Il territorio dei Colli Euganei è stato segnato dalla presenza quasi millenaria dell’Abbazia benedettina di Praglia. I monaci ne hanno bonificato le terre, disegnandone il paesaggio con lo sviluppo di colture particolari come la vite e l’olivo. E sabato 29 settembre scorso, presso l’Abbazia di Praglia a Teolo (Pd), è avvenuta l’inaugurazione dell’antica cantina a chiusura dell’intervento di restauro e a completamento di un percorso iniziato nei primi anni 2000, quando i monaci hanno ripreso lo sviluppo della viticoltura dentro ed attorno l’Abbazia (10 ettari circa).
La tradizione pragliese delle vigne e del vino vanta almeno otto
secoli di storia. E la memoria di un interesse peculiare dei monaci di Praglia per vigne e vini, custodita in documenti antichi di quasi mille anni, è alla radice di un prodotto di qualità, che racconta al contempo una storia di vita e di “vite”. Nella cantina di Praglia si respira questa lunga storia, in cui l’antica arte del fare bene le cose s’incontra con esigenze e tecniche nuove, nella ricerca costante di risultati di valore. Nei 10 ettari attualmente coltivati a vigneto dentro e intorno alle mura dell’Abbazia, interamente a DOC, denominazione di origine controllata, trovano un posto privilegiato vitigni tradizionali come la Garganega, il Friularo e soprattutto il Moscato Fior D’arancio, tipico dei Colli Euganei, accanto alle varietà più comuni come il Merlot, il Cabernet, lo Chardonnay.
(Fonte: Veneto Agricoltura)
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