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6 agosto 2019, alla scoperta in battello di Padova, fra mura e acque

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) E’ un approccio davvero “originale” alla città di Padova quello offerto dal socio Argav Pietro Casetta, giornalista, geografo, guida naturalistica ambientale e Cultore della materia Geografia umana al Corso di laurea in Scienze della formazione dell’Università di Padova, di cui se ne può avere un bell’esempio martedì 6 agosto, in occasione dell’escursione “Padova in battello“, da lui organizzata.

Il progetto culturale. L’obiettivo di Casetta, infatti, è di raccontare la città del Santo sottolineandone gli aspetti artistici e naturalistici, dando valore alle nuove realizzazioni architettoniche, ambientali e paesaggistiche, alle opere di ingegneria, passate – stile massonico compreso – e presenti, alle nuove tecnologie energetiche e alle opere idrauliche.

Programma. Per quanto riguarda l’iniziativa del 6 agosto, l’imbarco in battello è previsto alle 17.30 al molo cinquecentesco del Portello, cui seguirà il racconto storico-artistico de: la Porta, il Ponte, il Capitello della Fraglia dei Barcari, la scalinata; un po’ di navigazione, quindi lo sbarco alla Golena comunale di San Massimo, dove saranno illustrati il Bastione Portello Vecchio (con visita al suo interno e alla sommità), le Mura e il “trabocchetto”, il Bastione Castelnuovo, la Statua di San Prosdocimo, il Leone di San Marco ricollocato e la “cavana”; per quanto riguarda le Mura e le acque di Padova, si parlerà del Bastione dell’Arena con le tracce dello storico Leone di San Marco, dell’attracco e della gru che scaricava il carbone dai barconi, dell’area su cui avrebbe dovuto sorgere il nuovo Auditorium, del Macello in stile Jappelliano, del Bastione Piccolo, della cortina di Mura cinquecentesche. Dopodiché è previsto il re-imbarco e la visita del fiume sino alla Conca delle Porte Contarine, con il racconto del Monumento alle Vittime delle Twin Towers, del “mandracchio”, della Gora che alimentava il Mulino, delle Mura cinquecentesche. Il rientro è previsto verso le ore 20 circa (costo di partecipazione 15 euro a persona, gradita la prenotazione: padova@padovaoriginale.it -349 320 86 40, l’organizzazione non è responsabile per eventuali danni inferti o subìti da persone e cose nel corso dell’escursione).

25 febbraio 2015, il socio ARGAV Pietro Casetta parla di meteorologia e rischio idraulico all’incontro promosso da WWF Padova

WWF PadovaSi intitola “Dalla meteorologia al rischio idraulico” l’incontro che il WWF Padova terrà mercoledì 25 febbraio alle 20.45 alla sala Ex Scuderie della Fornace Carotta in piazza Napoli 40 a Padova. Tra i relatori, figura anche il socio ARGAV Pietro Casetta, che interverrà sul tema “Perché le previsioni del tempo sono sempre sbagliate” e Fabio Casetto, che parlerà del tema “Conseguenze degli eventi ‘eccezionalmente normali’”.

Previsioni meteo sbagliate, danno per il turismo. Pietro Casetta è il fondatore dell’iniziativa di incoming turistico “Padova Originale”, ma ad un anno dalla nascita dell’iniziativa si ritrova a dover fare i conti con un aspetto tragicomico: la fuga dei turisti di fronte alle previsioni del tempo… sbagliate! E perché queste sono sempre sbagliate? Casetta se l’è chiesto e ha trovato la risposta nel campo della scienza: non la scienza “normale”, ma quella che non viene divulgata perché scomoda, perché fa traballare le certezze nostre e degli scienziati, perché supera il paradigma (come direbbe il filosofo Thomas Kuhn) sul quale ci siamo adagiati. E guai a dirlo che il tempo non si può prevedere: l’ultimo che ci ha provato, Edward Norton Lorenz, si è giocato il Nobel.

Urbanistica padovana del Novecento. Fabio Casetto si occupa di ambiente, edilizia e strategie sia territoriali sia commerciali. Da sempre sensibile alle politiche ecologico-ambientali, negli ultimi sei anni ha messo a disposizione dei Quartieri 3 e 4 di Padova le sue competenze partecipando, come cittadino esperto nominato, alle Commissioni circoscrizionali Ambiente e Urbanistica. Da quindici anni studia con interesse le vicende legate alle trasformazioni della sua città, specialmente quelle avvenute nel secolo scorso, con particolare focus sui Piani Regolatori ed sul nodo idraulico. Sta realizzando un testo sull’urbanistica padovana del Novecento, per tramandare memorie storiche e curiosità che altrimenti correrebbero il rischio di essere dimenticate.

Fonte: Padova Originale

Padova originale, ossia cinque nuovi chiavi di lettura per (ri)scoprire la città del Santo proposte dal socio ARGAV Pietro Casetta

Monumento_Libeskind_a_Vittime_Twin_Towers

Monumento_Libeskind_a_Vittime_Twin_Towers

Il socio ARGAV Pietro Casetta, geografo padovano, ci rende partecipi dell’ultima sua iniziativa che si chiama Padova originale, ossia cinque itinerari turistici per (ri)conoscere Padova.

“Niente nomi, niente date, niente spiegazioni libresche, solo emozioni, autenticità e stile”, spiega Casetta. La novità degli itinerari sta infatti soprattutto nella chiave di lettura, alternativa e complementare alla tradizionale lettura storico-artistica delle opere d’arte. Padova originale è infatti il prodotto non solo della preparazione culturale del suo autore, ma anche della sua capacità di divulgazione maturata attraverso decenni di professione giornalistica. E proprio sulla capacità di divulgazione Casetta ha puntato, formando le sei guide turistiche che accompagnano i visitatori nei diversi tour.

Spazio considerevole negli itinerari viene assegnato all’acqua, che innerva Padova e che ne ha reso possibile l’esistenza di gran parte delle sue testimonianze monumentali. Proprio per questo, alcuni itienrari vengono proposti a bordo di un’imbarcazione, la Delta Nova Zero emissioni ( la più grande barca interamente elettrica non ibrida italiana, realizzata con finanziamenti zero sia pubblici sia UE) di Delta Tour Navigazione turistica, compagnia di navigazione e agenzia di viaggio che cura la direzione tecnica di Padova originale.

Nuove chiavi di lettura della città di Padova. Altro aspetto originale dell’iniziativa riguarda i punti di vista in cui viene (ri)scoperto il territorio: l’architettura contemporanea, rappresentata dalle numerose opere, molte delle quali pregevoli, ben visibili in particolare lungo i corsi d’acqua padovani; l’arte non ufficiale, soprattutto massonica, che proprio nella città del Santo trova importanti espressioni quali lo Stabilimento (o Caffè) Pedrocchi o il pochissimo noto Parco Romiati;l’arte tecnologica, ovvero l’insieme degli artifici ingegneristici, perlopiù idraulici, che hanno permesso la realizzazione di opere quali il Prato della Valle o il più antico Orto Botanico del mondo. I temi degli itinerari, sempre personalizzabili, sono quindi le architetture del XXI secolo a Padova; il percorso erotico, massonico e unitario nello Stabilimento Pedrocchi; il percorso delle Torri lungo il canale Piovego; i parchi irrigati dal Canale Alicorno; il Canale Alicorno: parchi, palazzi, simboli.