• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Consumo del suolo-Piano Casa: Coldiretti, “la campagna non vuole più deroghe”

VolantinoConsumoSuolo“Sindaci o Assessori l’importante è la responsabilità del governo del territorio che non si controlla a colpi di deroghe né con la burocrazia”. Lo afferma Coldiretti Veneto alla vigilia delle audizioni in Consiglio regionale sulla proposta di legge per la tutela del consumo del suolo e a poche ore da un convegno in programma sul Piano Casa recentemente approvato dalla Regione.

Riqualificare senza compromettere ulteriore campagna. “I due provvedimenti dovrebbero essere letti in parallelo – sottolinea Coldiretti – azzerare lo spreco di terreno agricolo non significa bloccare lo sviluppo insediativo chiudendo migliaia di imprese edili con relative conseguenze pesanti per l’occupazione, ma, attraverso la riqualificazione delle case e degli edifici produttivi spesso collocati in zona impropria è possibile, senza compromettere ulteriore campagna, migliorare il tessuto urbano esistente assicurando lo sviluppo all’economia veneta”. Per questo Coldiretti ha detto “si” al Piano Casa sollecitando una normativa coerente.

Il ruolo dei comuni. “Ci dovremmo chiedere però perché il Consiglio regionale ha ritenuto necessario supplire la parte di competenza dei Comuni – si interroga Coldiretti – forse perché i casi di burocrazia inefficiente sono innumerevoli e quelli paradossali sono pressoché quotidiani? Abbattere una stalla per rifarla tale e quale, oppure abbassare un tetto di qualche centimetro perché lo dice un Ente Parco? Coltivare una proprietà spezzettata dal passaggio di un’autostrada dovendo “guadare” un sottopasso continuamente allagato, perdere il finanziamento comunitario già assegnato per un puntiglio dell’amministrazione? Addirittura attendere le concessioni demaniali obbligando le persone a vivere da abusivi nelle proprie case”.  Lunga e triste casistica che impone riflessioni ai primi cittadini che non possono più trincerarsi dietro l’accumulo di carte affermando che questo sia il baluardo della salvaguardia territoriale, tutt’altro, si consolida un certo modo di agire che sottintende l’adagio: ‘chi può fa e chi non ha i soldi aspetta’. “I Sindaci hanno ragione a sostenere la propria potestà rispetto alle norme urbanistiche – conclude Coldiretti – ma questo implica una responsabilità rispetto alle scelte nell’interesse dei cittadini, ai quali non può venir meno il diritto alla bellezza del paesaggio che passa anche attraverso la valorizzazione degli immobili presenti costruiti in altre epoche. Se questa nuova responsabilità non si afferma con forza è giusto che il Veneto volti pagina”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Consiglio veneto, chiesta seduta straordinaria in solidarietà a don Bizzotto

don Albino BizzottoIl consigliere regionale della Sinistra veneta Pietrangelo Pettenò ha chiesto una seduta straordinaria del Consiglio veneto per dibattere l’iniziativa assunta da don Albino Bizzotto, il sacerdote della diocesi di Padova che ha intrapreso dal 16 agosto lo sciopero della fame per fermare il consumo del territorio e le grandi opere.

Necessità di un nuovo modello sociale e ambientale. “La protesta intrapresa da don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace è sostenuta da molti cittadini – scrive Pettenò nella lettera aperta rivolta al presidente del Consiglio Ruffato e ai consiglieri di palazzo Ferro-Fini – che ormai hanno preso coscienza sulla necessità di un nuovo modello sociale ed ambientale per la nostra regione. Grandi opere pubbliche, private o miste pubbliche-private hanno contribuito a devastare il nostro territorio. Opere non sempre rispondenti alle necessità sociali della popolazione, anche se approvate con la presunta motivazione dell’“interesse pubblico”, con l’aggravio dell’utilizzo sempre più ricorrente dello strumento del progetto di finanza”.

Pettenò auspica una riflessione dell’assemblea legislativa del Veneto, che faccia un bilancio delle opere già in cantiere e riconsideri quelle in via di definizione. “Non possiamo illuderci – prosegue – che per difendere il consumo di suolo basti incentivare la “crescita edilizia in verticale” come sembra farci credere la Giunta regionale: forse che il faraonico Palais Lumiere che Pierre Cardin vorrebbe costruire è un’opera sostenibile solo perché si sviluppa in altezza? La politica deve avere più coraggio e sostenere solo quelle opere che sono utili e necessarie. Prima di costruire ancora, si dovrebbe riqualificare il territorio, risanare l’ambiente e il patrimonio edilizio”. “Sicuri che vada resa permanente la “logica del piano casa” che si basa sul presunto diritto del privato di edificare secondo le proprie esigenze senza più nessun controllo o regolazione delle amministrazioni locali?”, aggiunge Pettenò. Per il rappresentante della Sinistra veneta il Consiglio veneto deve riunirsi a breve e dibattere, raccogliendo il contributo di cittadini e associazioni, come fermare le grandi opere non più necessarie e come riprogrammare lo sviluppo sostenibile del Veneto.

(Fonte: Consiglio Regionale Veneto)