oneri amministrativi ed economici per gli agricoltori.

Ci sarà più flessibilità per gli Stati Membri, sia attraverso un necessario periodo di transizione per l’applicazione delle nuove regole, sia nell’utilizzo delle risorse accoppiate. Nell’ambito della semplificazione e della definizione di agricoltori attivi, si è ritenuto di escludere dagli aiuti europei le aziende i cui costi amministrativi sono superiori all’ammontare attuale degli aiuti ricevuti. Importante è anche l’esigenza di rafforzare e di innovare il sistema di strumenti sulle emergenze di mercato, anche attraverso fondi anticrisi e il potenziamento dei sistemi di gestione nel settore ortofrutticolo, vitivinicolo e dell’olio di oliva.

Circa le risorse finanziarie da destinare all’agricoltura europea, sta proseguendo il percorso avviato con il “Rapporto Lyon” che prevede il mantenimento del budget attuale e la certezza del quadro finanziario in vista delle proposte legislative. Dal Parlamento europeo arriva dunque una risposta efficace alla Comunicazione della Commissione che, dopo il voto in Plenaria, potrà contare su una solida base su cui lavorare per costruire le proposte legislative della PAC post 2013.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

La Pac dopo il 2013: ad Agripolis (Legnaro, Padova), il 18 novembre incontro-dibattito in diretta con Bruxelles

Si avvicina la data del 18 novembre, giorno in cui la Commissione europea presenterà la sua Comunicazione sul futuro della PAC dopo il 2013. Il dibattito si sta animando su alcune questioni chiave: mantenimento dei due Pilastri, riorganizzazione dei pagamenti diretti, implementazione delle politiche rurali e ambientali, ecc.  Anche Veneto Agricoltura, con il suo sportello Europe Direct Veneto, intende partecipare al dibattito in corso organizzando, in collaborazione con la Rappresentanza a Milano della Commissione europea e l’ARGAV, un evento al quale tutti sono invitati a partecipare.

Programma dell’incontro. L’appuntamento, fissato per le ore 11,30 di giovedì 18 novembre 2010 presso la sede centrale di Veneto Agricoltura (Agripolis) a Legnaro-Pd, prevede: breve introduzione dell’argomento; collegamento con Bruxelles per seguire in diretta (tramite la TV Europe By Satellite) la conferenza stampa di presentazione della Comunicazione da parte del Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos; collegamento in diretta con un rappresentante della Direzione Generale Agricoltura della Commissione europea, che commenterà a caldo i punti salienti della Comunicazione; discussione in sala con l’apporto di esperti. L’incontro si concluderà attorno alle ore 13,30. Gli interessati a partecipare all’iniziativa sono invitati a segnalarlo allo 049 8293716 oppure via e-mail.

Si segnala, infine, che presso lo sportello europeo di Veneto Agricoltura è disponibile una bozza (in lingua inglese) della Comunicazione della Commissione europea sul futuro della PAC. Gli interessati possono farne richiesta (tel. 049 8293716 oppure e-mail).

(fonte Europe Direct Veneto)

Ciolos al Salone del Gusto di Torino: nuova Pac attenta a ruolo sociale del settore

Dacian Ciolos

”Con la nuova Pac, tenendo conto delle differenze dei diversi contesti, riusciremo a realizzare dei sistemi produttivi che rendano l’agricoltura un settore che riuscira’ a trattenere sul territorio i suoi lavoratori, assegnandole oltre che un ruolo economico anche un ruolo sociale”. Lo ha detto il commissario europea all’Agricoltura Dacian Ciolos nel corso dell’inaugurazione dell’ottava edizione del Salone del Gusto, che si tiene fino al 25 ottobre a Torino.

”Dal punto di vista della sostenibilita’ economica – ha aggiunto Ciolos – ritengo sara’ necessario attuare misure differenziate, tenendo conto delle diverse possibilita’ espressione di questo mercato”. ”In primo luogo – ha detto – i nostri sforzi devono essere tesi a far si’ che gli agricoltori possano vivere del loro lavoro commercializzando i loro prodotti, innanzitttuo sui loro mercati”. ”Mi sono fatto portatore di una bozza di misura – ha detto Ciolos – che portera’ a un sistema di etichettatura dei prodotti locali tenendo in particolare considerazione la produzione nelle zone di montagna affinche’ il consumatore sappia cosa sta acquistando”. Occorre intervenire sui diversi attori della filiera, ha anche detto Ciolos, ”proprio per questo – ha sottolineato – opero di concerto con il commissario all’industria Tajani – per favorire la trasparenza nella filiera alimentare perche’ anche l’agricoltore possa beneficiare a pieno del frutto del proprio lavoro”.

(fonte Asca)

Pac post 2013: Italia priva di una strategia nei confronti delle tematiche agricole europee

All’indomani della Festa dell’Agricoltura di Matera, il presidente della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, Giuseppe Politi, che ricopre anche la carica di vicepresidente del Copa, dichiara: “A due mesi dall’ufficializzazione delle proposte per la riforma Pac (Politica agricola comune) post 2013 da parte del commissario all’Agricoltura UE Dacian Ciolos, ancora non conosciamo qual è la posizione del nostro governo su un argomento di grandissima importanza per il futuro degli imprenditori agricoli italiani. Constatiamo, purtroppo, una totale assenza di politiche verso questo problema nevralgico. Non lo diciamo solo oggi. E’ già da diverso tempo che sottolineiamo l’esigenza di una strategia vera nei confronti delle tematiche agricole europee. Risposte, tuttavia, non sono ancora giunte”.

Pac post 2013: focus su redditi, sviluppo e mercato. Durante la Conferenza economica di Lecce (7 e 8 ottobre 2010) sarà presentato un documento sottoscritto con Confagricoltura e Copagri. “La riforma dovrà garantire risorse ai veri agricoltori – sottolinea Politi – Basta con le rendite parassitarie. La nuova politica europea dovrà puntare su redditi, sviluppo e mercato”. “Una cosa deve essere, però, certa: la nuova politica agricola UE – aggiunge il presidente della Cia – deve concentrare la massima attenzione sul reddito degli agricoltori e, quindi, la riforma post-2013 deve destinare più risorse per il settore e sostegni a chi vive realmente di agricoltura, gli agricoltori professionali. Crediamo, tuttavia, che occorra portare avanti da subito azioni concrete per dare risposte agli agricoltori prima del post-2013. C’è bisogno, infatti, di soluzioni immediate per evitare che i produttori si trovino alle prese con situazioni estremamente difficili, come quelle che si sono riscontrate negli ultimi tre anni. Soluzioni mirate che consentano di garantire i redditi e di operare con propulsione sui mercati per fare in modo che i prezzi non subiscano pesanti cadute che avrebbero disastrose conseguenze sulla gestione delle imprese”.

Gli obiettivi della Pac secondo Cia. “La leva della futura Pac deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese e il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, e alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. La Pac del futuro, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”. “La Pac – ha concluso il presidente della Cia – dovrà assumere tra i suoi obiettivi l’efficienza del mercato; dovrà prevedere tra le azioni il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”.

(fonte Cia)

Rapporti Africa-Europa. Nel “Nord-est” africano, opportunità per l’Italia

Incontro Argav-Wigwam 18/06/10: a parlare, da sx Katia Mazzucato, Fabrizio Stelluto, Giancarlo Scottà

(di Pietro Bertanza, Vice Presidente Argav) In questo caso lo dobbiamo proprio dire: il mal d’Africa esiste! Lo ha dimostrato Katia Mazzucato (manager italiana a capo del progetto Greenoil) durante l’incontro Argav-Wigwam di venerdì scorso (18/06/2010) moderato da Fabrizio Stelluto, Presidente Argav, nella splendida cornice del circolo di campagna ad Arzerello (Padova).

Benin e Togo : ad Ovest il “nordest” dell’Africa. L’imprenditrice italiana ha illustrato, ad una platea attenta e preparata, il suo progetto per la realizzazione in Togo e Benin di un’impresa agroenergetica per la produzione di olio da piante di Jatropha curcas destinato ad alimentare gli impianti dei consorziati Greenoil per la generazione in Italia di energia elettrica. Il programma di lavoro prevede la coltivazione di 15.000 ettari con una pianta non food, la Jatropha curcas appunto, nei territori lasciati incolti dell’Africa occidentale, che si potrebbe definire “il Nord-est africano”, e la commercializzazione dell’olio combustibile in Italia per una produzione totale di energia pari a 25MW. Progetto che prevede investimenti sino a 20 milioni di euro. Mazzucato non ha lasciato nulla al caso e lo dimostra con numeri, dati e competenza rispondendo alle continue domande degli astanti incuriositi e rapiti dal progetto.

Jatropha curcas

Utilità sociale. Non solo aspetti economici per il progetto: infatti, è stata dedicata particolare attenzione anche all’aspetto occupazionale e di sviluppo socio economico del comparto agricolo nei paesi africani. In particolare, le piantagioni sono state progettate per essere coltivate e gestite interamente manualmente e per consentire all’agricoltore e alla sua famiglia di realizzare proprie coltivazioni agricole nella modalità Intercropping (coltivazione di specie intrafilare) nelle aree dell’azienda agroenergetica. Ciò favorirà inoltre una maggiore fertilità del terreno.

La visione europea. L’incontro è proseguito con l’intervento di Giancarlo Scottà (deputato al Parlamento Europeo, vicepresidente della Delegazione all’assemblea parlamentare paritetica ACP-UE – ndr Africa Caraibi Pacifico, Unione Europea) che ha portato la sua esperienza in campo europeo. Scottà ha raccontato le sue visite in Africa e le varie opportunità anche per gli imprenditori italiani. L’onorevole ha continuato il suo intervento toccando un problema assai annoso: la definizione del rischio nei Paesi in via di sviluppo. Infatti molte sarebbero le potenzialità del territorio africano per l’agricoltore, ma che spesso non conosce bene la realtà o è legato a stereotipi di vecchia data che vuole l’Africa “il Paese nero”.

Incontro Argav-Wigwam 18/06/10: da sx, Katia Mazzucato, Fabrizio Stelluto, Giancarlo Scottà

La questione DO. La serata Argav è continuata all’insegna delle denominazione di origine e della nuova legge in via di approvazione in sede europea. Infatti Scottà è anche membro della commissione agricoltura europea. L’europarlamentare ha subito rassicurato che le diciture doc, docg e igt saranno mantenute e che non c’è pericolo per la Nutella. Ultima questione affrontata e che tiene banco in Europa è la Pac (Politica agricola comune) post 2013. Scottà ci ha solo riferito che sono stati presentati più di 1.200 emendamenti alla proposta di legge… Sarà un bel dibattito.

Alcuni numeri del progetto greenoil. 15.000 ettari piantati a Jatropha Curcas, 48.000.000 piante messe a dimora,
355.958 tonnellate di olio combustibile, 917.855 tonnellate di panello da usare come combustibile, 2.743 nuovi posti di lavoro fissi in Africa.

Come di consueto, al termine dell’incontro i presenti hanno potuto godere dell’ospitalità dello chef e padrone di casa Efrem Tassinato.

Italia: troppi ostacoli al ricambio generazionale in agricoltura

In Italia il ricambio generazionale in agricoltura permane sempre ai livelli più bassi d’Europa. I conduttori agricoli sotto i 40 anni è pari al 6,9% con un costante trend in diminuzione dagli anni 2000. Di contro quelli con età superiore a 65 anni è di oltre il 44%. Occorre, per questo motivo, sviluppare politiche ed interventi che diano impulso all’imprenditoria giovanile, permettano l’apertura di nuove imprese e favoriscano l’attrattività e la sostenibilità dell’attività agricola.

Progetto giovani. Questi i punti ribaditi da una delegazione dell’Agia (Associazione giovani imprenditori agricoli) della Cia-Confederazione italiana agricoltori durante l’audizione presso la Commissione Agricoltura del Senato alla quale sono stati presentati e illustrati il “Progetto giovani” e il documento programmatico della terza Assemblea elettiva del febbraio scorso. E’ stata la presidente dell’Agia Gianfranca Pirisi a mettere in evidenza sia le nuove difficoltà che le peculiarità del mondo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nell’attuale momento di crisi e, nel contempo, ad avanzare una serie di proposte per un rilancio del settore. L’Europa – è stato rilevato – attribuisce grande attenzione alla partecipazione dei giovani alla politica agricola e non. Ne è la prova il coinvolgimento di tutte le rappresentanze giovanili a livello europeo in merito alla discussione sulla Pac post 2013. Un meccanismo, quello della condivisione, ulteriormente sancito dall’applicazione del trattato di Lisbona.

Le difficoltà incontrate dai giovani agricoltori. Per questa ragione, l’Agia-Cia, convinta che la concertazione e il dialogo siano fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Paese, ha chiesto con forza che, come avviene in Europa, anche in Italia venga posta la stessa attenzione nel coinvolgimento dei giovani rispetto alle politiche a loro dedicate e non solo. Nel nostro Paese sussistono, infatti, molte difficoltà legate all’insediamento giovanile. Tra queste, ci sono la scarsa mobilità fondiaria e l’accesso al bene terra, gli alti costi di avviamento, l’incertezza delle prospettive economiche, la scarsità di formazione e servizi di consulenza adeguati. Ostacoli ai quali si aggiungono gli oneri amministrativi connessi all’esercizio dell’attività agricola, gli elevati prezzi di affitto e di acquisto dei terreni, gli alti costi dei macchinari, ed in generale, degli investimenti. Barriere fiscali e legali e in alcuni casi il forte rischio di “marginalità” delle aree rurali, la carenza di infrastrutture, di logistica, di mobilità, dei servizi civili e socio-sanitari, che condizionano la qualità della vita, completano il quadro dei problemi dei giovani che intendono intraprendere l’attività agricola.

Il rimedio: agire su fisco e credito. L’attuale situazione economica – ha ricordato la presidente dell’Agia Pirisi – ha influito negativamente sui redditi degli agricoltori, ma ha costituito un ulteriore ostacolo per i giovani imprenditori agricoli e alla stessa volontà di fare impresa in agricoltura. In tale contesto economico è essenziale agire tempestivamente e direttamente in difesa dei redditi delle nuove e giovani imprese agendo soprattutto su fisco e credito.

(fonte Agi)