(di Cinzia Dal Brolo, socio Argav) Location prestigiosa, cucina di assoluta eccellenza a cura del pluristellato chef Massimiliano Alajmo del Ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano, (al primo posto nella classifica delle guide più autorevoli) hanno fatto da “cornice” alla presentazione del programma di promozione dei vini Tai, Lison e Tai Rosso, così denominati dopo che l’Unione Europea ha definitivamente sancito l’attribuzione della denominazione Tokai all’Ungheria e ai suoi vini.
L’apparente sconfitta si è, nel tempo, trasformata in una nuova “opportunità commerciale” per i vini veneti, considerati a buon diritto la più autentica espressione del territorio, in quanto il Tai , secondo le parole del governatore Zaia, “è il vino di sempre, antico nelle radici, nel vitigno, con un nome diverso.” Mercoledì 1 dicembre c’è stata la presentazione ufficiale del progetto, realizzato con il contributo economico della Regione Veneto e del MIPAF. Presenti i Presidenti delle rispettive Doc, Federico Tassoni (Colli Berici), Mauro Stival (Lison Pramaggiore), Antonio Bonotto (Piave), e una folta schiera di giornalisti ai quali Carlo Favero, Direttore del Consorzio Lison Pramaggiore ha illustrato le parti più salienti del Progetto; a partire dai dati della produzione 2009 che ha raggiunto quasi 2 milioni di bottiglie, di cui il 70% è rappresentato dai vini del Lison. Sottolineando che anche la vendemmia 2010 fa ben sperare, confermando la dinamicità di un territorio finora rimasto ai margini del mercato.
Buon Feed-back è arrivato dalla promozione dei vini TAI all’aeroporto Marco Polo di Venezia, fatti degustare ai passeggeri in transito; con numeri che, da giugno a novembre, hanno fotografato un andamento positivo. Inoltre, a supporto del progetto, a partire dal 2011 è prevista una nutrita serie di iniziative: convegni, workshop, momenti conviviali, incontri pubblici. Una ventina le etichette presentate alla stampa, i migliori vini delle tre DOC: ogni territorio rappresenta una storia a sé, ma il denominatore è comune: vini ottenuti da uve TOCAI. Nella parte più orientale della provincia di Venezia, (Lison-Pramaggiore) si producono bianchi e rossi dalle fragranze aromatiche, tipici di vitigni coltivati su terreni pianeggianti, temperati dalla vicinanza all’Adriatico, ricchi di calcio. I vini del Piave Doc annoverano bianchi e rossi caratteristici di un territorio (bassa pianura compresa tra i confini nordorientali della provincia di Treviso fino alla foce del Piave) che punta alla valorizzazione sia di vitigni ben radicati e già conosciuti, sia di quelli nuovi come il Raboso superiore che entrerà a far parte della DOCG. Infine, i vini prodotti nei Colli Berici (a sud della città di Vicenza) testimoniano una produzione diversificata grazie a terreni di varia natura, roccia calcarea, argille rosse, rocce basaltiche che assicurano un carattere ben “strutturato” al prodotto. In particolare il TAI Rosso, di colore rubino intenso, con note di lampone e frutti di bosco, di sapore asciutto. Proposto sia nella versione classica, che in quella “riserva” dopo un periodo di affinamento in legno.
Una menzione particolare va ai piatti appositamente creati da Massimiliano Alajmo, in grado di “esaltare” i vini, i cui abbinamenti sono stati guidati dal sommelier Alessandro Scorsone; per esempio la “Battuta di carne cruda arrotolata con astice e lattuga”, abbinata a freschi TAI rosso; o il “Maialino da latte arrosto con purè di marroni tartufato” a celebrare i Tai Rosso più strutturati. Infine, a sottolineare il valore di eccellenza, Alessandro Scorsone, ha definito “autentici” i vini veneti, diversi per zone di provenienza, piacevoli e facili da gustare, ricchi di storia e tradizione”. Un patrimonio da valorizzare nel panorama internazionale, con un mix di azioni mirate di Marketing strategico.
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